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Il Regno Unito fuori dall'Europa

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I cittadini britannici hanno deciso: il Regno Unito è fuori dall'Unione europea. Dopo una notte di incertezza sui risultati, il 'Leave' ha vinto il referendum con il 51,9% dei voti, scatenando una valanga di reazioni politiche e finanziarie in tutto il mondo. Il 'Remain' ha vinto a Londra, Irlanda del Nord e Scozia, dove non è escluso che il governo indipendentista convochi un nuovo referendum per staccarsi da Londra e riabbracciare l'Ue.

Il premier britannico David Cameron ha deciso di rassegnare le dimissioni, e lo ha comunicato questa mattina a Downing Street, dopo la vittoria dei ‘leave’ – ovvero degli inglesi che vogliono lasciare l’Unione Europea – al referendum di ieri, una consultazione voluta dallo stesso Cameron.

“Mi dimetto, il Paese ha bisogno di una nuova leadership”, ha detto Cameron, aggiungendo: “Prendo atto della volontà del popolo. Il popolo britannico ha votato per l'uscita dall'Unione Europea, la sua volontà sarà rispettata. Assicuro ai mercati ed agli investitori che l'economia è fondamentalmente forte. E rassicuro i cittadini britannici che vivono all'estero ed ai cittadini europei qui che non ci saranno cambiamenti immediati", ha aggiunto Cameron, precisando che “il nuovo primo ministro sarà eletto in ottobre", quando si terrà il congresso del Partito conservatore.

Lo stesso Cameron ha concluso affermando che “sarà  il nuovo primo ministro a condurre i negoziati" per l'uscita dall'Unione Europea

Esultano i leader nazionalisti europei, dopo il voto inglese. Mentre Nicholas Farage, leader dell’Ukip inglese, afferma che adesso anche altri (come Danimarca, Svezia, Austria e anche l’Italia) seguiranno l’esempio della Gran Bretagna, dalla Francia Marine Le Pen ha commentato così: "Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue", ha scritto la leader del Front National in un tweet.

Anche il numero 2 del Front National, Florian Philippot, ha twittato: "La libertà dei popoli finisce sempre per vincere. Bravo Regno Unito. Ora tocca a noi".Dall’Olanda il premier Mark Rutte invita a cogliere l’occasione per riformarsi. Come dire: anche noi vogliamo fare come gli inglesi.

Ci pensa anche la Finlandia, anche se per ora il ministro degli Esteri finlandese e leader del partito euroscettico, Timo Soini, si limita a dire che “il risultato deve essere rispettato senza vendette”.

Dall’altra parte, il presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz ha detto: “I negoziati per gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea cominceranno presto, ma non ci sarà la catena di reazioni celebrata ovunque dagli euroscettici”.

Vittoria!". Esultano gli euroscettici di mezza Europa per il risultato del referendum britannico sull'uscita dall'Ue. A partire dai leader dei partiti anti-Ue che sui social network ringraziano i sudditi di sua Maestà per il coraggio e per aver aperto la strada per l'addio all'Europa. Ora tocca a "Frexit" e "Nexit", invocano in Francia e Olanda, incoraggiati dal vincitore del voto di ieri, il leader dell'Ukip, Nigel Farage, che auspica: "Altri Paesi potrebbero seguire l'esempio della Gran Bretagna".

Matteo Salvini, da sempre sulle posizioni euro scettiche interviene per invitare l'Italia a non essere l'ultima a lasciare l'Ue. "L'importante è che l'Italia non sia l'ultima a scendere da questa nave che affonda". "Da Londra è arrivato uno schiaffone ai Renzi, ai Napolitano, ai Monti che dicono che gli italiani non devono occuparsi d'Europa".

"Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue", scrive in un tweet la leader del Front National, Marine Le Pen, che terrà una conferenza stampa alle 11.30 nel suo quartier generale di Nanterre, alle porte di Parigi. Le fa eco il numero 2 del partito, Florian Philippot: "La libertà dei popoli finisce sempre per vincere. Bravo Regno Unito. Ora tocca a noi".

In Olanda è Geert Wilders a congratularsi: "Hurrah per i britannici. Ora è il nostro turno. E' tempo per un referendum olandese", scrive sempre su Twitter il leader del Pvv. E in un comunicato, ribadisce: "Se diventerò primo ministro, ci sarà un referendum anche in Olanda per abbandonare l'Unione europea, lasciamo decidere il popolo olandese: vogliamo essere responsabili per il nostro stesso paese, la nostra stessa moneta, le nostre stesse frontiere, e la nostra stessa politica migratoria".

Twitta anche l'astro nascente del Fn, Marion Le Pen, nipotina del fondatore Jean-Marie: "Dalla Brexit alla Frexit, è ormai ora di importare la democrazia nel nostro paese. I francesi devono avere il diritto di scegliere!".

