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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

Il golpe dei banchieri

napolitano e monti il gatto e la volpe.

 

La sarabanda di sabato scorso organizzata dalla sinistra contro il nemico-tiranno Berlusconi, quando stava per arrendersi, e gettare la spugna, andando a rassegnare le dimissioni al Quirinale, per un attimo mi ha ricordato la scena delle Cronache di Narnia, quando il re Aslan, si consegnava tra gli scherni agli sgherri della perfida Strega Bianca Jadis, per poi essere immolato sulla Tavola Bianca. Certo Berlusconi non è Aslan come lo intendeva il grande romanziere inglese C.S. Lewis, lo ho anche scritto, il mio ideale capo di Stato è il beato Carlo d'Asburgo, però tra Vendola e Berlusconi, so chi devo scegliere senza esitazioni. Per la Sinistra, il Terzo Polo, Casini, Fini e Co e forse anche per tutti quei deputati di prima nomina che devono salvare il proprio vitalizio fino alla fine legislatura, un governo Monti fa comodo, ma è importante in questo momento ricordare alcune cose, per comprendere meglio cosa sta succedendo. E come altre volte occorre un po' di pazienza per seguirmi.

“Una volta i Golpe li facevano, o li tentavano, i militari. Oggi li fanno i banchieri”, scrive Gaiani su labussolaquotidiana.it. In tutto questo caos l'unico elemento chiaro è che stiamo assistendo al crollo della democrazia, cioè della legittimità dei governi eletti dai popoli di guidare alcuni Paesi. E questo sembra più chiaro proprio in questi giorni.“L’obiettivo di mesi e mesi di feroci attacchi mediatici alla "casta" politica. Intendiamoci. La classe politica è indifendibile e non brilla per parsimonia, capacità e competenza ma benché i suoi difetti siano noti da tempo solo recentemente attaccarla è diventato lo sport nazionale più diffuso. Le ragioni di questo assedio alla legittimità dei (pur spesso impresentabili) rappresentanti del popolo sembrano più chiare oggi alla luce di quanto sta accadendo in Grecia e in Italia dove governi di espressione politica diversa (Centrodestra a Roma, Centrosinistra ad Atene) vengono fatti crollare e rimpiazzati dal direttorio politico-economico franco-tedesco composto da esponenti della grande finanza e della burocrazia dell'Unione Europea”.

Tra l'altro è paradossale che a“ sostenere questa espropriazione del popolo – scrive Riccardo Cascioli - siano proprio quelli che in questi anni si sono battuti per il ritorno delle preferenze nel sistema elettorale. A cosa serve dare la preferenza se poi tanto la legittimità di un governo sarà decisa altrove?”
La classe politica italiana ha gravi colpe, soprattutto l'opposizione, non solo ha consentito questa nuova forma d’invasione straniera ma, forse, di esserne in qualche modo complice. Le opposizioni e parte della stessa ex maggioranza non hanno fatto altro che ripetere che l’Europa (parola pronunciata sempre con tono solenne, come faceva Romano Prodi quando ci fece entrare nell’euro a suon di tasse) voleva le dimissioni di Silvio Berlusconi. Nessuno che abbia avuto il coraggio di rispondere che i governi italiani vengono fatti cadere dagli elettori italiani, non dalle banche, dagli speculatori e dai burocrati di Bruxelles. Invece sono tutti in ginocchio davanti a loro, divinità supreme capaci di cooptare le massime istituzioni del Paese, leader politici e opinionisti. Nella migliore tradizione italiana, già nei secoli scorsi ci siamo divisi nel sostenere gli interessi stranieri in casa nostra fedeli al motto "Franza o Spagna purché se magna". ( Gianandrea Gaiani, Il Golpe dei banchieri, 11.11.11 Labussolaquotidiana.it).

In questo momento è importante ricordare chechi ci impone regole, governi e programmi economici non brilla per competenza e autorevolezza. Però pretende che il governo italiano cada e si svenda tutto perché "lo vuole l’Europa, lo vogliono i mercati". Entità sovranazionali, quasi mistiche sull’altare delle quali dovremmo sacrificare la nostra certo imperfetta democrazia? Giova ricordare che la costruzione dell’Europa non ha mai avuto molto a che fare con il consenso popolare. Nessuno ha mai chiesto agli italiani e a molti altri popoli del Vecchio continente se volessero o meno l’adesione all’Unione o all’euro. La Ue non è riuscita neppure ad avere uno straccio di Costituzione poiché quella messa a punto è stara bocciata negli unici due referendum indetti in Olanda e Francia. Poco amate dagli elettori europei (che eleggono i parlamentari nazionali da inviare a Strasburgo ma non i membri della Commissione) le elefantiache e costosissime caste che guidano la Ue e la Bce detestano referendum e suffragi popolari”. (Ibidem)

Infatti appena la Grecia ha "osato" proporre un referendum per chiedere ai cittadini se volevano i sacrifici per restare nell’euro o se preferivano lasciare l’allegra combriccola. “È stato "fucilato" simbolicamente da Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, quest’ultimo lo ha anche insultato in un fuori onda forse casuale o forse no. Pochi giorni dopo il premier greco è stato costretto a dimettersi dalla defezione (casuale?) di quattro deputati del suo partito e a guidare il nuovo governo (ovviamente tecnico) è stato chiamato un banchiere, Lucas Demetrios Papademos, ex governatore della Banca Centrale greca ed ex numero due della Bce. Dovrà gestire un programma di austerity nel quale ai tagli sociali si affiancheranno privatizzazioni, vendita di imprese e persino di isole. Merce in saldo con le borse (e i debiti pubblici) di oggi. Ottimi affari in vista per la grande finanza, i grandi investitori, gli speculatori e i grandi gruppi internazionali, soprattutto quelli franco-tedeschi perché le banche di Parigi e Berlino detengono buona parte del debito greco”.

E l'Italia?Nonostante rappresenti l’ottava potenza economica mondiale non viene trattata meglio. Anche Berlusconi ha avuto i suoi "traditori" e i suoi "avvertimenti". Come l’attacco borsistico a Mediaset (meno 12% in un sol giorno) che ha "consigliato" il premier di ritirare l’idea di posticipare le dimissioni e ad appoggiare la candidatura di Monti, nominato poche ore dopo senatore a vita dal Quirinale.

Ma perchè questo accanimento contro l'Italia? Per colpa di Berlusconi? No. Noi per l'alta finanza siamo un boccone più appetibile di quello ellenico. “I francesi forse non sono riusciti a prendersi i nostri ricchi contratti in Libia per ottenere i quali hanno scatenato la guerra più stupida della storia ma contano ora di potersi comprare a prezzi di saldo le nostre migliori aziende. Il governo tecnico dovrà privatizzare in tempi rapidi i beni dello Stato, cioè svendere i "gioielli di famiglia" ai nuovi lanzichenecchi e ai Brenno del XXI secolo. Che non vedono l’ora di acquistare per un tozzo di pane quote e società di Eni, Finmeccanica, banche e altri gruppi fino a oggi temibili concorrenti per quei Paesi che solo chi è in affari con loro può continuare a chiamare partner”.

Hanno detto che andare alle elezioni ora sarebbe stato disastroso, ma in tutta Europa si è votato, ha detto Ferrara a Radio Londra.“E se per caso“queste condizioni” si ripetessero alla fine naturale della legislatura, cosa si farebbe, si sospenderebbero le elezioni fino a nuovo ordine?”
Tra l'altro scrive su Legnostorto.it, Bartolomeo Di Monaco: “Non è assolutamente vero che l’annuncio delle elezioni avrebbe allarmato i mercati. È una balla sesquipedale. Infatti, essi sanno benissimo che Berlusconi non avrebbe potuto ricandidarsi: lui stesso lo aveva annunciato più volte, rendendosi conto che il suo tempo stava tramontando. Inoltre, tutti i sondaggi davano e danno ancora oggi come vincente alle prossime elezioni l’opposizione guidata da Bersani. Quindi, i mercati, ma è meglio dire i poteri forti, tanto con il governo Monti, quanto con le nuove elezioni avrebbero raggiunto ugualmente lo scopo”. (A Berlusconi è mancato il coraggio, 13,11.11)

E' interessante cosa scrive perfino Marco Travaglio sulle dimissioni di Berlusconi, “Non sono stati gl’italiani a cacciare il Caimano (tanto meno Bersani, sebbene lui, ma solo lui, sia convinto del contrario), ma la Bce, l’Ue, l’asse Merkel-Sarkozy, i mercati e la stampa estera che ha visto quel che accadeva in Italia con dieci anni d’anticipo sui bradipi del Corriere e del Sole 24 Ore. Fosse stato per la classe dirigente italiota, ce lo saremmo tenuto altri vent’anni - e continua -La prima Liberazione, nel ’45, avvenne grazie alle truppe anglo-americane con qualche migliaio di partigiani. La seconda avviene grazie alle truppe franco-tedesche con qualche Carlucci e Pomicino di complemento. Dunque è soprattutto ai liberatori stranieri che il governo Monti piace e deve piacere” .

Inoltre, e concludo, ma ritornerò sul tema, è falsa l'idea che un governo tecnico sia sostanzialmente neutro, al di sopra delle parti. Benedetto XVI ha svelato perfettamente questa menzogna nell’enciclica Caritas in Veritate: anche il tecnico - in questo caso l’economista o il finanziere – ha sempre una visione del mondo e dell’uomo che ne ispira le scelte. Prova ne è che gli stessi economisti hanno idee diverse sulla crisi e su come uscirne. Né “tecnico”, soprattutto in economia, vuol dire conoscenza esatta della materia: nessun economista aveva previsto la grave crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti, che ha poi contagiato l’Europa. E nessun economista della Lehman Brothers aveva previsto il ciclone che stava per travolgerla. Per non parlare del premier in pectore Mario Monti, che tempo fa all'Infedele raccontava dello straordinario successo dell'Euro di cui la Grecia è l'esempio più evidente.

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