Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 20 Ottobre 2018

L'ultima ipotesi di lavoro sulla pace fiscale, che il governo punta a introdurre con la prossima manovra (o con il decreto fiscale collegato), è una dichiarazione integrativa, una sorta di 'ravvedimento operoso' con pagamento di una flat tax al 15%, per chi non ha contenzioso in corso e fa emergere somme fino a 200mila euro che non derivino da attività illecite o frodi fiscali. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. Non ci saranno quindi, viene spiegato, sconti penali e sarebbero esclusi i grandi evasori.

La manovra prevista dal Def sarà di 37 miliardi di cui 22 in deficit. «Nel suo complesso - spiega Tria - la manovra è quantificabile in un aumento dell'indebitamento pubblico di circa 22 miliardi di euro nel 2019». Per il 2019 inoltre la manovra prevede interventi di «copertura finanziaria per un ammontare complessivo di 15 miliardi di euro», tra tagli di spesa (per 6,9 mld) e aumenti di entrate.

Le coperture della manovra 2019 ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nell'anno successivo le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate. Sono alcuni dei dati forniti dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria in audizione sulla Nota al Def dopo la bocciatura dell'Ufficio parlamentare di bilancio.

L'impatto sul tasso di variazione del Pil della manovra è di 0,6 punti percentuali nel 2019. Lo ha detto il ministro Tria che ha 'spacchettatò gli effetti delle misure. Nel 2019 l'Iva (costo 12,5 miliardi) spinge la crescita di 0,2 punti; reddito di cittadinanza e anticipo pensionistico costano 16 miliardi (+0,3 Pil); la flat tax 600 milioni (+0,1 Pil); gli investimenti 3,5 miliardi (+0,2 Pil); incentivi a investimenti e p.a. 1,8 miliardi (+0,1% Pil); spese indifferibili 2,3 miliardi (+0,1). Le coperture (6,9 mld tagli; 8,1 mld entrate) riducono il pil di 0,4 punti.

Gli interventi previsti per la Flat Tax dal governo avranno un costo nel primo anno di soli 600 milioni, per poi salire a 1,8 milioni nel 2020 e a 2,3 milioni nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni. Sono alcuni dei dati indicati dal ministro dell'Economia Giovanni Tria in commissione Bilancio. Incentivi agli investimenti e all'innovazione, insieme agli interventi di spesa per il pubblico impiego, saranno finanziati con 1,8 miliardi nel 2019, un valore che sale a 3,2 miliardi nel 2020 e a 4,1 miliardi nel 2021, ha spiegato Tria che ha inserito questi interventi in un unico capitolo definito di «ulteriori misure espansive».

Tria ha difeso le previsioni della Nota al Def dopo la bocciatura dell'Upb e le critiche avanzate in Commissione Bilancio: «Il rispetto istituzionale va in tutte le direzioni. Le strutture tecniche del Mef non sono meno valide di altre. Le capacità tecniche e i modelli non credo siano inferiori a quelle di altri. Stiamo parlando del Ministero dell'Economia e delle Finanze e di strutture tecniche che non sono cambiate e che da anni fanno queste cose». «Ho dei dubbi - ha precisato - ma non nel senso di essere più prudenziali».

«Ciò di cui si dovrebbe discutere è unicamente il delta tra il quadro tendenziale e quello programmatico e non la misura in cui la previsione ufficiale si distacca dalle previsioni di analisti o istituzioni internazionali. Tali previsioni sono state pubblicate in tempi diversi e sulla base di informazione parziali e obsolete alla luce delle scelte di politica economica del governo», ha detto il ministro dell'Economia sempre in merito alla bocciatura della Nadef da parte dell'Upb e la pubblicazione delle stime del Fmi.

