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Mercoledì, 20 Ottobre 2021

La storia infinita dell'assedio al premier

Una decina di appalti, l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, l'attenzione anche sui vertici di Finmeccanica. La procura di Bari, conclusa l'indagine sulle ragazze e sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier, ha aperto un nuovo filone investigativo che riguarda il tentativo, poi fallito, di Gianpi di mettere le mani sugli appalti che contano, utilizzando proprio le escort per arrivare - secondo l'ipotesi accusatoria - a chi era in grado di turbare le gare di appalto. L'esistenza del nuovo filone emerge dal provvedimento di stralcio contenuto nel fascicolo sulle escort.

Nel fascicolo-stralcio sarebbe contenuto anche l'incontro del 21 gennaio 2009 nell'hotel De Russie di Roma in cui si parlava di un appalto da 55 milioni da smembrare e da far vincere agli amici di Gianpi. A quella riunione parteciparono Tarantini, Lea Cosentino (all'epoca dg della Asl Bari e per questo ribattezzata 'lady Asl') e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della 'Supernova' di Lecce ed Enrico Intini. Ma gli accertamenti, secondo quanto è stato possibile ricostruire, riguardano anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentanti nell'incontro romano da Rino Metrangolo (che curava gli interessi del gruppo Finmeccanica e che ha 'usufruito' delle escort messe a disposizione da Gianpi, come emerge dagli atti già depositati). Negli atti depositati ricorrono i nomi di diversi altri dirigenti di Finmeccanica, tra cui il manager di Seicos (società del gruppo) Domenico Lunanuova e lo stesso presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini.

La Procura di Napoli attende che si definisca la questione della competenza prima di prendere iniziative circa l'interrogatorio del premier Berlusconi in qualità di teste nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ai suoi danni. Lo ha spiegato il procuratore, Giovandomenico Lepore. Il procuratore ha tra l'altro sottolineato che non si può parlare di "ultimatum" al premier scaduto ieri sera, precisando che la richiesta alla Camera per l'accompagnamento coatto costituirebbe soltanto una "extrema ratio".

''Se i magistrati di Napoli chiederanno di l'accompagnamento coatto di Silvio Berlusconi, noi lo rimanderemo subito indietro''. Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto parlando con i cronisti a Montecitorio. ''Spero - ha aggiunto Cicchitto - che non facciano un atto di cosi' grave irresponsabilita' e cosi' marcatamente destabilizzante, ma se questo accadesse, tutto il Parlamento dovrebbe rispondere. In ogni caso non credo che verranno a prenderlo i Carabinieri, non siamo ancora ai tempi di Pinochet''

In una nota gli avvocati del premier Piero Longo e Nicolò Ghedini smentiscono il servizio del Corriere della sera dal titolo :'I giudici contro i legali del cavalieri 'Un falso a Londra sul caso Mills''. "L'articolo pubblicato quest'oggi, concernente il processo Mills, sul 'Corriere della Sera' a firma di Luigi Ferrarella sia per il titolo sia per il contenuto assolutamente ambiguo, è palesemente diffamatorio. Come risulta pacifico e incontrovertibile dai verbali di dibattimento, la difesa del Presidente Berlusconi ha dato il proprio consenso alla ipotesi di inviare una unica richiesta di rogatoria per i testi propri e per quelli del Pubblico Ministero per agevolare il Tribunale e per economia processuale. La difesa, sempre per le stesse ragioni, ha consentito, nella rogatoria, che per i testi comuni PM -difesa l'esame si esaurisse in un unico contesto".

Un appello per salvare il processo Mills e anticipare quindi i tempi delle rogatorie in Inghilterra e' stato lanciato oggi in aula dal pm Fabio De Pasquale durante l'udienza del processo Mills, alla presenza anche di Silvio Berlusconi.

Il pm, in sostanza, ha chiesto di anticipare rispetto alla fine di ottobre l'audizione dei testi inglesi tra i quali David Mills che ha dato la disponibilita' per il 24 dello stesso mese ad essere sentito: ''Fissare al 31 ottobre significa che il procedimento dibattimentale e' bloccato anche senza logica. Se c'e' una possibilita' che questo processo arrivi a conclusione, bisognerebbe fissare le rogatorie in tre giorni consecutivi e non a data cosi' lontana''. ''E' un estremo appello che rivolgo al tribunale'', ha aggiunto.

I giudici ora sono riuniti in camera di consiglio per decidere sulla richiesta del pm e sull'istanza della difesa del presidente del consiglio di inserire nella loro lista testimoniale altri due testi che furono tolti tempo fa.

Intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato l'aula dell'udienza, approfittando di una pausa. Berlusconi prima di lasciare l'aula del Tribunale ha salutato e, ai giornalisti che lo hanno chiamato per fargli alcune domande, non ha risposto.

"Io vado bene, siete voi che avete delle brutte facce", ha detto Silvio Berlusconi appena arrivato in aula a Milano al processo Mills rivolgendosi ai cronisti che gli hanno chiesto se stesse bene. Berlusconi poi ha aggiunto: "Sto scherzando". Alla domanda se avrebbe detto qualcosa, il premier ha risposto: "Qualcosa". E quando qualcuno gli ha fatto notare che di aver dato una risposta alla Massimo D'Alema, ha replicato: "Non lo sapevo".

