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Lunedì, 23 Novembre 2020

Francia: Emmanuel Macron e Marine Le Pen al ballottaggio

Sarà, tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen il ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Le previsioni della vigilia, dunque, sono state rispettate: Emmanuel Macron scavalca Marine Le Pen nei voti reali.

"Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese": è la prima dichiarazione di Emmanuel Macron. "Il Paese - dice il leader di En Marche nel suo primo discorso  - sta attraverso un periodo inedito nella sua storia, con la crisi, il terrorismo e ha risposto nel modo migliore. Io - assicura Macron - voglio andare oltre i risultati di stasera e unire tutti i francesi. Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa. Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi". 

"Oggi il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno". Emmanuel Macron ha ringraziato Francois Fillon e Benoit Hamon per aver dato ai loro sostenitori l'indicazione di votare per lui al ballottaggio del 7 maggio. 

Marine Le Pen, nel suo primo intervento dopo i risultati, ha così ringraziato: "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro ".

Il ministero dell'Interno francese comunica che il candidato indipendente è al 23,75%, la leader del Front National al 21,53%. A seguire il candidato del centrodestra Francois Fillon al 19,9%, poi quello di sinistra Jean-Luc Melenchon al 19,6%, il socialista Hamon al 6,3% e Dupont-Aignant al 6,3%.

Secondo un sondaggio Ipsos/sopra Steria realizzato per France Info, al ballottaggio Emmanuel Macron otterrebbe il 62% delle preferenze contro il 38% di Marine Le Pen.

Record assoluto di voti per il Front National, che sfonda la soglia dei 7 milioni di voti. 

Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra - i socialisti - e di centrodestra - i Républicains - va al ballottaggio per l'Eliseo. 

Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen.  "Questa sconfitta è la mia sconfitta", ma prima o poi "la verità emergerà" ha detto il candidato dei Républicains alludendo al cosiddetto 'Penelopegate', lo scandalo della moglie pagata per fare la sua assistente con denaro pubblico, ma poco o mai vista in Parlamento. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. 

Vittoria storica per Marine Le Pen. La candidata del Front National che vuole blindare la Francia dentro alle sue frontiere e indire un referendum per l'uscita della Francia dall'Unione europea passa al secondo turno delle elezioni presidenziali, esattamente come fece 15 anni fa il padre Jean-Marie Le Pen contro Jacques Chirac. A 48 anni la candidata dell'estrema destra vive il momento più importante della sua carriera politica: per mesi i sondaggi l'avevano data al secondo turno e hanno visto giusto. L'uscita dall'Europa, il ritorno al franco, sono i cardini del suo programma insieme con la lotta all'Islam radicale, la sicurezza e l'immigrazione di massa.

Come primo provvedimento all'Eliseo ha promesso di chiudere le frontiere sospendendo Schengen per combattere il terrorismo che due giorni fa ha colpito nuovamente sugli Champs-Elysées. L'inchiesta sugli impieghi di assistenti pagati dal Parlamento Europeo e utilizzati per lavorare nel partito non ha scalfito la sua corsa: lei ha deciso di sfruttare la sua immunità parlamentare ora in discussione e di non rispondere alle convocazioni dei giudici nel periodo elettorale. Ammira Vladimir Putin che ha incontrato in Russia, mentre su Donald Trump si è mostrata perplessa dopo la decisione di bombardare in Siria. E' europarlamentare dal 2004 ed è presidente del Fn dal 16 gennaio 2011. Da allora ha cercato di ripulire l'immagine del partito.

Nella nuova locandina per le presidenziali non compare il nome 'Fn'. Ha rotto i rapporti col padre, fondatore del partito, quando le dichiarazioni di Jean-Marie sulle camere a gas, "un dettaglio della storia", o quelle lusinghiere sul maresciallo Pétain, numero uno del governo collaborazionista, sono diventate ingombranti e lo ha escluso dal Fronte.

Il Tgv di Emmanuel Macron vola al ballottaggio presidenziale del 7 maggio. La Francia che torna "forte e solidale", la speranza e la fine del disfattismo, ma soprattutto l'Europa come unica grande stella polare sono i temi cavalcati nel primo turno dal candidato trentanovenne di 'En Marche!', il favorito senza partito, al quale per mesi è stato pronosticato un sicuro fallimento e che ora scalza tutti issandosi al primo posto del ballottaggio. Il paladino dell'Europa - l'unico ad aver ricevuto, appena due giorni fa, la telefonata di sostegno dell'ex presidente Usa Barack Obama - nell'ultimo grande comizio nell'arena di Bercy aveva profetizzato: "Lo sentite il mormorio della primavera? Domenica vinceremo e sarà l'inizio di una nuova Francia".

