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Mercoledì, 20 Marzo 2019

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Venti civili sono rimasti uccisi oggi in bombardamenti diartiglieria delle forze filo-Gheddafi contro Misurata, città costiera ancora in mano agli insorti. Un portavoce del governo ha fatto sapere che il rais e i suoi figli sono in Libia eintendono restarci 'fino alla fine'. La Nato condurrà un'inchiesta sulle notizie di stampa relative alla morte di almeno 40 civili a Tripoli, provocati dai raid. Intanto il ministro degli esteri britannico Hague ha dichiarato che l'ex capo della diplomazia libica Kussa, arrivato ieri a Londra, e'arrivato di sua volonta', non gli e' stato offerto alcun salvacondotto ma si trova in un luogo sicuro. "Cessato allarme"per il peschereccio italiano dato per scomparso in acque libiche. Lo ha comunicato il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto precisando che il capobarca avrebbe dato l'allarme dopo aver visto una unità da guerra fare rotta verso il motopesca.

La Nato condurra' un'inchiesta per verificare una sua eventuale responsabilita' nella morte di almeno 40 civili a Tripoli, che sarebbe stata provocata dai raid aerei della coalizione internazionale. Nel primo giorno in cui l'Alleanza assume il pieno comando di tutte le operazioni militari in Libia - il passaggio di consegne a ''Unified Protector'' e' stato ultimato alle otto di stamattina - l'incubo dei ''danni collaterali'', come in gergo vengono definite le vittime innocenti di obiettivi militari, si allunga sulla missione della Nato. Il vicario apostolico di Tripoli, mons. Giovanni Martinelli, ha denunciato che i raid condotti dalla coalizione ''hanno fatto decine di vittime tra i civili'' in alcuni quartieri di Tripoli.

La magistratura scozzese vuole interrogare l'ex ministro degli esteri libico Mussa Kussa, atterrato ieri in Gran Bretagna, sulla strage di Lockerbie. Lo ha annunciato un portavoce precisando che al richiesta e' stata inoltrata al Foreign Office.

Il leader libico Muammar Gheddafi e i suoi figli sono in Libia e sono determinati a restarci "fino alla fine". Lo ha detto oggi un portavoce del governo di Tripoli.

"Cessato allarme" per il peschereccio italiano dato per scomparso in acque libiche. Lo ha comunicato il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto in una nota, precisando che il capobarca avrebbe dato l'allarme dopo aver visto una unità da guerra fare rotta verso il motopesca. "Alle 10.15 - riferisce la nota - è stato ristabilito un contatto con il peschereccio italiano 'Mariella', di Siracusa, che nella serata di ieri aveva lanciato un allarme dal golfo della Sirte. Un'altra unità, il motopesca 'Orizzonte' ha potuto collegarsi via radio con l'equipaggio siracusano, sotto il coordinamento della sala operativa delle Capitanerie di porto. Il capobarca del 'Mariella' - aggiunge il Comando delle Capitanerie - ha spiegato di avere temuto il peggio, ieri sera, quando ha visto una unità da guerra fare rotta velocemente verso la propria imbarcazione, e di aver premuto il segnale di soccorso. E' stato disposto - conclude la nota - il cessato allarme"

Almeno 40 morti a Tripoli a causa dei raid. E' quanto afferma il vicario apostolico di Tripoli, mons. Martinelli. "I raid cosiddetti umanitari - ha dichiarato Martinelli all'agenzia Fides - hanno fatto decine di vittime tra i civili in alcuni quartieri di Tripoli. Ho raccolto diverse testimonianze di persone degne di fede al riguardo. In particolare, nel quartiere di Buslim, a causa dei bombardamenti, é crollata un'abitazione civile, provocando la morte di 40 persone". "Se è vero che i bombardamenti sembrano alquanto mirati, è pur vero - denuncia mons. Martinelli - che colpendo obiettivi militari, che si trovano in mezzo a quartiere civili, si coinvolge anche la popolazione". "Ieri - aggiunge il vicario apostolico - avevo riferito che i bombardamenti avevano colpito, sia pure indirettamente, alcuni ospedali. Preciso che uno di questi ospedali si trova a Misda. La situazione a Tripoli - prosegue Martinelli - diventa ogni giorno più difficile. La scarsità di carburante si è aggravata, come testimoniano le code interminabili di automobili ai distributori di benzina. Sul piano militare sembra esserci un'impasse, perché anche i ribelli non sembrano avere la forza sufficiente di avanzare. Per questo - ribadisce - dico che la soluzione diplomatica è la strada maestra per mettere fine allo spargimento di sangue tra i libici, offrendo a Gheddafi una via di uscita dignitosa". Quanto alla recente defezione del Ministro degli Esteri ed ex capo dei servizi segreti esterni libici, Moussa Koussa, Fides rileva che è interpretata da molti come il segnale della presenza di forti divisioni all'interno del regime. "Moussa Koussa era certamente uno dei pilastri del potere - conferma mons. Martinelli -. La sua defezione è dovuta forse alla linea contraddittoria che aveva assunto nelle scorse settimane nei confronti dell'Onu".

