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Giovedì, 13 Agosto 2020

Oggi la lista dei ministri

Seconda e ultima giornata di consultazioni per Mario Monti. Il presidente del Consiglio incaricato riceve a Palazzo Giustiniani le delegazioni dei due principali partiti presenti in parlamento, il Pd e il Pdl. Il segretario del Pd: "A Monti niente limiti di tempo". Poi gli chiede di cambiare legge elettorale e Costituzione. Alfano apre: "Stiamo lavorando come auspicato da Berlusconi per il bene dell’Italia e nell’interesse nazionale"
Giornata al cardiopalma per le Borse del Vecchio Continente. Giù tutti listini, poi la ripresa. Male anche i rendimenti dei tassi decennali dei titoli di Stato francesi
Contatti tra Pdl e Terzo Polo per una tregua. Ma Bocchino: "Costruiamo un'alleanza col Pd e candidiamo Monti".
Il Pdl: "Giocano allo sfascio"
Dopo essere stato osannato dalla Lega, adesso Tremonti vuole iscriversi al partito. Ma incassa il "niet" dei Colonnelli. Motivo: i tagli che ha fatto...intanto ...
Dopo un'ora e mezza Mario Monti ha lasciato il Quirinale, intorno alle 15.00. Un incontro, quello con il Capo dello Stato, che è servito per fare il punto durante l'ultimo giorno di consultazioni per Monti. A quanto si apprende, da ambienti del Quirinale, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è intrattenuto a colazione con il Presidente del Consiglio incaricato.
Un incontro dopo una mattinata in cui Monti ha incontrato la delegazione del Partito democratico formata dal segretario Pier Luigi Bersani e dai capigruppo Anna Finocchiaro e Dario Franceschini.

 

"E' stato un incontro molto positivo e mi pare che la pratica sia ben avviata", ha detto Pierluigi Bersani al termine dell'incontro confermando al Professore "il pieno e convinto sostegno allo sforzo e al tentativo di Monti". "C'è stato uno scambio di idee sui temi programmatici e da parte nostra è arrivata la conferma al sostegno di un governo di autorevole caratura tecnica, non per sostenere meno ma per sostenere meglio. E consegniamo alla politica e ai gruppi parlamentari il sostegno convinto e l'organizzazione di un percorso per qualche urgente riforma". Bersani, che afferma di "non aver messo termini al governo", cita la riforma elettorale, la riduzione dei parlamentari, le riforme istituzionali, "oltre a quei provvedimenti per affrontare l'emergenza economica". "Abbiamo incoraggiato Monti a proseguire con determinazione e rapidità senza porre termini temporali al governo", ha detto Bersani.

 

Ma dal Pd viene subito smentita l'indiscrezione che vedeva un sì a Letta e Amato nel governo da parte di Bersani. A un certo punto infatti erano circolate voci su un presunto cedimento del Pd sul 'tandem' Gianni Letta-Giuliano Amato. Voci su cui è partita subito la smentita ufficiale. Tuttavia, c'è chi dice che le cose non sono così chiuse come sembra. Del resto, gia' nei giorni scorsi, quando si ipotizzava una 'cabina di regia' politica targata Letta-Amato più di un dirigente democratico (non della stretta cerchia del segretario Bersani, per la precisione) faceva sapere che il Pd alla fine avrebbe potuto dire si'. Insomma, ci sarebbero sensibilità diverse sulla questione tra le varie componenti del partito. Al momento, comunque, c'è la smentita ufficiale al ticket Letta-Amato. Ma la situazione, è evidente, è in piena evoluzione.

 

"Un tentativo destinato a un buon esito", ha detto dal canto suo il segretario del Pdl, Angelino Alfano, dopo le consultazioni. "Abbiamo parlato di tutto e ribadito che gli impegni assunti con l'Unione europea sono il caposaldo del nostro impegno programmatico" a sostegno del governo Monti, ha poi aggiunto. Poco prima il Pdl si era scagliato contro Fli. "Se queste sono le basi diciamo con chiarezza che il tentativo Monti viene messo irresponsabilmente a rischio'', aveva affermato il portavoce Daniele Capezzone in merito all'ipotesi avanzata da Italo Bocchino di una ''futura candidatura'' di Monti a guida di una coalizione Pd-Terzo polo. ''Quando manca meno di un'ora all'incontro con il presidente incaricato Mario Monti della delegazione del Popolo della libertà, che è seriamente impegnato a giungere a una soluzione positiva della crisi, constatiamo che il vicepresidente di Fli Bocchino ha dichiarato al 'Corriere della Sera' che esisterebbe l'intenzione di una candidatura elettorale Monti come guida di una coalizione Pd-Terzo Polo'', dice Capezzone. ''Se queste sono le basi e le intenzioni politiche, diciamo con chiarezza che il tentativo Monti viene messo irresponsabilmente a rischio. La posizione del Popolo della Libertà è dunque netta: mentre il Capo dello Stato cerca di condurre in porto una delicata intesa politica, mentre il Pdl e il centrodestra hanno agito e agiscono con massima responsabilità, c'è, di tutta evidenza, chi gioca allo sfascio'', conclude.

 

Nel pomeriggio Monti incontra le parti sociali (Confindustria - R.ETE. Imprese Italia - Alleanza delle Cooperative - Copagri - Confprofessioni - Cia - Confapi - Forum terzo settore - Abi - Ania - Coldiretti - Confagricoltura - Cgil - Cisl - Uil - Ugl - Confsal - Silpa) e la rappresentanza della Rete Nazionale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità e alle 17.30 rappresentanza del Forum nazionale dei giovani. Dal mondo delle imprese arriverà "un forte e convinto sostegno al presidente incaricato che dovrà essere rapido per formare un governo autorevole", anticipano Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative al termine di un 'vertice' prima di recarsi dal premier incaricato
Giornata al cardiopalma per le Borse europee. Dopo una mattinata di ribassi generalizzati, i principali listini europei migliorano di qualche frazione dopo l’avvio di Wall Street incerto, ma comunque superiore alle previsioni: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cede circa un punto percentuale

Milano si conferma la piazza azionaria meno pessimista, soprattutto grazie al via libera da parte dei partiti maggiori al governo Monti e Londra non soffre troppo grazie alla sterlina che la tiene per ora fuori dalla crisi dei debiti sovrani dell’area euro. Scivola invece di quattro punti percentuali la Borsa di Atene ed è debole anche Parigi, che sta soffrendo un forte attacco ai titoli di Stato francesi. Sono comunque sempre i bond italiani quelli più sotto pressione (+27 punti base per i decennali, segno che, con la Borsa che cerca un recupero, la crisi italiana rimane strutturale), seguiti da quelli francesi (+24 basis point) e dai titoli spagnoli (+18 punti).

Dopo una mattina pesantissima segnata dalla continua corsa dello spread tra Btp e e Bund, migliora Piazza Affari anche se il Ftse Mib resta in calo, frenato da Finmeccanica (-16,54%) e Unicredit (-4,78%). Accelera Ubi Banca (+1,28%) dopo i conti trimestrali, e Mediolanum (+2,39%), favorita dalla raccomandazione hold di Banca Akros. Eni guadagna lo 0,32%, Parmalat l’1% e Ansaldo Sts l’1,27%. Bene anche Enel Green Power (+1,46%), Campari (+0,94%) e Banco Popolare (+0,3%), mentre intesa Sanpaolo riduce il calo allo 0,8%. Sulla piazza milanese Finmeccanica, più volte sospesa con un calo teorico del 15%, sconta l’annuncio che nel 2011 non ci sarà dividendo e il taglio dei ricavi. Tra il 2010 e il 2012 gli investimenti del gruppo guidato da Giuseppe Orsi verranno ridotti a 3,4 miliardi rispetto ai 3,6 previsti. Ci sarà anche un calo dei costi di struttura generali e amministrativi. Entro fine 2012, inoltre, Finmeccanica procederà a cedere attività per un valore di un miliardo in modo da ridurre l’indebitamento.

A preoccupare l'Italia e il premier incaricato Mario Monti non sono tanto i segni negativi su Piazza Affari quanto lo spread che continua, inarrestabile, nella sua corsa. Il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi è a quota 515 punti dopo aver sfiorato i 531. Secondo Bloomberg, in mattinata, i rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni dell’Italia erano tornati a superare la soglia da allarme rosso del 7%.

La stessa preoccupazione sempra iniziare a toccare anche l'Eliseo. Lo spread tra i rendimenti dei tassi decennali dei titoli di Stato francesi e quelli tedeschi ha aggiornato il nuovo massimo da quando esiste l'Eurozona a 182 punti base, a conferma delle forti tensioni sui rendimenti francesi. I rendimenti dei titoli decennali francesi sono al 3,5%, il massimo dal maggio 2011. La Spagna si mantiene oltre i 450 punti.

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