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Monti: "Su art.18 sciolti tutti i nodi"

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Dopo l'accordo raggiunto ieri all'incontro fra Mario Monti e i leader dei partiti che reggono la maggioranza, oggi il premier, accompagnato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero, è salito al Quirinale per illustrare a Napolitano i contenuti della riforma del mercato del lavoro
E dopo che "tutti i nodi sono stati sciolti", come ha detto ieri Monti al termine del vertice, c'è soddisfazione nel governo e nella maggioranza. Per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera "è stato fatto un ulteriore passo in avanti molto importante''. Secondo Pier Ferdinando Casini, "nessuno ha perso, tutti abbiamo vinto, soprattutto l'Italia". "Il governo ha fatto seriamente la sua parte - spiega il leader Udc - Monti ha mediato, entrando nel merito sull'articolo 18". Casini conferma che a breve si conoscerà il testo definitivo della riforma del mercato del lavoro. "Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, con la buona volonta' di tutti. L'Italia non e' fuori pericolo, e' in recessione, c'e' la necessita' di rispondere alle sfide con celerita'. Ieri abbiamo raggiunto un accordo importante e significativo, con piccoli margini di miglioramento in Parlamento, che pero' e' realizzato".

 

Un duro attacco arriva invece da Antonio Di Pietro che non ha usato mezzi termini per criticare il governo nel suo intervento in aula sulle dichiarazioni di voto sulle semplificazioni. "Voi state uccidendo il Paese. Pensate solo alle lobby, alla casta e a fare favori, non siete buoni padri di famiglia ma dei ladri di Stato". Di Pietro si è poi rivolto a Monti chiamandolo "presidente del Consiglio latitante, che non c'e', e che racconta bugie sui giornali. Lei -ha aggiunto il leader Idv - ha sulla coscienza le persone che si uccidono perche' non ce la fanno".

 

Ma l'intesa fra partiti e premier, mette in allarme anche le imprese. "Siamo molto preoccupati per le notizie che stanno trapelando in merito alla riforma del mercato del lavoro" affermano Confindustria, Abi, Alleanza delle Cooperative Italiane e Ania, che a firma congiunta mettono in guardia il governo. Se queste notizie dovessero trovare conferma non puo' che ribadirsi che ''al paese serve una buona riforma e che, piuttosto che una cattiva riforma, e' meglio non fare alcuna riforma''.

 

"Rabbia e delusione" sono i sentimenti che prevalgono in queste ore negli ambienti imprenditoriali per le modifiche che il governo si accinge ad apportare alla riforma del mercato del lavoro. Un fitto scambio di telefonate con l'esecutivo, anche nella notte, a quanto apprende l'Adnkronos, infatti, ha informato i vertici di Confindustria, Abi, Ania e Alleanze delle Cooperative dei 'ritocchi' che saranno annunciati dal premier Mario Monti e dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero nel pomeriggio di oggi.

 

Modifiche che andranno a toccare sia i licenziamenti per motivi economici, prevedendo dunque la possibilita' che il giudice, in presenza di una atto illegittimo grave, possa prevedere il reintegro del lavoratore, sia il capitolo dei contratti a termine relativamente agli stagionali, categoria che le imprese erano riuscite a tirare fuori dal piano di aumenti contributivi previsti dalla riforma. "Non e' il verbale che abbiamo firmato a palazzo Chigi", si ripete in ambienti industriali sottolineando il 'passo indietro' fatto da imprese e banche, su capitoli importanti e che comportano aumento di costi, per cercare di arrivare ad una mediazione sulla riforma.

 

"Che senso ha dunque avuto la firma di un verbale?", si chiedono ancora. Ed e' proprio questo, ribadiscono le imprese a scatenare la reazione industriale: il fatto che le modifiche siano state apportate dopo un vertice politico e non gia' in Parlamento "la cui sovranita' nessuno avrebbe messo in discussione", spiegano ancora. Come a dire: se il testo fosse stato corretto in aula a Monteciotiro o al Senato nessuna obiezione sarebbe stata mossa se non le normali critiche che si rivolgono ad atti non condivisi.

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