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Domenica, 18 Aprile 2021

Italia-Grecia, due premier in bilico

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi arriva oggi al G20 di Cannes senza un decreto legge, ma con un maxiemendamento al ddl di stabilità che recepisce le misure indicate nella lettera alla Ue.

Ed è gelo col ministro dell'Economia Giulio Tremonti, concorde con Napolitano, sulla inefficacia del decreto.

Intanto, all'indomani del pressing Sarkozy-Merkel, il premier greco Papandreou perde la maggioranza, dopo lo stop agli aiuti Ue e dell'Fmi, mentre si allontana la prospettiva del referendum, cui è contrario anche il ministro delle Finanze Venizelos

"No a giochini di palazzo e ribaltoni". Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, dopo essere stato ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato, ribadisce la volontà e la convinzione del governo di andare avanti perché, dice, "abbiamo i numeri". E comunque: "O avanti fino al 2013 o chiederemo il voto". Stessa linea di Bossi. Napolitano: "Valuteremo sulla base delle attività del Parlamento". Intanto il maxi-emendamento alla legge di stabilità arriverà lunedì pomeriggio in Commissione Bilancio al Senato
Il Consiglio direttivo della Bce presieduto per la prima volta da Mario Draghi ha deciso di abbassare i tassi al 1,25%. La Bce ha portato in calo anche il tasso marginale che passa dal 2,25% al 2.00% e quello sui depositi che scende dallo 0,75% allo 0.50%.

Il colloquio è amichevole, ma anche franco e in qualche momento persino brusco. L’incontro è sereno e pure fattivo, però alla fine non molto producente. No, almeno a soppesare gli aggettivi che trapelano, non è davvero una simpatica rimpatriata tra compagni da partito quella che in serata si svolge nell’ufficio di Giorgio Napolitano. A rapporto c’è l’intero stato maggiore democrat. Sono saliti addirittura in cinque, Bersani, Letta, Bindi, Finocchiaro e Franceschini, e tutti e cinque si sentono rivolgere un’unica domanda-chiave: fino a che punto si spinge il vostro senso di responsabilità? «Caro presidente - risponde il segretario del Pd - finché Berlusconi resta al suo posto, ogni misura sarà inutile». Ma se Bersani spera che sia il Quirinale a licenziare il Cav, ha sbagliato i conti: «Nessuno mi chieda un intervento. Io registro i fatti e le posizioni».
Alla fine della prima giornata di consultazioni «informali», il capo dello Stato può quindi mettere agli atti, con la chiusura del Partito democratico, il fallimento sostanziale del piano A, e cioè una moral suasion come ad agosto per trovare un’intesa «largamente condivisa» sul piano anticrisi da presentare a Europa e mercati. Non resta che il piano B, che non significa Berlusconi, ma la «verifica delle condizioni di una nuova prospettiva», un altro governo. Anche qui però il Colle ha poco margine. Mentre Bersani nel faccia a faccia fa capire chiaramente che sotto sotto punta alle elezioni, Angelino Alfano, che sarà ricevuto oggi con il Pdl, già dice che «non c’è alternativa a Berlusconi». Su questo punto il negoziato sembra arenato. Per il segretario del Pd «noi siamo pronti, con le nostre proposte, a corrispondere alle esigenze segnale dalla Ue, ma serve prima la discontinuità». Il premier si dimetta, poi, daremo una mano con «le nostre proposte», diverse quindi da quelle adesso sul tappeto che non piacciono ai sindacati. Siamo in alto mare.
Più o meno le stesse cose Napolitano se le sente dire dagli altri leader dell’opposizione consultati. Serve «una «scossa», una «svolta», un «segno per i mercati», dicono quelli del Terzo polo, anche loro saliti in nutrita delegazione: Casini, Rutelli, Cesa, Bocchino e Della Vedova. «L’Italia è un sorvegliato speciale - racconta Casini all’uscita - per il mondo abbiamo due problemi, la mancanza di credibilità del premier e la crisi di un Paese che non cresce. Al capo dello Stato abbiamo espresso la nostra disponibilità a concorrere a una fase politica che risolva questi due problemi».
I centristi si dicono pure disposti a votare il pacchetto chiesto dalla Bce. Ma non lo faranno senza ottenere prima un passo indietro del Cavaliere. Che Napolitano non ha alcuna intenzione di chiedere. Spiega Rutelli: «Il presidente garantirà le regole della nostra democrazia parlamentare», ossia, se il premier cadrà, farà un giro formale di consultazioni per vedere se esiste un’altra maggioranza. Ma non di più: «La svolta - insiste il leader di Api - può scaturire solo da un moto di responsabilità che arrivi dalle fila dell’attuale maggioranza».
Ancora più distante Antonio Di Pietro, rappresentato al Quirinale da Bersani. L’ex pm si aspetta una mossa del presidente: «Chiediamo al capo dello Stato che faccia il possibile perché il presidente del Consiglio venga sfiduciato». E per il dopo, l’Idv «è disponibile a un governo di larghe intese, ma con delle riforme che non facciano della macelleria sociale per far quadrare i conti».
Della maggioranza, l’unica faccia che spunta nello studio di Napolitano è quella di Giulio Tremonti, che resta a lungo e colloquio. Stando alle voci di Montecitorio, anche lui chiede il passo indietro del Cav. Proposta inaccettabile, secondo Angelino Alfano, che sul Colle ci salirà oggi, dopo la Lega, insieme ai capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: «Illustrerò la posizione del partito. In questa legislatura non c’è alternativa al governo Berlusconi». E Cicchitto: «Al capo dello Stato diremo che siamo disponibili a confrontarci con le opposizioni sul merito delle proposte».
E la mediazione del Quirinale si affida proprio a questo ultimo brandello. Dopodiché il piano A sarà archiviato. Napolitano stasera metterà nero su bianco le sue valutazioni dopo questo primo giro di incontri. Ma prima di passare al piano B, c’è sempre la speranza che il Cav riesca a spuntarla ancora una volta.

