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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Golpe “tecnocratico” di Francia e Germania in attesa del 2013

Spiegare l'attuale crisi politica è d'obbligo verso il nostro popolo che percepisce che le cose non sono proprio quelle che vogliono farci bere.

L'angoscia delle gente fa il paio con la forzata tranquillità con cui ci vogliono imbonire i giornali di regime, i quali, dopo averci fatto tremare da un anno a questa parte, con le notizie sui crolli in borsa e gli aumenti dello spread, oggi in pendenza della medesima situazione finanziaria che c'era anche con Berlusconi, ci dicono che tutto è a posto.

La stampa francese e tedesca, ha salutato con estremo favore ed enfasi la nomina del prof. Monti; visto che sono stati loro a generare la crisi, ciò non ci deve lasciare tranquilli.

Anche la presidenza americana sembra aver avuto un ruolo affatto secondario nella guerra finanziaria contro l'Italia. Il Presidente Obama, ormai universalmente riconosciuto inadeguato a governare la più grande potenza al mondo, ha voluto scaricare i problemi politici “made in Usa” su un capro espiatorio ben identificato, l’Italia di Silvio Berlusconi.   Il quale, da almeno un anno, era isolato a livello internazionale.

Mentre, infatti, il precedente governo Berlusconi (cioè la legislatura 2001/2006), quanto ad alleanze era fortissimo potendo godere della protezione degli USA di George W. Bush e dell'amicizia del Regno Unito di Tony Blair e della Russia di Vladimir Putin, oggi la credibilità e il peso internazionale del presidente Silvio Berlusconi sono venuti meno, potendo contare,   sull'amicizia del solo Presidente russo. E' evidente che da quando i rapporti di forza sono mutati, negli Usa come in Europa, la posizione di Berlusconi si è completamente rovesciata e a nulla sono valse le schiaccianti vittorie elettorali alle politiche del 2008 e alle europee del 2009.

Ma attenzione ! Da qui a pochi mesi lo scenario politico internazionale, muterà di nuovo visto che sia Sarkozy che Obama, in preda all'inadeguatezza dimostrata ultimamente, patiranno un pesante insuccesso elettorale.

Anche la Cancelliera Merkel ha dimostrato un egoismo assurdo e una totale miopia in politica estera (specie sulla questione della crisi greca) motivo per cui, probabilmente, anche lei perderà le elezioni in Germania.

Insomma, il prossimo anno sarà delicatissimo e non è da escludere, che gli artefici della fine anticipata del governo Berlusconi, abbiano convenuto, di condurre un’operazione politico-economica contro il nostro Paese, al fine di accaparrarsi le nostre aziende più strategiche e scaricare su di noi le loro difficoltà.

D'altronde le prove generali sono state fatte con la guerra in Libia che ci è costata la quasi certa perdita delle commesse petrolifere.

Adesso potrebbe toccare all'ENI (e non solo). Attualmente   il 30% dell'ENI è in mano allo Stato Italiano. Un altro 20% lo possiedono gli investitori anglo-ebraici-statunitensi che tirano le fila del mercato globale e ci vuole davvero poco a far cadere la nostra società petrolifera, che è tra le più importanti al mondo, in mani straniere.

Oggi l'italiano medio è impaurito e smarrito, dinanzi a questo “fenomeno” che non conosceva e che è costretto a subire.

E'da tempo che sosteniamo che le guerre oggi non sono più militari ma finanziarie, (per chi ha voglia consigliamo la lettura del libro "Guerre senza limiti", Libreria Editrice Goriziana, Gorizia 2001, scritto da due colonnelli dell'esercito cinese). Ma sempre guerre sono e come tali producono impoverimenti.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, scriveva Dante sette secoli or sono e mai parole furono più adatte a rappresentare quanto ci apprestiamo a vivere oggi.

Per il solo fatto che al governo del Paese siano state catapultate persone serie, non deve farci abbassare la guardia, quasi fossero, sommi sacerdoti il cui operato non possa essere mai contraddetto o messo in discussione.

La conoscenza degli accadimenti di questo ultimo periodo, certamente tra i più difficili per la nostra democrazia, rappresenta il primo passo per capire e agire.

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