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Domenica, 29 Novembre 2020

Renzi: 'Da noi solo rifugiati', Maroni: 'Inutile'

È sicura Federica Mogherini: il piano Ue sull'immigrazione sarà approvato e sarà una vera e propria rivoluzione nella solidarietà in Europa

 

Ne è sicura, ma non ha fatto i conti con il Consigliu Ue che non ha alcuna intenzione di accettare il meccanismo della redistribuzione in base alle quote.

"Se il vertice Ue andrà come previsto sull’immigrazione sarà una soluzione non perfetta ma comunque rivoluzionaria nell’accogliere il principio di solidarietà che sino a qualche giorno fa non era sul tavolo", ha detto l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini al suo arrivo al summit a Bruxelles.

Eppure sono giorni che si inseguono le voci di un piano tutt'altro che già approvato. "Non c’è consenso tra gli Stati membri sulle quote obbligatorie di migranti", ribadisce oggi il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, secondo cui il meccanismo volontario che potrebbe sostituire quello obbligatorio "è credibile soltanto con significativi e precisi impegni entro la fine di luglio".

Matteo Renzi prova a scaricare sulle Regioni l'emergenza immigrazione. "Siamo un Paese serio, solido - dice - la nostra risposta sul tema immigrazione deve essere condivisa e congiunta"

"Sul tema dell'accoglienza ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici e criteri di ragionevolezza" ha detto il premier Matteo Renzi, secondo quanto riferito da alcuni presenti, aprendo l'incontro con le Regioni e l'Anci. "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati", ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha lanciato un appello ai goverantori riuniti a palazzo Chigi: Bisogna "provare insieme" a risolvere il problema immigrazione. "Ci vuole condivisione in Europa. E più l'Italia si mostra compatta, meglio è". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, a quanto si apprende, aprendo l'incontro con le Regioni. "Siamo un Paese serio, solido, la cui risposta sul tema immigrazione deve essere condivisa e congiunta".

 

Peccato che la ricetta del premier non coincida con quella che hanno in mente i governatori che, questa mattima, si sono presentati all'incontro a Palazzo Chigi. "È lui il capo del governo - taglia corto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - deve andare in Europa e imporre una linea che finora non è riuscito a far condividere a nessuno". D'altra parte, a Bruxelles, il governo Renzi (e, quindi, l'Italia) viene preso in giro e sbeffeggiato un giorno sì e l'altro pure.

Dopo il braccio di ferro, Renzi prova a tendere le mani alle Regioni. Lo fa perché non sa più che pesci pigliare per risolvere l'emergenza immigrazione. Ma a Palazzo Chgi i governatori di centrodestra si presentano sul piede di guerra: non sono disposti a cedere di un millimetro per venire incontro a un premier che, insieme al ministro dell'Interno Angelino Alfano, è responsabile dell'invasione. "Per la prima volta - prova a difendersi il premier - l’Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità". E, dopo aver imposto un'accoglienza forzata a tutte le Regioni d'Italia, parla di "condivisione" e chiede compattezza sulle decisione prese arbitrariamente da Palazzo Chigi.

"L'incontro con Renzi è stato assolutamente deludente e inutile: nessuna risposta concreta ai problemi. Continua il caos immigrazione. Il premier ha chiesto unità ma sono solo chiacchiere, io chiedo risposte concrete a piani concreti", è il commento del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi.

Ma la posizione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, non sembra lasciare molti margini di trattativa: "I prefetti devono ribellarsi, rispettare le istanze dei territori, rappresentare, nel mio caso, i veneti fino in fondo e non rispondere più al telefono al governo", aveva detto il governatore arrivando a Palazzo Chigi. "Sull'immigrazione paghiamo l'incapacità di un governo che non si è accorto che nel 2012 aveva 13mila immigrati, 43mila nel 2013, 170mila nel 2014 e oggi 200mila", ha proseguito Zaia, secondo il quale "il governo si è occupato troppo tardi del problema e i prefetti", dovrebbero "ribellarsi" alle direttive del Viminale e "rispettare le istanze dei territori e non rispondere più neanche al telefono al governo".

Sulla vicenda immigrazione "servirebbe più spirito nazionale e meno spirito di parte": così il presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi di Regioni e Comuni con il Governo sull'immigrazione.

Stamani, nel porto di Catania, è attraccato il pattugliatore d'altura svedese "Poseidon" con a bordo 497 migranti tratti in salvo in tre distinte operazioni di soccorso nel Mediterraneo. Sulla nave anche il cadavere di una donna e una donna ferita. Non sono chiare le modalità del decesso e del ferimento.

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