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Lunedì, 19 Aprile 2021

Terremoto Renzi: "Ricostruiremo tutto come era prima"

"Il nostro Paese ricostruirà i territori colpiti del terremoto come erano prima e più belli di prima", ha detto Renzi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi per descrivere lo stato dell'arte ad un mese dal terremoto che ha devastato alcune località del Centro Italia. "Il nostro obiettivo - ha aggiunto Renzi -, per le prime e le seconde case e per gli esercizi commerciali, è riportare tutto a come era prima". Che ricostruzione sarà? Una "che assicuri che con un terremoto di magnitudo 6.0 non ci siano crolli e non si rischierà più la vita", assicura il commissario Vasco Errani

"Il danno non sarà meno di 3-4 miliardi, una cifra orientativa che temo non sarà inferiore", ha detto il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. "E' stato molto prudente perché come minimo stiamo sui 4 mld ma è un'analisi che va verificata punto punto, il terremoto ha colpito non solo luoghi dove ci sono state vittime ma ha creato lesioni importanti in altre zone", ha aggiunto Renzi. Curcio, parlando di circa 3 mila assistiti, ha confermato che per la costruzione delle 'casette' "ci vorranno 7 mesi al massimo"

Cosi a Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi, in conferenza stampa, ha fatto il punto sulla situazione insieme al commissario Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. I danni sono stimati in non meno di 4 miliardi. Renzi assicura che verrà ricostruito tutto ''come era prima e più bello di prima''. Attualmente sono circa 3 mila le persone assistite, 2.500 ancora in tenda, anche se a giorni comincerà una drastica riduzione della popolazione in tendopoli. Ci vorrà pero' ancora del tempo, circa 7 mesi, per l'arrivo delle casette in legno. Il decreto sulla ricostruzione sarà pronto per il 2-3 ottobre.

Non si placano le scosse ad un mese dal terremoto del 24 agosto che ha distrutto Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto e varie frazioni ma anche scosse di terremoto nella zona tra Norcia, Accumuli e Arquata del Tronto. Quella di magnitudo 3.8 registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia poco dopo le 22 di ieri sera è stata infatti subito seguita da una di magnitudo 3.3 sempre nella stessa aerea. Altre due scosse di magnitudo 2.1 sono state rilevate nell'area di Norcia alle 7.49 e alle 8.32 di stamani.

Ma c'e anche un problema serio che sarebbe quello delle macerie : perché parliamo di 700 mila metri cubi di rovine e perché prima si portano via e prima si può davvero cominciare a pensare ad altro. Ma anche in questo caso, non è cosa semplice, grazie alla solita, ottusa, burocrazia. Amatrice e Accumuli hanno almeno scelto i luoghi due cave dismesse il località Carpellone e Vallicelle, ma manca l'individuazione dell'ente che dovrà gestire i siti. Marche e Umbria, invece, sono ancora più indietro, alla fase dei sopralluoghi per la scelta dei siti. Così le macerie continuano a far da set alle tv. Davanti a Sant'Agostino, all'inizio del corso di Amatrice, le telecamere riprendono senza sosta. 

Intanto Il decreto sul sisma sarà approvato dal Consiglio dei Ministri "non oltre il 2-3 ottobre", ha assicurato Vasco Errani, spiegando che "proporrà un meccanismo chiaro di riconoscimento pieno dei danni del terremoto". Stasera ci sarà una deliberazione in consiglio dei ministri per la determinazione del cratere, passaggio fondamentale per la ricostruzione post-sisma, ha aggiunto Renzi. Quanto al piano Casa Italia renzi firmerà entro lunedì un dpcm "per formalizzare la struttura di missione guidato dal rettore del Politecnico Giovanni Azzone e che vedrà il coinvolgimento di Renzo Piano".

"Dalla quota di 800 metri i satelliti ci hanno permesso di avere misure dello spostamento del suolo molto accurate, dell'ordine di un millimetro". Per esempio, è stato possibile rilevare che il terremoto ha fatto abbassare il suolo di 20 centimetri in corrispondenza di Accumoli. Contemporaneamente, ha rilevato,i satelliti Cosmo SkyMed e Alos 2 hanno fornito ai servizi di emergenza informazioni utili per individuare le aree più danneggiate e localizzare le infrastrutture ancora valide.

