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Venerdì, 21 Gennaio 2022

Stangata sulle pensioni

La riforma delle pensioni ha un ''respiro di lungo termine'' in modo che gli italiani non ne debbano avere altre nei prossimi anni. Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero nel corso di una audizione alla Camera. Fornero ha sottolineato come il blocco della rivalutazione delle pensioni in essere superiori a due volte il minimo rispetto all'inflazione per i prossimi due anni sia una medicina ''amara'' ma come questo sia ''il riflesso della difficolta' finanziaria''.

Dal 2018 non dovrebbe' piu' essere possibile andare in pensione anticipata rispetto all'eta' di vecchiaia, ha aggiunto il ministro spiegando che in quella data dovrebbe concludersi la transizione e non dovrebbe piu' essere possibile andare in pensione di anzianita'. ''Nel 2018 - ha detto Fornero conversando con i giornalisti al termine dell'audizione - le pensioni di anzianita' non saranno ghigliottinate. Pero' vanno a morire. Quando ci sara' solo il sistema contributivo varra' solo l'eta' minima per l'accesso al pensionamento''. Sul testo del decreto della manovra correttiva ''non c'e' una norma di legge per la quale le pensioni di anzianita' scompariranno'' ma questa sara' una naturale conseguenza della riforma. La riforma prevede che si possa uscire in anticipo rispetto all'eta' di vecchiaia con almeno 42 anni e un mese di contributi se uomo e 41 se donna La riforma della previdenza e' stata la parte ''piu' facile'' del lavoro mentre quella piu' difficile sara' la riforma del mercato del lavoro che e' il pezzo mancante e sorregge questo impianto. Un mercato del lavoro piu' flessibile - ha spiegato- ha bisogno di ammortizzatori sociali. Questo richiede risorse. Dobbiamo puntare alla crescita''. La riforma punta tutto, e fallira' se non sara' cosi', su un nuovo mercato del lavoro che funziona bene e che da' occupazione a un maggior numero di persone, ha concluso.

Le lavoratrici autonome andranno in pensione di vecchiaia a 63 anni e sei mesi a partire dal 2012. Lo prevede il testo definitivo della manovra correttiva del Governo. Le lavoratrici autonome vanno un anno e mezzo piu' tardi delle dipendenti che andranno a 62 anni nel 2012.

Per disincentivare i lavoratori rispetto alla decisione di andare in pensione in anticipo rispetto all'eta' di vecchiaia il Governo ha previsto a partire dal 2012 una penalizzazione del 2% sulla quota retributiva per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni. Lo si legge nel testo definitivo della manovra correttiva approvata dal Governo. Possono andare in pensione anticipata rispetto all'eta' di vecchiaia gli uomini che dal 2012 avranno almeno 42 anni e un mese di contributi e le donne che hanno accumulato sempre a partire dal 2012 almeno 41 anni e un mese di contributi.

L'eta' necessaria ad andare in pensione di vecchiaia per le donne dipendenti del settore privato sara' di 62 anni nel 2012 per poi passare a 63 anni e mezzo dal primo gennaio 2014 e a 65 anni il primo gennaio 2016. E' quanto prevede il testo definitivo della manovra correttiva del Governo. Il requisito di eta' per la pensione di vecchiaia delle donne dipendenti passa a 66 anni nel 2018, lo stesso requisito degli uomini e delle donne dipendenti pubbliche. Per le lavoratrici autonome la pensione di vecchiaia si otterra' a 63 anni e mezzo nel 2012, a 64 anni e mezzo a partire dal 2014, a 65 anni e mezzo nel 2016 e a 66 anni nel 2018

Per i nati del 1952 il compleanno dei 60 anni rischia di essere molto amaro: e' questa, infatti, la classe piu' penalizzata dalla riforma delle pensioni con un posticipo della pensione che rischia di arrivare fino a cinque anni rispetto ai piu' fortunati nati nel 1951, magari pochi giorni prima. E anche per questi ultimi l'uscita in tempi brevi verso la pensione dipende dagli anni di lavoro fatti (e' salvato chi lavora almeno dal 1975 e ha raggiunto i 36 anni di contributi nel 2011 mentre dovra' lavorare ancora a lungo chi ha cominciato nel 1976).

Ecco in sintesi alcuni esempi di persone che potrebbero uscire o, al contrario, restare bloccate dalla riforma annunciata (per gli uomini 66 anni di eta' per la vecchiaia, 42 anni di contributi per la pensione anticipata, per le donne 66 anni per la vecchiaia dal 2018, 41 anni di contributi per la pensione anticipata).

UOMO NATO NEL 1952, CINQUE ANNI DI LAVORO IN PIU', ESCE NEL 2018: compie 60 anni a gennaio del 2012, lavora dal 1976, sperava di andare in pensione di anzianita' a gennaio 2013, una volta raggiunti i 60 anni e i 36 di contributi e attesa la finestra mobile di 12 mesi. Viene bloccato dall'abolizione delle quote e l'innalzamento dei requisiti per l'anzianita', potra' lasciare il lavoro solo nel 2018 quando avra' 66 anni di eta' e 42 di contributi.

UOMO NATO NEL 1951, LAVORA DA DIPENDENTE DAL 1975, RIESCE A USCIRE NEL 2012: Nato a dicembre del '51, nel 2011 compie 60 anni di eta' e 36 di contributi riesce quindi ad andare in pensione con i requisiti attuali, una volta attesi i 12 mesi di finestra mobile, a dicembre 2012 quando avra' 61 anni di eta'. Avra' la pensione calcolata interamente con il metodo retributivo (requisiti raggiunti entro il 2011).

UOMO NATO NEL 1951, LAVORA DA DIPENDENTE DAL 1976, USCIRA' NEL 2017: ha compito 60 anni ma non i 36 di contributi necessari a raggiungere la quota 96 entro il 2011. Sperava di uscire nel 2013 (una volta raggiunti i requisiti nel 2012 e attesa la finestra mobile) ma dovra' attendere il 2017 quando avra' 66 anni di eta' e il diritto alla pensione di vecchiaia. La sua pensione sara' calcolata con il retributivo fino al 2011 e con il contributivo tra il 2012 e il 2017.

DONNA NATA NEL 1951, LAVORA NEL PRIVATO ESCE NEL 2012: va in pensione di vecchiaia nel 2012 una volta raggiunti 60 anni di eta' e decorsi i 12 mesi di finestra mobile.

DONNA NATA NEL 1951, LAVORA NEL PUBBLICO: ESCE NEL 2017: va in pensione di vecchiaia a 66 anni poiche' dal 2012 il requisito per la vecchiaia passa da 61 (piu' 12 mesi di finestra mobile) a 66. A meno che non abbia 41 anni di contributi e quindi abbia cominciato a lavorare prima del 1976.

DONNA NATA NEL 1952, LAVORA NEL PRIVATO: VA NEL 2015: dal 2012 il requisito per le pensioni delle donne sale a 62 anni ma dovrebbe salire di un ulteriore anno nel 2014. A meno che non abbia cominciato a lavorare prima del 1974 e abbia quindi 41 anni di contributi prima del 2015.

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