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Mercoledì, 14 Aprile 2021

Protesta a Genova contro l'ondata di profughi nordafricani

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Non si arresta l'ondata di sbarchi dal Nord Africa verso le coste siciliane.
Una motovedetta della Guardia di Finanza ha soccorso un barcone con 105 tunisini che stava affondando a poche miglia da Lampedusa, dove ieri sera erano sbarcati altri 57 extracomunitari. L'Italia è nell'Unione Europea e sta facendo la sua parte sul delicato tema
dell'immigrazione anche se chiede ai suoi partner maggior coesione su questi argomenti. Lo ha ribadito il premier Silvio Berlusconi parlando a 22
giornalisti della stampa estera. Secondo quanto riferito, il presidente del Consiglio ha plaudito all'iniziativa del presidente della Commissione Ue di
sostenere le posizioni del nostro paese presso il governo tunisino.
Due donne sono morte durante lo sbarco di migranti avvenuto questa mattina a Pantelleria. Le donne erano a bordo di un barcone con circa 250 migranti. Le due donne erano a bordo del vecchio peschereccio con 250 profughi, quasi certamente partito dalla Libia, finito all'alba sugli scogli di una piccola caletta a Pantelleria. Gli immigrati si sono lanciati in mare, raggiungendo a nuoto la riva. Tra loro anche le due donne, probabilmente annegate anche a causa delle pessime condizioni del mare. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono in netto peggioramento, con il mare in burrasca. Questa mattina si è alzato in volo un aereo per controllare l'eventuale presenza di barconi in difficoltà.
Berlusconi ribadisce i buoni rapporti tra Italia e Francia e, parlando con 22 giornalisti della stampa estera, secondo quanto riferito, si è detto convinto che al prossimo vertice del 26 aprile tra Roma e Parigi andrà tutto benissimo sui temi dell'immigrazione. Al riguardo, il Cavaliere ha detto che molte cose, circa gli screzi tra i due paesi, sono 'esagerate' dalla stampa.
Non sbagliano i tunisini. Se uno invade le acque territoriali di un Paese sovrano, è lecito usare le armi, questo è diritto internazionale. L'ha fatto
anche Zapatero, se viene violata la sovranità di un Paese è lecito usare le armi, poi se è opportuno o meno lo decide il governo". Lo dice, intervistato da '24 Mattino' su 'Radio 24', il parlamentare europeo Francesco Speroni, leghista, che parlando della possibilità di usare le armi contro l'immigrazione clandestina, spiega: "molto spesso quando i nostri pescherecci, disarmati, si avvicinano alle coste della Tunisia vengono mitragliati. Usiamo lo stesso metodo". A chi gli fa presente che sui barconi potrebbero esserci potenziali profughi, Speroni replica: "non ce l'hanno certo scritto in fronte se sono profughi, ma non c'é una situazione in Tunisia che giustifichi l'arrivo di profughi. Se venissero da Malta o dal Canada lei direbbe che sono profughi?". E a proposito dell'uso delle armi, l'eurodeputato del Carroccio prosegue: "In Libia l'Europa non sta usando le armi? Le armi o si possono usare o no. Noi siamo invasi, c'é gente che viene in Italia senza permesso, violando tutte le regole. A questo punto vanno usati tutti i mezzi per respingerli, eventualmente anche le armi". E ancora: "Noi in Libano, in Afghanistan stiamo usando le armi,
perché non dobbiamo usarle per difendere i nostri confini? Si parla tanto dei 150 dell'Unità, qui si tratta di difendere i sacri confini della Patria, come qualcuno ancora dice". Speroni aggiunge: "per esempio, si può fare un blocco navale, cosa abbiamo a fare la Marina militare se non è capace di fermare un'invasione?". L'esponente leghista, nell'intervista a 'Radio 24' parla anche del capo della Germania nazionalsocialista: "Hitler ha sbagliato tutto: se fosse vissuto nei giorni nostri avrebbe mandato dei tedeschi coi barconi a invadere il mondo e nessuno avrebbe potuto fermarli perché 'beh, ci sono le ragioni umanitarie'".
