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Venerdì, 03 Luglio 2020

Guerra alla Libia

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Il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, strumento di condivisione di informazioni, è convocato in via permanente. Per valutare le informazioni sulla minaccia interna. Preoccupano le frontiere terrestri. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha innalzato le misure di sicurezza nell’aeroporto di Roma Fiumicino in via preventiva. Da oggi è chiuso al traffico civile anche l’aeroporto di Trapani. Ci si blinda soprattutto a sud. Nessuno è in grado escludere una ritorsione contro il paese dell’Alleanza atlantica più vicino al confine. E in Sicilia sono stati posizionati i mezzi radar, gli Awacs. Utili per avvistare l’eventuale lancio di missili.

Sono diverse le ipotesi segnalate dai Servizi come «azioni di ritorsione». La blindatura prevede una cintura di sicurezza che percorre il paese da sud a nord. Anche in assenza di segnalazioni «specifiche», la polizia si muove nelle città che hanno ospitato le manifestazioni anti-Gheddafi, dove sono state esposte le bandiere dell’ex monarchia e non quella del regime. A Bologna, 3 marzo; a Milano, 4 marzo, un centinaio di libici hanno gridato «Gheddafi assassino», «Basta morti, basta sangue», creando tensioni nella comunità tutt’altro che sopite. Ad Alessandria, il 5 marzo, un’altra manifestazione antiregime; come pure a Pisa. L’ondata di protesta ha raggiunto anche Roma, il 12 marzo. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha spiegato tutto in un documento, inoltrato dal Viminale alle Questure e alle Prefetture per innalzare l’allerta.

Alla Digos è stato chiesto di potenziare i controlli nei luoghi di culto islamico, principalmente a Verona, Torino, Imperia e La Spezia, per evitare scontri tra pro e contro Gheddafi. In corso c’è poi un’indagine approfondita sui libici a cui, in occasione del G8 dell’Aquila, è stato rilasciato un visto. Almeno una cinquantina di soggetti sotto la lente d’ingrandimento dei Servizi, perché le autorizzazioni hanno durata triennale e potrebbero muoversi con azioni pericolose.
Anche in assenza di missili capaci di raggiungere l’Italia dai cieli libici, ieri sono stati azionati i dispositivi di bassa e bassissima quota. Aerei, elicotteri, navi, satelliti e radar sono già operativi in tutto il sud. Per intercettare qualunque cosa si avvicini alla Penisola. Il dispositivo è stato predisposto dalla Difesa contro ogni attacco. Da Lampedusa – dove è già operativo il cacciatorpediniere Andrea Doria, antimissile con copertura satellitare – fino al Canale di Sicilia, dove è impegnata la nave Garibaldi. Il premier, Silvio Berlusconi, lascia intendere che Gheddafi sia sprovvisto di armi in grado di interessare l’Italia. Ma i rapporti d’intelligence hanno allertato le autorità anche per i pericoli che potrebbero nascere sul territorio nazionale.
In Europa Gheddafi avrebbe soprattutto una rete segreta di agenti. Si analizzano, caso per caso, gli attentati che negli anni Ottanta il Colonnello ha organizzato a danno degli esuli rifugiati. Ma anche a strutture civili, come l’attacco alla discoteca di Berlino frequentata da soldati americani. Sono queste le ipotesi che preoccupano l’intelligence, più che il ricordo dei missili scud che sfiorarono Lampedusa nell’86.

