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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Cosentino, la Camera autorizza l'arresto

La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha votato a favore dell' arresto di Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario del Pdl accusato dai magistrati campani di essere il 'referente politico del clan dei Casalesi'.

In Giunta 11 deputati hanno votato contro la relazione di Maurizio Paniz che proponeva il 'no' all'arresto di Nicola Cosentino, mentre in 10 hanno votato 'si'. 'Sconfitta' la linea di Paniz, é stato nominato un nuovo relatore di maggioranza: Marilena Samperi, capogruppo del Pd in Giunta.

Relatore di 'minoranza' è stata nominata invece Jole Santelli. Il radicale Maurizio Turco ha votato insieme al Pdl contro l'arresto di Nicola Cosentino e dunque a favore della relazione di Paniz. I due deputati leghisti Luca Paolini e Livio Follegot hanno detto 'si', invece, alle manette per il coordinatore del Pdl in Campania, così come annunciato ieri da Roberto Maroni.

"Sono soddisfatto perché la decisione è stata presa con senso di responsabilità e con grande serenità". Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, Pierluigi Castagnetti, commenta così il 'si'' all'arresto di Nicola Cosentino. "La maggioranza della Giunta - aggiunge Castagnetti - ha ravvisato come non ci sia stato 'fumus persecutionis'" contro il coordinatore del Pdl in Campania.

L'Aula di Montecitorio dovrebbe poi dire la sua, in via definitiva, giovedi' prossimo. In Aula non si attendono particolari capovolgimenti anche in caso di voto segreto che "naturalmente verrà chiesto", come si assicura nel Pdl. I calcoli non sono complicatissimi: 206 del Pd (anche se resta l'incognita Radicali); 21 dell'Idv; 59 della Lega; 26 di Fli; 6 dell'Api; 38 Udc. Se solo questi deputati votassero sì, si arriverebbe a quota 356 superando così la maggioranza assoluta. Senza contare poi che potrebbero 'confluire' anche i voti delle minoranze linguistiche e di singoli parlamentari come, ad esempio, Giorgio La Malfa. In più, si fa notare nel centrosinistra, sarebbe davvero "complesso" per Maroni se un' "ampia" percentuale di leghisti decidesse in Aula, complice il voto segreto, di 'disobbedire' alle indicazioni dei vertici di Via Bellerio. Per l'ex ministro sarebbe "uno smacco non facilissimo da spiegare...".

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