Rispondendo ai rilievi dell'Ufficio parlamentare di bilancio sul quadro programmatico, Tria ha insistito in particolare sul diverso 'conteggio' degli effetti del disinnesco delle clausole Iva. «Dalle osservazioni dell'Upb sembrerebbe che la maggior parte degli analisti abbia incorporato la completa disattivazione delle clausole Iva negli scenari elaborati già prima della presentazione della NaDef, prospettando un tasso di crescita del Pil reale intorno all'1,0 per cento», ha sottolineato il ministro. Non così per il governo. «In realtà nelle stime del Mef la disattivazione delle clausole Iva è incorporata nel quadro programmatico», ha spiegato ancora Tria, evidenziando che proprio il disinnesco avrà un impatto positivo sul Pil. A questo punto quindi, ha concluso, «il moltiplicatore delle altre misure risulta ben inferiore all'unità» ritenuta eccessiva dal panel di analisti a cui fa riferimento l'Upb.

 «Sappiamo tutti che lo spread attuale ma anche quello dell'anno scorso non riflette e non rifletteva i fondamentali dal punto di vista della sostenibilità del debito. Il governo vuole recuperare la fiducia e cercherà di fare di tutto per recuperare la fiducia. Non possiamo però pensare: non abbiamo fiducia e allora non facciamo manovre di crescita. Nessun governo può porsi su questo piano», ha sottolineato il ministro in merito si timori per le tensioni sui mercati.

Il governo punta a spingere la crescita perché «un rallentamento dell'economia sotto l'1% mette in discussione la coesione sociale in un'economia molto provata da 10 anni». Ma «appena recuperate le variabili fondamentali si cercherà di intervenire per l'aggiustamento», ha risposto Tria a chi gli chiedeva la mancata indicazione nel Def della traiettoria per un pareggio di bilancio. «L'obiettivo era quello di fare una manovra espansiva, anche se su questo si può ovviamente dissentire». Tria ha anche spiegato che si tratta di una «manovra coerente con l'obiettivo della discesa del debito, che è calato dello 0,6% negli ultimi anni, una flessione più contenuta di quella indicata da noi».

Ministro dell'Economia Tria dice 600 milioni di euro per la flat tax? «No, sono di più: 1 miliardo e 700 milioni. La riduzione fiscale ha un ammontare stimabile di circa 1 miliardo e 700 milioni di euro. Lunedì arriva il decreto fiscale, la manovra economica è in fase di stesura. I numeri saranno scritti e non mentono». Così il Ministro dell'Interno Matteo Salvini corregge il ministro Tria, interpellato sulla flat tax, a margine della cerimonia per i 40 anni del nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia di Stato (Nocs) a Spinaceto, presso il centro polifunzionale, scuola tecnica di Polizia.

«Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. È stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Giustizia è fatta. Indietro non si torna!». Lo scrive su Twitter il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, commentando le valutazioni espresse dalla Banca d'Italia in Parlamento sugli obiettivi delineati con la Nota di aggiornamento al Def.

«Sono contento per il controllo dei confini, se arriviamo anche al controllo dei mercati abbiamo fatto bingo», ha poi aggiunto Salvini da Lione dove ha partecipato al G6 dei ministri dell'Interno europei, rispondendo ai giornalisti che gli chiedono di commentare le tensioni finanziare. «Non credo alle scie chimiche e alle invasione degli alieni - ha rilevato -. Ma chi scommetteva su fatto che l'Italia continuava a impoverirsi ha perso la scommessa, quando tutti leggeranno la manovra gli operatori economici seri investiranno in Italia».  

«Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare. Andiamo avanti tranquilli, l'economia crescerà anche grazie alla modifica della legge Fornero, un'opera di giustizia sociale che creerà tanti nuovi posti di lavoro», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, rispondendo sempre alla Banca d'Italia che ha chiesto di non modificare le regole sul pensionamento.

«A maggio finalmente 500 milioni di persone potranno cambiare la storia d'Europa: sicuramente socialisti e sinistra andranno a casa», ha poi sostenuto il ministro dell'Interno. 

«Toni bassissimi, cravatta allacciata, più di così non so cosa fare, posso invitare a cena Juncker, sto meditando, in un ristorante vegano, in maniera assolutamente sobria», ha poi risposto Salvini a chi gli chiedeva se con Bruxelles lo scontro resterà alto.

