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Si inasprisce in Sicilia la protesta degli autotrasportatori

A Palermo la benzina e' ormai esaurita nei distributori. Solo poche stazioni di rifornimento hanno delle scorte e si registrano lunghe code come a un distributore in via Sciuti: le auto sono incolonnate a partire da viale delle Magnolie dove e' impossibile il transito. Due vigili cercano a fatica di far transitare i bus.
Intanto arriva anche l'allarme mafia. ''Tra gli agricoltori e gli autostraportatori che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, abbiamo rilevato direttamente, e attraverso i nostri associati, la presenza di personaggi legati alla criminalita' organizzata'', dice alle Agenzie di Stampa il presidente di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello.  ''Non cerchiamo frasi ad effetto'', ha aggiunto Lo Bello commentando la situazione che si e' venuta a creare nell'isola dopo lo sciopero di quattro giorni dei tir indetto dal movimento dei 'Forconi' e dall'Aias. ''Se diciamo certe cose e' perche' si tratta di presenze inquietanti''.

''Noi abbiamo evidenze che in molte manifestazioni nei blocchi che stanno creando tante difficolta' in Sicilia erano presenti esponenti riconducibili a Cosa Nostra'', ribadisce il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. ''Non siamo mafiosi, se lo dite fate i nomi'', ribatte il leader del Movimento dei Forconi che da tre giorni sta paralizzando l'isola con lo sciopero dei Tir. Il ''botta e risposta'' e' andato in onda stamani in diretta, nel corso della trasmissione 'Start' su Rai radio 1.

Sulle ragioni della protesta che stanno agitando l'Isola, Lo Bello ha osservato: ''Il malcontento è reale, ma le ragioni sono piu' serie e non si puo' trovare la soluzione negli slogan di demagoghi in servizio permanente effettivo e neanche in alcuni 'bravi' che stanno agli angoli delle manifestazioni''.
Proprio per protestare contro queste accuse Morsello ha rivelato di ''aver iniziato questa mattina uno sciopero della fame'' e ha concluso spiegando di non essere di Forza Nuova e di aver parlato ''di rivoluzione intesa solo come rivoluzione culturale entro i paletti della legalita'''.

Coldiretti conferma la presenza di infiltrazioni mafiose nel settore dei trasporti, "confermata dalle recenti operazioni di polizia nel commercio dell'ortofrutta, il cui prezzo triplica dal campo alla tavola per effetto delle strozzature e anomalie lungo la filiera".  Per effetto del blocco dei tir, ricorda Coldiretti, tonnellate di frutta e verdura stanno marcendo nei campi, mentre si sta buttando il latte. Oltre al disagio per i consumatori, la protesta sta causando danni per milioni di euro ai produttori, che rischiano inoltre di perdere numerosi accordi commerciali.
Per questo l'associazione ribadisce l'esigenza di una soluzione che possa garantire lo svolgimento del lavoro.

Si inasprisce in Sicilia la protesta degli autotrasportatori: anche oggi si sono registrati blocchi di arterie stradali. Cancelli di nuovo bloccati nel petrolchimico di Gela, con 'Forconi' e autotrasportatori che non hanno consentito il passaggio né ai lavoratori turnisti né ai giornalieri. Ad Enna, un camion che tentava di forzare il blocco dei camionisti che hanno aderito allo sciopero in corso è salito con la ruota sul piede di uno dei manifestanti. Una ventina i blocchi in provincia di Catania.

Il Codacons ha istituito un 'Comitato vittime dello sciopero di Forza d'urto', presieduto segretario nazionale Francesco Tanasi, che ha reso noto che al termine del blocco l'associazione ''avviera' azioni legali in favore di tutte le vittime dello sciopero che abbiano, a vario titolo, subito dei danni in questi giorni e che decideranno di aderire al comitato''. ''Il blocco totale della Sicilia e delle attivita' commerciali isolane continua - afferma Tanasi - e al quarto giorno non c'e' piu' benzina e anche i beni di prima necessita' non sono piu' facilmente disponibili o sono aumentati molto di prezzo''.

''I danni all'economia dell'Isola - aggiunge - sono davvero incalcolabili: interi camion di derrate alimentari andate a male, frutta e verdura inservibili, negozi chiusi perche' i gestori hanno i serbatoi delle auto vuoti, uffici deserti perché gli impiegati sono stati bloccati nei punti chiave del traffico''. ''Lungi dall'aver procurato benefici di qualunque genere alla Sicilia e ai siciliani - conclude Tanasi - questo blocco causa invece danni enormi a tutti''.

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