Gli Stati Uniti esprimono 'profondo apprezzamento al presidente Giorgio Napolitano e al premier Silvio Berlusconi per la promozione della pace e della stabilita' in tutto il mondo e per il costante appoggio alle operazioni in Libia sotto il comando della Natò. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama nel corso di una telefonata al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Intanto Obama, secono l'agenzia Reuters, avrebbe già autorizzato, firmando un ordine segreto, operazioni di appoggio ai ribelli libici da parte della Cia che, secondo il sito web del New York Times, sono già iniziate "da alcune settimane", con agenti disseminati sul territorio libico per individuare obiettivi per i raid aerei e per contatti con la 'rivoluzione' assieme a colleghi dell'MI6 britannico.
Ieri sera il ministro degli esteri libico, Mussa Kussa, è volato dalla Tunisia in Gran Bretagna, dove ha annunciato la sua defezione e l'intenzione di abbandonare Muammar Gheddafi.

La Nato ha completato le operazioni di trasferimento del comando dalla 'coalizione dei volenterosi' in Libia, alle 08:00 di questa mattina. Lo ha detto un portavoce dell'Alleanza a Bruxelles.

Lunedì sarà a Roma il rappresentante della politica estera del Consiglio nazionale transitorio libico per un colloquio con il ministro degli esteri Franco Frattini. Lo ha annunciato lo stesso titolare della Farnesina intervistato da Maurizio Belpietro.

"Se Gheddafi farà richiesta di asilo in Uganda, prenderemo in considerazione la sua domanda come facciamo con tutti coloro che cercano riparo in Uganda": lo ha detto alla Reuters il sottosegretario agli Affari esteri ugandese, Henry Okello Oryem, riferendosi alle informazioni diffuse in proposito da Al Arabiya. Il responsabile ha comunque premesso che per ora si tratta solo "di voci" e che in una seduta del consiglio dei ministri svoltasi oggi "abbiamo discusso della Libia ma non dell'asilo".

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Il presidente del Consiglio Berlusconi a Lampedusa. 'In 48-60 ore l'isola sarà abitata solo dai lampedusani' ha detto il premier tra gli applausi degli abitanti. Il piano di liberazione e' scattato a mezzanotte - ha detto Berlusconi - abbiamo ottenuto la riaccettazione di tutti i tunisini che riusciremo a portare indietro e chiesto all'Ue di fare dell'isola una zona franca'. 'Mi impegno a varare una moratoria fiscale bancaria e previdenziale per Lampedusa e il governo proporra' l'isola per il Nobel per la pace' ha aggiunto. 'Lampedusa sara' ripulita, avra' i colori di Portofino'.

''Lampedusa tornera' un paradiso'' ha assicurato il premier. ''Abbiamo dato incarico a Rai e Mediaset - ha aggiunto - di fare dei servizi che attirino gli italiani a Lampedusa, che e' sempre stato un paradiso e tornera' ad esserlo''. ''Ho un piano colore da attivare anche a Lampedusa: per intenderci vorrei che l'isola avesse i colori di Portofino'' ha aggiunto il presidente del Consiglio. ''Venendo qui - ha aggiunto - ho visto un degrado significativo muri scrostati e niente verde, al contrario nella verdissima isola qui accanto, Linosa''. ''Un piano colore - ha continuato Berlusconi - lo ho gia' realizzato in un paese della Lombardia e per Lampedusa propongo lo stesso modello, arredando le strade con adeguata illuminazione e con ciottolo. E' necessario anche un piano di rimboschimento''. Infine il premier ha annunciato: ''Sono andato su Internet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama Le Due Palme. Anch'io diventero' lampedusano''.
E' arrivato a Lampedusa il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per incontrare il governatore di Sicilia Raffaele Lombardo e il sindaco Bernardino De Rubeis. Tra gli applausi dei cittadini il premier ha promesso di svuotare l'isola tra le 48 e le 60 ore. "Centoquaranta uomini del genio delle forze armate sono arrivati a Lampedusa stamattina e altri se ne aggiungeranno", ha detto, "E' già scattato un piano di pulizia per tutta l'isola". Gli immigrati verranno trasferiti nelle altre regioni, ma il premier ha precisato: "Alcuni potremmo anche portarli là da dove sono partiti. Abbiamo ottenuto di far controllare i porti e le coste per non consentire nuovi sbarchi. Abbiamo attuato anche misure imprenditoriali. Ve ne dirò una variopinta: abbiamo comprato pescherecci affinchè non possano essere utilizzati per le traversate. Abbiamo ottenuto l’impegno della riaccettazione di tutti i tunisini che riusciremo a portare indietro". Lo ha detto il premier. Alle sei navi già previste, inoltre, dovrebbe aggiungersene una settima. Le imbarcazioni permetteranno di portar via gli oltre 6mila immigrati già presenti sull'isola, ma anche "per dislocarli in altre località con un imbarco immediato se ci saranno nuovi arrivi". 