La Borsa accelera dopo il taglio a sorpresa dei tassi Bce. Dopo la decisione della Bce di abbassare i tassi di riferimento all'1,25% l'euro e' salito ed e' scambiato sul dollaro a 1,3735. Piazza Affari ha allungato ancora il passo e l'indice Ftse Mib sale ora del 4,06%. Tenaris guadagna il 9,37%, Fiat il 7,47%, Finmeccanica avanza del 7,25%, Fiat Industrial e' in rialzo del 6,26%. Tra le banche, Unicredit segna un progresso del 6,59%, Intesa Sanpaolo del 6,92

Continua intanto a salire il differenziale fra i titoli greci a 10 anni e i bund. Alle 12.49 lo spread ha sfondato il tetto psicologico dei 2500 punti toccando i 2.506 per poi ripiegare a 2.501 con i rendimenti al 26,90%. Invece la borsa di Atene resta in forte progresso. L'indice Ftse/Ase 20 alle 12.35 segnava un progresso del 3.13%.

Torna sotto i 450 punti lo spread tra i Btp decennali e il bund tedesco. Al momento e' sceso sotto i 430 punti, portandosi a 426,9. In precedenza lo spread aveva sfondato la soglia dei 460 punti con il titolo decennale che ha raggiunto un rendimento del 6,4%.

Il differenziale fra i titoli di stato greci e i bund tedeschi a dieci anni ha raggiunto un nuovo record storico. Poco prima del consiglio dei ministri convocato d'urgenza da Giorgio Papandreou per questa mattina lo spread fra titoli greci e tedeschi ha toccato i 2.390 punti per poi ripiegare a 2.389 con un rendimento del 25.74%.

