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Il Governo tira il freno a mano sul nucleare

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Il governo tira il freno a mano sul nucleare. Incalzato dal disastro giapponese e da un dibattito sempre piu' acceso, l'esecutivo affida al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, cui fanno eco le prese di posizione di Berlusconi, Bossi e, ancora di piu', della Prestigiacomo (''e' finita, bisogna uscirne''), il compito di togliere il piede dall'acceleratore dell'atomo. Romani ha scelto un contesto energetico, l'inaugurazione del cavo sottomarino Lazio-Sardegna di Terna, per giocare la carta della prudenza: ''Quello che e' successo in Giappone, un momento di riflessione lo deve dare'', ha detto, invitando il ''sistema Paese, il governo, i tecnici a fermarsi un attimo e capire cosa sia meglio fare''.

Nessun dettaglio temporale su questa ''pausa di riflessione'', che ''deve consentire di capire cosa sta accadendo'' e in particolare se gli stress test sulle vecchie centrali decisi dall''Europa ''diano sicurezza e informazioni''. In ogni caso, ha concluso ribadendo la propria ferma convinzione sull'opportunita' della scelta nucleare, ''non si possono fare scelte che non sono condivise da tutti''. Se quella di Romani e' una frenata, di vera e propria marcia indietro si puo' parlare per il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: ''E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare'', e' il de profundis recitato dal ministro nei corridoi di Montecitorio. Adesso ''bisogna uscirne, ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare niente. Si decide tutto tra un mese''. I segnali mandati dai due ministri sono abbastanza chiari, ma prima di prendere decisioni e' la sicurezza che va messa al centro. Lo avrebbe detto anche il premier Silvio Berlusconi, convinto che, in questo momento, ci si debba affidare all'Unione europea. In ogni caso, ha avvertito Bossi senza entrare nel merito delle dichiarazioni di Romani sulle centrali, che a questo punto sembrano sempre piu' lontane, ''decide il territorio''.Intanto :

 

Il Giappone alza il livello d'allarme alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Fukushima n1) da 4 a 5. Lo riferisce l'Aiea, l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare. Ad una settimana dal sisma e con un bilancio di oltre 16 mila tra morti e dispersi, proseguono i tentativi di raffreddare i reattori della centrale: si lavora al sistema elettrico per cercare di rimetterlo in funzione e accelerare il raffreddamento, e non viene esclusa
l'ipotesi di chiudere i reattori in un sarcofago di cemento armato e seppellirli, come fu fatto a Cernobyl nel 1986.
La Banca centrale decide un'ulteriore iniezione di liquidità nel sistema finanziario per calmare i mercati, mentre il G7 dispone un intervento coordinato sui mercati valutari per scongiurare per Tokyo rischi recessione, borse europee in rialzo.

Nei reattori 1, 2 e 3 della centrale giapponese di Fukushima n.1 il nocciolo è parzialmente scoperto e parzialmente fuso. I contenitori che racchiudono le barre di combustibile sarebbero invece integri, secondo fonti italiane a diretto contatto con il gestore della centrale di Fukushima 1 (Tepco) e l'Autorità giapponese per la sicurezza nucleare e industriale. L'entità del danno al momento non è nota. La fusione parziale del nocciolo era avvenuta in passato nell'incidente nella centrale statunitense di Three Mile Island (1979), classificato al livello 5 della scala Ines degli incidenti nucleari.

Il Giappone ha alzato il livello d'allarme alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi (Fukushima n1) da 4 a 5. Lo riferisce l'Aiea, l'agenzia dell'Onu per l'energia nucleare.

Il Giappone non esclude l'ipotesi di chiudere i reattori atomici danneggiati in 'sarcofaghi' di cemento armato e di seppellirli, come fu fatto con quello di Cernobyl, in Ucraina, dopo il tragico incidente del 1986. Lo ha affermato un funzionario dell'Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, che ha aggiunto che la priorità rimane quella di raffreddare i reattori.

I Paesi del G7 attueranno un "intervento coordinato sui mercati valutari", su richiesta delle autorità giapponesi, "in risposta ai recenti movimenti sul tasso di cambio dello yen associati ai tragici eventi in Giappone". Lo dichiara una nota congiunta dei sette Grandi, diffusa dopo una teleconferenza a cui hanno preso parte i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali.
Il presidente americano Barack Obama ha detto di avere chiesto una revisione completa degli impianti nucleari Usa alla luce del disastro che ha colpito il Giappone ma ha aggiunto che il nucleare è parte importante del futuro energetico degli Stati Uniti.

Il Pentagono ha annunciato l'invio a Fukushima di una squadra di nove esperti nucleari militari per aiutare i colleghi giapponesi nell'intervento sui reattori danneggiati. Altri 450 pronti a partitre se necessario.

Il livello di radiazioni alla centrale nucleare di Fukushima 1 è in aumento dopo il getto di acqua ad alta pressione sul reattore n. 3 da parte degli automezzi della Self-Defense Forces, le Forze armate nipponiche. Lo ha riferito la Tepco, la società elettrica che gestisce gli impianti, citata dall'agenzia Kyodo. Il livello intorno agli edifici, in particolare, è passato a 4.000 microsievert/h da 3.700, al termine di questa inedita operazione di spegnimento.

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