Le 'Sentinelle della Terra' hanno fatto un lavoro "davvero straordinario", misurando gli spostamenti del suolo con una precisione da record e fornendo dati importantissimi per organizzare i soccorsi: a poco meno di un mese dal terremoto di magnitudo 6.0 che il 24 agosto ha scosso il reatino, il bilancio del contributo fornito dai satelliti è positivo. A tracciarlo è Josef Aschbacher alle agenzie di stampa, il nuovo direttore del centro dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) per l'Osservazione della Terra, la cui sede si trova in Italia, a Frascati, presso l'Esrin. 

Per il terremoto di Rieti sono stati utilizzati i satelliti dell'Esa Sentinel 1A e Sentinel 1B, insieme a quelli della costellazione italiana Cosmo SkyMed, dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e al satellite Alos 2 Advanced Land Observing Satellite-2 dell'agenzia spaziale giapponese Jaxa. "In quel periodo Sentinel 1B era ancora in fase di validazione in orbita, ma abbiamo utilizzato lo stesso i dati per avere informazioni ancora più accurate e frequenti", ha detto Aschbacher.

Intanto i Geologi : “Prima del terremoto del 24 di Agosto è stata registrata una diminuzione della portata delle sorgenti , mentre dopo abbiamo avuto un aumento della portata  delle sorgenti . Questo significa che tali eventi sismici vanno a modificare anche il sistema idraulico .  In Italia però Paese dal forte rischio sismico ed idrogeologico la Cartografia Geologica copre appena il 40 per cento mentre la Cartografia Geomorfologica è addirittura inesistente  perché copre solo il 2 per cento di tutto il territorio nazionale”. E’ il forte allarme lanciato al Corriere del Sud da Gilberto Pambianchi , Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia. 

 

“La Cartografia Geologica  è la mappatura in grado di farci conoscere le caratteristiche geologiche del territorio – ha proseguito Pambianchi – mentre quella geomorfologica ci fa comprendere come evolve la parte epidermica , superficiale del territorio . Inoltre le Regioni si sono dotate del PAI , Piani di Assetto Idrogeologico , ma in alcuni casi tali mappature risalgono a 10 anni fa e dunque fotografano situazioni risalenti al passato ma che nel tempo si saranno anche evolute . C’è assoluto bisogno di avere con i geologi un monitoraggio costante del territorio che è fondamentale sia per la prevenzione dal rischio sismico e sia per la prevenzione dal rischio idrogeologico”. L’annuncio dei Geoparchi “in quanto , in accordo con il Consiglio Nazionale dei Geologi e MIUR – ha affermato Aniello Aloia , Coordinatore Nazionale degli Unesco Geoparchi Italiani -  stiamo lavorando ad un progetto che porterebbe l’educazione alla prevenzione dai rischi geologici nelle scuole italiane

   

In Italia sono 40.000 i Beni Culturali in aree a pericolosità idraulica – ha ricordato al Corriere del Sud Domenico Guida, professore di geomorfologia presso Università agli Studi di Salerno – ma ovviamente abbiamo il rischio sismico , quello idrogeologico e gran parte della popolazione esposta a tali rischi . Oggi la comunità geomorfologica nazionale , scientifica, che si sta riunendo a Ceraso ,nel Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano ed Alburni ,Geoparco Mondiale Unesco, sta cercando di fornire alla comunità geologica nazionale gli strumenti più adeguati per affrontare le pericolosità geomorfologiche , frane, alluvioni, terremoti, in termini di pianificazione, programmazione e progettazione degli interventi. Tale percorso è stato supportato con il Consiglio Nazionale dei Geologi , da un’intesa fra comunità scientifica quale AIGEO , comunità professionale e dall’istituzione , quale ISPRA, preposta alla realizzazione di norme di valenza nazionale”.

   

L’appello importante arriva dai geologi campani . “I professionisti geologi – ha dichiarato al Corriere del Sud Gerardo Lombardi , Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania – ritengono che il supporto della scienza debba essere chiaro ed inequivocabile affinchè tutti i professionisti possano avere certezza nel campo dei rischi dei limiti territoriali posti , i quali devono essere giuridicamente sostenibili   una volta che vengono tradotti in carte per l’uso del territorio.

 

 

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