«Oggi al tavolo dei ministri è stato evocato il modello australiano per il governo dei flussi» migratori, «che è esattamente quello a cui sto lavorando io: fino a quattro mesi fa eravamo razzisti, ora il modello italiano fa scuola», ha affermato ancora il vice premier, sottolineando che nel corso dei lavori del vertice «i ministri hanno ripetuto che i migranti economici non possono essere accolti, condividendo la posizione italiana, in Europa si arriva seguendo le regole».

Paolo Savona, in un lungo confronto a Roma con la Stampa estera : 

Gli obiettivi di finanza pubblica indicati dal governo nella Nota di aggiornamento del Def, saranno sottoposti ad un monitoraggio trimestrale. E in caso di scostamenti dal percorso indicato dal Tesoro e da Palazzo Chigi, il governo interverrà con dei correttivi. A spiegarlo ieri è stato il ministro delle Politiche Comunitarie, Non solo. La prima verifica, ha spiegato il professore, verrà fatta poco prima della fine dell'anno per «decidere se partire».  

Nessun cenno durante il discorso al suo ormai famoso Piano B. Anzi. Savona ha garantito che all'interno della compagine di governo gente che vuole lasciare l'Europa «non ce n'è». Ed in particolare i vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini «possono essere intemperanti nelle risposte ma una cosa è essere intemperanti, un'altra è essere irresponsabili». Savona ha poi ricordato le proposte che ha avanzato all'Europa nel suo documento, come quella di permettere ai Paesi di fare deficit per un importo pari al Pil nominale e di far acquistare il debito italiano eccedente il 60% dalla Bce a fronte di garanzie costituite anche da beni dello Stato di pari valore.

La verifica trimestrale del rispetto dei parametri indicati nel Def, sempre secondo Savona, dovrebbe servire anche a scongiurare il downgrading delle società di rating. Se la decisione può essere cambiata ogni tre mesi», ha spiegato il ministro, non c'è possibilità di previsione per chi emette il giudizio sull'affidabilità italiana. Spread e borse non preoccupano del resto il professore. «Abbiamo superato la prova dei mercati», ha detto. Lo spread, insomma, si è comportato meglio di quanto previsto dal governo. Il tema di fondo, per il governo, è cosa farà l'Europa. «Siamo preoccupati», ha detto Savona, «per lo scontro politico. Che cosa succederà», ha aggiunto, se l'Europa si mette in una situazione conflittuale rispetto a un programma moderato? Io non lo so dire», ha risposto. Aggiungendo poi: «Deciderà il popolo». Ma lo scontro politico in Europa e una crisi finanziaria in Italia, ha argomentato il professore, non sarebbe nell'interesse di nessuno. 

Tuttavia le regole che sono state disegnate a livello comunitario non possono essere accettate indistintamente alla stregua di un «pilota automatico» sennò il rischio è che l'Ue faccia la fine di una «nave che va contro un iceberg». Non solo. Savona confida anche, nel caso in cui la crisi dovesse avvitarsi su se stessa, su un intervento della Banca centrale europea. «Credo», ha detto il ministro, «che nessuno abbia interesse a che l'Italia entri in una grave crisi e Draghi ci sarà fino al 2019. Sono fiducioso che la Bce preverrà una nuova grave crisi». Savona poi, ha chiesto soprattutto ai giornalisti della stampa estera di non chiamarlo «euroscettico». La costruzione europea, la visione, ha spiegato, «è corretta», ma quello che non funziona è la sua attuazione con «i vincoli e i nodi che dobbiamo snodare». Bisogna «europeizzare il cambiamento», ha detto il professore. I sovranismi hanno caratteristiche diverse da Paese a Paese, quindi, ha sottolineato, «o riusciamo a discutere l'uno con l'altro oppure ognuno prende i propri difetti e se li gestisce autonomamente».