L’allerta diramata sul territorio nazionale viene allargata alla Jamahiriya. Riguarda il personale italiano impegnato nei colloqui, utili per comprendere quale piega prenderà l’evoluzione del conflitto. Per questo motivo l’Alleanza atlantica intende assicurare sostegno logistico e d’intelligence ai Paesi che partecipano all’intervento. Gli 007 italiani sono in contatto costante con gli insorti. I rapporti pongono l’accento sui possibili «equivoci» che si potrebbero creare in Libia nei contatti informali stabiliti con il Consiglio degli insorti in Cirenaica. Nei rapporti non è menzionato il rischio di rapimenti, ma non è possibile escludere questa eventualità. Da estendere ad altri occidentali che sono rimasti nel Paese.
Le basi militari offerte dall’Italia sono tra gli obiettivi «sensibili». Come pure le ambasciate. Ieri è aumentata la sorveglianza delle rappresentanze di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, quest’ultima considerata l’obiettivo a più alto tasso di rischio. Un altro presidio si è aggiunto presso l’ambasciata libica, visto che Hafed Gaddur, rappresentante di Tripoli, ha recentemente sottoscritto un documento in cui giura fedeltà al popolo libico e non al Colonnello, a cui l’Italia ha appena congelato beni pari a 6-7 miliardi di euro anche grazie alla collaborazione dell’ambasciatore.
Intanto :
E' stato colpito anche un edificio del bunker del colonnello Gheddafi nel secondo giorno dell'offensiva internazionale contro Tripoli. E ieri sera è stata la volta dei primi Tornado italiani, che non hanno bombardato ma solo pattugliato. La Russa: la contraerea di Gheddafi è stata largamente neutralizzata. Oggi un sito d'opposizione riferisce che Khamis, uno dei figli del rais, sarebbe morto per le ferite in un attacco aereo dei giorni scorsi da parte dei ribelli. Il governo francese fa sapere di non avere notizia di vittime civili negli attacchi, quello britannico conferma che non vi saranno forze d'occupazione o invasione. Sulle minacce del leader libico all'Italia, 'non dobbiamo lasciarci intimidire', precisa il ministro degli Esteri Franco Frattini, che confida nelle prossime ore si ripristini un rapporto di collaborazione con la Lega Araba - dalla quale ieri sono arrivate critiche - e ritiene sia giunto il momento di passare sotto l'ombrello Nato. Oggi a Bruxelles, riunione dei ministri degli Esteri della Ue. Al Cairo,segretario generale Onu aggredito da manifestanti filo Gheddafi

Il primo di tre aerei Tornado italiani e' appena decollato dalla base dell'Aeronautica di Trapani. Non e' nota la destinazione: viene solo sottolineato che stanno svolgendo la loro missione. L'Italia ha messo a disposizione della coalizione che sta svolgendo le operazioni militari sulla Libia 8 caccia: 4 Tornado Ecr per la neutralizzazione delle difese aeree nemiche e 4 intercettori F-16. Nel giro di pochi minuti sono partiti anche il secondo e il terzo Tornado. Sulla missione viene mantenuto il riserbo, anche se non e' escluso che possa trattarsi di una coppia di caccia destinata ad operare sulla Libia e del loro rifornitore. Due caccia intercettori F-16 sono appena decollati dalla base dell'Aeronautica di Trapani. Secondo quanto si e' appreso affiancheranno i due Tornado decollati poco fa con compiti di scorta.

Sono decollati alle 12 da Decimomannu per la prima missione sulla Libia due cacciabombardieri F18 e un aero tanker dell'Aeronautica militare spagnola. Il 47/o Gruppo di Torrejon e' cosi' entrato in azione nell'operazione ''Odyssey Dawn''. Destinazione e ordini di missione top secret, ma sulla linea di volo fervono i preparativi intorno agli altri arei spagnoli.
''Ieri sera nella missione condotta in Libia abbiamo solo pattugliato la zona nei pressi di Bengasi ma non abbiamo ritenuto di lanciare i missili contro i radar''. Lo ha detto Nicola Scolari, 38 anni, uno dei tre piloti che ieri ha partecipato alla missione italiana contro la Libia.

"La Comunità internazionale ha fatto le sue scelte e l'Italia partecipa a queste scelte". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interpellato sulla partecipazione dell'Italia alla missione in Libia, al suo arrivo in visita a Varese.
Mentre i caccia italiani partecipano alla missione Odissey Dawn, il dibattito politico è aperto. E mentre il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli si dice contrario ad un'operazione neo-colonialista, quello della Difesa La Russa assicura che la Lega non ha posto alcun ostacolo all'intervento. Diplomazia e non bombe per il cessate il fuoco sollecita da Repubblica il governatore pugliese Nichi Vendola, che ipotizza una forza di interposizione di pace.

''Noi riteniamo che il comando delle operazioni in Libia sia opportuno che passi alla Nato e altri la pensano come noi, perche' la linea di comando della Nato e' collaudata e perche' il controllo di qualita' degli interventi avverrebbe in modo piu' chiaro e trasparente''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine del Consiglio dei ministri.