Dopo l'attentato sugli Champs-Elysées si è detto "pronto a proteggere i francesi". Forse anche per rassicurare su quelli che per lungo tempo sono stati indicati come i suoi punti deboli, difesa e sicurezza, Macron si è mostrato al fianco del ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, in uno dei suoi ultimi appuntamenti elettorali. Ai connazionali ha promesso "un'alternativa profonda". Prima segretario generale di Hollande, poi suo ministro dell'Economia, il 'rottamatore' col pallino delle riforme ha fondato un proprio Movimento, 'En Marche!', poco più di un anno fa, nel marzo 2016, per poi dimettersi a sorpresa dall'esecutivo socialista e candidarsi all'Eliseo. Nella fulminea carriera che lo ha portato ai vertici non è mai passato per uno scrutinio.

Matteo Salvini, commentando i risultati del primo turno delle presidenziali in Francia, in un'intervista al Corriere della Sera ha detto "i francesi voteranno Macron. E penso che i sostenitori di Mélenchon potrebbero votare la Le Pen. E così faranno tutte le persone vittime dell'austerità e della globalizzazione. Non credo che voteranno per un burattino elegante che va con la cravatta anche in spiaggia. Non voteranno qualcuno di telecomandato dai maledetti di Bruxelles".

Macron, infatti, "è il finto nuovo. E del resto, una cosa del genere può accadere anche in Italia visto i nomi che abbiamo visto e continuiamo a vedere: una volta bruciato Renzi, sento parlare di Calenda, Padoan, Gentiloni. È sempre la stessa minestra che non digerisce più nessuno. Il punto non è più destra o sinistra, ma l'essere alle dipendenze di Bruxelles o non esserlo". Il leader della Lega sottolinea poi che "tutta una certa Francia è stata contro la Le Pen. In maniera anche più dura di quanto una certa Italia sia contro la Lega. Lei ha contro il sistema giudiziario, le banche e la finanza non la possono vedere. Io sono appena stato condannato due volte per avere usato la parola clandestino. Ma con lei, e con noi - assicura Salvini-, ci sono soprattutto i giovani, le prime vittime di quella macchina".

Marine Le Pen mette nel mirino Emmanuel Macron sulla questione del terrorismo jihadista: "Possiamo dire che Macron è debole", ha affermato Le Pen. "Macron non ha alcun progetto per proteggere il popolo francese davanti ai pericoli islamisti", ha detto ancora, aggiungendo che il ballottaggio con Macron è un referendum sulla "globalizzazione incontrollata". Poi la candidata del Front National ha attaccato il fronte repubblicano che ha definito "marcio". Poi la Le Pen segnala come lo stesso fronte repubblicano adesso, doppo aver perso al primi turno, prova a "a coalizzarsi intorno a Macron". "Mi verrebbe da dire 'tanto meglio'!", aggiunge Le Pen in visita a Rouvroy, nel Pas de Calais. Parole dure per Macron anche da parte del numero due del Front National, Florian Philippot: "Emmanuel non è un patriota. Ha svenduto le società nazionali. Ha criticato la cultura francese", ha detto Philippot, sottolineando che nel discorso di ieri sera Macron "ha parlato come se avesse già vinto". "Questo è stato sprezzante nei confronti del popolo francese".

Intanto I vertici Ue prendono una posizione chiara sul voto francese e provano a dare qualche "consiglio" agli elettori transalpini. Il primo a farlo è stato il portavoce della Commissione Ue: "Non partecipiamo alla campagna per le presidenziali francesi, ma è evidente che la scelta adesso è tra chi difende la costruzione europea e chi punta a smantellarla". Ma questo è solo il primo degli "spot elettorali" firmati da Bruxelles. Il secondo arriva proprio dal presidendente della Commissione, Jean Claude Juncker che "si è congratulato con Emmanuel Macron per il suo risultato al primo turno e gli ha augurato buona fortuna per il seguito", come ha riportato su Twitter il suo portavoce. Pure l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue ha preso posizione: "Vedere le bandiere della Francia e dell'Ue accogliere il risultato di Emmanuel Macron è la speranza e il futuro della nostra generazione".

Anche i mercati tifano per Macron: "La probabile vittoria di Macron allontana le prospettive di crollo dell'Europa. Qualche settimana dopo le elezioni olandesi, e prima del voto inglese, questi risultati sono dunque una risposta alle paure legate al populismo", afferma Nicolas Forest, global head of fixed income management, Candriam investors group. 

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