In realtà, secondo Savona, le ipotesi contenute nel programma di governo, ossia una crescita del Pil dell'1,5% nel 2019 con un deficit fissato al 2,4%, sono conservative. «Da un punto di vista di logica economica», ha sostenuto il ministro, «si tratta di un programma moderato e con tutte le cautele necessarie». Quali però siano i correttivi che il governo potrebbe prendere in caso di scostamento dagli obiettivi programmatici non è chiaro. Savona ha spiegato che, sempre secondo le stime dell'esecutivo, nel prossimo triennio l'Italia accumulerà un surplus della bilancia commerciale di parte corrente di 160 miliardi di euro. Un «risparmio inutilizzato» che andrebbe convogliato verso gli investimenti pubblici e privati. Proprio per questo, ha ribadito, il governo ha attivato una task force per sbloccare i piani pubblici e delle imprese. Ma non è chiaro cosa accadrà alle misure di spesa come il Reddito di cittadinanza e la riforma della Fornero. Se, cioè, in caso di scostamenti possano essere congelate. Un'ipotesi che durante la stesura del Def era stata caldeggiata dal ministro dell'Economia Giovanni Tria. Savona comunque è fiducioso. Ritiene che il programma del governo possa spingere la crescita al 2% già il prossimo anno e al 3% nel 2020. Sempre che «gli investimenti partano».

Ieri sera, di fronte alla preoccupazione per la tenuta finanziaria del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il governo ha ribadito che l'impostazione del Def non cambia. "Il rapporto deficit/Pil resta al 2,4% - ha chiarito il premier Giuseppe Conte - non c'è un piano B". Per il momento l'argine del Movimento 5 Stelle e del Carroccio alle pressioni dell'Unione europea sembrao tenere nonostante le continue perdite sui mercati azianari. Nelle ultime ventiquattr'ore piazza Affari ha infattio ceduto quasi 30 miliardi con il differenziale tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi che è arrivato a toccare quota 300 punti base. 

"Se l'Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell'euro - ha tuonato Juncker durante l'Eurogruppo - bisogna essere molto rigidi". il preasidente della Commissione Ue non è stato l'unico a tirare bordate contro l'esecutivo gialloverde. Ieri, a Bruxelles, anche il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, e il commissario europeo agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, hanno inziato a mettere il fiato sul collo all'Italia.

Lega e Movimento 5 Stelle resistono agli attacchi e vanno avanti per la propria strada. "C'è qualche istituzione europea che con le sue dichiarazioni gioca a fare terrorismo sui mercati. Se c'è pregiudizio nei nostri confronti non c'è Def che tenga", commenta seccato il vice premier grillino Luigi Di Maio. 

"In Italia nessuno si beve le minacce di Juncker, che ora associa il nostro Paese alla Grecia", fa eco Salviniche adesso è pronto a chiedere "i danni a chi vuole il male dell'Italia". "Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei - si chiede il leader della Lega - continuano a far salire lo spread, con l'obiettivo di attaccare il governo e l'economia italiane?"

Salvini ci tiene poi a precisare che nella manovra economica è previsto uno sforzo ulteriore di un miliardo per 10mila nuove assunzioni straordinarie per le forze dell'ordine. "Nessuno mi venga a dire che l'Italia non può investire in sicurezza e presidio del territorio - incalza - l'Italia è una Repubblica libera, orgogliosa e sovrana che vuole dare futuro e lavoro ai suoi ragazzi e controllare i quartieri delle sue città e quindi Juncker e compagni possono dire, minacciare, insultare e terrorizzare, noi siamo tranquilli, siamo convinti di stare lavorando per il bene dei nostri figli e del Paese".

Lo spettro dell'Italexit è alle porte. Secondo bloomberg, a pesare sull'Eurozona sono proprio le parole di Borghi secondo cui l'Italia avrebbe già risolto i problemi fiscali con una valuta propria. È il famoso "piano B" di Paolo Savona, quello pensato per uscire dall'euro e riportare il sistema Italia nella lira. "Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria, ma non sufficiente, per realizzare l'ambizioso ed enorme programma di risanamento - spiega il presidente della commissione Bilancio della Camera ai microfondi di Radio anche io- a per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini"

Secondo l'economista della Lega, se il governo avesse "voluto andare oggettivamente allo scontro con l'Unione europea per arrivare a questo risultato", avrebbe "dichiarato il 3,1% come deficit, non il 2,4". "In realtà - ha poi argomentato - vogliamo semplicemente fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po' meglio". Dichiarazioni che hanno avuto un forte impatto soprattutto sulla tenuta dell'euro. Tanto che, a breve distanza, Borghi è corso a precisare che non esiste un piano di uscita dalla moneta unica. "Proposte del genere fanno soltanto male al Paese - ha commentato il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani - l'uscita dall'euro sarebbe un errore gravissimo che arrecherebbe un danno a tutte le imprese e creerebbe il caos nel nostro Paese".