"Per favore ditemi che sto ancora dormendo e che tutto questo è solo un brutto incubo". Così l'ex premier europeista finlandese Alexander Stubb su Twitter dopo la Brexit. "Di solito queste cose avanzano in tre stadi: crisi, caos e soluzione non ottimale, non so dove siamo a questo stadio"

E adesso inizia la terra incognita. E' quella che si apre dopo il voto in Gran Bretagna con la vittoria del 'Leave'. Prima del Trattato di Lisbona, non era nemmeno prevista la possibilità di uscita dall'Ue. Ora è contemplata dall'articolo 50, finora mai utilizzato.La sola certezza è che sarà un processo lungo e complesso, di almeno due anni dal momento in cui verrà fatto scattare l'articolo di 'addio'. Ma potrebbe durare fino a una decina se si considerano anche i rapporti post-Brexit da rinegoziare tra Gb e Ue: il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nei giorni precedenti al referendum ha parlato di "7 anni almeno", il governo britannico di "un decennio o più".

Il referendum sulla Brexit non è legalmente vincolante, ma il premier David Cameron ha già annunciato che il negoziato di uscita sarà guidato da un nuovo leader.

La riunione del vertice Ue di martedì e mercoledì prossimi potrebbe essere la prima occasione per Cameron di attivare l'articolo 50. Prima di quel vertice a 28 ci sarà una "riunione informale a 27" per "una riflessione", ha annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Una volta pigiato il 'bottone rosso', scatta immediatamente il conto alla rovescia dei due anni massimi previsti per negoziare l'uscita, quindi la richiesta formale all'Ue potrebbe avvenire successivamente, anche dopo l'estate.

"Non ci sarà vuoto legale" ha assicurato Tusk, precisando che "fino all'uscita formale della Gran Bretagna la legge Ue resta valida nel Regno Unito, ciò significa diritti e doveri".

Con l'articolo 50 attivato, comincia il negoziato, verosimilmente gestito dalla Commissione Ue su mandato del Consiglio, per l'uscita della Gran Bretagna da quasi 45 anni di legislazione europea, dall'energia al mercato interno ai servizi finanziari. Nel frattempo, Londra continuerà a essere membro a tutti gli effetti dell'Ue, quindi a votare e prendere decisioni ma sarà esclusa da quelle sulla 'Brexit'. I parlamentari britannici diventeranno di fatto 'osservatori'.
Spetterà poi a Consiglio e Parlamento Ue dare o meno l'ok all'accordo per l'exit. Se al termine dei due anni questo non fosse stato raggiunto, o la Gran Bretagna cessa di colpo di essere membro oppure - ma solo su decisione unanime dei 27 - potrà esserle concesso più tempo per chiudere l'intesa.

Tutto dovrà essere rinegoziato per i nuovi rapporti, che potrebbero essere improntati a quelli dei Paesi Efta come Norvegia e Islanda: dagli accordi commerciali ai programmi di ricerca e per le pmi, dall'Erasmus alle norme di conformità dei prodotti. Le discussioni potrebbero andare in parallelo a quelle per l'exit, ma difficilmente si potrebbero chiudere in due anni. Senza contare il 'phasing out' dei programmi Ue in corso, e l'annosa questione dei funzionari e dei traduttori britannici Ue.

Intanto il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha però assicurato che la vittoria del Leave non è l'inizio della fine dell'Europa. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, la Brexit è un taglio netto per l'Europa. Ma avverte che ora serve un'analisi "calma e composta" dell'esito del referendum

"Non ci sarà un vuoto legislativo", ha assicurato il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, che ha convocato un vertice informale a 27, a margine di quello già previsto a 28 per martedì prossimo. Già oggi a Lussemburgo si vedranno i ministri degli Esteri Ue, mentre lo stesso Tusk è atteso a Roma, poi a Berlino e Parigi. I leader di Italia, Francia e Germania, Matteo Renzi, François Hollande e Angela Merkel, si sono già consultati in una frenetica girandola di telefonate e Berlino ospiterà domani una riunione dei sei Paesi fondatori. Intanto in ogni singola capitale i governi convocano riunioni di crisi per valutare le prossime mosse.

Dopo l'esito del voto in Gran Bretagna che ha visto la vittoria della Brexit ci si interroga sugli eventuali ricaschi anche sull'Italia. Il premier matteo Renzi in mattinata ha fatto il punto in un vertice con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, il Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti e il Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Renzi si è sentito sempre in mattinata prima con il presidente francese, Francois Hollande, e poi con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per fare il punto su come l'Unione europea debba muoversi. I tre si vedranno lunedì a Berlino.

"Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l'Europa è la nostra casa, è il nostro futuro", ha scritto su twitter il premier Matteo Renzi.

Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sta preparando una agenda per gli incontri con i leader europei alla luce della crisi per il voto nel referendum britannico e in vista del vertice della prossima settimana. Fonti europee riferiscono che l'agenda non è ancora confermata, ma il programma al momento attuale prevede una incontro a Roma col premier Matteo Renzi che potrebbe avvenire già oggi. Nei prossimi giorni, probabilmente lunedì, Tusk dovrebbe incontrare Merkel a Berlino e Hollande a Parigi.

La UE, a mia opinione, puo cambiare adesso che gli Inglesi per loro volonta hanno abbandonato la Unione,puo essere salvata come Unione cambiando e diventando uno vero Stato,con una politica Estera,Economica e Militare,puo cambiare creando una vera moneta,e una vera Banca e una Fed, e non come adesso che la meta UE, fa la guerra in Libia, o in Siria e l altra meta mette sotto economicamente il sud Europeo, grazie ai parametri matematici di grigi funzionari della UE,senza scrupoli,vedi Grecia con la Troica , puo a mio avviso cambiare solo cosi,diventare uno vero Stato.

 

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