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Mercoledì, 22 Novembre 2017

Cresce la povertà in Italia

"Il governo è impegnato a migliorare le condizioni di vita dei cittadini", anche attraverso la riduzione della pressione fiscale, "e a creare occupazione. L'occupazione è il primo strumento di contrasto delle diseguaglianze". Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, parlando a Confcommercio anche alla luce dei dati Istat sulla povertà. L'impegno profuso dal governo sull'occupazione, ha insistito, "non ha precedenti negli ultimi 20 anni".

"L'Italia deve dotarsi degli stessi strumenti di contrasto alla povertà che esistono negli altri paesi europei, purtroppo le misure prese finora sono ancora parziali e limitate". Così il presidente dell'Inps Tito Boeri

Ma nel 2015 l'Istat stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 mln e 582 mila e le persone a 4 mln e 598 mila (il numero più alto dal 2005). L'incidenza della povertà assoluta si mantiene stabile negli ultimi tre anni per le famiglie; cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo perché riguarda le famiglie più numerose. In aumento al Nord, in particolare per gli stranieri, la povertà colpisce chi vive in città e i bassi redditi.

Questo andamento nel corso dell'ultimo anno si deve principalmente all'aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose. L'incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l'ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l'incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%).

Nel 2013 una persona su 10 in Italia èra in povertà assoluta. Si raggiunge così il record di persone che vivono in povertà assoluta dal 2005, quando è iniziata la diffusione di questa stima da parte dell’Istat. "L’anno scorso - fa notare l'istituto di statistica - i più poveri tra i poveri erano il 9,9% della popolazione (6.020.000), nel 2005 la percentuale si fermava al 4,1% (2.381.000 persone)". Nel 2013 aumentano anche i minori che vivono in condizioni di povertà assoluta: sono il 13,8% del totale, pari a un milione 434 mila persone. Il dato peggiora rispetto al 2012 quando gli under 18 poverissimi erano 1 milione 58mila (10,3% del totale). "Stanno peggio anche gli anziani - spiega l'Istat - soprattutto se vivono con un altro anziano". Nel 2012 l’incidenza si fermava a 5,8%. La povertà assoluta continua ad aumentare tra le famiglie con tre o più componenti e soprattutto tra quelle con figli, in particolare se minori (dall’8,9% al 12,2%).

Intanto un bambino di 9 anni ha donato 50 euro, l'ammontare dei risparmi fatti con i regali della nonna, a un mendicante, a Castelfranco Emilia. Ma l'uomo si è poi recato nel negozio gestito dalla famiglia del ragazzino e ha restituito la somma: "Questi soldi non mi appartengono, è giusto che ve li restituisca". La storia - raccontata dalla Gazzetta di Modena - ha avuto per protagonista Valentino, i cui genitori hanno un laboratorio nella strada dove il senzatetto da due anni, chiede l'elemosina ai passanti.

"L'ho fatto perchè credevo che lui ne avesse più bisogno di me", ha raccontato il bambino, che si è anche 'beccato' una punizione dalla mamma. "Gli ho fatto passare l'aspirapolvere per tutto il negozio - ha detto - spiegandogli quanta fatica io e suo padre facciamo per guadagnare quella cifra e che con 50 euro la sua famiglia mangia per due giorni. Poi, però, ci ho riflettuto e ho capito che era un gesto straordinario". 

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