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Giovedì, 19 Aprile 2018

Londra ha dato ordine alla flotta di sottomarini di recarsi nel teatro bollente del Mediterraneo orientale. Anche la Francia, con la fregata Aquitaine, è nel settore di mare davanti alla Siria. Gli Stati Uniti avevano solo la Uss Donald Cook nelle vicinanze, ma adesso sono arrivati i rinforzi.

La marina americana e quella britannica sono già presenti davanti alle coste siriane. La navi lanciamissili sono pronte a lanciare i missili da crociera contro il territorio siriano. 

Mosca ha iniziato le esercitazioni con un chiaro obiettivo. E cioè dimostrare la sua prontezza di riflessi in caso di attacco contro l’alleato siriano.

Tartus, base di fondamentale importanza nella strategia russa in Siria e nel Mediterraneo non è un obiettivo della coalizione a guida americana. Nessuno si sogna di attaccare direttamente le forze russe, per quanto siano alleate dell’esercito siriano di Bashar al Assad.

La pubblicazione delle foto satellitari ha probabilmente avuto il placet del comando delle forze armate israeliane. Il sito è legato a Tel Aviv. E in questi casi, nulla è casuale. L’informazione sensibile dimostra che Israele ha voluto che si sapesse quanto osservato dai satelliti.

L’operatore israeliano aggiunge che, secondo le sue immagini satellitari, solo un sottomarino della classe Kilo è rimasto nel porto siriano.

Non va dimenticato che nelle ultime ore, il ministero della Difesa russo aveva diramato una comunicazione con cui dichiarava di svolgere esercitazioni di lancio di missili nel Mediterraneo orientale.

Cosi le navi da guerra russe hanno lasciato la base navale di Tartus nella Siria occidentale proprio nelle ore in cui appare possibile un attacco militare statunitense e degli alleati occidentali contro Damasco. A rivelarlo,l operatore Israeliano di immagini satelitari image sat international 

“La maggior parte delle navi della Marina russa ha lasciato il porto di Tartus, in Siria. Attualmente, le navi che sono assenti saranno dispiegate in mare a causa di possibili futuri attacchi “, ha detto la compagnia israeliana in una dichiarazione.

Le manovre militari russe al largo della costa siriana sono interpretate come un altro segnale della crescente tensione nella regione. L’idea è che questa volta la Russia sia pronta a rispondere alle minacce del presidente degli Stati Uniti. Ieri, il rappresentante russo in Libano aveva dichiarato che Mosca avrebbe abbattuto i missili lanciati dalle forze del blocco occidentale.

Nel frattempo, il vice presidente del Comitato per il Consiglio di Difesa e Sicurezza della Federazione russa, Alexei Kondratiev, ha già chiarito che Mosca farà ricorso a sistemi di difesa aerea S-400, S-300 e Pantsir se l’attacco missilistico imminente dagli Stati Uniti metterà in pericolo i soldati russi.

"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1.

Angela Merkel esclude una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. Lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

Il presidente siriano Bashar al Assad è apparso sugli schermi della tv di Stato dopo un incontro ufficiale al palazzo presidenziale di Damasco, affermando che le minacce occidentali alla Siria rientrano nel piano di screditare "la lotta al terrorismo" compiuta dal governo siriano e dai suoi alleati, Russia e Iran.

"Non ho mai detto quando un attacco alla Siria avrebbe avuto luogo. Potrebbe essere molto presto o non così presto! In ogni caso, gli Stati Uniti, sotto la mia amministrazione, hanno fatto un ottimo lavoro per liberare la regione dall'Isis. Dov'è il nostro 'Grazie America?' ". Lo scrive su twitter il presidente Usa Donald Trump.

Gli Stati Uniti sono pronti a sferrare l'attacco in Siria e a punire il regime di Assad, reo secondo la Casa Bianca di usare armi chimiche contro il suo popolo. Al Pentagono si attende ormai solo l'ordine di Donald Trump, che intanto ha avvertito Mosca con una sorta di dichiarazione di guerra via Twitter: "La Russia si prepari, i nostri missili stanno arrivando, belli, nuovi e 'intelligenti'!". Immediata la risposta: "I missili li usino contro i terroristi".

Aerei americani e Nato sono decollati oggi dalla base di Sigonella ed hanno sorvolato l'area a ridosso dei confini siriani per una missione di sorveglianza. "Si tratta di un pattugliamento - riferiscono fonti qualificate all'ansa - di carattere ordinario, che si svolge tutti i giorni e che rientra nell'ambito delle attività della coalizione anti-Isis".

Secondo l agenzia di stampa Italiana : Gli aerei in questione sono un velivolo da pattugliamento marittimo Boeing P-8A Poseidon americano - specializzato in missioni di ricognizione, sorveglianza ed antisom - e un aereo-radar Awacs della Nato, che hanno sorvolato l'area al largo delle coste siriane e vicino al confine turco-siriano: i loro movimenti vengono tracciati da vari siti commerciali che monitorano il traffico aereo, fornendo dettagli che in queste ore rimbalzano sul web. Missioni analoghe a quella odierna sono state registrate anche nei giorni scorsi. Il P-8A, in particolare, risulta decollato due volte in dieci ore, sempre per dirigersi al largo della costa della Siria, ma i siti registrano anche movimenti di aerei-cisterna americani in volo verso la base di Incirlik, in Turchia, che ospita importanti assetti statunitensi.

