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Martedì, 01 Dicembre 2020

L'8 settembre della politica

Nell’ambito della politica, dopo Monti, “nulla sarà come prima”, ha scritto sul Corriere Ernesto Galli della Loggia. Affermazione indiscutibile, la cui portata è però ancora tutta da precisare, sulla base ovviamente degli avvenimenti prossimi venturi. Quello che è certo è che la classe politica nel suo complesso (la maggioranza non governando, l’opposizione non esprimendo alternative credibili) si è dimostrata inadeguata rispetto alle difficoltà del Paese, abdicando alle proprie responsabilità nel momento del maggior pericolo: proprio uno di quei momenti durante i quali una vera leadership, come la storia ha più volte mostrato, prende saldamente in mano il timone guidando la barca-paese fuori della tempesta. Insomma un altro 8 settembre, questa volta della politica.
Di fronte a questa svolta, difficile delineare il futuro. Si è parlato di rifondazione della politica e dei partiti, di riforme elettorali e costituzionali, ma sembrano pii desideri piuttosto che prospettive concrete. Quando il re è nudo, è difficile, se non impossibile, regnare. E oggi la politica è nuda. Ma senza politica non c’è democrazia. Inoltre i tempi sono stretti perché la crisi è profonda. Insomma, un’emergenza vera della quale è importante che si prenda coscienza collettivamente, perché se è vero che nulla sarà come prima, quello che sarà è tutto da scrivere e non ci sono maestri all’orizzonte.
Aldo Giovanni Ricci
Università Marconi Roma
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