Intanto la Commissione ha introdotto una comunicazione sull'uso della flessibilità, e l'Italia è il Paese che più ne ha beneficiato. Ora, il problema è che le discussioni sulla bozza di manovra vanno in una direzione che sostanzialmente oltrepassa questa flessibilità, e Juncker ha detto che dobbiamo applicare le regole del Patto. Ed è quello che la Commissione è pronta a fare". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, chiarendo le parole del presidente Juncker.

"Juncker ha detto che dobbiamo essere rigidi ed equi" con l'Italia, ed "applicare le regole del Patto", perché "abbiamo enfatizzato molte volte che dato che l'Italia ha il secondo debito in Ue dopo la Grecia e il più alto costo per il servizio del debito nella Ue è importante che si attenga a politiche di bilancio responsabili per mantenere i tassi ad un livello accettabile", ha spiegato Dombrovskis.

"Spero che non ci sia bisogno di entrare in queste speculazioni, ho visto molte dichiarazioni, anche contraddittorie su questo", ha risposto Dombrovskis a chi gli chiedeva come replicasse a chi in Italia parla di uscita dall'euro. "Sulla sostanza non ho molto di nuovo da dire oggi: discutiamo con il Governo italiano, ma i piani presentati non sembrano rispettare il Patto. E' tutto quello che possiamo dire a questo punto", ha aggiunto.

"C'è la necessità di chiarire" da parte dell'Italia quali siano i suoi piani di bilancio, perché "c'è una discussione tra gli stati membri" in quanto "l'Eurogruppo è un Unione monetaria, siamo insieme in questa famiglia e dobbiamo risolvere insieme la situazione della stabilità". Lo ha detto il ministro delle finanze austriaco che ha la presidenza di turno Ue dell'Ecofin H. Loeger. "Se ci sono regole devono essere rispettate, queste sono le aspettative che ho sentito anche da parte degli altri altri stati membri".

"Abbiamo regole comuni e mi aspetto che Giovanni Tria, dopo tutti i bilaterali di ieri, sia pronto a rafforzare la discussione anche a livello italiano": lo ha detto il ministro dell'economia austriaco e presidente di turno dell'Ecofin, Hartwig Loger, rispondendo a chi gli chiedeva cosa si aspetta dall'Italia. Loger ha poi invitato anche gli investitori ad attendere: "Teniamo a mente che è il 15 ottobre la data in cui si può decidere in che direzione si può reagire" alla manovra italiana.

 

Se volessi pensare male direi che dietro lo spread di questi giorni c'è una manovra di speculatori alla Soros che puntano al fallimento di un Paese per comprare le aziende sane rimaste, a prezzi di saldo. A nome del governo dico che non toneremo indietro. Chi vuole speculare sull'economia italiana sappia che perde tempo". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini a un convegno dell'Ugl "Crescita economica e prospettive sociali in un'Europa delle Nazioni", alla presenza di Marine Le Pen.

 "Condivido con Le Pen valori, principi, coerenza orgoglio. A fine maggio avremo la rivoluzione del buon senso",  ha detto Salvini, aggiungendo: "Condividiamo la stessa idea dell'Europa, dell'agricoltura, del lavoro, della lotta all' immigrazione", ha detto ancora Salvini. "Siamo contro i nemici dell'Europa che sono Juncker e Moscovici, chiusi nel bunker di Bruxelles

L'Ue ha calpestato i valori della solidarietà - ha detto Marine Le Pen -: ora siamo in un momento storico. A maggio riusciremo ad arrivare a un'Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione. E' una lotta che portiamo avanti con Matteo Salvini convinti della necessità di un'alternanza in Europa". 