Ma pensa anche al futuro Non c'è solo l'emergenza nelle idee del premier. Dopo aver ricordato le bellezze paesagistica dell'isola annuncia di essere diventato lampedusano: "Sono andato su
Internet e ho comprato una casa a Cala Francese, si chiama Le Due Palme". E propone la candidatura di Lampedusa al prossimo premio Nobel per la pace. "Vorrei suggerire al sindaco di dotare l’isola di un po' più di colore e di verde e io stesso mi impegno in questo senso, ha aggiunto il presidente del consiglio. Infine ha rassicurato gli abitanti annunciando una moratoria fiscale bancaria e previdenziale: "Abbiamo la possibilità con l’Unione europea di creare zone franche, dove non si pagano le tasse sul commercio e sulle attività. Lampedusa diventerà una zona franca". Il premier ha anche annunciato l’intenzione di rendere l’isola una "zona a burocrazia zero, dove non sono necessarie autorizzazioni di nessun tipo per avviare attività commerciali e imprenditoriali".
Arrivate a Lampedusa due delle cinque navi per sfollare l'isola dai 6.000 migranti. E' slittato a domani il Cdm straordinario. Ieri l'attacco di Bossi: 'fora da i ball'. Le opposizioni insorgono: 'e' la linea del governo?'. Il capo dello stato Napolitano sollecita i governatori: 'no a incertezza e divisioni davanti a una situazione inaccettabile'. Malmstrom bacchetta l'Italia: 'no a respingimenti di massa, no a consiglio Ue strordinario; Italia ha già le risorse messe a disposizione dall'Europa, le usi'.

''L'Europa e' assolutamente inerte in questo periodo''. E' l'accusa del ministro degli Esteri Franco Frattini interpellato da Sky Tg24 sul dossier immigrazione e la situazione a Lampedusa. Commentando le parole del commissario Ue all'immigrazione Malmstrom che aveva osservato come l'Italia disponesse gia' di fondi europei per gestire i flussi, il titolare della Farnesina ha commentato duro: ''E' la tipica espressione di una burocrazia europea che pensa che con i denari si possa risolvere tutto'', ma questo non basta, ''ci vogliono interventi politici''.

La somma complessiva stanziata per l'Italia riguardo al programma di solidarieta' e di gestione dell'immigrazione ammonta a circa 80 milioni di euro per il biennio 2010-2011. Lo rende noto la Commissione europea. Le risorse - spiega l'esecutivo europeo - provengono dal Fondo europeo per i rifugiati, dal Fondo per le frontiere esterne e dal Fondo europeo per i rimpatri. E non vanno confuse con le risorse ulteriori che l'Italia potrebbe richiedere per le situazioni di emergenza. In aggiunta - spiega ancora la Commissione Ue - sono disponibili per il biennio 2010-2011 i circa 47,6
milioni di euro del Fondo europeo per l'integrazione.
''Dai dati ci risulta che le persone arrivate in Italia dalla Tunisia sono per lo piu' immigrati per motivi economici. Se ne stanno occupando le autorita' italiane e sono loro le responsabili'': lo ha detto un portavoce della Commissione Europea ricordando come la commissaria Ue agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, stia seguendo da vicino la situazione e domani sara' in Tunisia.

E' "giusto concordare gesti anche immediati per mettere un blocco ai flussi di immigrati, anche attraverso rimpatri concordati" con Tunisi. Lo ha detto il portavoce della Farnesina Maurizio Massari, rispondendo a Radioach'io ad una domanda sulla situazione a Lampedusa. "I ministro Frattini e Maroni sono stati a Tunisi venerdì scorso - ha spiegato - ed hanno avuto colloqui costruttivi con le autorità, confermando la nostra disponibilità ad aiutarli sia sul piano economico che dell'equipaggiamento per fronteggiare flussi". E' stato però chiesto, ha proseguito, l' impegno dell' aiutorità tunisina a frenare questi flussi e abbiamo visto nei giorni scorsi che questo freno non c'é stato. E' evidente che è giusto concordare con le autorità tunisine gesti anche immediati per mettere un blocco a questi flussi attraverso anche rimpatri concordati con loro". Ma è anche evidente, ha concluso, che vi vorrà anche soluzione strutturale a questo problema come abbiamo proposto sul piano bilaterale".

