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Mercoledì, 08 Dicembre 2021

Romano si difende: "E' la marea della disinformazione"


saverio_romano

"In questa rappresentazione tragica, qualcuno vuole assegnarmi la parte del colluso con la Mafia, io non sono d'accordo! Per quanto sopra, Le chiedo di convocarmi presso la Commissione che Ella presiede per una Audizione". Il ministro Saverio Romano leader di Pid lo scrive in una lettera indirizzata al presidente della Commissione antimafia Beppe Pisanu, a proposito della richiesta di rinvio a giudizio a suo carico.

"Illustre Presidente - scrive Romano - l'obbligata richiesta di rinvio a giudizio da parte della dda di Palermo, per fatti sui quali aveva reiteratamente richiesto il decreto di archiviazione nei miei confronti, ha destato clamore mediatico, polemiche politiche e forte turbamento alla mia persona, ai miei familiari e alla comunità politica che guido. Se hai le tue ragioni - prosegue - ma nessuno è disposto ad ascoltarle, difficilmente verranno riconosciute. Non è un complotto, è la marea conforme della disinformazione, è il susseguirsi di notizie distorte che modificano la rappresentazione della realtà quasi a volerla piegare a ciò che deve apparire, diversamente da ciò che è. Da nessuna parte - dice - ho letto una naturale critica a quei mostruosi interminabili otto e piu" anni d'indagine, nessuna sottolineatura alle conclusioni cui era piu" volte pervenuta la Procura con le richieste di archiviazione, nessun accento sull'atto "dovuto" al quale il PM ha dovuto sottomettersi chiedendo il giudizio. Come se tutto fosse iniziato solo adesso e ad un tratto, a forza, contro finanche l'evidenza, si volesse affermare il concetto teatrale oltre la realtà". "In questa rappresentazione tragica - conclude - qualcuno vuole assegnarmi la parte del colluso con la Mafia, io non sono d'accordo!Per quanto sopra, Le chiedo di convocarmi presso la Commissione che Ella presiede per una Audizione sul punto.

Intanto :    Il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro indagato per camorra nell'ambito di un'inchiesta della procura partenopea su un affare immobiliare da 50 milioni di euro nel Casertano. Il deputato del Pdl si dice estraneo alle contestazioni di cui dice di aver appreso dalla stampa e parla di ondate di fango contro di lui. Ma l'indiscrezione e' sufficiente a provocare l'ennesima bufera politico-giudiziaria.

''Io indagato? - la replica di Cesaro - se cosi' fosse, ad informarmi sarebbe stata la rassegna stampa notturna di Rete 4 che riportava un articolo di un quotidiano napoletano, perche' allo stato non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Il copione e' sempre lo stesso: il processo mediatico prima dell'eventuale comunicazione dovuta dagli organi giudiziari''. La notizia, apparsa oggi sui quotidiani Il Mattino e il Messaggero, prende le mosse da un'inchiesta della Dda nata dalle rivelazioni dell'avvocato Michele Santonastaso, detenuto per associazione camorristica, e del pentito Luigi Guida. ''Comunque - continua Cesaro - le premesse poco importano. Se effettivamente il mio nome fosse coinvolto nell'inchiesta giudiziaria della Dda di Napoli, la mia collaborazione con i magistrati, di cui ho assoluta fiducia, sarebbe totale e immediata. La mia linea difensiva si baserebbe su due concetti elementari: primo, non conosco assolutamente i personaggi che mi chiamano in causa, ne' questo presunto avvocato dei boss Michele Santonastaso, ne' tanto meno il pentito Luigi Guida; secondo, mancherebbe il corpo del reato, perche' ne' io ne' alcun componente della mia famiglia abbiamo portato a termine alcun affare da 50 milioni di euro su terreni resi edificabili a Lusciano, ne' ovviamente avremmo conseguentemente pagato alcuna tangente al clan Bidognetti, di cui diffido chiunque a fare accostamenti con la mia persona''. Fin qui la difesa di Cesaro che si dice ''assolutamente sereno'' rispetto ''a una storia, d'altronde vecchia e gia' ampiamente smentita, che non rischia assolutamente di macchiare la mia onorabilita'''.

Ma l'opposizione si scaglia all'attacco del deputato del Pdl e con Pd, Idv, Verdi e Sel ne chiede le dimissioni immediate da numero uno della Provincia. La senatrice del Pd Teresa Armato chiede al ministro Maroni di riferire in aula, mentre il responsabile Giustizia Andrea Orlando e il segretario regionale, Enzo Amendola, invitano Cesaro a chiarire. Il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli accomuna il caso a quello del ministro dell'Agricoltura Romano e parla di una intera classe politica da azzerare. Cesaro incassa invece la vicinanza del governatore campano Caldoro che si dice certo del fatto che il presidente della Provincia partenopea facendosi ascoltare dai magistrati sapra' spiegare la propria estraneita' alle contestazioni.

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