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Sir: un nuovo partito dei cattolici

Dopo aver chiesto al papa di scomunicare il Cav, Repubblica gongola per le parole di Bagnasco. Ma chiede anche una minore intromissione della Chiesa nella politica italiana. Qualora la sinistra andasse al governo, quanto durerebbe questo asse che oggi lega la Cei ai progressisti?
Si era già capito ieri, leggendo tra le righe del discorso pronunciato dal cardinale Angelo Bagnasco al Parlamentino dei vescovi, che nella testa del presidente della Cei alberga la speranza che nasca un nuovo partito dei cattolici. La proposta è stata confermato questa mattina dalla Sir che ha invitato i politici cattolici a "muoversi in prospettiva, perchè in questo momento bisogna cominciare ad articolare una proposta". Un'idea che, però, non trova il favore di monsignor Rino Fisichella.

La nascita di un partito dei cattolici A detta del Sir, quello cattolico è un mondo molto articolato che, anche dopo la fine della Democrazia cristiana, ha espresso molti politici e un tessuto ancora vivacissimo. Da qui l'idea di raggruppare queste forze ed esprimerle in un nuovo partito che possa portare in parlamento le istanze dei cattolici. "In questo momento - si legge - gli stanno davanti due sfide o impegni. Il primo riguarda tutti, essere in grado, con riflesso unitario, di promuovere e sviluppare quei principi e valori connettivi e irrinunciabili per il nostro presente e futuro. Il secondo si può formulare così: esprimere delle proposte di aggregazione e di leadership su cui sperimentare forme di libera, ampia e articolata convergenza. Il confronto, la discussione sono apertissimi".

Appello a superare l'impasse Il coordinatore scientifico del Progetto Culturale della Chiesa Italiana, professor Francesco Bonini, invita a superare quel "senso di blocco" dovuto al fatto che, "l’alternativa non è l’alternanza, cioè la sostituzione dell’attuale maggioranza di governo con l’attuale opposizione, ma la ristrutturazione del sistema". "Nel 2001, nel 2006, nel 2008 gli elettori, insoddisfatti del governo, lo mandano a casa e premiano l’opposizione: sono quelle che si possono chiamare le 'alternanze per disperazione'", ha ribattuto Bonini secondo il quale adesso"lo scenario è diverso". Secondo il Servizio informazione religiosa, "in questo passaggio così delicato è ovvio l’interesse per le riflessioni, le posizioni, le iniziative dei cattolici". Il presidente della Cei ha espresso una certezza affermando che "la transizione dei cattolici verso il nuovo inevitabilmente maturerà all’interno della transizione più generale del Paese, e oserei dire anche dell’Europa, secondo la linea culturale del realismo cristiano, e secondo quegli atteggiamenti culturali di innovazione, moderazione e sobrietà che da sempre la connotano".

Fisichella boccia il partito dei cattolici "Nella vita dell’Italia la Democrazia cristiana ha svolto un ruolo fondamentale ha spiegato Fisichella - don Sturzo e De Gasperi, insieme con uomini e donne di quel partito, hanno saputo dare nel secolo scorso, fino agli anni Ottanta, una testimonianza di fede coniugata con le esigenze della laicità". Per Fisichella, "quel periodo storico è concluso e nessun altro partito dei cattolici, cos come è stato realizzato dalla Dc, è all’orizzonte". Nel suo consueto dialogo con i lettori di Oggi, Fisichella spiega che "ciò su cui si deve riflettere è il superamento della diaspora dei cattolici, che ha visto una frammentazione del loro impegno politico, con posizioni spesso contrastanti soprattutto in materia etica, e un impegno comune con tanti laici che condividono il medesimo progetto politico".

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