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Sabato, 19 Ottobre 2019

Ultimatum dell'UE all'Italia

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La Commissione europea rinnova all'Italia l'appello ad "un pacchetto complessivo di misure" a sostegno della crescita e "la sua rapida attuazione".
"La Commissione chiede una rapida adozione, seguita da una rigorosa attuazione, del pacchetto per la crescita", ha ribadito Amadeu Altafaj, portavoce del commissario degli Affari economici e monetari, rispondendo ai giornalisti a Bruxelles che gli chiedevano un commento sull'annuncio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi relativo alla riforma delle pensioni. Queste misure, ha elencato il portavoce, riguardano "la riforma del mercato del lavoro, la riforma della giustizia", necessarie per affrontare "le debolezze profondamente radicate dell'economia italiana". All'Italia, serve "un insieme di misure complessivo", ha insistito Altafaj, ricordando che "non è solo una questione di austerità, ma di permettere di rafforzare il potenziale di crescita", che consenta la creazione di posti di lavoro, in particolare per i giovani. "Quello che la Commissione chiede - ha ribadito il portavoce di Olli Rehn - è una rapida adozione, seguita da una rigororosa attuazione, da un calendario e da impegni chiari, di riforme strutturali a sostegno della crescita, di un pacchetto complessivo, e insisto sull'aggettivo complessivo, di misure". Misure che dovrebbero comprendere anche "una migliore qualità della spesa pubblica ed un uso più efficiente dei fondi Ue", ha precisato Altafaj. Dall'Italia, ha detto ancora il portavoce a due giorni dal vertice al quale Berlusconi dovrebbe presentarsi con un pacchetto che sia giudicato soddisfacente da Bruxelles, "aspettiamo conferme con fatti, cifre e dati: non si tratta solo di austerità, ma di liberare l'alto potenziale di crescita dell'Italia, che ha fondamentali molti forti, un chiaro dinamismo come abbiamo visto in passato". Ma, nei mesi scorsi, l'Italia "ha mostrato una crescita più bassa rispetto alla media europea e questo dimostra ancora una volta che servono riforme". "Le autorita' italiane sono impegnate ad un'agenda per la crescita", ha concluso Altafaj, "ma è importante avere chiarezza su tutte queste misure, non solo per la Commissione europea, ma anche per i partner europei, come emerso nelle discussioni di questi giorni: ci sono alte aspettative, adesso è responsabilita' dell'Italia rispondere".

Entro il vertice di mercoledì le misure su debito e crescita. Berlusconi pensa di convocare un Cdm già per oggi, in cui convincere Bossi ad intervenire sulle pensioni e fare quei provvedimenti che, dice, "ho sempre chiesto ma non ho potuto realizzare per colpa di altri". 'La Lega e' sempre stata contraria all'ipotesi di ridiscussione dell'eta' pensionabile. Abbiamo fatto le nostre proposte alternative. Di questa questione ne discutera' il Consiglio dei ministri''. Lo ha detto Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega nord alla Camera, durante la ''Telefonata'' di Maurizio Belpietro.

''Se la riforma delle pensioni con l'innalzamento a 67 anni dell'eta' pensionabile sara' ben fatta, l'Udc e' pronto a votarla'': lo ha detto Rocco Buttiglione, commentando con I giornalisti l'esito del vertice europeo di ieri. ''Certo - ha osservato - sarebbe stato meglio aver agito non sotto la dettatura dell'Europa''.

Come leader del Sindacato Padano sono pronta a scendere in piazza se verrà innalzata l'età pensionabile": lo dice Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, che puntualizza: "se la Lega accetterà l'innalzamento io dirò no, e mi dimetterò da leader del sindacato

Sulla riforma delle pensioni la Lega dovrebbe collaborare con il presidente del Consiglio "non perché piace a Bruxelles ma perché serve all'Italia": così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato le parole della vicepresidente del Senato Rosi Mauro sul SinPa pronto a scendere in piazza contro la riforma delle pensioni.