"I cittadini votano al di là dei titoli dei giornali e dello spread. Io sono attento come vicepremier all'evoluzione dei mercati, ma il diritto al lavoro e alle pensioni viene prima", ha detto ancora Salvini.

La pace fiscale riguarderà tutti i debiti «fino a 500mila euro» e sarà un intervento «a saldo e stralcio» non solo su interessi e sanzioni ma anche «sul capitale». Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Rtl 102.5 sottolineando che «non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa». «La pace fiscale che voglio portare fino in fondo - ha aggiunto - è quella di milioni di italiani costretti a vivere da fantasmi che hanno fatto la dichiarazione dei redditi e poi gli andata male e si portano dietro cartella che non pagheranno mai».

La pace fiscale riguarda alcuni milioni di italiani che hanno fatto la dichiarazione dei redditi, non quelli che hanno 4 Ferrari - ha spiegato il vice premier -. Se il negozio è andato male, il figlio ha perso il lavoro e non riescono a pagare io non voglio interessi, more, sanzioni e capitali. Se te ne chiedo il 15%, incasso e tu torni a lavorare. Non è una rottamazione come in passato ma un intervento a gamba tesa».

«Ho chiesto di togliere le accise più antiche, come quelle sulle guerre. Il mio obiettivo è farlo per 250 milioni di euro per questa manovra. Un piccolo segnale», ha poi detto Salvini.

«Io spero che le agenzie di rating, che poi sono le stesse che 10 anni fa dicevano che non c'erano problemi e che non c'era la crisi, si siano aggiornate, che nessuno abbia pregiudizi contro questo governo e che nessuno abbia come obiettivo costringere l'Italia a svendere i gioielli come Eni, Enel, Generali, Poste», ha detto ancora Salvini, a proposito del prossimo giudizio delle agenzie di rating sui conti pubblici italiani e sulla manovra. «Il dubbio di fondo che ci sia qualcuno che vorrebbe fare shopping delle aziende sane mi rimane, ma io tiro dritto», ha aggiunto il vice premier.

«L'Euro? Di irreversibile c'è la morte, tutto il resto è discutibile. Ma non è all'ordine del giorno né di oggi e né di domani o dopodomani la revisione o l'uscita dall'Euro», ha detto ancora Salvini.

«Sono curiose le lezioni su come si governa da parte di chi ha governato negli ultimi anni con risultati non particolarmente brillanti», ha risposto poi Salvini a chi gli chiedeva cosa rispondesse a chi in Forza Italia gli suggerisce di rompere l'accordo di governo con i 5 stelle. «Penso soprattutto al Pd e a Renzi che ogni mattina mi dà lezione su cosa dovrei fare, ma anche Forza Italia - ha detto il leader della Lega - ha fatto il patto del Nazareno, ha governato qualche anno con Monti, con Letta e con Renzi e i risultati economici non mi sembrano straordinari». Dunque, ha proseguito Salvini, «io ascolto i preziosi consigli che arrivano da Tajani e da tutti gli altri, però ho un contratto di governo sottoscritto con Di Maio e gli italiani e a questo mi rifaccio».

«Dal giorno in cui è nato questo Governo non c'è giorno in cui non siamo stati attaccati, da giornali e commissari vari. Detto questo, ho molte cose da fare e non ho certo il tempo di arrabbiarmi», ha scritto ancora su Twitter il ministro dell'Interno

Intanto alta tensione oggi sui mercati, dopo la bocciatura da parte dell'Ue del Def venerdì scorso. Lo spread Btp-bund decennale rallenta a 304, a fine mattinata, dopo un massimo a 310. Venerdì in chiusura lo spread era a 279.

Se volessi pensare male direi che dietro lo spread di questi giorni c'è una manovra di speculatori alla Soros che puntano al fallimento di un Paese per comprare le aziende sane rimaste, a prezzi di saldo. A nome del governo dico che non toneremo indietro. Chi vuole speculare sull'economia italiana sappia che perde tempo". Lo ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini a un convegno dell'Ugl 

La corsa del rendimento dei buoni italiani è arrivata fino al 3,60% (3,56% alle 13,00), un livello che non veniva toccato dal febbraio 2014, ben prima che la Banca centrale europea lanciasse il programma di acquisto dei titoli di Stato che ha fatto crollare ovunque i rendimenti nell'Eurozona. 