Sei extracomunitari di nazionalità ancora imprecisata sono stati soccorsi la scorsa notte dalla nave della Marina militare italiana 'Comandante Borsini' nel Canale di Sicilia. I fatti sono accaduti intorno alle due, quando l'unità della Marina ha intercettato un peschereccio egiziano che poco prima aveva soccorso un barcone di emigranti che stava per affondare: le sei persone a bordo sono state salvate dall'equipaggio del motopesca, che poi ha chiesto l'intervento della nave militare. Gli extracomunitari, che sono stati sottoposti a controlli sanitari e sono tutti in buone condizioni di salute, sono stati quindi presi in consegna da una motovedetta della Guardia Costiera che li sta portando a Lampedusa.

I carabinieri hanno bloccato 31 tunisini sulla terraferma, a Linosa. I migranti sono sbarcati sull'isola sfuggendo ai controlli sul Canale di Sicilia. L'ultimo sbarco a Lampedusa risale invece a ieri quando intorno alle 11 un gruppo di migranti è approdato direttamente a Cala Creta.

"Quello degli sbarchi a Lampedusa non è solo un problema italiano, perché a Lampedusa non c'é solo la frontiera dell'Italia, ma anche quella dell'Europa. Chi sbarca a Lampedusa pensa di essere arrivato in Europa. Perciò ci vuole una politica comune europea sull'immigrazione e non 27 politiche nazionali sullo stesso tema. So che c'é una riluttanza a fare questo passo. Bisogna superarla", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'intervista pubblica alla New York University, in occasione del conferimento di una medaglia d'onore alla sua persona.

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Si e' conclusa l'udienza a carico di Silvio Berlusconi nel procedimento Mediatrade, che vede imputate altre 11 persone. L'udienza a cui ha partecipato anche lo stesso premier e' durata circa un'ora e trenta ed e' stata aggiornata ad altra data. Al Palazzo di giustizia ci sono state schermaglie tra supporter e contestatori del premier.

Durante l'udienza Berlusconi non ha reso alcuna dichiarazione ma si e' limitato ad ascoltare senza chiedere di intervenire. Ha poi stretto la mano per salutare i pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. I due magistrati, in particolare De Pasquale, piu' volte sono stati attaccati pubblicamente dal premier.

All'uscita di Palazzo di Giustizia il premier si e' fermato davanti al gazebo dei suoi sostenitori in corso di Porta Vittoria. Il presidente e' salito sul predellino della sua auto e ha salutato i sostenitori che hanno risposto con urla e grida di sostegno.

''Tutto bene, mi sto preparando per il 4 aprile. E' andata bene, saro' in aula la prossima udienza'' ha poi concluso il presidente del Consiglio. Alla domanda se pensa che la vicenda Ruby possa danneggiarlo, ha risposto: ''Questo e' un altro processo. Grazie, grazie a tutti''. Un ingente cordone di polizia e carabinieri teneva a bada centinaia di giornalisti e cameramen, che si erano accalcati vicino al gazebo. Per consentire l'uscita del corteo del premier il traffico in corso di Porta Vittoria e' stato bloccato per alcuni minuti.

'Sono l'uomo piu' imputato della storia e dell'universo' aveva detto stamattina il premier alla Telefonata di Belpietro su Canale 5. E a proposito della quale parla di accuse 'infondate e ridicole' per eliminarlo, spiegando di non essersi 'mai occupato dell'acquisto di diritti tv', essendosi allontanato dalle aziende da lui fondate nel 1994, con la sua scesa in politica. 'Ho gia' subito 24 processi, tutti archiviati ed io assolto', aggiunge il premier, e spiega che si presentera' a tutte le udienze che gli sara' possibile, 'cercando di non sospendere mai i processi'.

Davanti a palazzo di giustizia c'e' stato uno scambio di slogan tra i manifestanti del Pdl, che hanno installato un gazebo in solidarieta' e un gruppo di esponenti dell'Idv che si trovano dall'altra parte della strada. ''Dimissioni, dimissioni'', hanno scandito i sostenitori di Antonio Di Pietro, mentre dall'altra parte hanno risposto con un ''Silvio, Silvio''.

''Ci e' mancato tanto''. cosi' l'avvocato Niccolo' Ghedini, ha risposto, sorridendo, ai cronisti che gli chiedevano come era andata la partecipazione di Berlusconi all'udienza, dato che il premier non veniva in tribunale a Milano da quasi otto anni, cioe' dalle dichiarazioni al processo Sme del giugno 2003. ''Era assolutamente sereno'', ha spiegato Ghedini ai cronisti. Il premier, inoltre, a quanto si e' saputo, nelle pause dell'udienza ha conversato anche con alcuni avvocati parlando con ''grande scioltezza'' anche di calcio. Un avvocato milanista gli ha chiesto ad esempio se sara' presente al derby Milan-Inter e il presidente del consiglio ha risposto che non sa se a causa degli impegni riuscira' ad essere allo stadio.


