Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Lunedì, 25 Ottobre 2021

Ministri degli esteri Ue, riunione sulla Libia

Ministri_esteri_UE

 

In Libia le forze fedeli a Gheddafi martellano dall'aria e dal mare le postazioni dei ribelli attorno alla città petrolifera di Ras Lanuf, e l'offensiva si spinge sempre più a est, mentre in Tripolitania il regime assicura di aver riconquistato Zawiya. La Francia intanto, per prima, ha riconosciuto oggi ufficialmente il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), il governo provvisorio ribelle di Bengasi. Alle porte di Ras Lanuf un'inviata dell'ANSA ha constatato di persona i raid aerei, che hanno colpito, fra le altre cose, un check point dei ribelli.

Un testimone citato da Reuters afferma che anche un'abitazione civile a Ras Lanuf è stata colpita e la Afp che una bomba è caduta su un quartiere residenziale, che molti abitanti hanno abbandonato nei giorni scorsi, e dove un ospedale è stato subito evacuato. Intanto, secondo un testimone citato dalla Reuters, blindati si stanno avvicinando alla città sparando sugli insorti. Bombardata anche Brega, circa 90 chilometri ad est. La tensione fra i ribelli cresce e uno di loro ha addirittura lanciato un "ultimatum" a Stati Uniti e Unione europea perché "fermino Gheddafi" entro otto ore, altrimenti verrà interrotto il flusso di petrolio dai terminali di Ras Lanuf e Brega.

Ieri i raid aerei avevano colpito dei depositi di carburante nel vicino terminale petrolifero di Sidra. Sul "fronte occidentale", invece, a Zawiya, 50 km a ovest di Tripoli, i militari fedeli al rais affermano di aver riconquistato la città ai ribelli ed hanno portato nella notte alcuni giornalisti, fra cui un inviato ANSA, a constatarlo di persona, accolti dal giubilo dei sostenitori di Gheddafi. Testimoni raccontano che la città è effettivamente "caduta". Sul "fronte diplomatico", la Francia oggi, primo Paese in Occidente, ha riconosciuto il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) come rappresentante legittimo del popolo libico, una iniziativa sulla quale però il governo tedesco si è detto scettico. L'annuncio è stato dato da Parigi al termine di un incontro all'Eliseo fra un emissario di Bengasi e il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

E mentre oggi la Libia sarà al centro della riunione dei ministri degli esteri dell'Ue a Bruxelles e la responsabile della politica estera europea, Catherine Ashton, dice che l'Europa "continuerà a dialogare con chiunque...per porre fine alle violenze", la Russia continua a frenare sulle ipotesi di azioni di forza: il ministro degli esteri, Serghei Lavrov, ha detto che lo statuto Onu "che é inammissibile qualsiasi intervento, tanto più di forza, negli affari interni" di un Paese. Anche l'ipotesi di imporre una no fly zone, dice Mosca, richiede "un'analisi attenta e informazioni più dettagliate". Un inviato di Gheddafi ad Atene ha intanto proposto al governo greco "idee" per uscire dalla crisi. Emissari del regime sono presenti anche a Lisbona e al Cairo. Il governo portoghese ha però fatto sapere all'emissario di Tripoli che il regime è "finito".

"L'Italia non parteciperà a bombardamenti mirati su territorio libico". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini a Bruxelles al termine della riunione straordinaria dei capi delle diplomazie dei 27 sulla Libia. Il titolare della Farnesina ha comunque riferito che durante la riunione di questo non si è discusso.

Il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza (584 sì, 18 no, 18 astenuti) una risoluzione che chiede ai governi Ue di riconoscere il Consiglio nazionale della transizione libico come l'autorità che rappresenta ufficialmente l'opposizione libica. Il testo invita inoltre l'Unione europea a prepararsi alla possibile istituzione di una 'no-fly zone' per impedire a Gheddafi di colpire la popolazione e aiutare il rimpatrio di chi fugge dalla violenza.

L'eventuale istituzione della "no-fly zone" dovrebbe avvenire non unilateralmente ma solo dopo una risoluzione in tale senso dell'Onu ed in coordinamento con Lega Araba e Unione Africana. Nel testo infatti si invitano i governi Ue a "tenersi pronti per una decisione nell'ambito del Consiglio di sicurezza dell'Onu circa ulteriori misure, compresa la possibilità di prevedere una zona di interdizione al volo". Durante il dibattito di ieri, solo il gruppo GUE (Sinistra Unita) si era espresso contro la "no-fly zone". Nella risoluzione si chiede alla rappresentante per la politica estera Ue, Catherine Ashton, di "stabilire contatti" con i rappresentanti dei ribelli del Consiglio nazionale per la transizione, con l'obiettivo di dare il via al riconoscimento internazionale dell'ente. Martedì scorso tale contatto informale è già avvenuto in un incontro a Strasburgo con una delegazione del Consiglio nazionale di transizione libico guidata dal 'ministro' Mahmoud Jebril che era stato invitato al Parlamento europeo dal gruppo liberaldemocratico (Alde). Il Parlamento chiede anche a Gheddafi di lasciare il potere e condanna con forza la sistematica violazione dei diritti umani in Libia.

L'Italia riaprirà il suo consolato a bengasi chiuso in seguito agli incidenti del 2006. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Franco Frattini a Bruxelles dopo il vertice straordinario dei ministri degli Esteri dei 27..

Il presidente francese Nicolas Sarkozy intende proporre ai partner dell'Unione europea "bombardamenti aerei mirati" in Libia. E' quanto riferiscono fonti vicine al dossier, spiegando che il capo dell'Eliseo vuole anche criptare i sistemi di trasmissione del comando del colonnello Muhammar Gheddafi.

"I responsabili delle violenze in Libia andranno incontro a gravi conseguenze": lo afferma il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, in un messaggio indirizzato ai leader europei alla vigilia del vertice straordinario sulla Libia. Per Van Rompuy, "l'Unione europea non può rimanere ferma quando si tratta della sicurezza di una popolazione".

"L'attuale leadership libica deve lasciare il potere senza ritardi": lo afferma il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, in un messaggio inviato ai leader europei che si riuniranno domani a Bruxelles per fare il punto sulla crisi in Libia.

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI