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Caso Rby, Parlamento: la competenza è del tribunale dei ministri

''Il Parlamento ha gia' detto che la competenza e' del tribunale dei ministri''. Lo sostengono gli avvocati del premier Berlusconi, Piero Longo e Niccolo' Ghedini, in un'intervista al Mattino. Il tribunale di Milano, secondo i legali, non e' competente ne' per il reato di concussione, ne' per quello di prostituzione minorile. Per quest'ultimo, ''sarebbe stato di competenza dei magistrati di Monza - aggiungono - una tesi, questa, che non e' stata presa in considerazione dal gip. Ma questo non significa che e' caduta e che sia non valida. Noi finora siamo stati spettatori'', perche' ''in questa fase il codice non ha consentito e non consente la nostra partecipazione''.

Longo e Ghedini rilevano anche che ''per la prostituzione minorile la legge prevede che si proceda per via ordinaria, pertanto, la richiesta del rinvio a giudizio da parte della procura di Milano, doveva essere valutata dal giudice in sede di udienza preliminare''. La composizione tutta femminile del collegio che giudichera' Berlusconi non costituisce un problema per i due avvocati, secondo i quali ''giudici donne gia' ci sono nel processo Mills. Ma va benissimo, le donne sono gradite e qualche volta anche gradevoli''. E' una questione di ''probabilita' statistiche'', aggiungono, dal momento che ''ormai in magistrartura le donne sono maggioranza''.

Il premier non e' per niente preoccupato per la decisione del gip sul rinvio a giudizio immediato per il caso Ruby e il governo andra' avanti fino a fine legislatura. E' quanto ha detto oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadendo che in pochi giorni alla camera la maggioranza potra' contare su 325 deputati che il Pdl e' coeso con la Lega e che "Bossi ha assicurato l'intenzione di andare avanti con questo governo".

Il Leader del Carroccio ha dichiarato: 'se il governo ha i numeri va avanti altrimenti e' destinato a cadere. Dall'opposizione intanto continua la richiesta di dimissioni del premier. Per Bersani e' proprio il fatto che non sia preoccupato a rendere il premier un 'irresponsabille'.

Il decreto che dispone il giudizio immediato per Silvio Berlusconi, imputato a Milano per concussione e prostituzione minorile, e' stato notificato insieme alla richiesta di processo della procura ai legali del premier. Il 6 aprile si terrà il processo su disposizione del gip di Milano, Cristina Di Censo. Per il gip la prova è evidente. Parti lese: Karima e il Viminale. Intanto emergono dagli atti alcune intercettazioni della ragazza marocchina in cui chiede al padre di fare in modo che la madre non parli di lei.

Il premier sarà giudicato da un collegio di tre donne. Famiglia Cristiana: 'Una nemesi'.  'Ora andremo in udienza'. Sono le uniche parole del procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati. 'E' in gioco l'autonomia del Parlamento', sostiene il Guardasigilli Alfano. Nella notte incontro Lega-Berlusconi, Bossi tranquillizza il premier: 'Non preoccuparti per le voci che girano, sto con te e andiamo avanti con le riforme'.

Intanto secondo alcuni quotidiani si profila una nuova inchiesta su presunte feste del premier a Roma. La procura della capitale però smentisce contatti con i colleghi di Milano.

Parla di "indebito intervento" di Silvio Berlusconi sui funzionari della Questura il gip di Milano Cristina Di Censo nel provvedimento con cui ieri ha disposto il giudizio immediato per il premier per le accuse di concussione e prostituzione minorile. Il giudice ha inoltre scritto che tale intervento non serviva "a salvaguardare le istituzioni internazionali con l'Egitto" ma a evitargli l'impunità del reato di prostituzione minorile. Nel provvedimento del gip di Milano Cristina Di Censo, che ha mandato a processo Silvio Berlusconi, viene citata tra le fonti di prova a carico del premier anche la presenza della brasiliana Iris Berardi ad Arcore il 13 dicembre del 2009, quando la giovane era ancora minorenne. La Berardi, stando agli accertamenti degli investigatori, sarebbe stata anche nella residenza sarda del premier a Villa Certosa nel novembre dello stesso anno. Gli inquirenti stanno ancora effettuando verifiche e cercando riscontri sulle presenze della giovane brasiliana nelle ville del premier, quando non aveva ancora compiuto i 18 anni

Se, da una parte, le pressioni sulla Chiesa affinche' intervenga con parole di condanna esplicita per il Rubygate rappresentano ''l'ennesima esibizione dei professionisti della strumentalizzazione'', dall'altra ''e' anche vero che quando si e' nella confusione e nell'amarezza piu' grande ci si rivolge a chi puo' credibilmente indicare una via d'uscita e di riscatto''. E' quanto scrive oggi il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, nella rubrica delle risposte ai lettori.

''Io credo - prosegue Tarquinio - che la pressante attenzione al giudizio della Chiesa sia anche e soprattutto la conferma che gli italiani sanno ancora e sempre a chi rivolgersi per una parola di verita', di carita' e di saggezza''.

Il giornale dei vescovi dedica alle vicende che coinvolgono il premier anche l'editoriale di prima pagina, in cui il giurista Francesco D'Agostino sostiene che ''l'etica pubblica pretende 'verita'''. ''L'appello all'etica pubblica - scrive D'Agostino - non ci salvera' se non sara' radicato in una severa presa di coscienza dei guasti che il relativismo etico libertario ha prodotto nel nostro Paese: guasti che sono stati sintetizzati nella durissima espressione 'disastro antropologico', usata dal cardinal Bagnasco e ripresa da monsignor Crociata per descrivere il momento presente che vive l'Italia''.

Intanto : Dopo Menardi saluta anche Pontone. Il senatore Franco Pontone è in procinto di lasciare il gruppo di Futuro e libertà al Senato. La decisione, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, è presa. L’ex amministratore di An, uomo decisivo nell'affaire Montecarlo, da tempo in "sofferenza" in Fli, non solo sta per formalizzare il suo addio al gruppo nel giro di poche ore, anche se gli è stato chiesto un rinvio di qualche giorno, ma avrebbe deciso di tornare al gruppo del Popolo della libertà.

Scissione nell'Udc Dovrebbe vedere la luce in tempi rapidi al Senato un nuovo gruppo che si chiamerà "Per le Autonomie" e che nasce da "una scissione con la componente dell’Udc". A spiegarlo è la senatrice Helga Tahler, tra le promotrici dell’iniziativa. "La prima cosa che voglio mettere subito in chiaro - precisa - è che noi non saremo l’equivalente del gruppo dei Responsabili che si è creato a Montecitorio, come pensa qualcuno. No, niente affatto. Noi vogliamo restare dove siamo e cioè in difesa delle autonomie senza schierarci né con la maggioranza, né con il terzo polo, né con la destra, né con la sinistra". Pertanto la nascita del nuovo organismo parlamentare, sottolinea, "dovrà essere considerata come una scissione dal gruppo unitario che avevamo insieme all’Udc. Ma l’idea è quella di prendere posizione provvedimento per provvedimento. A seconda che le varie norme corrispondano o meno a quelli che sono i nostri convincimenti di autonomia e indipendenza".

"E sono interessati a questo progetto - aggiunge Helga Tahler - alcuni senatori che erano nella nostra componente sin dall’inizio come Giulio Andreotti, Manfred Pinzger, Antonio Fosson. Poi sembrano guardare con attenzione alla nostra iniziativa Adriana Poli Bortone, Maria Giuseppina Castiglione e Piergiorgio Massidda". Tra i nomi che circolano che potrebbero aderire al nuovo gruppo ci sono anche quelli di Raffaele Fantetti e Riccardo Villari. E l’ex Fli Giuseppe Menardi? "Ci siamo parlati ieri per la prima volta - racconta ancora la Tahler - e ha mostrato dell’interesse visto che mi ha spiegato di non voler più restare in Fli, ma di non voler tornare nel Pdl". E, secondo alcuni autonomisti, anche altri possibili fuoriusciti di Fli potrebbero aderire all’iniziativa. "La nostra - sottolinea Adriana Poli Bortone - non sarà un’adesione tout court alla politica della maggioranza. Valuteremo caso per caso. Ad esempio per quanto riguarda il federalismo vogliamo prima capire cosa prevederà davvero alla fine per il Sud. Non saremo affatto come i Responsabili alla Camera. Noi daremo il nostro sostegno a seconda delle circostanze e se si risponderà a quelli che sono i nostri convincimenti. Il gruppo si annuncia piuttosto eterogeneo, ma sembrano obiettivi compatibili". È ancora prematuro parlare ora di chi sarà il possibile capogruppo di questa nuova formazione, spiegano, ma quello che si sa è che sarebbero stati avviati contatti anche con alcuni esponenti del Pd come Claudio Molinari, ex sindaco di Riva del Garda. Ma perché comunque questa scissione proprio ora? "Al’inizio della legislatura - aggiunge la Tahler - avevamo fatto dei patti con l’Udc come quello che riguardava la presidenza del gruppo. Metà della legislatura sarebbe dovuta toccare a loro e l’altra metà a noi. E invece... E poi loro sono entrati a far parte di questo Terzo Polo, mentre noi non vogliamo schierarci proprio con nessuno. La nostra forza è l’autonomia e autonomisti intendiamo restare".

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