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Giovedì, 28 Gennaio 2021

Emissari di Gheddafi in Europa

Gheddafi_emissari

 

L'Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioniattualmente all'esame delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea edell'Alleanza Atlantica. E' la decisione presa dal Consigliosuperiore della Difesa. Tre aerei del rais Gheddafi sono decollati da Tripoli. Il primo, diretto in Egitto, e' atterrato:a bordo un emissario del Colonnello. Gli altri due hanno fattoscalo in Italia, a Fiumicino e Linate, diretti a Bruxelles. Abordo viaggerebbero due uomini incaricati dal rais dipartecipare a riunioni Ue e Nato. L'aeroporto di Tripoli e' gia'da alcune ore chiuso al traffico aereo. Violenti scontri sono incorso a Ben Jawad tra l'esercito di Gheddafi e gli oppositori. A Ras Lanuf colpiti i serbatoi di stoccaggio del greggio nelterminale petrolifero di Es Sider.
Due aerei appartenenti al leader colonnello libico Muammar Gheddafi decollati stamani da Tripoli hanno fatto scalo in Italia, uno a Roma e l'altro a Milano Linate, diretti a Bruxelles. Lo hanno riferito fonti militari maltesi. Secondo le fonti, a bordo dei due aerei viaggerebbero due emissari del colonnello (uno dei quali sarebbe il vice-ministro della Difesa) che dovrebbero partecipare a riunioni dell'Ue e della Nato a Bruxelles. Le fonti hanno precisato che gli emissari potrebbero essere latori di messaggi di Gheddafi per i vertici dell'Unione europea e dell'Alleanza atlantica. Stamani la tv Al Jazira aveva dato notizia del decollo di tre aerei appartenenti a Gheddafi da Tripoli. Uno è atterrato al Cairo, secondo fonti aeroportuali della capitale egiziana.
Un aereo libico con a bordo un emissario del colonnello Muammar Gheddafi è atterrato al Cairo. A bordo, riferiscono le fonti aeroportuali, il generale Abdel Rahman Ben Ali El Said Al Sawi, responsabile delle forniture militari, che porta con sé un messaggio del colonnello libico al capo del consiglio supremo delle forze armate egiziano, Hussein Tantawi.
Le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno colpito dei serbatoi di stoccaggio di greggio nel terminale petrolifero di Es Sider, vicino a Ras Lanuf. Lo dicono i ribelli e diverse tv, fra cui Al Jazira, mostrano immagini di fiamme e di enormi colonne di fumo nero.
L'Italia è pronta a dare il suo attivo contributo alla migliore definizione ed alla conseguente attuazione delle decisioni attualmente all'esame delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica. E' quanto si legge nel comunicato finale della riunione del Consiglio supremo di difesa tenutosi stamane al Quirinale.
L'aeroporto internazionale di Tripoli è chiuso da alcune ore al traffico aereo. Al momento, tutti i voli previsti sono stati cancellati e non é possibile acquistare biglietti con nessuna compagnia aerea.
L'Arabia Saudita non partecipa in alcun modo all'azione dei ribelli libici contro il regime di Muammar Gheddafi: lo ha affermato oggi il ministro degli esteri di Riad, Saud al Faysal, in una conferenza stampa diffusa in diretta tv.
I ministri degli esteri dell'Ue che domani si riuniranno in un vertice straordinario a Bruxelles non prenderanno posizione o sulla possibilità di costituire una 'no fly zone' sulla Libia: è quanto si apprende da fonti del Consiglio Ue, che spiegano come "é prematuro pronunciarsi su tale ipotesi". "Non si parlerà di intervento militare - spiegano le stesse fonti - ma di un piano per l'assistenza e il sostegno militare per le operazioni di evacuazione".
Il leader libico Muammar Gheddafi ha accusato gli occidentali, in particolare la Francia, di condurre un "complotto colonialista" contro il suo paese. Gheddafi ha parlato in una intervista diffusa stamani dalla tv francese LCI.  "Se al Qaida riuscirà a impadronirsi della Libia, l'intera regione fino ad Israele sarà preda del caos" ha detto poi Gheddafi alla tv turca TRT, che l'ha trasmessa questa mattina. "La comunità internazionale ha cominciato a comprendere ora che siamo noi ad impedire a Osama bin Laden di prendere il controllo della Libia e dell'Africa", ha aggiunto Gheddafi, che parlava in arabo ed era sottotitolato in turco. Il popolo libico prenderà le armi se le potenze occidentali imporranno la no fly zone sulla Libia, ha affermato il Colonnello.
Potrebbe essere vicina alla capitolazione Zawiya, la città libica occidentale dove le forze fedeli a Muammar Gheddafi hanno intensificato nelle ultime ore l'offensiva sui ribelli, mentre a Misurata le forze governative avanzano, ma i ribelli oppongono una forte resistenza. Lo dicono fonti interpellate a Tripoli. Le fonti parlano dell'ingresso a Zawiya di una cinquantina di carri armati e di pesanti combattimenti, ma dicono che pur essendoci ancora rivoltosi in città, questi tendono a nascondersi. Fonti sentite a Tripoli parlano di una resistenza tenace dei ribelli a Misurata. Secondo il governo libico, fra i ribelli a Misurata vi sono elementi algerini e tunisini di Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi).
La no-fly zone per la Libia e lo stato delle relazioni fra Russia e Stati Uniti in campo militare e economico: assieme alla candidatura della Russia ad un ingresso nel Wto, sono questi - secondo fonti ufficiali rilanciate dalle agenzie russe - i temi che vengono affrontati fra oggi e domani dal vicepresidente americano Joe Biden in visita a Mosca. Anche se l'agenda ha connotati soprattutto bilateali, tema d'attualità è la crisi libica in cui Mosca rimane contraria alla cosiddetta "opzione militare" per tutelare gli insorti dai raid del colonnello Muammar Gheddafi: Washington, assieme a Francia e Gran Bretagna, preme all'Onu per una no-fly zone sui cieli della Libia e spera di ottenere un via libera (o almeno un'astensione) di Russia e Cina grazie alle pressioni del mondo arabo. La tappa moscovita del viaggio di Biden, che ieri era in Finlandia e venerdì andrà in Moldavia, è considerata preparatoria di una seconda visita del presidente americano Barack Obama in Russia dopo quella compiuta alla vigilia del G8 dell'Aquila del luglio 2009. Il numero due della casa Bianca incontrerà stasera il presidente russo Dmitri Medvedev e, domani, il premier Vladimir Putin, protagonisti assieme ad Obama di un "nuovo inizio" (reset) delle relazioni fra i due paesi impostato due anni fa dopo decenni di attriti soprattutto sulla difesa missilistica. A coniare il termine reset, peraltro, era stato proprio Biden alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza del 2008.

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