L'aeroporto 'Cosimo Di Palma' di Sigonella è un aeroporto militare italiano, sede del 41/o Stormo AntiSom e dell'11/o Reparto Manutenzione Velivoli dell'Aeronautica militare italiana. Ma ospita anche, e soprattutto, la Naval air station (Nas) della Marina americana. La base, poi, è utilizzata anche per operazioni della NATO. Nella struttura sono impiegati tra i 4 mila e i 5 mila militari (il numero sale a 7.000 con le famiglie), con numeri che oscillano a secondo delle crisi politiche e militari nell'area del Mediterraneo e mediorientale, rispetto alle quali Sigonella riveste un ruolo logistico cruciale. Tra gli aeromobili di stanza in questa base, vi sono droni armati, aerei spia Global Hawk ed U-2, oltre a varie tipologie di velivoli da trasporto, da rifornimento in volo, da pattugliamento marittimo e anti-sommergibile

 

 

 

 

 

 

Continua a salire la tensione tra Stati Uniti e Russia. Il presidente Usa, Donald Trump, ha mandato un messaggio chiaro a Mosca alzando il tiro sulla Siria: "La Russia promette di abbattere tutti i missili sparati in Siria

Mentre la Russia avverte: "Spari i suoi missili contro terroristi". Allerta su rotte aeree Mediterraneo orientale. Il Consiglio di sicurezza Onu ha bocciato anche la terza bozza di risoluzione presentata dai russi, che chiedeva l'invio di investigatori Opac a Duma per indagare il presunto attacco chimico. Dirigenti dell'amministrazione Trump stanno discutendo con dirigenti di Francia e Gran Bretagna per una possibile risposta militare comune in Siria dopo il presunto attacco chimico a Duma, attribuito dall'Occidente al regime di Damasco. Lo riferisce l'Ap citando dirigenti americani, secondo cui gli alleati stanno valutando di lanciare un attacco militare entro fine settimana..

"La Russia minaccia di abbattere tutti i missili sparati verso la Siria. Tieniti pronta Russia, perché stanno per arrivare, belli, nuovi e 'intelligenti'! Non dovreste essere alleati di un animale assassino che uccide la sua gente con il gas e si diverte!". "Le nostre relazioni con la Russia sono peggiori di quanto non lo siano mai state, compresa la Guerra Fredda. Non c'è ragione per questo", aggiunge il presidente degli Stati Uniti

"I missili 'intelligenti' dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo" della Siria. E' la prima risposta di Mosca al tweet di Donald Trump per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo. La Russia sostiene che i missili che il presidente americano Donald Trump ha promesso di lanciare in Siria distruggeranno le prove dei sospetti attacchi chimici. E' la denuncia del ministero degli Esteri di Mosca.

L'ambasciatore di Mosca in Libano, Alexander Zasypkin, ha sottolineato quindi che "le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti contro la Siria" e l'esercito russo si riserva il diritto di "abbattere i missili" e "distruggere le fonti di lancio" in caso di aggressione degli Stati Uniti contro la Siria.

Il mosaico siriano rappresenta il problema di base per gli Stati Uniti. Sul campo sono presenti le forze militari di diversi paesi che operano in prossimità. Ed in quel caos ci sono le forze militari della Russia. In qualsiasi piano d’attacco, Washington dovrà fare attenzione a non colpire le forze militari russe in un raid che potrebbe degenerare in modo incontrollato e sfociare in una guerra su larga scala.

Secondo il quotidiano il Giornale la vera forza d’attacco, qualora Trump autorizzasse un raid entro le prossime ore, sarebbe rappresentata dai sottomarini. Almeno un sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN si troverebbe nel Mediterraneo. Quattro dei diciotto Ohio, l’USS Ohio (SSGN 726) e l’USS Michigan (SSGN 727) con sede a Bangor, l’USS Florida (SSGN 728) e l’USS Georgia (SSGN 729) a Kings Bay, sono stati riconvertiti nel 2003 per lanciare missili Tomahawk. Sono equipaggiati con sette lanciatori verticali per missili da crociera convenzionali Tomahawk con una capacità massima di 154 missili ad unità. 

I circa 600 Tomahawk a bordo dei quattro SSGN rappresentano la metà della capacità missilistica convenzionale sottomarina della Marina degli Stati Uniti. L’altra metà è rappresentata dai sottomarini d’attacco classe Los Angeles, Seawolf e Virginia. Un sottomarino a propulsione nucleare classe Ohio SSGN potrebbe lanciare in immersione tutti i suoi 154 missili Tomahawk in soli sei minuti. Se Trump optasse per una immediata risposta militare in Siria (proprio in questo particolare contesto venutosi a creare), i Tomahawk verrebbero lanciati dalle profondità. Il motivo è semplice: i sottomarini possono avvicinarsi alle coste nemiche senza essere scoperti consentendo loro di colpire obiettivi nell'entroterra. Un gruppo da battaglia di superficie sarebbe esposto ai diversi asset russi schierati lungo la costa. I sottomarini a propulsione nucleare potrebbero lanciare l'intero carico prima di immergersi in profondità e sfuggire agli hunter killer.

