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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Lampedusa, in duemila senza cibo

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Giorgio Napolitano considera la situazione che si è creata a Lampedusa "inaccettabile" e fa appello a tutte le regioni affinché aiutino l'isola siciliana accogliendo gran parte degli immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa in nome "di un spirito di coesione e solidarieta".

"Se domani l'isola non si svuota perché non arrivano le navi a Lampedusa avremo una bomba pronta ad esplodere". Lo dice l'assessore alla Salute della Regione siciliana, Massimo Russo, in conferenza stampa a Lampedusa con il coordinatore dell'ufficio regionale sull'isola, l'assessore regionale Gianmaria Sparma, e gli ispettori sanitari.

Se domani non arriveranno le navi promesse dal governo c'é un serio rischio per la tenuta dell'ordine pubblico a Lampedusa, dove ieri è stato bloccato il porto e oggi è occupato il consiglio comunale. Lo dice il coordinatore dell'ufficio della Regione sull'isola, Gianmaria Sparma.

E' giunto alla tendopoli di Manduria il primo blocco di pullman, in tutto una dozzina, con a bordo gli immigrati trasferiti da Lampedusa a Taranto a bordo della nave 'Catania' della flotta Grimaldi. Nel centro di accoglienza si sta provvedendo alla sistemazione degli immigrati, tutti tunisini. La tendopoli resta un cantiere aperto: proseguono infatti sia il montaggio delle tende che le opere di sbancamento e di sistemazione del terreno per evitare che, in caso di pioggia, il campo si allaghi. Nella notte non si è vista traccia di ronde improvvisate che erano state annunciate ieri da alcuni cittadini che sostavano nelle vicinanze del campo. Ciò anche perché è stato rafforzato il dispositivo di sicurezza e di vigilanza anche attorno alla tendopoli da parte delle forze dell'ordine, coadiuvate anche dal Corpo forestale dello stato; pattuglie hanno svolto servizio di controllo anche nella cittadina di Manduria. Secondo voci non confermate, la notte scorsa solo tre immigrati sarebbero riusciti a fuggire dalla tendopoli, approfittando del buio.

Problemi alla tendopoli di Manduria in relazione alla presenza di donne che sono in tutto 16, quattro delle quali in stato di gravidanza. Le donne si sono rifiutate di scendere dal pullman chiedendo di rivedere i loro mariti e di poter restare con loro. Ma, a quanto pare, nel campo non sarebbe previsto che donne e uomini stiano in una stessa tenda. Sull'autobus, dopo alcuni minuti di attesa, sono saliti tre immigrati per convincerle a scendere, ma la situazione rimane di stallo. Due immigrati stanno valutando con i responsabili della tendopoli la possibilità di trovare una soluzione.

"Mi chiedo dov'é il nord del Paese. Noi non possiamo farci carico di un problema nazionale". Lo dice il sindaco di Trapani, Mimmo Fazio, che dice "no" alla tendopoli a Kinisia. "Non si poteva individuare un luogo più inidoneo. E' una pazzia - aggiunge -: vorrei sapere cosa possono fare 800-1000 persone durante la giornata in un'area dove non c'é assolutamente nulla". Fazio lamenta, inoltre, il fatto che "finora abbiamo avuto in Comune soltanto informazioni informali e, pertanto, informalmente vi dico che, già da venerdì, dovrebbero arrivare i primi immigrati". Il sindaco di Trapani propone "una distribuzione equa sul territorio nazionale per due ragioni: limitare l'impatto sulla popolazione e, nel contempo, garantire servizi migliori agli immigrati".
Lampedusa accoglienza, la società che per contratto gestisce l'accoglienza dei migranti in arrivo a Lampedusa, distribuisce 4.200 pasti al giorno. Nell'isola al momento ci sono 6.200 immigrati, dunque 2.000 persone non mangiano. A denunciarlo in conferenza stampa è stato il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis.

"L'Europa deve intervenire presto". La Lega Nord rinnova la richiesta di aiuto all'Unione Europea per l'emergenza immigrati a causa della crisi in Nord Africa. L'isola di Lampedusa è al collasso e il flusso di immigrati non diminuisce, motivi in più perché - spiega Umberto Bossi ai cronisti a Montecitorio - "l'Unione Europea intervenga presto".
"Fora da i ball". Umberto Bossi usa un'espressione dialettale lombarda e risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono quale sia la soluzione per l'emergenza immigrati a Lampedusa a causa dell'esodo dal Nord Africa. "Si troverà una soluzione, se troviamo qualcuno con cui parlare", aggiunge il leader del Carroccio facendo riferimento agli accordi con la Tunisia.