C'é un solo modo per rispondere all'offensivo sorrisetto di Sarkozy: fare le riforme che da troppo tempo son richieste all'Italia. Partendo dall'allungamento dell'età pensionabile, come Fini richiede da oltre un anno". Lo afferma il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino. "Fli sfida governo e Pdl a portare in Aula una riforma europea delle pensioni, a prescindere dalle note resistenze leghiste. Siamo pronti a votarla, a patto che un minuto dopo il premier vada al Quirinale a rassegnare le dimissioni. L'Italia non può permettersi un Governo diviso e con credibilità zero".

"Vedremo in Cdm, sentiremo le richieste e poi valuteremo", comunque "la nostra posizione è molto chiara sulla riforma delle pensioni: abbiamo già dato, i pensionati hanno già dato". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha risposto a una domanda su un possibile intervento sulle pensioni come richiesto dall'Europa. Maroni è stato interpellato al termine di un incontro privato col presidente della Provincia di Varese, Dario Galli. "Il sistema è in equilibrio - ha spiegato il ministro a proposito delle pensioni - ed è la Commissione europea che lo dice, con un rapporto sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali secondo il quale il sistema italiano è in equilibrio fino al 2060". "Però - ha concluso - non avendo partecipato al vertice europeo sentiremo il presidente Berlusconi cosa ci dirà".

"L'Udc? Non è in maggioranza, mi pare...". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è limitato a rispondere così a chi gli chiedeva se da parte dei centristi possa arrivare un aiuto al governo per approvare una riforma previdenziale su cui c'é l'ostilità della Lega.

Nei principali Paesi europei l'accesso alla pensione di vecchiaia è previsto a 65 anni sia per gli uomini che per le donne, ma in molti casi è già previsto un aumento graduale fino a 67/68 anni: l'Italia - secondo i dati del Joint Report of Pensions 2010 della Commissione europea riportati nel Rapporto annuale dell'Inps - é l'unico Paese nel quale si mantiene il divario di genere (60 le donne, 65 gli uomini nel settore privato, mentre nel pubblico le donne vanno a 61 ma è previsto l'innalzamento a 65 anni nel 2012), mentre nel Regno Unito è già previsto l'adeguamento per le donne all'età degli uomini (65) entro il 2020. In Francia uomini e donne vanno ancora a riposo a 62 anni, ma è previsto un aumento dell'età di 4 mesi l'anno per andare a regime nel 2018. Per l'Italia all'età di accesso al pensionamento si deve poi aggiungere un anno ulteriore previsto dalla finestra "mobile" (18 mesi per gli autonomi) inserita nella manovra correttiva del 2010, oltre agli aumenti legati all'aspettativa di vita. Per le donne è previsto un aumento dell'età di vecchiaia molto graduale (dal 2014 al 2026). Per l'Italia c'é poi la possibilità di uscire dal lavoro con la pensione di anzianità (in un'età anticipata rispetto a quella della vecchiaia) a 60 anni con 36 di contributi (61 gli autonomi), età alla quale va comunque aggiunta la finestra mobile.

Ecco le regole per il pensionamento negli altri Paesi:

- BELGIO: 65 anni uomini e donne

- DANIMARCA: 65 anni uomini e donne, innalzamento a 67 tra il 2024 e il 2027.

- FRANCIA: 62 anni uomini e donne, aumento progressivo di 4 mesi l'anno dal 1 luglio 2011 (a regime nel 2018).

- GERMANIA: 65 uomini e donne per i nati ante 1947. 67 anni uomini e donne con aumento graduale dal 2012 al 2019 a partire dai nati nel 1947.

- REGNO UNITO: Uomini 65 anni: Donne, graduale aumento fino a 65 anni dal 2010 al 2020. E' previsto un aumento a 68 anni per tutti tra il 2024 e il 2046.

- SPAGNA: uomini e donne a riposo a 65 anni. Aumento graduale fino a 67 anni dal 2018 al 2027.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta, ha lasciato palazzo Grazioli diretto al Quirinale per un colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano

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