Verra' depositata domani da parte della difesa di Berlusconi la lista dei testimoni in vista del processo sul caso Ruby, in calendario per il prossimo 6 aprile, e che vede il premier imputato di concussione e prostituzione minorile. Lo ha dichiarato l'avvocato Niccolo' Ghedini, che assieme al collega Piero Longo assiste il presidente del Consiglio, oggi al termine dell'udienza Mediatrade. Da quanto si e' saputo della lista delle persone che verranno citati in aula come testi ci sara' anche la stessa Ruby. Riguardo al 6 aprile, data in cui si aprira' il processo a Milano, Ghedini, rispondendo alle domande dei cronisti se per quel giorno hanno intenzione di presentare un'istanza di legittimo impedimento, e' rimasto sul vago dicendo: ''Vedremo cosa c'è'', riferendosi agli impegni del presidente del Consiglio.

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Giorgio Napolitano considera la situazione che si è creata a Lampedusa "inaccettabile" e fa appello a tutte le regioni affinché aiutino l'isola siciliana accogliendo gran parte degli immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa in nome "di un spirito di coesione e solidarieta".

"Se domani l'isola non si svuota perché non arrivano le navi a Lampedusa avremo una bomba pronta ad esplodere". Lo dice l'assessore alla Salute della Regione siciliana, Massimo Russo, in conferenza stampa a Lampedusa con il coordinatore dell'ufficio regionale sull'isola, l'assessore regionale Gianmaria Sparma, e gli ispettori sanitari.

Se domani non arriveranno le navi promesse dal governo c'é un serio rischio per la tenuta dell'ordine pubblico a Lampedusa, dove ieri è stato bloccato il porto e oggi è occupato il consiglio comunale. Lo dice il coordinatore dell'ufficio della Regione sull'isola, Gianmaria Sparma.

E' giunto alla tendopoli di Manduria il primo blocco di pullman, in tutto una dozzina, con a bordo gli immigrati trasferiti da Lampedusa a Taranto a bordo della nave 'Catania' della flotta Grimaldi. Nel centro di accoglienza si sta provvedendo alla sistemazione degli immigrati, tutti tunisini. La tendopoli resta un cantiere aperto: proseguono infatti sia il montaggio delle tende che le opere di sbancamento e di sistemazione del terreno per evitare che, in caso di pioggia, il campo si allaghi. Nella notte non si è vista traccia di ronde improvvisate che erano state annunciate ieri da alcuni cittadini che sostavano nelle vicinanze del campo. Ciò anche perché è stato rafforzato il dispositivo di sicurezza e di vigilanza anche attorno alla tendopoli da parte delle forze dell'ordine, coadiuvate anche dal Corpo forestale dello stato; pattuglie hanno svolto servizio di controllo anche nella cittadina di Manduria. Secondo voci non confermate, la notte scorsa solo tre immigrati sarebbero riusciti a fuggire dalla tendopoli, approfittando del buio.

Problemi alla tendopoli di Manduria in relazione alla presenza di donne che sono in tutto 16, quattro delle quali in stato di gravidanza. Le donne si sono rifiutate di scendere dal pullman chiedendo di rivedere i loro mariti e di poter restare con loro. Ma, a quanto pare, nel campo non sarebbe previsto che donne e uomini stiano in una stessa tenda. Sull'autobus, dopo alcuni minuti di attesa, sono saliti tre immigrati per convincerle a scendere, ma la situazione rimane di stallo. Due immigrati stanno valutando con i responsabili della tendopoli la possibilità di trovare una soluzione.

"Mi chiedo dov'é il nord del Paese. Noi non possiamo farci carico di un problema nazionale". Lo dice il sindaco di Trapani, Mimmo Fazio, che dice "no" alla tendopoli a Kinisia. "Non si poteva individuare un luogo più inidoneo. E' una pazzia - aggiunge -: vorrei sapere cosa possono fare 800-1000 persone durante la giornata in un'area dove non c'é assolutamente nulla". Fazio lamenta, inoltre, il fatto che "finora abbiamo avuto in Comune soltanto informazioni informali e, pertanto, informalmente vi dico che, già da venerdì, dovrebbero arrivare i primi immigrati". Il sindaco di Trapani propone "una distribuzione equa sul territorio nazionale per due ragioni: limitare l'impatto sulla popolazione e, nel contempo, garantire servizi migliori agli immigrati".
Lampedusa accoglienza, la società che per contratto gestisce l'accoglienza dei migranti in arrivo a Lampedusa, distribuisce 4.200 pasti al giorno. Nell'isola al momento ci sono 6.200 immigrati, dunque 2.000 persone non mangiano. A denunciarlo in conferenza stampa è stato il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis.

