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Martedì, 23 Maggio 2017

L'Ocse vorrebbe farci aumentare le tasse sulla casa

La Commissione Ue ha dato il via alla seconda fase della procedura d'infrazione contro l'Italia e altri Paesi - Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna - per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) riscontrato nell'aria di città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. Ai Paesi finiti nel mirino di Bruxelles è stato quindi inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008 e si chiede di spiegare entro due mesi come intendono mettersi in regola.

Ma la questione non si ferma qui perchè dovrebbero arrivare ancora tasse. La ricetta per il governo italiano è sempre la stessa, i conti sono in rosso. Pesano l'immigrazione e la crisi delle banche.... Ma l'Ocse vuole che a pagare siano gli italiani sia che venga dall'Unione europea sia che a proporla sia l'Ocse. Ma vediamo cosa succede : a minacciare maggiormente i conti, sono le criticità del sistema bancario e i continui sbarchi di immigrati. Una cattiva gestione che ora l'istituto di Parigi vorrebbe coprire facendoci aumentare le imposte sulla casa.

L' Outlook sull'Italia che e stato presentato oggi a Roma da Angel Gurria, segretario generale dell'Ocse. I numeri risultano di un decimale di punto più alti sia per il 2016 che sul 2017 rispetto alle stime contenute nel rapporto di crescita economica presentato dallo stesso istituto a novembre 2016.

L'economia italiana «è in via di ripresa dopo una lunga e profonda recessione. A migliorare la situazione economica hanno contribuito le riforme strutturali, le politiche monetarie e di bilancio accomodanti e i prezzi contenuti delle materie prime». Lo afferma l' Ocse nel Rapporto economico dedicato all'Italia, notando però anche che «la ripresa è debole e la produttività continua a diminuire». Ad aiutare l'economia anche le riforme, come il jobs act, che hanno iniziato a dare il risultato sperato. Ma «dall'inizio della crisi il pil reale pro-capite è sceso di circa il 10% ed oggi è allo stesso livello del 1997. La povertà assoluta è quasi raddoppiata rispetto ai livelli pre-crisi».

Ma vediamo prima cosa vuole la Commissione UE : Bruxelles sollecita l'Italia e gli altri Paesi "ad agire per garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica" ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente nell'Ue ogni anno a causa della scarsa qualità dell'aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico. 

Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno. La legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l'NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile. Il parere motivato odierno, per quanto riguarda l'Italia, si riferisce a persistenti violazioni dei valori limite per l'NO2 in 12 zone di qualità dell'aria, tra cui Roma, Milano e Torino e l'area padana.

La Commissione europea, si legge in una nota, ha inviato un ultimo avvertimento a Germania, Francia, Spagna, Italia e Regno Unito perché "non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell'aria per il biossido di azoto (NO2) che costituisce un grave rischio per la salute. La maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale" e in particolare dai motori diesel. Se gli Stati membri non agiranno entro due mesi per mettere in campo "misure idonee" a risolvere il problema, si sottolinea nella nota, "la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Ue".

E ora il rapporto OCSE : L'economia italiana "è in via di ripresa dopo una lunga e profonda recessione" ma la ripresa "è debole e la produttività continua a diminuire". L'Ocse ha rivisto leggermente al rialzo la stima di crescita del pil allo 0,9% nel 2016 e all'1% nel 2017 rispetto alle previsioni contenute nel Global economic outlook di novembre che stimava una crescita dello 0,8% per lo scorso anno e dello 0,9% per quello in corso. Tuttavia, le nuove turbolenze sui mercati finanziari nell'area euro e le criticità del sistema bancario potrebbero innalzare lo spread e rendere necessaria una "stretta" di bilancio in Italia. 

Secondo l'Economic survey, l'antalena sui titoli di Stato potrebbe portare a un aumento del "costo di finanziamento del debito" e rendere, quindi "necessario un irrigidimento di bilancio". "Un calo della crescita del commercio internazionale frenerebbe le esportazioni - spiega l'organizzazione di Parigi - e la crisi dei migranti potrebbe nuovamente inasprirsi pesando sulle finanze pubbliche e aggravando le difficoltà di gestione di un maggior afflusso di migranti". Inoltre, si legge sempre nel rapporto, "l'aumento dei prezzi del petrolio e dell'energia potrebbe far calare il potere di acquisto delle famiglie e di conseguenza i consumi privati".

Il deficit di bilancio continuerà a scendere. Secondo l'Ocse, anche il rapporto debito-pil da quest'anno inizierà un calo, seppure lieve, dopo il picco raggiunto nel 2016. L'ente parigino stima che dopo il 2,4% del pil del 2016, quest'anno il disavanzo di bilancio si ridurrà al 2,3% e nel 2018 al 2,2%.

Quanto al debito, dopo il 132,8% sul 2016 l'Ocse prevede un lieve calo a 132,7% quest'anno. Il prossimi anno si fermerà al 132,1%.

I valori indicati dall'organizzazione guidata da Gurria, sono migliori rispetto a quelli della Commissione europea che lunedì scorso nelle sue previsioni invernali aveva stimato il rapporto deficit-pil al 2,4% per  quest'anno e al 2,6% nel 2018. Secondo Bruxelles il debito di quest'anno sarà pari al 133,3% per poi limarsi al 133,2% l'anno seguente.

Guardando alle banche italiane, queste presentano "sotto molti aspetti numerose vulnerabilità rispetto a quelli di altri Paesi", a partire dal "rilevante" stock di crediti deteriorati. Servono per questo soluzioni rapide. La ricetta dell'Ocse consiste "nell'incrementare l'efficienza del sistema bancario riducendo il numero di sportelli".
                  

 

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