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Lunedì, 13 Luglio 2020

Hillary e Donald, la sfida dell'anno

La sfida dell'anno. Dopo un'agguerrita stagione di primarie è tutto pronto per il primo faccia a faccia fra Hillary Clinton e Donald Trump, con la candidata democratica che dopo aver sperperato un vantaggio molto più largo si presenta al confronto in testa di soli due punti: a Hillary, secondo un sondaggio condotto da Washington Post e Abc, va infatti il 46% delle preferenze, a fronte del 44% del tycoon. 

A poche ore dal primo duello tv tra Hillary Clinton e Donald Trump i sondaggi parlano di un testa a testa tra i due candidati. Secondo il sito specializzato Real Clear Politics, che fa la media di tutte le principali rilevazioni, la ex first lady è in leggero vantaggio, di appena 2,1 punti, con il 45,9% delle preferenze, contro il 43,8% del rivale repubblicano.

L'appuntamento per il dibattito e' alla Hofstra University nello stato di New York, dove i due candidati si sfideranno per la prima volta non a distanza. Saltata la trasferta a Charlotte per non aumentare la pressione sulla polizia locale, Hillary e Trump dedicano la vigilia del dibattito a prepararsi. L'unica pausa e' l'incontro con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, che li vede separatamente. Con Trump, Netanyahu si intrattiene piu' di un'ora, affrontando i temi della sicurezza regionale e gli sforzi per portare la pace in Medio Oriente, che si avra' solo quando i palestinesi rinunceranno alla violenza e accetteranno Israele come stato ebraico. 

Trump assicura inoltre che gli Stati Uniti, sotto la sua leadership, riconoscerebbero Gerusalemme come la capitale di Israele. Il dibattito va in scena davanti a un'America spaccata da un dibattito politico e da una stagione elettorale non tradizionale. L'ascesa di Trump ha sbaragliato tutti, e i suoi modi e la sua dialettica hanno spiazzato anche gli osservatori. Gli americani dal confronto si attendono risposte: un elettore su tre ritiene i dibattiti televisivi determinanti per la scelta su chi votare. L'attenzione e' alta anche su Lester Holt, il moderatore del confronto al suo primo dibattito presidenziale. Su Holt sono puntati gli occhi delle campagne dei due candidati, pronte a criticare eventuali passi falsi. Per ora solo Trump si e' sbilanciato in un commento: pur esprimendo il suo rispetto per Holt, Trump lo ha definito un democratico come tutta la stampa

Ed e subito un giallo, quello sulla possibile presenza di un'ex fiamma di Bill Clinton, sparge veleno sullo scontro, lasciando presagire cosa i 90 minuti di confronto fra i due candidati potrebbero regalare a un pubblico da Super Bowl. 

Le stime parlano infatti di più di 100 milioni di persone incollate al piccolo schermo, più degli 80 milioni del dibattito record fra Jimmy Carter e Ronald Reagan nel 1980. Il caso si è aperto, per scherzo o forse no, sabato, quando Trump con tweet ha annunciato che avrebbe potuto invitare al confronto Gennifer Flowers, una delle amanti di Bill, per farla sedere accanto a Mark Cuban, il miliardario anti-Trump invitato da Hillary. Flowers, via Twitter, ha accettato l'invito. E subito si sono scatenate polemiche e ironie, che hanno spinto la campagna di Trump a precisare che "Flower non è stata formalmente invitata, e che non ci si attende una sua presenza". Lo staff del tycoon ha fatto sapere inoltre che Trump non ha intenzione di sollevare il tema delle infedeltà di Bill durante il dibattito, ma che se attaccato "ha tutti i diritti di difendersi".

L'appuntamento per il dibattito è alla Hofstra University, nello stato di New York, dove i due candidati si sfideranno per la prima volta non a distanza. Saltata la trasferta a Charlotte per non aumentare la pressione sulla polizia locale, Hillary e Trump hanno dedicato la vigilia del dibattito a prepararsi.

"Gerusalemme e' stata la capitale eterna del popolo ebraico per oltre 3000 anni''. Di conseguenza una amministrazione Trump ''riconoscerebbe Gerusalemme come capitale indivisibile dello Stato d'Israele''. Lo afferma il candidato repubblicano alla Casa Bianca nel comunicato emesso al termine dell'incontro con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Assicura fra l'altro che una volta eletto ''fra Israele e Usa sarà avviata una straordinaria cooperazione strategica, tecnologica, militare e di intelligence''.

"Un Israele forte e sicuro è vitale per gli Stati Uniti": lo ha detto Hillary Clinton dopo un incontro, in serata a New York, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Un incontro a porte chiuse, come quello di poche ore prima tra Netanyahu e Donald Trump, durante il quale la candidata alla presidenza - riferisce una nota del suo staff diffuso al termine dell' incontro - ha riaffermato il suo "costante impegno" nelle relazioni tra Stati Uniti e Israele. I due candidati alla presidenza hanno incontrato, in separata sede e a porte chiuse, il premier israeliano Benyamin Netanyahu.

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