"L'Europa deve intervenire presto". La Lega Nord rinnova la richiesta di aiuto all'Unione Europea per l'emergenza immigrati a causa della crisi in Nord Africa. L'isola di Lampedusa è al collasso e il flusso di immigrati non diminuisce, motivi in più perché - spiega Umberto Bossi ai cronisti a Montecitorio - "l'Unione Europea intervenga presto".
"Fora da i ball". Umberto Bossi usa un'espressione dialettale lombarda e risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono quale sia la soluzione per l'emergenza immigrati a Lampedusa a causa dell'esodo dal Nord Africa. "Si troverà una soluzione, se troviamo qualcuno con cui parlare", aggiunge il leader del Carroccio facendo riferimento agli accordi con la Tunisia.

Il problema dell'afflusso di immigrati sulle coste italiane dal Nord Africa "non è solamente nostro ma dell'intera Europa" per questo "abbiamo bisogno di politiche univoche sia sull'immigrazione che sull'asilo politico, e speriamo che tutto cio" sia possibile nelle prossime settimane", ha dichiarato il Presidente Giorgio Napolitano in un'intervista rilasciata negli Stati Uniti a Maria Bartiromo di CMBC.
"La logica che vorrebbe delegare solo a chi è in prima linea, come l'Italia, la gestione della questione dell'immigrazione dall'Africa, non è condivisibile e non è accettabile". Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo ad un convegno economico promosso dal Pdl, dove ha chiesto all'Europa di fare la sua parte e "non limitarsi ad assistere all'emergenza".

"L'Europa - sostiene Schifani - deve prevenire i problemi ed affiancare con aiuti economici e politiche concrete gli Stati e le realtà territoriali più coinvolte. Nessuno può permettersi di girare lo sguardo dall'altra parte". "La questione dell'immigrazione, la questione di Lampedusa, appartiene all'intera Europa" insiste il presidente del Senato, secondo il quale "siamo davanti ad un evento storico e l'Europa deve far sentire la sua voce". "Lasciare spazi di incomprensione tra cittadini del posto ed immigrati o, peggio, far percepire a chi vive in un territorio esposto in prima linea, come Lampedusa, la sensazione di precarietà o insicurezza - avverte il presidente del Senato - é un rischio serio, da scongiurare senza incertezze". "Lampedusa va restituita ai lampedusani" afferma Schifani, che sottolinea come di fronte ad un'emergenza "così grave" e "di fronte a tanti disperati, circa 20 mila dall'inizio dell'anno, oltre a quelli che continuano ad arrivare in numero sempre crescente, il Paese tutto e unito sta cercando di dare risposte efficaci e solidali". "Non sono consentiti - sostiene Schifani - egoismi e rivendicazioni di parte. Così come le nostre regioni hanno già dato la loro disponibilità, anche l'Europa deve muoversi senza incertezze e ritardi". L'Europa, conclude la seconda carica dello Stato, "dev'essere protagonista, insieme agli Stati nazionali, di un piano organico in grado di guardare lontano".

Sono 454 i migranti giunti a Lampedusa nella notte. I primi 190 sono sbarcati poco prima della mezzanotte: si tratta per lo piu' di eritrei, tra cui molte donne e bambini, soccorsi dalle motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, coordinate dalla Capitaneria di porto. Dal secondo barcone sono arrivati 149 tunisini, scortati in porto da un guardacoste, altri 115 sono sono stati soccorsi, da due guardacoste, e giunti in porto alle 3.25.

Tra le tante donne che si trovavano sul barcone c'e' anche una puerpera incinta di sette mesi trasferita nel poliambulatorio subito dopo giunta nell' isola. Nel barcone anche diversi bambini, tra cui cinque neonati, il piu' piccolo di due mesi. I migranti sono stati trasbordati sulle motovedette della guardia costiera e della finanza in condizioni difficili, col mare mosso. Eritrei, somali ed etiopi sono stati trasferiti nell'ex base Loran, dove ci sono gia' un centinaio di minori e donne tunisine.

E' di nuovo allarme immigrati a Ventimiglia, comune ligure al confine tra l'Italia e la Francia. Nella notte sono arrivati, a bordo di un treno proveniente da Roma, oltre duecento extracomunitari. La maggior parte sta tentando di raggiungere la Francia, che però prosegue nella politica dei respingimenti. "La situazione non è ancora di emergenza - dice all'ANSA il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino - ma anche dieci anni fa, all'inizio, i problema Curdi non sembrava grave e poi sono arrivati ad essere 5 mila. Dobbiamo fare attenzione, perché non vogliamo che il caso si ripeta".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni conferma quanto dichiarato dal Commissario straordinario per l'emergenza, prefetto Giuseppe Caruso, a proposito del Piano di svuotamento dell'isola di Lampedusa. Maroni, afferma la portavoce Isabella Votino, sottolinea inoltre che il Piano, deciso dall'Unità di crisi del Viminale, verrà portato per l'approvazione al Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo.

