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Domenica, 24 Ottobre 2021

Maroni invita Belsito a dimettersi

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Tesoriere del partito ma leghista di non antica militanza Francesco Belsito, il segretario amministrativo del Carroccio accusato di truffa ai danni dello Stato e di appropriazione indebita nella gestione dei rimborsi elettorali del movimento. Considerato vicino alla famiglia di Umberto Bossi, Belsito e' nato a Genova nel 1971, ed e' una figura controversa nella Lega. Ha infatti conquistato piu' le pagine della cronaca che quelle della politica da quando nel 2002 e' entrato nel movimento fino a diventare, appunto, tesoriere nel 2009 e sottosegretario alla Semplificazione normativa con il ministro Roberto Calderoli. Prima di abbracciare la causa 'padana', Belsito era uomo di Forza Italia in Liguria, dove era l'autista-collaboratore dell'ex ministro della Giustizia Alfredo Biondi. Poi, dieci anni fa, il passaggio sotto le insegne di Alberto da Giussano nella scia di Maurizio Balocchi, tesoriere e poi sottosegretario all'Interno e alla Semplificazione, di cui avrebbe preso il posto alla sua scomparsa
Intanto :
Tre procure indagano su vicende che vedono coinvolto il tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito: Milano, Napoli e Reggio Calabria. Si parla di "esborsi effettuati per esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord" nel decreto di perquisizione a carico del tesoriere del Carroccio Francesco Belsito.

"La gestione della tesoreria del partito politico Lega Nord è avvenuta nella più completa opacità sin dal 2004", si legge nel decreto di perquisizione. Le indagini riguardano anche i movimenti e l'utilizzo del denaro del Carroccio. Il partito - come dice l'ex ministro Roberto Maroni, che chiede le dimissioni di Belsito - "risulta parte lesa".

"Mi è stato consegnato un avviso di garanzia in cui si dice che il movimento Lega Nord è indagato per finanziamento illecito. Queste cose dovranno poi essere provate. Per adesso non possiamo dire altro",  ha detto Belsito all'uscita dalla sua abitazione, in via Fiasella, nel centro di Genova.

Perquisizioni sono state compiute in diverse città d'Italia e anche nella sede della Lega, in via Bellerio a Milano. Gli inquirenti milanesi, che accusano Belsito di truffa e appropriazione indebita, ipotizzerebbero comportamenti illeciti compiuti dal tesoriere anche quando era sottosegretario alla semplificazione nel governo Berlusconi.

L'indagine sarebbe nata analizzando alcune transazioni finanziarie riferibili all'uomo d'affari veneto Stefano Bonet, legato ad un altro uomo d'affari, Paolo Scala, entrambi indagati. Partendo da queste movimentazioni, gli inquirenti milanesi sarebbero arrivati a contestare il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito, Scala e Bonet, in relazione a investimenti in Tanzania, passando anche per Cipro, con soldi sottratti alla Lega Nord.

Per quanto riguarda invece il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, a carico del tesoriere della Lega, le accuse riguarderebbero un illecito utilizzo dei rimborsi elettorali arrivati al Carroccio: i pm ipotizzano che siano stati presentati rendiconti irregolari ai presidenti di Camera e Senato, che sarebbero così stati tratti in inganno e che quindi non avrebbero sospeso i rimborsi elettorali. Nel mirino dei pm c'é anche l'ultimo, dello scorso agosto, di circa 18 milioni di euro. Un altro filone dell'inchiesta milanese vede indagati Bonet e Belsito per truffa ai danni dello Stato "con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram", che si occupa di innovazione tecnologica.

Anche nell'indagine di Reggio Calabria compare la Siram. Gli indagati sono otto. Gli inquirenti contestano al tesoriere della Lega il reato di riciclaggio. Belsito, secondo l'accusa, sarebbe stato legato ad un intermediario ligure che a sua volta era in stretto contatto con esponenti della cosca De Stefano di Reggio, la più potente della città insieme a quella dei Condello. Le perquisizioni ordinate dalla procura di Napoli, invece, mirano a reperire documentazione sui rapporti finanziari tra Bonet, - legato a società finanziarie con interessi anche in Campania - e il tesoriere della Lega Nord, con cui sarebbe in rapporti economici.

L'inchiesta della Procura di Milano è nata in seguito all'esposto di un militante del Carroccio riguardante l'utilizzo dei fondi del partito negli investimenti in Tanzania e a Cipro. E' quanto si legge nel decreto di perquisizione a carico di Belsito, Scala e Bonet. In seguito alla denuncia l'inchiesta era stata avviata per approvazione indebita a carico di ignoti.

Sarebbe di circa sei milioni di euro la cifra che il tesoriere della Lega Nord ha investito alla fine dell'anno scorso in Tanzania, secondo quanto si legge nel decreto di perquisizione firmato dai pm milanesi, che hanno sottolineato che Belsito "era tesoriere della Lega Nord e che in tale veste gestiva il denaro del partito politico".

Dalle indagini effettuate sul tesoriere del Carroccio Belsito "era emerso che questi faceva versamenti di denaro alla Lega in misura superiore dai redditi da lui percepiti. Ciò aveva suscitato perplessità ma non al punto da ipotizzare reati a suo carico". Lo si legge nel decreto di perquisizione in cui si precisa che Belsito era tesoriere della Lega Nord e anche membro del Cda di Fincantieri.

"Nell'agosto del 2011 sono stati corrisposti alla Lega Nord circa 18 milioni di euro. Tali somme hanno avuto come presupposto la validazione del rendiconto 2010 sul quale vi è la prova della falsità", si legge nel decreto di perquisizione firmato dai pm milanesi. Il riferimento è ai rendiconti per i rimborsi elettorali presentati a Camera e Senato.

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