Il problema dell'afflusso di immigrati sulle coste italiane dal Nord Africa "non è solamente nostro ma dell'intera Europa" per questo "abbiamo bisogno di politiche univoche sia sull'immigrazione che sull'asilo politico, e speriamo che tutto cio" sia possibile nelle prossime settimane", ha dichiarato il Presidente Giorgio Napolitano in un'intervista rilasciata negli Stati Uniti a Maria Bartiromo di CMBC.
"La logica che vorrebbe delegare solo a chi è in prima linea, come l'Italia, la gestione della questione dell'immigrazione dall'Africa, non è condivisibile e non è accettabile". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo ad un convegno economico promosso dal Pdl, dove ha chiesto all'Europa di fare la sua parte e "non limitarsi ad assistere all'emergenza".

"L'Europa - sostiene Schifani - deve prevenire i problemi ed affiancare con aiuti economici e politiche concrete gli Stati e le realtà territoriali più coinvolte. Nessuno può permettersi di girare lo sguardo dall'altra parte". "La questione dell'immigrazione, la questione di Lampedusa, appartiene all'intera Europa" insiste il presidente del Senato, secondo il quale "siamo davanti ad un evento storico e l'Europa deve far sentire la sua voce". "Lasciare spazi di incomprensione tra cittadini del posto ed immigrati o, peggio, far percepire a chi vive in un territorio esposto in prima linea, come Lampedusa, la sensazione di precarietà o insicurezza - avverte il presidente del Senato - é un rischio serio, da scongiurare senza incertezze". "Lampedusa va restituita ai lampedusani" afferma Schifani, che sottolinea come di fronte ad un'emergenza "così grave" e "di fronte a tanti disperati, circa 20 mila dall'inizio dell'anno, oltre a quelli che continuano ad arrivare in numero sempre crescente, il Paese tutto e unito sta cercando di dare risposte efficaci e solidali". "Non sono consentiti - sostiene Schifani - egoismi e rivendicazioni di parte. Così come le nostre regioni hanno già dato la loro disponibilità, anche l'Europa deve muoversi senza incertezze e ritardi". L'Europa, conclude la seconda carica dello Stato, "dev'essere protagonista, insieme agli Stati nazionali, di un piano organico in grado di guardare lontano".

Sono 454 i migranti giunti a Lampedusa nella notte. I primi 190 sono sbarcati poco prima della mezzanotte: si tratta per lo piu' di eritrei, tra cui molte donne e bambini, soccorsi dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, coordinate dalla Capitaneria di porto. Dal secondo barcone sono arrivati 149 tunisini, scortati in porto da un guardacoste, altri 115 sono sono stati soccorsi, da due guardacoste, e giunti in porto alle 3.25.

Tra le tante donne che si trovavano sul barcone c'e' anche una puerpera incinta di sette mesi trasferita nel poliambulatorio subito dopo giunta nell' isola. Nel barcone anche diversi bambini, tra cui cinque neonati, il piu' piccolo di due mesi. I migranti sono stati trasbordati sulle motovedette della guardia costiera e della finanza in condizioni difficili, col mare mosso. Eritrei, somali ed etiopi sono stati trasferiti nell'ex base Loran, dove ci sono gia' un centinaio di minori e donne tunisine.

E' di nuovo allarme immigrati a Ventimiglia, comune ligure al confine tra l'Italia e la Francia. Nella notte sono arrivati, a bordo di un treno proveniente da Roma, oltre duecento extracomunitari. La maggior parte sta tentando di raggiungere la Francia, che però prosegue nella politica dei respingimenti. "La situazione non è ancora di emergenza - dice all'ANSA il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino - ma anche dieci anni fa, all'inizio, i problema Curdi non sembrava grave e poi sono arrivati ad essere 5 mila. Dobbiamo fare attenzione, perché non vogliamo che il caso si ripeta".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni conferma quanto dichiarato dal Commissario straordinario per l'emergenza, prefetto Giuseppe Caruso, a proposito del Piano di svuotamento dell'isola di Lampedusa. Maroni, afferma la portavoce Isabella Votino, sottolinea inoltre che il Piano, deciso dall'Unità di crisi del Viminale, verrà portato per l'approvazione al Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo.