"Bisogna respingere gli immigrati ma non possiamo sparargli, almeno per ora". L'emergenza immigrazione, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, agita la Lega Nord che con l'ex ministro Roberto Castelli torna ad usare toni accesi sulla questione immigrazione. La speranza, non confessata, è quella di intercettare gli umori della base padana, spaventata dall'arrivo di immigrati al Nord. Eppure Umberto Bossi cerca di abbassare i toni e stemperare le polemiche, almeno sul dossier europeo, nate per lo sfogo del ministro Roberto Maroni che a Bruxelles ha anche ipotizzato una Italia fuori dall'Unione Europea. "Non usciamo. E' solo uno stimolo per far fare le cose" all'Europa, spiega il Senatur che difende il responsabile degli Interni e ricompatta il partito. Ma se da un lato il Carroccio butta acqua sul fuoco in merito ai rapporti con l'Europa, dall'altro riaccende le polemiche sulla questione immigrazione.
Ancora una protesta, a Genova, contro l'accoglienza ai profughi Nordafricani. Uno striscione, con il simbolo stradale del pericolo e la scritta "Invasione", é comparso davanti all'ex scuola Marco Polo, a Genova Quarto. E' firmato 'Vfs', sigla di Veneto Fronte Skinhead. Una rivendicazione attendibile, secondo la Digos, che ha sequestrato un altro striscione in via Robino, di fronte alla palestra ex Idrocarburi.
I due striscioni - 'Invasione' con il simbolo stradale del pericolo e 'No agli immigrati' - sono comparsi nella notte, a poche ore di distanza dalla bomba incendiaria che ieri sera ha danneggiato l'istituto Casaregis. Quest'ultimo edificio, così come quelli davanti ai quali sono stati trovati gli striscioni, erano stati indicati dall'amministrazione comunale per essere trasformati in centri di accoglienza temporanei per i nordafricani. Secondo la Digos, che indaga sugli striscioni, i tre episodi non sarebbero però collegati fra loro. Nel caso della bomba incendiaria, c'é infatti il sospetto che a piazzarla siano stati alcuni residenti della zona, preoccupati per l'arrivo nel loro quartiere di un centinaio di profughi. Stessa matrice, secondo quanto si apprende, per lo striscione di via Robino, mentre il terzo è appunto quello siglato Veneto Fronte Skinhead, movimento politico di estrema destra nato a metà degli anni Ottanta. Intanto :Due donne sono morte durante lo sbarco di migranti avvenuto questa mattina a
Pantelleria. Erano su un vecchio peschereccio con 250 persone. Al largo di Lampedusa, invece, è stato soccorso un barcone con 105 tunisini che stava affondando. Intanto, è a Catania il traghetto Excelsior partito ieri dall'isola siciliana con 700 a bordo. 335 sbarcano nel capoluogo, gli altri ripartono per un'altra destinazione.
Ha sbagliato rotta il barcone con a bordo 250 migranti arrivato a Pantelleria e finito, non contro gli scogli, ma su una spiaggetta a qualche centinaio di metri dall'ingresso del porto. E' questa una prima ricostruzione della dinamica dell'incidente in cui due donne sono finite in acqua e sono morte. Secondo quanto ricostruito finora dalle capitanerie di porto, l'imbarcazione era stata intercettata a largo dalla nave 'Minerva' della Marina militare, che l'ha scortata per un tratto. Ad un certo punto, durante la notte, le due imbarcazioni sono state affiancate da una motovedetta tunisina che però, dopo aver controllato la situazione, è tornata indietro. Successivamente la nave della Marina ha lasciato l'imbarcazione dei profughi provenienti dalla Libia, che navigava regolarmente, alla motovedetta della Capitaneria di porto, che ha proseguito la scorta al peschereccio fino a Pantelleria. L'incidente è avvenuto all'alba, proprio nei pressi del porto: il pilota dell'imbarcazione potrebbe
aver confuso le luci della caletta con quelle del porto - un errore, sottolineano dalle capitanerie, che fanno spesso anche alcuni diportisti - ed é
così finito sulla spiaggia. A quel punto diversi migranti sono finiti in acqua. I corpi delle due donne sono stati trovati in un punto in cui l'acqua era
profonda non più di un metro. Non è però ancora del tutto chiaro e saranno le indagini successive a definirlo, se le due donne sono morte nello sbarco oppure se i cadaveri si trovavano a bordo e sono finiti in mare quando la barca è finita sulla spiaggia

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