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Domenica, 07 Marzo 2021

Eurogruppo, slittano gli aiuti alla Grecia

L'Eurogruppo raggiunge a fatica un accordo sulle garanzie collaterali richieste dalla Finlandia per sbloccare i nuovi aiuti alla Grecia, ma la decisione sulla sesta tranche slitta ancora, almeno fino a dopo il 13 ottobre, data in cui la zona euro avrebbe dovuto dare il via libera con un incontro ad hoc. Ma Atene, seppure non e' ancora pronto il rapporto completo della Troika (Fmi, Bce, Ue) non rispettera' i target fiscali concordati per il 2012 e, anche per questo, dovra' ''fare ancora di piu''' per i due anni successivi, ammonisce il presidente dell'organismo Jean Claude Junker che chiede nuove misure.

Al termine di una riunione protrattasi fino alle mezzanotte, l'Eurogruppo ha comunque smentito ogni voce circolata dalla mattinata su un default dei pagamenti della Grecia o su una uscita dalla famiglia europea. Resta aperta ancora la definizione della dotazione del fondo salva stati Efsf di cui molti paesi vorrebbero accrescere la potenza di fuoco mentre la Germania, per bocca del suo ministro Schaeuble rileva come sia ''prematuro'' parlare di leverage. Tuttavia ''l'argomento e' stato valutato'' nella riunione, spiega Juncker, sotto il punto di vista ''di accrescerne l'efficacia'' piu' che aumentarne il volume finanziario. Ma Atene non ci sta a prendersi tutta la colpa di un eventuale fallimento: ''Non siamo il capro espiatorio dell'euro'', ha detto il ministro Evangelos Venizelos prima di entrare alla riunione a Lussemburgo dove e' sorvegliato speciale dai suoi colleghi. E infatti, ci tiene a sottolineare che il Paese ha preso misure ''necessarie e difficili'' e che il budget per il 2012 e' ''molto ambizioso'', dal momento che per la prima volta, dopo tanti anni, presentera' un avanzo primario di 3,2 miliardi, quando nel 2009 aveva invece un disavanzo di 24 miliardi.

E tutto, aggiunge, ''per soddisfare le richieste dei partner internazionali''. Ma nonostante gli sforzi riconosciuti da tutti i ministri di Eurolandia, i target fiscali non saranno raggiunti, come ha ammesso lo stesso governo greco domenica e come certifica anche prima del vertice del Lussemburgo il commissario agli Affari economici Olli Rehn: la Grecia ha preso ''importanti decisioni''. Decisioni comunque non sufficienti se i ministri dell'Eurogruppo parlano di ''nuove misure'' necessarie per Atene, in primis ''consolidamento dei conti'' e una nuova serie di ''privatizzazioni''. Il risultato concreto del vertice e' quindi quello sui collaterali a garanzie dei nuovi aiuti alla Grecia, richiesto dalla Finlandia. Il meccanismo permette a tutti gli stati membri di farne richiesta ma prevede quattro condizioni congegnate in modo da scoraggiare i paesi a utilizzarle. Al vertice infatti, ha puntualizzato Juncker, nessun paese tranne Helsinki, ha espresso l'intenzione di avvalersi di questo strumento. ''E' una soluzione soddisfacente'' ha spiegato il commissario agli affari economici Olli Rehn il quale si e' rallegrato ''che il tema sia ora fuori dall'agenda dei lavori''.
La crisi ha oramai epicentro in Europa, gira intorno ai rischi sovrani e da ultimo si vede anche nelle banche". E' quanto ha affermato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti al termine del vertice Ecofin.

"Con il pareggio bilancio noi abbiamo la tenuta conti anche in assenza di crescita, è meglio avere la crescita certo, ma il pareggio è una sicurezza".

"Tutti gli sforzi" dei paesi europei sono "tesi a evitare il default" della Grecia. Lo ha detto il ministro dell'economia Giulio Tremonti al termine del vertice Ecofin a chi gli chiedeva se nel vertice era stata affrontata l'ipotesi di un default di Atene. "Questa è la posizione dei capi di stato e di governo" dell'Europa ha aggiunto.

L'Europa "ha fatto molte cose" per rispondere alla crisi e ora "bisogna avere un po' di pazienza". Così il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, ha risposto ai giornalisti su eventuali ritardi della Ue ad affrontare la crisi, a margine ad una conferenza a Bruxelles.

"L'Europa ha fatto molte cose, ed ora sta mettendo a punto in questo meccanismo di intervento (Efsf, ndr), sui quali siamo ormai agli sgoccioli", ha detto Saccomanni. "Il lavoro che è stato fatto per creare nuove istituzioni è enorme: bisogna avere un po' di pazienza", ha sottolineato citando, tra l'altro, quanto ha fatto in materia di vigilanza europea e il nuovo Fondo salva Stati. "Si tratta di un processo che richiede tempo, per questo parlo di una tregua", ha aggiunto Saccomanni.

Finora il G20 "ha fallito" nel rassicurare i mercati ma ora deve adottare un'agenda "credibile" che preveda una forte sorveglianza multilaterale gestita dal Fmi, l'attuazione della riforma della regolamentazione dell'Fsb e la chiusura del Doha Round. Lo dice il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni.

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