L'Erotower traballa. La Grecia ha paura. Dopo la scelta del governo greco di indire un referendum sulla possibilità di restare o meno in Europa, la situazione ad Atene è tutt'altro che tranquilla. Il premier George Papandreou è pronto ad accettare la costituzione di un governo di transizione per portare il Paese alle elezioni anticipate. Diversi deputati socialisti avevano, infatti annunciato che non avrebbero appoggiato la fiducia che si sarebbe dovuta votare domani. Ma il vero problema resta: "La Grecia ha risorse finanziarie solo fino a metà dicembre".

"Leurogruppo vorrebbe che Atene restasse nell’Eurozona, ma non a tutti i costi". Il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker citica il governo greco: "Gli abbiamo fatto notare, senza tuttavia fargli un vero rimprovero, che il suo comportamento è sleale". Secondo Juncker, l'uscita di Atene dalla moneta unica non sarebbe lo "scenario da prediligere" sebbene l'Unione europea debbe prepararsi anche a questa evenienza. "Non possiamo andare avanti in modo permanente sulle questioni greche come se fossimo sulle montagne russe - ha continuato - dobbiamo sapere dove tutto questo porterà". Ad ogni modo Papandreou ha fatto sapere che il referendum porrà alla cittadinanza una domanda secca su se restare o no nell’Eurozona. "L’Eurogruppo però - ha
concluso Juncker - avrebbe voluto essere informato già nei vertici europei precedenti del referendum in programma

Nuovo record per la benzina, che sulla rete Q8 tocca la punta massima di 1,648 euro al litro (1,551 euro al litro per il diesel), secondo la rilevazione di Staffetta quotidiana. Al Sud, sulla base di Quotidiano Energia, la corsa sfiora 1,7 euro al litro (1,694) per la verde e 1,575 euro al litro per il diesel.

Oggi ad aver ritoccato i listini e' TotalErg che ha aumentato di 0,9 centesimi il prezzo del gasolio, portandolo a 1,549 euro al litro. In questi giorni i rincari sulla rete dei carburanti sono stati determinati dall'aumento delle accise scattato per integrare i fondi a favore di Toscana e Liguria colpite dall'alluvione. La media ponderata nazionale dei prezzi della benzina tra i diversi marchi, rileva Staffetta Quotidiana, segna 1,631 euro al litro, mentre quella del gasolio sale a 1,542 euro al litro

Per capire le parole della finanza che segnano le giornate dei mercati dei Paesi europei ecco di seguito le voci piu' frequenti del vocabolario della crisi:

SPREAD: differenziale di rendimento dei titoli di Statodecennali con il Bund tedesco equivalente ed e' il termometrodel rischio Paese percepito dal mercato.

CDS: Credit default swap sono strumenti finanziari derivati che funzionano come un'assicurazione. Chi compra un Cds siimpegna a pagare al venditore un premio in cambio del rimborso,solo in caso di default, del valore dell'obbligazione oggettodell'insolvenza (di solito un titolo di Stato).

EUROBOND: Titoli di Stato comuni, garantiti congiuntamente datutti gli Stati membri.

BUYBACK TITOLI DI STATO: riacquisto dei titoli di Stato daparte del Paese che li ha emessi sul mercato secondario.

DEBT SWAP: prevede di sostituire subito tutte le obbligazionicon altri titoli a piu' lunga scadenza.

DEFAULT SELETTIVO: ristrutturazione di una parte del debitoemesso da un Paese e comporta perdite per i detentori delleobbligazioni.

FONDO EFSF: fondo europeo salva-Stati European FinancialStability Facility, a carattere temporaneo. La dotazioneiniziale era 225 miliardi, ampliata a 440 miliardi.

FONDO ESM: nuovo fondo salva stati permanente dell'Eurozona,l'European Stability Mechanism. Sara' operativo dal primo luglio2013 con una capacita' finanziaria di 500 miliardi di euro.

Non sono mai stato d'accordo con la politica di Di Pietro che la trovo diversa dai miei credo, pero ha ragione da dire "fermate la maceleria sociale", perche a nome delle Banche ..o si fa una politica Europea comune on la Banca Europea dietro garante su tutto, se no tutto inutile....

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