''Si', non e' ancora stato fissato ma non intendiamo sottrarci alla valutazione delle Camere. Dal punto di vista giuridico e' sufficiente il voto delle Commissioni, ma dal punto di vista politico riteniamo che il Parlamento non solo debba essere informato ma debba anche esprimersi''. Risponde cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi rispondendo a chi gli chiede se ci sara' un voto parlamentare sulla missione in Libia.

'La Lega non ha frapposto ostacoli'', ''non vedo grandi divisioni nella maggioranza''. Lo ha assicurato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, entrando a Palazzo Chigi per il Consiglio dei Ministri straordinario dedicato alla Libia.

I rischi di possibili ritorsioni per l'Italia non sarebbero stati minori se non ci fosse stata una partecipazione attiva all'operazione, anche perche' - comunque - non sarebbe stato possibile non mettere a disposizione della coalizione internazionale le basi. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Mattino Cinque. ''Certo che il rischio e' stato messo in conto - ha detto La Russa - anche se noi abbiamo notizie, che io ritengo esatte, della inadeguatezza delle armi in dotazione all'esercito libico di colpire il territorio italiano. Ma ci possono essere altri modi, il rischio c'e': come c'e' in Afghanistan, come c'e' per quanto riguarda tutto cio' che si muove intorno all'oltranzismo islamico, cosi' ci puo' essere anche con la Libia, ma non sarebbe stato minore se non avessimo partecipato all'operazione''. ''Tranne immaginare - ha proseguito il ministro - che non avessimo messo a disposizione neanche le nostre basi, cioe' che ci fossimo schierati nettamente contro la comunita internazionale, contro l'Onu, contro l'America, contro l'Inghilterra, la Francia, la Spagna, la stessa Germania che si e' astenuta, contro la Russia e la Cina, che avrebbero potuto bloccare con un voto contrario la risoluzione Onu e non l'hanno fatto. Mi sembra - ha continuato La Russa - una visione assolutamente impossibile e quindi, poiche' in ogni caso le nostre basi sarebbero state messe a disposizione, avremmo avuto da un lato lo stesso rischio, forse maggiore, e dall'altro non avremmo partecipato, come conviene ad una nazione come l'Italia, ad un'opera umanitaria che e' quella di proteggere il popolo libico''. Riguardo al missile che venne lanciato contro Lampedusa, La Russa ha ricordato che ''non ci arrivo', arrivo' a poche centinaia di metri, e comunque non dovrebbe essere piu' nella disponibilita' di Gheddafi''.

In seguito alla crisi libica, e' stato deciso di intensificare l'attivita' informativa e investigativa per proteggere gli obiettivi sensibili, e' stato convocato permanentemente il Comitato strategico di analisi antiterrorismo ed e' stato intensificato il monitoraggio di soggetti che in passato hanno evidenziato contatti con il fondamentalismo islamico. Lo ha detto il ministro del'Interno, Roberto Maroni, al termine del COnsiglio dei ministri.


Le operazioni aeree francesi sulla Libia sono riprese questa mattina. Lo riferisce il ministero della Difesa francese.

Un portavoce del governo francese ha detto di non avere informazioni sul fatto che civili siano rimasti uccisi negli attacchi sulla Libia.

Il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon è stato aggredito in piazza Tahrir al Cairo da manifestanti filo Gheddafi. I manifestanti che si sono riuniti davanti alla sede della Lega araba prima dell'arrivo del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, contro l'intervento militare in Libia, hanno anche assaltato un paio di automobili mentre passavano davanti alla sede della Lega araba, in una strada che porta a piazza Tahrir.

In Libia non ci deve essere una "guerra" e l'Italia intende verificare "la coerenza" dell'azione della coalizione internazionale con il pieno rispetto della risoluzione 1973 dell'Onu. Lo ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, a Bruxelles. "In Libia non ci deve essere una guerra, ma la piena implementazione della risoluzione 1973. L'Italia ha accettato di fare parte della coalizione internazionale proprio per fare rispettare il cessate il fuoco, fare fermare le violenze e proteggere la popolazione", ha detto Frattini, parlando con i giornalisti. "Vogliamo verificare molto attentamente tutte le azioni che saranno prese per verificarne la loro coerenza con la risoluzione Onu. Ecco perché crediamo sia tempo di muovere da una coalizione dei volenterosi ad un approccio più coordinato sotto la Nato, perché la Nato ha l'esperienza e la capacitàper guidare un'azione meglio coordinata", ha aggiunto il capo della Farnesina. Rispondendo ad altre domande dei giornalisti, Frattini ha ribadito che l'Italia intende verificare l'implementazione del cessate il fuoco "e vuole continuare a lavorare molto da vicino con la Lega araba e vuole avere coerenza: non vogliano andare oltre la stretta applicazione della risoluzione Onu", ha rimarcato.

