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Domenica, 09 Agosto 2020

La crisi, opportunità per antagonisti e mafia

La crisi economica e' ritenuta dal movimento antagonista una ''favorevole opportunita''' per ''radicalizzare il disagio sociale'', ma la congiuntura appare anche ''destinata ad accrescere i margini di infiltrazione criminale nel tessuto produttivo e imprenditoriale''. Lo dicono i Servizi nella Relazione al Parlamento.
La crisi economica sta mettendo il 'made in Italy' a rischio di colonizzazione straniera. Lo segnala la Relazione 2011 dei servizi segreti al Parlamento, che evidenzia anche come la congiuntura abbia reso più vulnerabile il tessuto imprenditoriale italiano rispetto allo spionaggio industriale che potrebbe costituire un "serio danno alla sicurezza e alla competitività del sistema Paese". I servizi registrano in particolare "un particolare attivismo di operatori economici stranieri nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia". Si registra la crescente presenza di operatori dell'Est Europa nella distribuzione del gas e prodotti petroliferi. Ma il rischio arriva anche dall'Asia, i cui operatori, attratti dal brand manifatturiero italiano, potrebbero incrementare i piani di investimento nel Belpaese. Inoltre, prosegue la relazione, "competitors stranieri, soprattutto orientali, potrebbero tentare di accedere a progetti di ricerca nazionali e di acquisire nuovi moduli di tecnologia innovativa". Questa progressiva espansione economica conta sul crescente supporto di banche asiatiche che, in futuro, potrebbero erodere significative quote di mercato agi operatori italiani.

Gli anarco-insurrezionalisti puntano a "infiltrare le manifestazioni di protesta" per "radicalizzare le espressioni di dissenso e provocare disordini e incidenti, cui attribuire valenza 'insurrezionale''.

L'Italia "resta un potenziale target di progettualità offensive di matrice jihadista", scrivono i Servizi, sottolineando che le alluvioni in Liguria e in Toscana di fine ottobre sono state commentate "con esultanza" sul web. La minaccia principale resta legata all'iniziativa estemporanea di terroristi solitari ed è "indicativo" che in un appello a colpire facili bersagli "siano stati citati come esempi i due noti episodi occorsi al Sommo Pontefice e all'ex premier Berlusconi".

In Afghanistan, dove "la cornice di sicurezza si è mantenuta estremamente precaria", "resta elevato il livello della minaccia" per i militari italiani. E' quanto si legge nella Relazione dei Servizi segreti al Parlamento, secondo cui "gli elementi di criticità del 2011 sembrano destinati a perdurare nel breve-medio termine". Ciò vale, scrivono i servizi, anche per il processo di transizione, che "rischia di fallire in assenza di adeguati progressi in tema di governance e sviluppo socio-economico".

"I sodalizi mafiosi sono intenzionati a proiettare le loro attività criminali verso le regioni più ricche del centro nord" ed è "prevedibile" che "incrementino la ricerca di contatti e mediazioni per l'inserimento di propri referenti nei circuiti decisionali territoriali". E' quanto affermano i Servizi nella Relazione 2001 al Parlamento. In particolare "i gruppi 'ndranghetisti appaiono determinati a intensificare l'esercizio di pressioni collusive e corruttive volte a condizionare le strutture amministrative di governo del territorio non solo nella regione di origine, ma soprattutto in quelle di proiezione del centro-nord, al fine di inserirsi negli appalti e subappalti relativi alle più importanti opere pubbliche, specie quelle stradali, autostradali, ferroviarie e portuali". Riguardo alla camorra, il cartello casalese "ha sviluppato cospicui interessi economici" specie "in Emilia Romagna, Lazio, Umbria e Abruzzo".

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