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Monti: la parola d'ordine è crescita

La parola d'ordine per il governo ora é 'crescita'. E' il tema - dice Mario Monti - che preoccupa di più i cittadini e che ormai viene ripetuto ossessivamente nei consessi internazionali come il G20. Anche perché proprio alla crescita è legata la sostenibilità del percorso di risanamento dei conti pubblici. Un percorso ancora non terminato e partito da una situazione di altissimo allarme "é stato evitato - dice il premier - uno shock distruttivo". Le linee di intervento (quelle già avviate e quelle ancora da attivare) sono scritte nero su bianco nel documento di economia e finanza varato oggi dal Cdm insieme appunto al Pnr, cioé il programma nazionale delle riforme che sarà inviato a Bruxelles. Le misure già adottate porteranno un aumento del pil del 2,4% entro il 2020, e dello 0,9% già entro il 2015. Ma - se si pigiasse sull'acceleratore di riforme "ad elevato grado di intensita" il risultato potrebbe essere quello di raggiungere ulteriori 5 punti di crescita entro il 2020, almeno a guardare uno studio che ipotizza una riduzione del 23% degli oneri amministrativi, un abbattimento del 35% delle barriere per avvio di un' impresa e un calo di 4,3 punti del rapporto tra costi e valore beni prodotti. Il governo cercherà di agire su tutti e tre questi fronti. I campi di intervento individuati sono praticamente tutti: dall'agroalimentare alla tracciabilità..intanto :
La Cgil promuove per giovedì 10 maggio una mobilitazione nazionale sulla precarietà. Lo ha annunciato il segretario Cgil, Susanna Camusso, durante il suo intervento introduttivo al comitato direttivo. Al riguardo la Cgil denuncia arretramenti nel ddl di riforma del lavoro sulla precarietà e chiedendo risposte sui giovani.

Questa giornata, ha sottolineato Camusso, vuole, infatti, "sostenere una politica di contrasto alla precarietà e le richieste di modifica al provvedimento perché ai giovani di questo Paese siano date delle risposte effettive".

"Chiediamo al direttivo un mandato per la costruzione di una piattaforma comune per una mobilitazione unitaria che parta dalle parole scelte per il prossimo maggio 'Lavoro e crescita, politiche per uscire dalla crisi'". E' questa la richiesta lanciata dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso, al comitato direttivo del sindacato. "Dall'esecutivo della Cisl e dalla direzione della Uil sono arrivate decisioni utili per aprire una stagione di iniziative su crescita, fisco e lavoro", ha aggiunto.

Camusso parlando al direttivo del sindacato ha definito "gravi" le parole pronunciate ieri dal premier Mario Monti, vista "la condizione sociale in cui versa il paese". Per Camusso "al di là del riferimento sgradevole alla Grecia, questo governo è di fronte all'autodichiarazione che, rispetto ai tre temi che hanno accompagnato il suo insediamento, ovvero rigore, equità e crescita, la crescita viene cassata e l'equità non c'é mai stata".

. "Non dobbiamo scoprire la ruota", dice il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che indica i punti 'salienti' e spiega che si farà tesoro delle esperienze - e degli errori - realizzate da altri Paesi. Per crescere bisogna però avere i conti a posto. Cosi, quello che soprattutto preme a tutti durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi è dimostrare che il risanamento dei conti c'é, e non è certo "episodico ma strutturale" come dice il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli. L'impegno è noto: deficit zero nel 2013, cioé il pareggio entrate uscite. Ma sulle agenzie internazionali rimbalza intanto la notizia che l'Italia non ce la farà: il deficit nel 2013 sarà dello 0,5%. Immediato arriva il chiarimento: "il trattato del fiscal compact - spiega Monti - impone ai singoli Stati membri che ci sia in ogni Paese un disavanzo del settore pubblico al netto della componente ciclica non superiore allo 0,5% del Pil. Oggi il cdm nell'adottare i documenti fondamentali ha dato la prima applicazione a quel principio". Non solo: "prevediamo per il 2013, al netto del ciclo, un avanzo strutturale dello 0,6%". La crescita ci sarà. Ma "dal 2013", dice Monti. E le tabelle indicano per il 2013 un +0,5% dopo che quest'anno l'Italia sprofonderà in una recessione del -1,2%, comunque decisamente meno forte del -1,9% previsto dal Fmi. Ma certo per raggiungere questa "meta ambiziosa" ci vorranno dei sacrifici. E il debito? "E' stato posto - dice il premier - su un sentiero di riduzione progressiva e durevole". Né sono preoccupanti le stime non proprio rosee del Fmi: "mi conforta di più che il ministro Schaeuble, Lagarde ieri, oggi qualcuno dagli Usa abbiamo detto che l'Italia sta facendo le riforme che sono necessarie e porteranno alla crescita". Insomma il percorso dei conti, anche se 'duro', è ormai segnato. E qui parte la fase due, la crescita appunto. "La crescita - spiega Monti - è la maggior preoccupazione dei cittadini, la parola più invocata dai responsabili di politica economica in Italia ed Europa, ma anche nel g20". Ma - sottolinea - "questa crisi sta imponendo un prezzo altissimo alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori, alle imprese, e qualche volta ci sono esperienze che si chiudono nella disperazione". Quindi occorre agire in fretta. Come? "Contrastare corruzione, lavoro nero ed evasione fiscale: siamo molto impegnati su questi fronti". Ma per dare fiducia serve anche "una riforma della politica". La parola passa al ministro Passera che detta l'agenda di alcuni (non tutti) gli interventi. In tutto cinque e tra questi "primo tema è accelerare l'apertura dei cantieri, mettere in moto attività e far sì che i soldi girino per progetti rilevanti per il Paese". E inoltre "siccome siamo annoiati di annunci per dare senso concreto i progetti avranno un nome e un cognome: a giorni arriverà un sito affinché gli italiani possano seguire i singoli progetti". C'é poi il tema del caro-energia e in particolare dei prezzi record della benzina: il Governo - spiega - è eventualmente pronto a tornare indietro sulle accise (quando arriveranno i fondi dall'evasione) e si aspetta che ad un calo del prezzo del greggio corrisponda un abbassamento dei prezzi alla pompa. Insomma "dobbiamo fare di tutto perché la bolletta (energetica) smetta di crescere e vada a scendere". Poi, tra le iniziative, annuncia l'avvio di una task force e di misure entro l'estate per favorire le 'start-up' di imprese innovative. E contro il 'credit-crunch' e i debiti incagliati della P.A. arriverebbero a breve fondi per 20-30 miliardi dalle banche. Infine Grilli, al quale il premier dice "vorrei chiamarla ministro", rassicura: il pareggio "é strutturale, non episodico".
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