Pressione anche sui titoli di Stato sulla parte a breve della curva dei rendimenti: lo spread sul Btp a cinque anni è volato a 300 punti base, a brevissima distanza dal 10 anni con un appiattimento della curva dei rendimenti che segnala l'allarme crescente dei mercati. Il livello toccato oggi rappresenta un massimo dallo scorso maggio, quando la formazione del governo aveva esposto l'Italia ad un'elevata tensione sui mercati.

piazza Affari recupera qualcosa rispetto ai minimi di seduta ma resta in profondo rosso. Il Ftse Mib cede il 2,2% affossato dallo spread, che tratta a 305 punti base, con il rendimento dei Btp decennali schizzato al 3,57%.

Male anche gli altri listini europei, con Londra (-0,6%), Parigi (-0,9%) e Francoforte (-0,9%) che risentono delle tensioni tra Italia e Ue sulla manovra ma anche delle vendite sui

La pace fiscale riguarderà tutti i debiti "fino a 500mila euro" e sarà un intervento "a saldo e stralcio" non solo su interessi e sanzioni ma anche "sul capitale", aveva detto in mattinata Salvini a Rtl 102.5 sottolineando che "non sarà una classica rottamazione ma un intervento a gamba tesa". "La pace fiscale che voglio portare fino in fondo - ha aggiunto - è quella di milioni di italiani costretti a vivere da fantasmi che hanno fatto la dichiarazione dei redditi e poi gli andata male e si portano dietro cartella che non pagheranno mai".

Adesso cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è formulata la manovra»: lo ha detto il ministro dell'economia Giovanni Tria entrando all'Eurogruppo e rispondendo alle domande dei giornalisti. Il ministro ha invitato i partner europei a stare «tranquilli», e ha anche rassicurato sul fatto che «il debito/pil scenderà» nel 2019.

Certo». Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini risponde a chi gli chiede a margine della Festa dell'Anps se il ministro dell'Economia Giovanni Tria resta nel Governo. «Da quattro mesi siamo vittime di pregiudizi - aveva spiegato - quando leggeranno quanto investiamo in scuole, sviluppo, imprese e detassazione capiranno che abbiamo disegnato un'Italia che cresce».  

«Ripeto al presidente Mattarella, agli analisti, ai finanzieri, ai burocrati di Bruxelles, che possono stare tranquilli perché io voglio lasciare ai miei figli un'Italia migliore, non un'Italia più indebitata», ha continuato Salvini. «Da 4 mesi - ha aggiunto - siamo vittime di pregiudizi: decreto sicurezza, dignità, manovra economica giudicati da gente che non ha neanche letto cosa c'è scritto, quando leggeranno quanto investiamo in scuola, sviluppo, detassazione, capiranno che abbiamo disegnato un'Italia che cresce».

«I mercati sono preoccupati e lo spread sale? Noi abbiamo fatto una manovra per crescita e sviluppo, è una reazione iniziale poi anche i signori dello spread si tranquillizzeranno...», ha spiegato Salvini. «I richiami alla Costituzione? Noi rispettiamo tutte le Carte», ha aggiunto il ministro mentre un tifo da stadio lo chiamava  

«Una correzione alla manovra? Noi ascoltiamo tutti ma il Parlamento è sovrano. C'è un governo che rappresenta la maggioranza degli italiani e noi siamo convinti delle nostre scelte quindi andremo fino in fondo», ha detto il vicepremier e ministro degli Interni.

La legge di Bilancio italiana non è all'ordine del giorno della riunione dell'Eurogruppo in programma oggi a Lussemburgo, alla quale seguirà domani quella allargata dell'Ecofin. Eppure Giovanni Tria sa benissimo che i suoi colleghi europei si attendono da lui spiegazioni e chiarimenti, se non altro perché le sole notizie sull'innalzamento del deficit, anche in assenza di qualsiasi testo scritto, hanno avuto un impatto vistoso sui mercati finanziari non solo italiani.