Un appello per salvare il processo Mills e anticipare quindi i tempi delle rogatorie in Inghilterra é stato lanciato oggi in aula dal pm Fabio De Pasquale durante l'udienza del processo Mills, alla presenza anche di Silvio Berlusconi. Il pm, in sostanza, ha chiesto di anticipare rispetto alla fine di ottobre l'audizione dei testi inglesi tra i quali David Mills che ha dato la disponibilità per il 24 dello stesso mese ad essere sentito: "Fissare al 31 ottobre significa che il procedimento dibattimentale è bloccato anche senza logica. Se c'é una possibilità che questo processo arrivi a conclusione, bisognerebbe fissare le rogatorie in tre giorni consecutivi e non a data così lontana". "E' un estremo appello che rivolgo al tribunale", ha aggiunto. I giudici ora sono riuniti in camera di consiglio per decidere sulla richiesta del pm e sull'istanza della difesa del presidente del consiglio di inserire nella loro lista testimoniale altri due testi che furono tolti tempo fa.

Questa mattina in aula è stata sentita in videoconferenza da Berna, Maria Pia De Fusco, la consulente che dall'ottobre 1997 ha gestito Struie, la società sul cui conto, secondo l'accusa, sarebbero transitati i 600mila dollari che, sempre secondo l'accusa, sarebbe il denaro che Silvio Berlusconi avrebbe versato a David Mills per 'comprare' il suo silenzio o comunque la sua testimonianza reticente nei processi per le tangenti alla Gdf e All-Iberian. La De Fusco avrebbe in sostanza messo in evidenza la "confusione" relativa ai soldi transitati sul conto di Struie riferendosi in particolare a circa 1 milione e 600mila dollari accreditati nel novembre 1997: cifra che lei pensava provenisse da Fb Trust di Flavio Briatore ma che poi Mills le rivelò essere di sua proprietà. Inoltre la teste ha detto che non era "usuale" e che non si "aspettava" che la società avesse avuto due denominazioni e due conti bancari diversi. Durante il controesame rispondendo alle domande della difesa Maria Pia De Fusco ha affermato di non aver mai conosciuto Carlo Bernasconi, dirigente Fininvest che secondo gli inquirenti sarebbe stato il tramite per il versamento a Mills dei 600mila dollari

La stampa tedesca torna a occuparsi del premier italiano Silvio Berlusconi, e degli scandali sessuali in cui e' coinvolto. Financial Times Deutschland titola un lungo articolo sulle ''imbarazzanti intercettazioni'', mentre Spiegel pubblica il virgolettato dell'indiscrezione trapelata nei giorni scorsi circa il presunto commento che il presidente del Consiglio avrebbe fatto al telefono con Gianpaolo Tarantini su Angela Merkel. L'articolo che, per la prima volta sulla stampa tedesca, contiene il virgolettato, e' intitolato 'Zotico e volgare''. ''Il premier avrebbe detto in una telefonata cose non belle su Angela Merkel. I diplomatici temono adesso una crisi tedesco-italiana'', si legge nel sommario.

Si citano poi le parole che Berlusconi avrebbe detto a Tarantini, mentre si trovava ad un vertice internazionale, nel corso di una telefonata intercettata dalla magistratura. La frase, riportata in italiano, e attribuita al 'Fatto', che ne e' la fonte, e viene tradotta in tedesco. ''Si tratta di parole imbattibili quanto a volgarita' e rozzezza'', commenta Spiegel. Anche il tabloid Bild si occupa di Berlusconi, citando una delle frasi intercettate e divulgate dalla stampa: ''11 donne stanno davanti alla mia porta, 8 me le sono fatte'', e' il titolo. Il quotidiano di Axel Springer pubblica diverse affermazioni attribuite al Premier, e poi chiosa: ''Molte aspettative per uno che e' nonno (cinque volte)''. Il Tagesspiegel Berlusconi titola invece uno dei suoi articoli nelle pagine di politica: 'Il tempo libero di Berlusconi'. Nel contesto generale della crisi economica che minaccia l'Italia e gli italiani, Berlusconi ''ha altri problemi'', dice il quotidiano. E riferendosi alle frasi intercettate, commenta: ''Ne esce fuori il ritratto di un uomo vecchio e ossessionato dal sesso''

Ci mancava pure il referendum sulla secessione. Secessione è una parola magi­ca. Il Senatùr è una vita che ci gio­ca, qualche volta come una me­­ta lontana, ragione sociale della Lega, rotta, viaggio, utopia, spauracchio, ultima ratio, slo­gan, o una terra promessa che non è di questo mondo. Su que­sta parola Bossi ha costruito il suo destino politico. È lì che na­sce la Lega dei pochi, quella che ha destabilizzato la prima Re­pubblica, partito di lotta, antisi­stema, incomprensibile, sotto­valutato. È chiaro che per l’Um­berto e una parte del suo popolo secessione è una parola sacra, una ragione di vita. Adesso che sono passa­ti tanti anni e la Lega ha imparato a indossare il vestito buono, a governare, con i sindaci e i governatori, con il federalismo che non è il male minore, ma una conquista più o meno reale, quanto pesa questa parola magica?
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