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Domenica, 05 Dicembre 2021

La ex Troica mette il difficolta la Grecia

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha avuto una conversazione telefonica con Angela Merkel per parlare delle trattative in corso con i creditori internazionali. «Hanno discusso dei negoziati a Bruxelles e si sono scambiati i loro punti di vista», ha spiegato una fonte interna al governo ellenico senza rivelare ulteriori dettagli.

E stamattina è stato un incontro a Francoforte tra il vice primo ministro ellenico, Yannis Dragasakis, e il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Diversi funzionari europei sperano che il raggiungimento di un’intesa porti la Bce ad allentare la stretta imposta sulla vendita di obbligazioni a breve termine di debito greco.

Il vice ministro greco delle Finanze Dimitris Mardas ha assicurato che il pagamento di 200 milioni di euro del prestito ricevuto dal Fondo monetario internazionale (Fmi) sarà completato entro oggi, mercoledì. Lo ha detto lo stesso Mardas intervistato ieri sera dalla tv privata Mega Channel alla quale ha inoltre precisato che la Ragioneria generale dello Stato e l'ente per la gestione del Debito Pubblico hanno già compiuto i passi necessari per effettuare il pagamento. Alla domanda circa il prossimo pagamento del prestito di 750 milioni di euro, che è dovuto il 12 maggio, il vice ministro ha affermato che, se sarà necessario, verrà ripagato con i depositi dei fondi pensione che non sono stati ancora trasferiti alla Banca della Grecia.

Il governo greco programma una tassa speciale per le cinquecento famiglie più ricche del paese.
È quello che scrive la Bild. Il tabloid tedesco cita una nuova lista di riforme del ministero delle Finanze greco, che sarebbe già stata inviata a Bruxelles.Ma la realta potrebbe essere un altra e piena di contrasti scrive ancora Bloomberg, non è chiaro quanta liquidità sarebbe ancora disponibile nelle casse elleniche. Tanto che, nonostante le rassicurazioni di Atene – che si dice pronta a onorare la scadenza del 12 maggio, quasi un miliardo da rimborsare al Fmi – c’è chi scommette sull’eventualità di un default senza un accordo entro la fine del mese.

Anche il Financial Times ha pubblicato un importante retroscena secondo il quale Atene sarebbe così lontana dagli obiettivi del piano di salvataggio da rischiare di perdere «l’appoggio vitale del Fondo monetario internazionale a meno che i creditori europei non cancellino una parte significativa del suo debito sovrano». Il fondo – per bocca di Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo dell’Fmi – avrebbe avvisato l’eurozona di questa eventualità.

Troppi paletti diversi da parte del Fondo monetario internazionale e della Commissione europea, impossibile per Atene riuscire a soddisfare entrambi. Così un funzionario europeo all’agenzia Bloomberg sui colloqui in corso tra i rappresentanti della Grecia e dei suoi creditori internazionali.

Atene è infatti in trattativa con i suoi creditori internazionali per l’esborso dell’ultima tranche del secondo piano di salvataggio, la quale sarà versata solo a seguito di un’intesa su un piano di riforme, come stabilito nel corso dell’eurogruppo di febbraio: 7,2 miliardi di euro di cui la Grecia ha disperatamente bisogno per non finire in bancarotta già questo mese.

Non ci sarà un accordo finale sulla Grecia all’Eurogruppo di lunedì. Lo ha confermato lo stesso ministro delle finanze ellenico Yannis Varoufakis dopo l’incontro con il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, mentre l’esecutivo di Atene diramava una nota in cui è arrivato ad accusare Ue e Fmi di seguire “strategie differenti” sulla Grecia, con la prima che chiude a una ristrutturazione del debito e il secondo che non cede su pensioni e lavoro.

Tuttavia, ha ribadito Moscovici, la Commissione europea non prende nemmeno in considerazione l’ipotesi di un’uscita della Grecia dall’euro, «in nessun caso». «Juncker come io stesso siamo molto attaccati all’integrità della zona euro – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa di presentazione delle ultime previsioni economiche -. Non è semplicemente una zona a cambi fissi: è di più, è una moneta unica concepita per essere irreversibile». «Il giorno in cui questa irreversibilità non fosse più garantita, e non dobbiamo lasciare che si facciano questi sogni, la questione diventerebbe chi è il prossimo – ha avvisato il commissario per gli Affari economici – e la zona euro perderebbe forza».

Una “grossa contraddizione” alla luce della quale il governo greco “ha deciso di non legiferare sulle riforme prima di un accordo” tra i creditori. In pratica, è la tesi di Atene, il problema non è la credibilità delle riforme, ma il fuoco incrociato di Fondo monetario internazionale, creditori e Commissione Ue, ciascuno irremovibile sul suo rispettivo punto fermo, che starebbe impedendo di raggiungere un compromesso per risolvere lo stallo a pochi giorni dalla scadenza di una nuova rata dei debiti del Paese nei confronti dell’ F.m.i.

Secondo la fonte ellenica, da un lato c’è il Fmi, che non vuole accettare alcun compromesso sulla liberalizzazione del mercato del lavoro e sul taglio delle pensioni, nonostante sia molto difficile stabilire un punto d’incontro con Atene su questi punti. Lavoro e pensioni rappresentano infatti le “linee rosse” da non oltrepassare secondo il programma con cui Syriza ha vinto le elezioni.

Tsipras, come ha dichiarato in più occasioni, non intende cedere senza prima interpellare i cittadini greci attraverso un referendum. E poi c’è la Commissione europea, che insiste sugli obiettivi di bilancio e rifiuta di considerare una svalutazione del debito greco.

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