Come ha spiegato lo stesso ministro in una sua intervista al Sole 24 Ore, si tratta in ogni caso di un approccio diverso rispetto a quello delle clausole di salvaguardia utilizzate negli ultimi anni, che prevedevano teorici aumenti di imposta in sostituzione di coperture finanziarie ancora da realizzare: aumenti (in particolare dell'Iva) che poi sono stati di anno in anno disinnescati ricorrendo a fonti di finanziamento alternative, oppure laddove possibile al disavanzo. Questa prassi ha fatto sì che nel corso degli anni gli obiettivi di deficit risultassero in qualche modo falsati, incorporando un maggior gettito fiscale che in realtà era solo virtuale. 

Ad esempio, ha evidenziato ancora Tria, per il 2019 il deficit tendenziale appesantito dalla congiuntura economica meno brillante e comprensivo della necessità di non far scattare gli aumenti era già stimato intorno al 2 per cento. Intanto è stata convocata per domani la cabina di regia presso Palazzo Chigi per monitorare e realizzare il piano di investimenti pubblici che il Tensione spread, stop automatico alla spesa: la carta di Tria con l'Europa il governo ha in cantiere.  

Intanto I dettagli potranno arrivare solo a metà mese, quando il nostro governo come quelli degli altri Paesi europei invieranno a Bruxelles il Draft budgetary plan, ovvero la manovra di bilancio tradotta nel linguaggio delle regole europee. Intanto però il ministro cercherà di far capire, nel corso dell'incontro e negli scambi bilaterali a margine, che il nostro Paese non intende prendere la via dello sfondamento dei conti pubblici e dello scontro con l'Europa. 

Il principale argomento a favore di questa tesi è quello temporale: si tratta di convincere gli interlocutori che dal 2020 in poi il percorso del risanamento riprenderà pur se gradualmente in termini di bilancio strutturale, e che il debito si manterrà su una traiettoria di discesa in rapporto al Pil. Siccome a bocce ferme le cifre non dicono proprio questo, deve risultare credibile l'obiettivo programmatico di portare la crescita all'1,6 per cento già dal prossimo anno, nonostante un andamento tendenziale fermo a un magro +0,9. 

Per vincere la sfida il ministero dell'Economia punta tutto sugli investimenti pubblici: quei 3-4 miliardi aggiuntivi per il prossimo anno che dovrebbero diventare 15 nel triennio, ma anche le decine di miliardi già previste dalle leggi degli anni scorsi ma non ancora spesi per la lentezza della macchina amministrativa italiana. Per questo gli stanziamenti sono accompagnati dai progetti di assistenza e affiancamento ai Comuni, in forte ritardo negli anni scorsi ma gli unici potenzialmente in grado di invertire la tendenza in tempi rapidi con interventi non colossali ma mirati e concreti sul territorio. Ed anche dal potenziamento del partenariato pubblico privato, con l'obiettivo non solo di moltiplicare le risorse ma anche di iniettare efficienza nel sistema.

Un altro argomento che il ministro potrà usare tocca la sua stessa credibilità, in parte compromessa dall'esito del confronto politico. La legge di Bilancio dovrebbe essere scritta in modo da rappresentare un argine contro ulteriori spinte al disavanzo che si dovessero manifestare nella maggioranza. Di questo disegno fanno parte anche le nuove clausole di salvaguardia, che agirebbero con blocchi e tagli di spesa semi-automatici in corso d'anno nel caso in cui alcuni indicatori, come quelli relativi alle entrate fiscali, segnalino un andamento della crescita peggiore delle attese. Questa modalità è già prevista nell'attuale legge di contabilità, ma riguarda il caso in cui altro oneri di spesa previsti per legge si rivelino superiori alla previsione. La novità starebbe nel legare all'andamento dell'economia i tagli necessari per salvare i livelli di deficit; con il rischio però di acutizzare la tendenza negativa già in atto con interventi depressivi.

 

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI