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Martedì, 19 Settembre 2017

Napolitano lancia un appello

L'Italia ha bisogno di tutti ''fuorché di essere divisa da pregiudizi e da contrapposizione, ha bisogno di coesione e di unità non formale". Da Biella il presidene della Repubblica Giorgio Napolitano lancia un nuovo appello. Facendo poi riferimento alle parole del sindaco della città, Dino Gentile che aveva ricordato come i cittadini del biellese siano "tessitori di unità", Napolitano ha aggiunto: "Spero che mi possiate arruolare con una tessera speciale tra questi tessitori di unità". E rivolgendosi ai 'tessitori' Napolitano ha ricordato "il ruolo e il peso dell'industria manifatturiera nel nostro Paese'' che ''è irrinunciabile". "Dobbiamo avere cura, rispetto e riconoscenza per quelle aziende che si sono affermate a livello globale". "Nel Meridione - ha sottolineato facendo riferimento alla tragedia che si è consumata nei giorni scorsi a Barletta - certe volte si lavora in condizioni bestiali". Riferendosi al salario percepito dalle donne morte sotto il crollo il capo dello Stato ha poi aggiunto: "Sono lo specchio di un'Italia che fatica nel senso più pesante".

 

Napolitano ha quidni ribadit che "spirito di sacrificio e slancio innovativo sono le condizioni per poterci collocare in un mondo così cambiato. Nel mondo sono cambiate molte cose dobbiamo tendere a uno slancio innovativo". La sfida per uscire dalla crisi, ha detto ancora il capo dello Stato va però affrontata nel quadro dell'Europa unita in cui l'Europa deve rimanere "con il ruolo e l'impegno dei Paesi fondatori accettandone i vincoli di disciplina per poi poter fare appello alla solidarietà". "Se c'è un periodo in cui stiamo lavorando in assoluta concordia con Tremonti è questo perché abbiamo una manovra importante da fare''. Lo assicura Silvio Berlusconi arrivato alla Camera dopo il Cdm insieme al ministro dell'Economia. ''Con Giulio siamo in continuo contatto - sottolinea - Tutte le cose che ho visto scritte sui giornali in questi giorni su ira mia nei confronti di Tremonti e su uscite sue sono tutte assolutamente storie.
Berlusconi arriva alla Camera dopo il Cdm a braccetto proprio con il titolare di via XX settembre. Il Cavaliere esclude dunque contrasti con il suo ministro e aggiunge: ''Poi non posso certo pretendere che Tremonti abbia le stesse mie idee, ma noi siamo legati da una amicizia trentennale''. Tremonti lo interrompe e con una battuta dice: ''Abbiamo diverse idee sui soldi...''. Il Cavaliere ribadisce: ''Stiamo lavorando in continuo contatto e in assoluta concordia''. La manovra per lo sviluppo "non è facile", prosegue il presidente del Consiglio. "Le manovre con i fichi secchi non si possono fare altrimenti anche altri governi avrebbero assunto determinazioni", sottolinea ribadendo che la condizione italiana è comune a molti paesi: "Non c'è governo al mondo" che stia riuscendo a rilanciare la crescita e, in particolare l'Italia "soffre degli handicap del passato: il debito, il gap infrastrutturale, la burocrazia". Quanto a chi chiede un passo indietro del governo, il premier dice: "Ci fanno ridere. Perché un altro governo cosa farebbe?". Ad alcuni parlamentari del Pdl il premier si è detto dunque determinato ad andare avanti fino al 2013 salvo imprevisti e completare la legislatura, perché bisogna attuare il programma elettorale e realizzare le riforme promesse alla gente. Su Bankitalia, assicura Berlusconi, il nuovo governatore verrà scelto entro il 1 novembre, ovvero entro la data in cui Mario Draghi assumerà l'incarico di presidente della Bce. "La scelta del Governatore di Bankitalia è una prerogativa del presidente del Consiglio", assicura. Poi attacca nuovamente la magistratura in cui "ci sono schegge impazzite che puntano all'eversione". Conversando con i giornalisti in Transatlantico il Cavaliere punta il dito su certi pm: "Guardate quello che sta succedendo a me: l'inchiesta di Napoli, il fatto che il nostro deputato Papa sia ancora in carcere... non è forse uno scandalo tutto questo?". Dunque, "la mia frase sulle schegge impazzite sono delle parole gentili" rispetto alla situazione attuale. "Nella gisutizia penale - insiste il premier - ci sono addirittura schegge impazzite che puntano all'eversione. Mi riferisco, a tutto quello che mi è successo dopo l'estate a me senza contare quanto accaduto al nostro deputato Papa. E' uno scandalo". Sull'uscita di Fiat da Confindustria: "Non voglio dare giudizi sulla decisione dell'ad Sergio Marchionne di far uscire il Lingotto da Confindustria". Quando gli hanno chiesto un commento alle parole di Marchionne secondo il quale viale dell'Astronomia fa troppa politica il premier replica: "La testa ce l'avete anche voi...".