"Non riteniamo che ci sia un rischio di epidemie, ma un problema igienico-sanitario importante e che potrebbe in futuro continuare. Anche per questo i nostri ispettori arriveranno sull'isola oggi". Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha commentato la situazione dei migranti che in questi giorni si stanno accumulando sull'isola di Lampedusa a causa dei conflitti in Libia.

"Non vi sono al momento rischi specifici di epidemie a Lampedusa, né ci sono state segnalate particolari infezioni". A confermarlo è Santino Severoni, rappresentante speciale del direttore regionale dell'Oms Europa in Italia per l'emergenza migranti a Lampedusa. Severoni è al momento in partenza per Palermo con gli altri ispettori, di cui 2 dell'Oms e tre del ministero della Salute, che dovranno valutare la situazione igienico-sanitaria dell'isola. "Si tratta di una missione di ricognizione - precisa - da cui dovremo tornare con consigli di attuazione pratica. I nostri interventi come Oms saranno concentrati sull'innalzamento della sorveglianza sulle malattie infettive e il controllo della sicurezza dell'acqua".

L'emergenza-immigrazione "é comunitaria", e "per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c'é bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche della convergenza dell'Europa comunitaria". Lo ha detto il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, nella prolusione al Consiglio Episcopale Permanente apertosi oggi a Roma. Sottolineando che "é un'illusione riuscire a piantonare le coste di un continente intero", Bagnasco ha spiegato che l'emergenza "va affrontata nell'ottica di destinare risorse per uno sforzo di sviluppo straordinario, che non potrà non raccogliere poi benefici in termini di sicurezza complessiva".

"Tutta l'Europa è - non da oggi - in debito verso l'Africa", ha detto il capo dei vescovi italiani. "E' l'ora dunque - ha aggiunto - di attuare quelle politiche di vera cooperazione che sole possono convincere i nostri fratelli a restare nella loro terra, rendendola produttiva". E se, rivolgendosi agli italiani, ha ammonito che "non ci è consentito di disinteressarci di quel che avviene fuori di noi, nelle coste non lontane dalle nostre", e che "é un'illusione pensare di vivere in pace, tenendo a distanza popoli giovani, stremati dalle privazioni, e in cerca di un soddisfacimento legittimo per la propria fame", Bagnasco ha anche evidenziato che tali "vicinanze geografiche" "riguardano l'Italia alla stessa stregua con cui riguardano l'Europa": "i confini costieri della prima infatti coincidono con i confini meridionali della seconda". Dinanzi alla nuova emergenza, secondo Bagnasco in Italia "ci si sta muovendo tra comprensibili difficoltà e qualche resistenza, al fine di offrire una prima accoglienza a quanti arrivano dall'Africa". Ma il capo dei vescovi ha avvertito che "per predisporre soluzioni minimamente adeguate per gli sfollati, i profughi o i richiedenti asilo c'é bisogno, oltre che dell'apporto generoso delle singole Regioni d'Italia, anche della convergenza dell'Europa comunitaria, chiamata a passare - come giustamente si è detto - da una 'partnership della convenienza' a quella della 'convivenza'".

Di fronte all'emergenza dei flussi migratori e all'arrivo di "tanti profughi", gli abitanti di Lampedusa "non devono sentirsi soli": per questo, la Cei chiede al governo "un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all'isola e ai suoi abitanti". Lo ha detto il cardinale presidente Angelo Bagnasco. Dopo aver espresso "una particolare, fraterna vicinanza" all'arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, "che ha la cura pastorale dell'isola di Lampedusa, avamposto sospirato di tanti profughi", il card. Bagnasco ha aggiunto che "é noto che gli immigrati colà superano ormai la popolazione locale determinando - involontariamente - una condizione di generalizzato, profondo disagio". Secondo il presidente della Cei, "l'attività lavorativa della piccola comunità rischia di finire seriamente compromessa, tra le crescenti preoccupazioni delle famiglie". Nell'esprimere cordiale ammirazione per la generosità e il senso dell'accoglienza che da sempre contraddistingue la popolazione lampedusana - ha proseguito Bagnasco -, chiediamo ai Responsabili un ulteriore sforzo perché, avvalendosi di tutti gli strumenti anche comunitari, si dia sollievo all'isola e ai suoi abitanti". "Non devono infatti sentirsi soli", ha concluso.