"Il forte impegno della Lega Araba" per proteggere i civili in Libia "ha reso possibile l'adozione della risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu".Lo ha affermato il segretario generale del Palazzo di vetro, Ban Ki-Moon, al termine del suo incontro con il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa. "Col forte impegno della LEga Araba - ha affermato Ban Ki-Moon - la comunità internazionale é stata in grado di prendere misure decisive per proteggere i civili che il colonnello Gheddafi sta uccidendo ed attaccando, una situazione considerata totalmente inaccettabile e condannata da tutto il mondo". Il segretario generale dell'Onu ha rinnovato il suo appello per un immediato cessate il fuoco in Libia l'impegno delle Nazioni Unite a mettere fine alle ostilità e a portare gli aiuti umanitari alla popolazione.

"Tocca al comando militare rilevare se effettivamente" i Tornado italiani "hanno colpito l'obiettivo, non tocca a me e comunque non lo direi". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, facendo capire che nel corso della missione potrebbe anche essere stato non necessario utilizzare l'armamento di cui i caccia sono dotati. Il ministro - intervenendo a La telefonata di Maurizio Belpietro, su Canale 5 - ha spiegato che i Tornado italiani intervenuti ieri sulla Libia "sono di una tipologia che consente di colpire i radar, non hanno bombe dirompenti: hanno operato contro i radar e colpendoli se li avessero trovati accesi o non già distrutti. Tocca al comando militare rilevare se poi hanno colpito o no: non tocca a me e non sono notizie che comunque darei". Il cessate il fuoco annunciato dal governo libico? "Quello che possiamo verificare è se si alzano in volo aerei e non ci risulta che questa mattina si siano alzati in volo aerei libici". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Comunque è "il comando alleato - ha aggiunto il ministro - che deve verificare se questa proclamazione di cessate il fuoco fatta da Gheddafi sia vera o se siano vere le affermazioni fatte qualche ora prima in cui si diceva 'combatteremo a lungo, sara' un'offensiva continua da parte di noi libicì".
Sono 4.789 gli immigrati presenti attualmente a Lampedusa, a fronte di circa 5.000 abitanti. Gli sbarchi, ormai senza sosta da giorni, sono proseguiti anche durante la notte: nelle ultime 24 ore sono 1.470 gli immigrati arrivati, con 13 diverse imbarcazioni.

Intanto oltre un centinaio di libici sono sbarcati nella notte sulle coste del Catanese. Sono arrivati con due barconi: il primo, con una cinquantina di migranti si è incagliato sugli scogli di Riposto, il secondo, con una settantina di extracomunitari, è stato intercettato al largo di Catania e fatto entrare, sotto scorta, nel porto del capoluogo etneo. Fin'ora sono stati bloccati 117 uomini che hanno detto di essere libici. Alle operazioni partecipano carabinieri del comando provinciale di Catania e della compagnia di Giarre, militari della guardia di finanza e della Capitaneria di porto e personale della polizia di Stato.

Continiua a crescere la tensione nell'isola. Ieri alcune centinaia di abitanti hanno bloccato la banchina commerciale del porto e impedito a un traghetto di attraccare: a bordo della nave c'erano tende e bagni chimici per allestire la tendopoli, che i cittadini non vogliono. 'Lampedusa - dicono - non può essere trasformata in un campo profughi a pochi mesi dall'inizio della stagione estiva'.
"L'autorevolezza che deriva all'Italia dalla partecipazione a pieno titolo alla missione voluta dall'Onu sulla Libia vogliamo usarla per chiedere a tutti gli stati di dividere con noi il peso del flusso migratorio, delle migliaia di persone che in teoria potrebbero sbarcare clandestinamente, da profughi, sul nostro territorio". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo a a Mattino Cinque, su Canale 5. "Il nostro - ha aggiunto La Russa - è un appello autorevole: se non avessimo partecipato sarebbe meno autorevole".

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