Gli Stati Uniti potrebbero utilizzare nell'immediato le piattaforme di quinta generazione come il B-2 Spirit e l’F-22 Raptor per colpire obiettivi in Siria. La loro capacità di monitorare in tempo reale il contesto discriminando la minaccia potrebbe essere utile, ma sarebbe il primo confronto diretto con gli S-300V4 e gli S-400 schierati in Siria. Il Pentagono non rischierà la vita dei piloti. Da rilevare, infine, che le Forze armate della Federazione Russa sono state autorizzate ad ingaggiare i lanciatori e le loro basi. Le forze russe sono certamente in grado di contrattaccare le basi degli Stati Uniti in Medio Oriente ed Europa..

L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha diramato un'allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale. Secondo quanto riportano i media internazionali. L'allarme è stato emesso "a causa del possibile lancio di raid aerei con missili aria-terra e/o cruise entro le prossime 72 ore". E va tenuta anche presente "la possibilità di un'interruzione intermittente delle apparecchiature di radionavigazione", afferma l'Easa.

l Italia in questi difficili momenti sta senza Governo, la Ue disunita : 

I dirigenti dell'amministrazione Trump stanno discutendo con dirigenti di Francia e Gran Bretagna per una possibile risposta militare comune in Siria dopo il presunto attacco chimico a Duma, attribuito dall'Occidente al regime di Damasco. Lo riferisce l'Ap citando dirigenti americani, secondo cui gli alleati stanno valutando di lanciare un attacco militare entro fine settimana.

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"La strada è semplice: noi vogliamo dialogare con tutti, eccezion fatta del Pd. Se gli altri non ci stanno le vie sono due: o andiamo al voto dove penso potremo vincere da soli superando chi pone veti e fa capricci, oppure, come extrema ratio, andiamo da soli, ci facciamo carico noi della situazione". Lo ha detto il leader della Lega matteo Salvini presentando il candidato sindaco di Terni. A chi gli chiedeva se puntassa a cercare i voti in parlamento, ha replicato sorridendo: "Io non faccio il cercatore d'acqua...Vale quello che ho detto".

Sul possibile accordo col M5s, Salvini ha poi commentato: "Io continuo a volere il dialogo e a sperare che tutti vogliano governare questo Paese: ma se vuoi costruire qualcosa di concreto non puoi metterti sul piedistallo e dire , come faceva Alberto Sordi, 'io sono io e voi siete... poca roba'". "Tra noi e il Movimento 5 stelle ci sono molte idee in comune ma anche delle differenze: noi governiamo molto bene da tanti anni regioni molto importanti, invece loro, penso a Roma e Livorno, non stanno facendo una buona prova". 

Netta poi la presa di disdtanza dal Pd: "Deve essere chiaro a tutti che l'unica alternativa al Pd è la Lega: agli alleati di Forza Italia deve essere chiaro una volta per tutti che siamo radicalmente alternativi alla sinistra". 

"Lavoro per una soluzione di buon senso e normalità", ha quindi concluso il segretario del Carroccio."Sono qui a parlare però di Terni e di lavoro. Qui - ha concluso - avremo presto un sindaco che si batterà contro il malaffare e presto punteremo alla conquista della Regione".

 

 

 

Scontro frontale all'interno del centrodestra sulle prossime mosse in vista del prossimo giro di consultazioni al Quirinale. La polemica si consuma sotto traccia, al termine di un vertice ad Arcore tra i tre leader della coalizione, quando viene diffusa una nota congiunta in cui non si citano i Cinque Stelle e si ribadisce la richiesta a Mattarella di un incarico a un proprio leader, ovvero Salvini.....Sul fronte opposto, anche Giancarlo Giorgetti, ancora prima che inizi il vertice di Arcore, punzecchia il Cavaliere: "Berlusconi può decidere di fare un discorso orgoglioso, come quello che ha fatto al Colle, ma che però non ha sbocchi politici. Le alternative - osserva il capogruppo leghista su Rai 3 - sono peggiori a quelle che gli abbiamo proposto noi". Quindi, auspicando un'intesa con i Cinque Stelle, chiede a Di Maio di evitare ogni "pregiudiziale sulla premiership" esortando tutti al fatidico passo indietro, come segnale di "responsabilità nei confronti il Paese".

"Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente". Lo ha detto a Udine Matteo Salvini. "A Di Maio - ha aggiunto - chiedo se vuole ragionare o se preferisce il Pd, perché io ho visto che dice dialogo col Pd e anche con Renzi... auguri".

"Non ci sono altri vertici, non è che possiamo far vertici tutti i giorni. Esiste il telefono fortunatamente, nel 2018". 

«A Di Maio chiederò un incontro - ha aggiunto - volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare. Gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto». «Escludo quindi qualsiasi tipo di accordo di governo con il Pd, che ha mal governato negli ultimi anni. Si parte della coalizione di centrodestra, che è quella più votata. Mancano dei voti, a chi li chiedo? A caso, alla gente che passeggia per strada? No, provo a dialogare sui temi con i 5 Stelle. A Di Maio chiederò un incontro volentieri sulla disponibilità a venirci incontro per fare».

Io escludo di andare in Parlamento al buio». sottolinea il Corriere della sera Matteo Salvini è appena uscito da Villa San Martino ed è saltato in auto per raggiungere Treviso. Le interpretazioni che circolano sul summit di Arcore con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, quello che ha appena lasciato, sorprendono il leader leghista. Che infatti scandisce chiaramente e a scanso di equivoci: «Io dirò al presidente Mattarella che non andremo alle Camere a caccia di voti. Al capo dello Stato noi diremo “siamo pronti”, questo è il nostro programma ed è su questo che noi chiediamo i numeri che ci mancano». Ma attenzione: «Se ci sono questi numeri io parto, e non vedo l’ora. Se non ci sono, se vedo che c’è chi vuole tirare a campare e perdere tempo, noi torniamo diritti agli italiani». Insomma, un accordo andrà trovato prima. Il presentarsi in Aula sperando di trovare i voti è ipotesi non contemplata: «Se proprio devo cercare qualcosa, io vado a funghi...». L’eventualità della caccia al voto confligge con la linea che il capo leghista nelle ultime settimane non si è stancato di ripetere: «Non ho alcuna intenzione di chiedere l’elemosina. Il nostro programma è chiaro, su quello abbiamo chiesto i voti e su quello la coalizione è risultata la più votata».

«Ma scusi: secondo lei è davvero possibile cancellare la legge Fornero andando a chiedere il consenso voto per voto? Secondo il quotidiano Corriere della sera ha un senso l’andare in Parlamento sperando di imbattersi nei numeri per approvare i provvedimenti sulla legittima difesa?». L’ira del leader leghista non traspare dal post su Facebook in cui ribadisce che «se il voto degli italiani conta, è giusto che la coalizione che ha preso più voti abbia la responsabilità di governare». Eppure, il cattivo umore esiste: «Una volta di più — dice un salviniano da sempre — il summit non è stato inutile: è stato dannoso». Perché a dispetto dell’annunciata volontà di tornare al Quirinale con tutti e tre i leader insieme, a dispetto del comunicato diffuso da Arcore al termine dell’incontro, la sensazione resta quella: e cioé, che nel centrodestra ciascuno giochi una partita propria e diversa da quella degli altri. I sostenitori del segretario spiegano che loro tutto vogliono «tranne il ritrovarci Salvini impallinato in Parlamento in un tentativo infruttuoso. Ma non siamo affatto sicuri che a qualcuno degli alleati questa ipotesi dispiaccia». E così, a dispetto del freddo ostentato da Di Maio nei suoi confronti, Salvini annuncia che lo cercherà già questa mattina «per fissare un nuovo incontro. Perché il mio obiettivo è quello di dare un governo che rispetti fino in fondo gli italiani.E cioé, con la coalizione che ha preso più voti insieme al primo partito».

Più tardi, fonti vicine alla Lega - in un estenuante ping pong con Arcore - traducono esplicitamente la nota precedente bocciando senza mezzi termini l'ipotesi che Salvini accetti un incarico al buio, senza avere prima in mano una maggioranza chiara. Insomma, nessuna 'caccia al voto' in Parlamento. Giorgia Meloni, invece, ospite da Barbara D'Urso, conferma che la coalizione punta alla premiership leghista ma poi, sottolinea: "vediamo chi ci sta in Parlamento".

E' necessario, recita il comunicato, che "dopo anni di governi nati da giochi di palazzo, il prossimo esecutivo sia rispettoso della volontà espressa dai cittadini nelle elezioni dello scorso quattro marzo".

Appello del persidente della Camera, Roberto Fico, per il dialogo in vista della formazione di un governo. "I gruppi parlamentari - ha detto al Gr Rai - devono dialogare fino in fondo per cercare di risolvere i problemi che affliggono il Paese: dalla lotta alla povertà, alla corruzione fino all'obiettivo di annullare gli incidenti sul lavoro". "Auspico - ribadisce - che i gruppi dialoghino per fare una governo che alla fine riesca a risolvere questi problemi, cosi' come la gente ci chiede".

"Dobbiamo combattere i privilegi che fanno parte dei costi della politica e razionalizzare i costi della Camera senza penalizzare la democrazia", ha detto ancora.

Secondo il Corriere il capo leghista lo ha ribadito anche a Silvio Berlusconi: «A me continua a interessare il dialogo con i 5 Stelle. Mentre continuo ad escludere qualsiasi ragionamento con il Pd». Il fondatore di Forza Italia era d’accordo? «Mi pare che gli altri fossero d’accordo. Anzi, sono sicuro che gli altri erano d’accordo». Ma che cosa si è detto ad Arcore sul tema della caccia ai voti in Parlamento? «È stata fatta l’ipotesi di un governo che parte senza i voti e resta in carica soltanto per pochi mesi prima di andare a votare». Ma per il leader leghista questa «è l’ultima delle ipotesi». E agli alleati ribadisce: «Serve ancora un po’ di tempo». Come dice poi ai militanti riuniti in piazza dei Signori a Treviso, «se mi vogliono tirare in un governo da “dentro tutti”, che dura solo qualche mese, dico “no, grazie”». Resta il fatto che il Movimento non sembra muoversi troppo dalla sua proposta di «patto di governo alla tedesca» rivolto sia al Pd che a una Lega che abbia tagliato i ponti con Silvio Berlusconi: «Io non credo — dice Salvini — che Di Maio e i suoi possano andare molto avanti continuando a mettere veti su veti».

La maggioranza degli italiani pensa che ci vorrà più di un mese per arrivare a una qualche definizione. Nel toto-governo, questa settimana, salgono le quotazioni dell'ipotesi di un esecutivo Lega-M5S". E' quanto si legge nel sondaggio Swg "Verso un nuovo governo". 

Secondo i numeri, "lungo tutto l'arco del mese di marzo questa ipotesi era ritenuta giusta e auspicabile dal 38% degli elettori (dal 58% dei supporter della Lega e dal 59% dei grillini). Questa settimana il quadro si è leggermente modificato e la desiderabilità della soluzione a due è salita al 44%. A determinare il salto non è solo l'aumento dei consensi tra le fila degli elettori di Salvini (dal 58% al 61%) e Di Maio (dal 59% al 67%), ma è, innanzitutto, il salto avvenuto tra i sostenitori di Silvio Berlusconi, nelle cui fila il sostegno a un governo Lega-M5S passa dal 18% al46%".

"Tra gli elettori PD, invece, non si registrano cambiamenti e il sostegno a un'ipotesi di tal fatta resta sempre intorno al 20%. Ma su quale soluzione governativa scommetterebbero gli italiani? Il 43% dell'opinione pubblica, punterebbe su un governo Salvini-DiMaio. In subordine le scommesse andrebbero a finire su una soluzione istituzionale (38%), mentre meno quotata appare l'ipotesi di un esecutivo sostenuto dall'intero centrodestra in alleanza con i Pentastellati (28%). Bassissime, infine, le quotazioni su un esecutivo PD-M5S (10%). Se osserviamo le puntate scomponendole per elettorato, possiamo cogliere alcuni dati interessanti. Su un'ipotesi Lega-M5S, scommette il 58% dei fan grillini, mentre su un governo centrodestra-M5S, le puntate pentastellate scendono al 24%".

"Promosso a pieni voti è Matteo Salvini - si legge nel sondaggio di Swg - . Il leader della Lega prende il 40% dei voti. Segue Luigi Di Maio che raccoglie il 35% di voti positivi. Terza in classifica Giorgia Meloni, con il 22%, mentre performano meno Silvio Berlusconi e Maurizio Martina (entrambi al 17%). Ultimo Pietro Grasso che raccoglie il 6% di voti positivi. Gli italiani promuovono l'atteggiamento dialogante e costruttivo del capo della Lega, mentre hanno qualche riserva (e qualche fastidio) sui leader che eccedono nei paletti e nei distinguo. Il messaggio del Paese è chiaro: fate un governo. Fatelo bene. Ma non mettete avanti gli interessi di partito a quelli del Paese".

 

Un raid aereo, quello sferrato da caccia F-15 israeliani con otto missili lanciati dallo spazio aereo libanese, tre dei quali hanno colpito hangar e caserme nella parte ovest della base che viene chiamata anche Tiyas e che spesso ospita aerei russi, che arriva l'indomani della della terribile strage di Douma  E li ritorsioni non si fermeranno qui. "Gli Stati Uniti - ha messo in chiaro Donald Trump - prenderanno una decisione importante nelle prossime 24/48 ore"

In queste 48 ore, il presidente americano può seguire essenzialmente due vie. La prima: un attacco farsa come quello compiuto in seguito alla strage di Khan Shaykhun. La seconda, invece, molto più ampia e intesa come una vera rappresaglia nei confronti di Damasco. In una operazione simile potrebbero entrare anche Francia e Israele, intenzionati a colpire Bashar al Assad. In entrambi i casi Trump è disposto ad andare fino in fondo, con o senza il sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "La storia registrerà questo come il momento in cui il Consiglio di sicurezza ha fatto il suo dovere - ha detto l'ambasciatore americano all'ONU, Nikki Haley - o ha dimostrato il suo totale e completo fallimento nel proteggere i siriani, in ogni caso, gli Stati Uniti risponderanno".

La diplomazia mondiale guarda ora a Washington. Il segretario alla Difesa, James Mattis, ha subito fatto sapere che "nessuna risposta è esclusa", mentre Trump si appresta a prendere "decisioni difficili""Decisioni che arriveranno già nelle prossime 24/48 ore", ha spiegato il presidente americano confidando ai giornalisti di non poter "tollerare atrocità" come quelle accadute a Duma. "Tutti dovranno pagare un prezzo"

La Francia si è schierata con forza con Washington con il presidente Emmanuel Macron che ha telefonato alla Casa Bianca per "coordinare una forte risposta comune". Sull'altro fronte il Cremlino ha respinto ogni accusa affermando che si tratta di una "montatura" contro Bashar al Assad. "Le truppe russe sono entrate a Duma e non hanno trovato nessuna traccia di sostanze chimiche", ha detto il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. 

La Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Trump ha telefonato al suo omologo francese Emmanuel Macron, che lo ha rassicurato che anche per Parigi "ci sarà una risposta se la linea rossa dovesse essere stata superata" da parte del governo della Siria. Inoltre il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha aggiunto che "lo scambio di informazioni tra Trump e Macron conferma a priori l'uso di armi chimiche". 

Potrebbe essere questa la tanto famosa contromisura annunciata dal Presidente Trump rispondere agli attacchi chimici di cui nei giorni scorsi è stato accusato il presidente siriano Bashar Al Assad. Inoltre il quotidiano turco Hurryiet ha lanciato questa mattina la notizia che il cacciatorpediniere Donald Cook della United States Navy ha salpato le ancore stamane dal porto di Larnaca, a Cipro, per fare rotta a est, verso le acque territoriale siriane. Fonti russe riferiscono che gli Usa potrebbero attaccare la base aerea di Hmeymim

Il raid aereo su Homs riapre le ferite in Siria. Mosca e Damasco hanno puntato subito l'indice contro Israele che non ha confermato né smentito il raid. "Gli Stati Uniti - fanno sapere fonti vicine a Washington - erano stati preavvertiti". Del resto, lo scorso febbraio, i jet israeliani avevano già bombardato la stessa base dopo che era stato intercettato un drone iraniano nello spazio aereo dello Stato ebraico. "L'attacco su Homs - fanno sapere i russi - rende la situazione estremamente pericolosa". Il raid contro la base siriana segna una nuova escalation in Siria dopo che sabato, in un presunto attacco chimico contro Duma, ultima roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale, sono morti una quarantina di civili, suscitando la forte condanna dell'Occidente che ha accusato Damasco. 

A commento degli ultimi sviluppi militari è intervenuto stamane il viceministro russo degli Esteri, Mikhail Bogdanov, che ha dichiarato che "non credo che esista" la minaccia concreta di uno scontro bellico fra Washington e Mosca: "Penso che il buon senso dovrebbe prevalere sulla follia", ha spiegato

Inoltre l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) riferisce che le forze armate siriane sono in allerta sin da questa mattina contro la minaccia di un attacco Usa verso obiettivo governativi. Similmente sarebbero in allerta anche le forze russe e iraniane presenti sul territorio della repubblica araba.

In mattinata è intervenuto anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha avvertito i responsabili del massacro nella Ghuta orientale e a Douma: "Pagherete un prezzo molto caro - ha minacciato pur senza attaccare apertamente Assad - Maledico il responsabile, chiunque sia stato".

Un funzionario USA, parlando a condizione di anonimato, non era a conoscenza di alcuna decisione di andare avanti con un raid aereo, ma ha detto che qualsiasi piano per un possibile attacco potrebbe concentrarsi sugli obiettivi associati al programma di armi chimiche siriane, cercando al contempo di evitare tutto ciò che potrebbe diffondere un fallout velenoso nelle aree civili.

Un attacco più provocatorio potrebbe colpire il campo di volo di Hmeymim, nel nord-ovest della Siria, che è stato menzionato dalla Casa Bianca in una dichiarazione del 4 marzo, che lo ha identificato come il punto di partenza per le missioni di bombardamento da aerei militari russi a Damasco e nella Ghouta orientale.

Come riportato dal quotidiano Russo Kommersant, riferendosi a fonti del governo statunitense pubblicate da Reuters, la parte americana sta considerando una variante della risposta militare internazionale al presunto attacco chimico nella città siriana di Douma.

Gli interlocutori dell'agenzia non hanno rivelato le misure specifiche di cui stavano parlando, ma hanno notato che potrebbero essere attacchi a oggetti relativi al programma di armi chimiche in Siria. L'Istituto di Washington per la Politica del Vicino Oriente (Istituto Tahrir per la politica in Medio Oriente), secondo i dati Reuters, suggerisce che l'obiettivo potrebbe essere la base di Hmeymim, dove sono basati gli aerei militari russi.

Il cacciatorpediniere Donald Cook della marina militare Usa ha lasciato il porto cipriota di Larnaca, dove era ormeggiato, per avvicinarsi alle acque territoriali siriane. Lo scrive il quotidiano turco Hurriyet.

Alcuni jet russi hanno sorvolato a bassa quota per 4 volte il cacciatorpediniere compiendo manovre di disturbo mentre si avvicinava alle acque territoriali siriane. Lo scrive sempre Hurriyet. 

 Il raid aereo israeliano su una base aerea siriana che ha provocato sette morti iraniani "non rimarrà senza risposta": lo ha detto un alto funzionario iraniano, Ali Akbar Velayati, in visita in Siria.

Il ministero degli Esteri russo ha invitato l'ambasciatore israeliano per discutere "delle situazioni in Siria e nella striscia di Gaza" e "dei rapporti bilaterali" tra Mosca e Israele: lo ha annunciato Bogdanov precisando che Mosca è interessata a "un dialogo attivo" con Israele. Ieri la Russia ha accusato Israele di un raid aereo contro un aerodromo siriano. Secondo Mosca, l'attacco sarebbe stato effettuato dal Libano da due F-15 israeliani.

L'Israele ha condannato l'attacco chimico attribuito all'esercito siriano a Duma che dimostra "chiaramente come la Siria continui ad essere in possesso di armi chimiche e anche di costruirne nuove" . Lo ha detto il ministero degli Esteri a Gerusalemme, secondo cui " il regime di Damasco continua a perpetrare crimini contro l'umanità con l'uso di armi illegali. L'ultimo attacco si aggiunge ad una serie di simili con armi chimiche effettuati dal regime da quando Assad si è impegnato a non usare più tali mezzi"."Così facendo - ha concluso - la Siria continua a violare in modo massiccio i suoi obblighi e le decisioni della comunità internazionale in questa materia".

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha ribadito che gli esperti dell'Opac "devono visitare Duma" per compiere degli accertamenti e ha assicurato che la Russia può "garantire" la loro sicurezza. A questo proposito Mosca proporrà al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una risoluzione per "istituire un'indagine" sui fatti di Duma. Lo riporta Interfax.

Siria invita l'Opac per indagare sull'attacco chimico - La Siria ha invitato gli osservatori dell'Opac per indagare sul sospetto attacco chimico dei giorni scorsi nella Ghuta. 

Silvio Berlusconi, arriva e riparte su una berlina grigia seduto dal lato passeggero, le auto blu sono sparite dalla scena. Salvini arriva a piedi, altri usano il taxi che sapra tanto di  queste consultazioni, dove un rito antico della prima e seconda Repubblica ritorna verniciato di fresco.

Ma nessuno ha usato l auto blu, ed e una novita di queste consultazioni dove Il clima tra il divanetto su cui siedono gli ospiti e la poltrona Presidenziale è formale quel tanto che basta, ma per nulla imbrigliato. 

Persino il Quirinale ha ceduto al nuovo che avanza e si è fatto più smart, spalancando le porte ai social network e divulgando foto e calendari a colpi di tweet. Una novità che fa sentire il Presidente più vicino ai cittadini. Mattarella non prende appunti, lo fa per lui il direttore della Segreteria generale Daniele Cabras. Al termine di ogni incontro il Sergio Mattarella si allontana dal tavolino basso con la composizione floreale e si posiziona davanti alla tv a circuito chiuso dello Studio alla Vetrata, per seguire in diretta le dichiarazioni.

Cosi si è chiuso il secondo giorno di consultazioni al Quirinale. Dopo il Pd e Forza Italia è arrivata, a piedi, la delegazione della Lega con il segretario Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, capigruppo al Senato e alla Camera.

"Lavoriamo per un governo che lavori almeno 5 anni. Partendo da chi ha vinto le elezioni e numeri alla mano coinvolgendo il Cinque stelle", ha detto Matteo Salvini al termine del colloquio con Mattarella. Salvini ha anche detto di non temere, se necessario, un ritorno al voto.

"Continuerò - ha detto ancora il leader del Carroccio - a incontrare tutti a partire da centrodestra, prima forza in parlamento ma andiamo in Parlamento se abbiamo numeri certi".  Il leader della Lega ha prospettato l'ipotesi di un governo del centrodestra con il coinvolgimento di Fi.  "Faremo di tutto - ha detto - per dare un governo che duri 5 anni ovviamente partendo dal centrodestra coinvolgendo M5s, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate, vediamo se si riesce a trovare una quadra". "Andiamo in Parlamento - ha concluso - se ci sono i numeri certi, altrimenti si torna al voto. La Lega è un partito nato tra la gente figuriamoci se abbiamo paura di tornare alle elezioni".

«Oggi Berlusconi ha messo un punto fermo rispetto al fatto che il M5s non deve andare al governo: hanno preso il 32%, è difficile tenerli fuori in una fase come questa», ha dichiarato il capogruppo alla Camera, Giancarlo Giorgetti, braccio destro di Matteo Salvini, sottolineando che «secondo me, tatticamente Berlusconi ha sbagliato, ha alzato la palla a Di Maio che l'ha semplicemente schiacciata: ha avuto gioco facile oggi pomeriggio ed è finito il cinema».

D'altronde, lo stesso segretario della Lega al termine del colloquio con il presidente Mattarella aveva indicato una linea divergente rispetto a quella tracciata dal Cav. «Se ciascuno rimane sulle sue impuntature, sui suoi personalismi, sui suoi ragionamenti di partito, il governo non nasce», ha detto Salvini rimarcando che la Lega lavora a «un governo che duri cinque anni, ovviamente partendo dal centrodestra che ha vinto le elezioni e, numeri alla mano, coinvolgendo i Cinque Stelle, altre soluzioni sarebbero improvvisate» ribadendo il proprio «no a governi a tempo o raccogliticci».

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti (Forza Italia), ad Agorà viene interrogato a proposito dell'ipotesi di un governo presieduto da Antonio Tajani, con l'appoggio del Pd. Secondo Toti "fare un governo che escluda uno dei partiti che è uscito rafforzato e comunque in ottima salute con gli italiani e fare un governo retto da una stampella del partito più punito dagli elettori mi sembrerebbe di non interpretare la volontà del paese. Poi con il Pd ci sono ancora più differenze che con il M5S in questo momento".

