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Sabato, 27 Maggio 2017

La questione Ong-migranti diventa un caso nazionale

Il procuratore di Trapani Ambrogio Cartosio ha parlato davanti al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, presieduto da Laura Ravetto. come rivela il quotidiano Italiano il Giornale.«Certo sarebbe utile aumentare le forze in campo, magistrati, forze dell'ordine - ha detto Cartosio -. Ma il fenomeno migratorio non può essere contrastato sul piano giudiziario e poliziesco. Il piano deve essere quello politico e sovranazionale». Poi, insieme al sostituto Andrea Tarondo, ha affrontato la questione dell'indagine aperta nei confronti di soggetti operanti a bordo di navi noleggiate dalle Ong, indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma senza fare i nomi delle associazioni coinvolte.

Sull'operato delle Organizzazioni non governative nei salvataggi al largo delle coste libiche la procura di Palermo indaga per associazione per delinquere

«Ci sono condotte specifiche che vanno valutate anche alla luce dello stato di necessità - ha detto Tarondo -. Queste possono integrare astrattamente il reato di favoreggiamento, ma bisogna considerare che qui c'è un problema di salvataggio di vite umane. Ciò che conta è la valutazione che i giudici daranno dell'estensione dello stato di necessità. Bisogna capire se per questo si intenda solo quello di chi viaggia in mare e rischia di affogare o se va esteso anche a chi si trova in campi di concentramento in Libia ed è vittima di torture o di stupri». Fatti, quindi, che potrebbero essere non punibili perché il codice etico sul quale le organizzazioni basano la loro attività ruota attorno al «salvare vite umane».

Secondo il Giornale questo comporta la possibilità che le Ong non collaborino molto disinvoltamente con l'autorità di polizia qualora questo possa comportare sanzioni per le persone che loro aiutano. Cartosio smentisce invece che si stia indagando per accertare finanziamenti illeciti da parte delle Ong, mentre Tarondo conferma la scarsa collaborazione da parte di alcuni paesi, la Libia in primis. Sta di fatto, però, che alcuni soggetti delle Ong sapevano perfettamente luogo, ora e mare dove intervenire per i salvataggi e che in qualche occasione abbiano bypassando la centrale operativa della Guardia Costiera. Adesso il rischio più grande è legato alla criminalità. «In Sicilia arrivano non solo navi della Guardia costiera o Ong, ma gommoni, canotti, barchini, in completa clandestinità - ha concluso Cartosio -. Non sappiamo che cosa fanno e non possiamo escludere che finiscano vittime di reati gravissimi o vengano utilizzati dalle mafie come manovalanza».

Intanto anche il settimanale Panorama svela la questione spiegando che, l'ipotesi di reato è più grave di quella su cui lavora la procura di Trapani nei confronti di alcuni volontari di Medici senza frontiere favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, i magistrati palermitani vogliono avocare a sé tutte le indagini.

Un conflitto che il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti cercherà di ricomporre la settimana prossima, quando incontrerà a Roma i colleghi impegnati in prima linea sul tema dei profughi e della tratta di esseri umani.

Intanto la sinistra, guidata dal sindaco Beppe Sala, sfila con richiedenti asilo, centri sociali e comunità islamica. Un'iniziativa che è un vero e proprio schiaffo a quegli italiani che stanno pagando il prezzo di un'invasione incontrollata. "È una manifestazione contro gli italiani", tuona il senatore Maurizio Gasparri accusando la sinistra di "marcerà per avere più immigrati".

La marcia di sabato, però, già divide. La sinistra sfila, infatti, in un momento difficile per l'Italia che, anche quest'anno, si trova a dover gestire sbarchi con numeri da record e un'immigrazione che non è più possibile integrare. L'aumento della criminalità legata agli extracomunitari, le infiltrazioni degli islamisti e gli obiettivi delle Ong per "destabilizzare economicamente" il Belpaese gettano un'inquietante ombra sul fenomeno. Per questo la marcia "Milano senza muri" suona quasi una provocazione. "Mentre emergono scandali in serie nei centri di accoglienza dei clandestini, con coinvolgimenti di mafia e 'Ndrangheta, mentre si quantificano in quasi 5 miliardi le spese per gli stranieri che arrivano in Italia, mentre si negano mezzi a poveri anziani, disabili e pensionati italiani, mentre nel Mediterraneo sedicenti organizzazioni non governative, spesso poco trasparenti e mosse da intenti ideologici, alimentano con i loro traffici i guadagni degli scafisti e la morte dei clandestini nel Mediterraneo - accusa Gasparri - a Milano c'è chi marcerà per avere più immigrati".

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