 

Parlando con alcuni parlamentari del Pdl alla Camera, Berlusconi sarebbe intervenuto anche sul ddl intercettazioni dicendo che bisogna andare avanti con le riforme, a cominciare da quelle sulla giustizia, con particolare riferimento al ddl sulle intercettazioni. Ormai nessuno vuole parlare con me al telefono, perché ha paura di essere intercettato e per questo l'agenda dei mie appuntamenti si è triplicata. Non so come fare, io sono solo..., avrebbe confidato lamentandosi appunto della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche che lo riguardano.

 

E il Pdl potrebbe cambiare nome in vista del progetto politico di una 'casa dei moderati' nel solco del Ppe. Alcuni mi dicono di chiamarlo Partito popolare, ma quello c'è già in Italia, siamo noi..., avrebbe sottolineato il presidente del Consiglio che poi - come riferirto da alcuni deputati pidiellini - avrebbe scherzato suggerendo un nuovo nome del suo partito: io lo chiamerei Forza gnocca....
Prima si deve fare la riforma della legge elettorale e poi si puo' andare al voto anticipato. E' quanto sostiene il leader della Lega Umberto Bossi per il quale "sembra obiettivamente complicato che il governo arrivi al 2013." "Mi sembra difficile spennare la gente e farsi votare. Meglio andare prima" ha detto, spiegando che "a Berlusconi l'ho sempre detto, però il premier è lui". Ma a chi gli domanda se si voterà nella primavera 2012 risponde: "Non mi pare possibile adesso. Bisogna fare la legge elettorale. Sarà un po' dopo".
Il Senatur torna poi a ribadire la sua preferenza per Vittorio Grilli come prossimo governatore di Bankitalia: "Non abbiamo parlato della questione oggi con Berlusconi e Tremonti. Comunque, io avrei scelto molto prima e avrei fatto Grilli. E'' il migliore che c'è. E' il più bravo in circolazione in Europa. Se non gli si fa spazio va via dall'Italia. Io punto su Grilli, poi vedremo...".

 

Fabrizio Saccomani proprio non le piace? "No", taglia corto Bossi che ai giornalisti che gli suggeriscono il nome di Lorenzo Bini Smaghi replica: "Io sono per Grilli e non si possono avere due donne insieme...". Bossi sottolinea la rilevanza della scelta del governatore: "Bankitalia controlla le banche che controllano le fabbriche e i giornali. Il governatore deve essere anche molto capace e Grilli lo è. Per di più è di Milano. Cosa vuoi di più?".

 

Quanto al ddl intercettazioni "passerà, anche senza la fiducia. Serve a far diventrea l'Italia un paese normale. Ormai qui si fanno intercettazioni indipendentemente dal processo".

 

Bossi plaude infine alla scelta di Sergio Marchionne di far uscire Fiat da Confindustria: "Marchionne ottimo, ha capito che a Roma non si combina nulla".

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