"Non riteniamo che ci sia un rischio di epidemie, ma un problema igienico-sanitario importante e che potrebbe in futuro continuare. Anche per questo i nostri ispettori arriveranno sull'isola oggi". Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha commentato la situazione dei migranti che in questi giorni si stanno accumulando sull'isola di Lampedusa a causa dei conflitti in Libia.

"Non vi sono al momento rischi specifici di epidemie a Lampedusa, né ci sono state segnalate particolari infezioni". A confermarlo è Santino Severoni, rappresentante speciale del direttore regionale dell'Oms Europa in Italia per l'emergenza migranti a Lampedusa. Severoni è al momento in partenza per Palermo con gli altri ispettori, di cui 2 dell'Oms e tre del ministero della Salute, che dovranno valutare la situazione igienico-sanitaria dell'isola. "Si tratta di una missione di ricognizione - precisa - da cui dovremo tornare con consigli di attuazione pratica. I nostri interventi come Oms saranno concentrati sull'innalzamento della sorveglianza sulle malattie infettive e il controllo della sicurezza dell'acqua".

L'emergenza-immigrazione "é comunitaria", e "per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c'é bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche della convergenza dell'Europa comunitaria". Lo ha detto il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente apertosi oggi a Roma. Sottolineando che "é un'illusione riuscire a piantonare le coste di un continente intero", Bagnasco ha spiegato che l'emergenza "va affrontata nell'ottica di destinare risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario, che non potrà non raccogliere poi benefici in termini di sicurezza complessiva".

"Tutta l'Europa è - non da oggi - in debito verso l'Africa", ha detto il capo dei vescovi italiani. "E' l'ora dunque - ha aggiunto - di attuare quelle politiche di vera cooperazione che sole possono convincere i nostri fratelli a restare nella loro terra, rendendola produttiva". E se, rivolgendosi agli italiani, ha ammonito che "non ci è consentito di disinteressarci di quel che avviene fuori di noi, nelle coste non lontane dalle nostre", e che "é un'illusione pensare di vivere in pace, tenendo a distanza popoli giovani, stremati dalle privazioni, e in cerca di un soddisfacimento legittimo per la propria fame", Bagnasco ha anche evidenziato che tali "vicinanze geografiche" "riguardano l'Italia alla stessa stregua con cui riguardano l'Europa": "i confini costieri della prima infatti coincidono con i confini meridionali della seconda". Dinanzi alla nuova emergenza, secondo Bagnasco in Italia "ci si sta muovendo tra comprensibili difficoltà e qualche resistenza, al fine di offrire una prima accoglienza a quanti arrivano dall'Africa". Ma il capo dei vescovi ha avvertito che "per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c'é bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche della convergenza dell'Europa comunitaria, chiamata a passare - come giustamente si è detto - da una 'partnership della convenienza' a quella della 'convivenza'".

Di fronte all'emergenza dei flussi migratori e all'arrivo di "tanti profughi", gli abitanti di Lampedusa "non devono sentirsi soli": per questo, la Cei chiede al governo "un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all'isola e ai suoi abitanti". Lo ha detto il cardinale presidente Angelo Bagnasco. Dopo aver espresso "una particolare, fraterna vicinanza" all'arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, "che ha la cura pastorale dell'isola di Lampedusa, avamposto sospirato di tanti profughi", il card. Bagnasco ha aggiunto che "é noto che gli immigrati colà superano ormai la popolazione locale determinando - involontariamente - una condizione di generalizzato, profondo disagio". Secondo il presidente della Cei, "l'attività lavorativa della piccola comunità rischia di finire seriamente compromessa, tra le crescenti preoccupazioni delle famiglie". Nell'esprimere cordiale ammirazione per la generosità e il senso dell'accoglienza che da sempre contraddistingue la popolazione lampedusana - ha proseguito Bagnasco -, chiediamo ai Responsabili un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all'isola e ai suoi abitanti". "Non devono infatti sentirsi soli", ha concluso.

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