"Lega e M5S - prosegue Toti - sono le forze risultati vincenti alle ultime politiche". In questa delicata fase istituzionale ''la via maestra è provare a fare un governo di centrodestra con l'appoggio, attraverso qualsiasi forma, dei cinque stelle. Se i cinque stelle non dovessero starci, allora ne prenderemo atto. E a quel punto, spetterà al capo dello Stato, Sergio Mattarella, trovare e indicare il percorso...''.

Una rottura tra Salvini e Berlusconi "andrebbe spiegata ai nostri elettori, non credo che sia interesse di nessuno dividersi", spiega Toti parlando a "Circo Massimo", su Radio Capital. Per il governatore è possibile trovare un punto d’incontro fra M5S e centrodestra, "ma non è facile. Il problema - osserva - è come si fa a conciliare i programmi, visto che quello del M5S è alternativo a quello del centrodestra". Infine sul partito unico: "Penso che con un M5S al 33% il centrodestra si debba strutturare. Ma il partito unico deve essere una scelta del popolo, senza predellini e iniziative personali".

Il governo "dovrà partire da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della coalizione vincente, cioè la Lega". "Non siamo disponibili - ha detto l'ex premier Silvio Berlusconi al termine del colloquio con Mattarella al quale hanno partecipato anche le capogruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini - a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario". "Siamo disponibili con presenze di alto profilo a soluzioni serie e credibili in sede europea. Su questo siamo disposti a dialogare". "Serve un governo", ha evidenziato Berlusconi, per affrontare le urgenze del Paese.

"Abbiamo detto al presidente Mattarella che sentiamo tutta la responsabilità di esser la prima forza politica di lavorare il prima possibile per assicurare una maggioranza ad un governo del cambiamento", ha detto il leader del M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Colle. "Come ho ribadito durante tutta la campagna elettorale, abbiamo ottenuto 11 milioni di voti su una posizione ben precisa che abbiamo ribadito al presidente anche sulla politica estera. Con noi al governo l'Italia resterà alleata dell'Occidente nel Patto atlantico, nell'Unione europea e monetaria: è questo l'obiettivo". 

"Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni io non ho mai voluto spaccare il Pd, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne". "Un contratto di governo si può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd. Questi sono i due interlocutori, è chiaro che sono due soluzioni alternative", ha ribadito Di Maio dopo le consultazioni al Quirinale. "Dopo gli incontri capiremo con chi si potrà sottoscrivere il contratto di governo", aggiunge. 

"Non vogliamo spaccare la coalizione di centrodestra ma non riconosciamo una coalizione di centrodestra, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5s, perciò ci rivolgiamo alla Lega": così ancora il capo politico del M5s dopo le consultazioni al Quirinale.

I Dem hanno ribadito la loro posizione con il segretario reggente Maurizio Martina: 'Chi ha vinto le elezioni', è stato l'invito "si prenda la responsabilità del governo", per quanto riguarda il Pd: "non ci sono ipotesi di governo". Forza Italia ha invece sottolineato la necessità e l'"urgenza" di un governo che parta dal centrodestra, la coalizione che ha ottenuto più voti. Silvio Berlusconi ha evidenziato la necessità di figure di "alto profilo" e detto no a governi fatti "di pauperismi, giustizialismi e populismi

Ma nessun partito e nessuno schieramento dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo ed è indispensabile quindi, secondo le regole della nostra democrazia che vi siano intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento. Nelle consultazioni in questi due giorni questa condizione non emersa": così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni al Quirinale. "Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da molte parti politiche. Sarà utile anche a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni" fatte dai partiti e "sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione, le convergenze programmatiche, le possibili soluzioni per dare vita a un governo". 

"E' indispensabile che vi siano delle intese" tra le forze politiche che ora hanno "qualche giorno di riflessione" che sarà loro utile per " valutare responsabilmente convergenze programmatiche". Questo è l'invito del presidente Sergio Mattarella ai partiti al termine del primo giro di consultazioni. Il Capo dello Stato ha deciso di riconvocare il secondo giro di colloqui non prima della metà della settimana prossima.

Questi hanno una fame di potere infinita, e sarà questo che li porterà a un accordo di governo", "nonostante l'esito di questo primo giro di consultazioni, sono convinto che l'accordo Salvini-Di Maio sia ancora sul tappeto. Siamo alla tattica, certo, ma alla fine quello sarà lo sbocco". E' l'opinione di Paolo Cirino Pomicino, che, in un'intervista al quotidiano nazionale spiega: "La bramosia di potere è tale, da parte di tutti, che tutti saranno disposti a ingoiare la loro dose di rospi".

"Il rospo che ingoierà Salvini - afferma Cirino Pomicino - è vedere Di Maio a palazzo Chigi, quello di Di Maio è di prendersi dentro Berlusconi, quello di Berlusconi è di coabitare con i grillini". "Macché elezioni - aggiunge -. Vogliono tutti andare al governo. L'appetito governativo è altissimo". In ogni caso, secono Cirino Pomicino, non servirebbero: "Non credo. Accadrebbe come in Spagna, dove si sono registrati spostamenti marginali e poi la situazione resta quella di prima".

 

 

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