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Parigi e Londra preparano una soluzione politica e diplomatica per la Libia. L'annuncio del presidente francese Nicolas Sarkozy arriva nel giorno in cui si definisce il ruolo della Nato, che da domenica o lunedì, spiega il ministro degli Esteri FrancoFrattini, assumerà la guida delle operazioni militari contro il regime del rais. 'Almeno ottomila persone sono morte dall'inizio della rivoltà, dice il portavoce del Consiglio transitorio libico, organo politico degli insorti, che si dicono certi di riuscire a cacciare entro stasera i lealisti da Ajdabiya, 200 km a ovest di Bengasi. Gli Usa e i paesi alleati che pattugliano la no-fly zone hanno lanciato 16 missili Tomahawk con 153 sortite aeree nelle ultime 24 ore. Un funzionario dell'intelligence Usa ad Al Jazira: Gheddafi starebbe trattando un cessate il fuoco in cambio di un'uscita 'sicura '.

'Anche l'Italia ha le sue idee e le sue proposte, e le fara' valere nelle sedi opportune e nei prossimi appuntamenti discutendole con i nostri partner''. Lo riferiscono ai giornalisti delle agenzie Italiane autorevoli fonti della Farnesina commentando l'annuncio del presidente francese Nicolas Sarkozy di un'iniziativa ''politica e diplomatica'' franco-britannica sulla crisi libica. ''Qualsiasi soluzione politica ad ogni modo - osservano le stesse fonti - dovra' necessariamente passare per il consenso dei Paesi Ue, della coalizione e dunque anche dell'Italia''.

La Francia e la Gran Bretagna stanno preparando "una soluzione politica e diplomatica" per la Libia. Lo ha annunciato il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice Ue.

Un funzionario dell'intelligence statunitense ha riferito all'emittente televisiva in lingua araba Al Jazira di una "iniziativa" di Muhammar Gheddafi: il rais sarebbe propenso ad accettare un "cessate il fuoco" in cambio di una propria "uscita sicura" dal conflitto libico.

La missione della Nato in Libia potrà contare anche sul contributo dei paesi della regione, con i quali il segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen ha in corso "contatti positivi". Lo ha indicato la portavoce Oana Lungescu a Bruxelles. Il Qatar e gli Emirati arabi erano gia' impegnati nella missione della coalizione dei volenterosi che dall'inizio della prossima settimana passera' le consegne di comando sotto la guida dell'Alleanza atlantica. Gli Emirati arabi contribuiscono anche alla missione Nato in Afghanistan. ''Il segretario generale ha avuto ed ha in corso contatti con i paesi della regione che hanno accolto positivamente l'impegno della Nato'', ha detto la portavoce Lungescu. ''Molti di questi paesi sono partner di lunga durata dell'Alleanza e con loro c'e' un'esperienza di partnership''.

Il capo di stato maggiore francese, Edouard Guillaud, ha affermato oggi in un'intervista a radio France Info, che "pensa" le operazioni alleate in Libia si prolungheranno per "settimane" e "spera" che non dureranno "mesi".

L'Unione Europea è pronta a formulare e adottare nuove sanzioni contro la Libia, in particolare introducendo misure destinate ad assicurare che gli introiti provenienti da petrolio e gas non finiscano nelle tasche del regime di Gheddafi: i paesi Ue presenteranno proposte in questo senso al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. E' quanto si legge nella bozza delle conclusioni del vertice europeo in corso a Bruxelles.

'Un aereo francese ha distrutto una batteria di artiglieria stanotte, con una bomba teleguidata''. Lo ha dichiarato, parlando alla radio France Info, l'ammiraglio Edouard Guillaud, capo di Stato maggiore dell'esercito transalpino. L'installazione, ha precisato, si trovava nei pressi della citta' di Ajdabiya, 160 km a sud di Bengasi, ''tuttora nelle mani del Comitato libico di transizione'', ma assediata dalle forze di Gheddafi. L'ammiraglio ha poi dichiarato che lo spazio aereo libico e' ''sotto controllo''. ''Lo abbiamo provato ieri'', ha sottolineato, in riferimento all'aereo di Gheddafi distrutto da caccia francesi dopo un volo sulla zona proibita. ''La coalizione preferisce non colpire piuttosto che correre il rischio di ferire o uccidere civili innocenti'' ha sottolineato in conclusione, ma ''nessuno puo' fare promesse assolute'' sull'assenza di vittime collaterali, perche' ''la guerra e' sempre uno stato instabile del mondo, e uno stato drammatico, per i militari in primo luogo.

Nella notte tra ieri e oggi Tornado britannici hanno lanciato missili su blindati libici che "minacciavano" civili nella città di Ajdabiya, nell'est del Paese. "Alcuni aerei da combattimento 'Tornado', in missione di ricognizione sulla Libia, hanno partecipato la notte scorsa ad un attacco missilistico coordinato contro unità dell'esercito libico del clolonnello Gheddafi, in appoggio alla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu" adottata il 17 marzo scorso. Lo rende noto un comunicato del ministero. "Aerei Tornado hanno lanciato un certo numero di missili Brimstone su veicoli blindati libici che minacciavano la popolazione civile ad Ajdabiya", continua la nota, senza precisare tuttavia se gli obiettivi siano stati colpiti.

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