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Domenica, 09 Agosto 2020

La Puglia “matria” dell’Unità d’Italia

Negli ultimi 5-6 anni il Mezzogiorno ha subito un rallentamento della crescita rispetto al Centro-Nord, ma ciò appare un fenomeno legato alla recessione e, in particolare, al fatto che la sua specializzazione produttiva lo espone maggiormente alla concorrenza con i Paesi emergenti. In realtà, la spinta fondamentale alla ricchezza del nostro Paese dovrebbe venire, soprattutto, dal Mezzogiorno. Infatti, tassi di crescita, particolarmente elevati, sono più probabili nelle regioni meno sviluppate. Poiché, il Mezzogiorno costituisce l’area economicamente svantaggiata più grande d’Europa, il potenziale di crescita dell’Italia è, ancora, alto. E qui va detto, senza mezzi termini, che il problema dello sviluppo del nostro Mezzogiorno è, certamente, ancora, irrisolto. Il divario di Pil pro-capite tra Nord e Sud è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi trent’anni, un gap di circa 30 punti percentuali, mentre, il divario di produttività rimane interno ai 15 punti. Ma c’è di più. La distanza tra le due aree del Paese, in termini di qualità delle istituzioni, attrattiva degli investimenti e capacità di penetrazione delle nostre industrie nei mercati internazionali è, ancora, più accentuata. Pertanto, questi stessi dati suggeriscono che la ripresa del Mezzogiorno non dipende solo dall’entità dei trasferimenti pubblici, ma, anche, dal grado di efficienza delle istituzioni. L’economia del Mezzogiorno ha bisogno di far crescere le imprese e la concorrenza nei mercati, diventando un’opportunità per l’intero Paese. Infatti uno studio recente dello Svimez ha confermato la dinamicità delle imprese meridionali, anche, in una fase di crisi come l’attuale; i nodi da risolvere, sempre secondo lo studio, riguarderebbero piuttosto la loro fragilità, vale a dire la loro durata e la classe dimensionale. In questa ottica, ovvero, in un Mezzogiorno arbitro di se stesso, noi vediamo attiva la Puglia, terra “matria” dell’Unità d’Italia (la Puglia annessa al Regno d’Italia dopo l’insurrezione di Altamura del 21 agosto 1860, Cfr. “Il sole 24 ore” del 27 febbraio 2011 ). In primis, diciamo che l’Italia non sarebbe uno stivale senza il tacco della Puglia, la regione più lunga e pianeggiante della penisola, tutta protesa verso l’Oriente. La Puglia è stata considerata, per millenni, un “finis terrae”, la periferia di un continente da sfruttare grazie al grano delle pianure e all’olio dei suoi ulivi, centro di emigrazione laboriosa che ha contaminato della sua fatica l’Italia, l’Europa e il mondo intero. Una terra “matria”, con salde strutture familiari e un solido matriarcato, in cui la donna è stata, da sempre, protagonista, perché, l’uomo era costretto ad emigrare per lunghi anni. Una caratteristica di questa regione è, anche, quella di aver conservato, più a lungo che altrove, alcune manifestazioni folkloristiche in cui elementi magici e religiosi hanno convissuto insieme, (leggi: attualmente, nel Salento, “La notte della Taranta”). Ciò è avvenuto, perché, la Puglia è luogo di frontiera e di continuo scambio tra terra e mare, tra agricoltori, pastori e pescatori, ma, anche, campo d’invasione e d’accoglienza, di scontri e d’incontri che hanno prodotto un meticciato culturale fondato su una stratificazione complessa di civiltà: ovvero, si è giunti sino ai giorni nostri partendo dalle antiche popolazioni indoeuropee degli Apuli e passando dalle colonizzazioni greche, le conquiste romane, i domini bizantini, longobardi, saraceni, normanni, svevi, angioini, aragonesi, spagnoli, austriaci e francesi. Ancora, secondo uno studio di “Movimprese, nel 2010, il maggior numero di attività imprenditoriali si è concentrato al Sud; la Puglia è quarta in classifica, dopo le “grandi”: Lombardia, Lazio e Campania. Quindi, in un Sud “culla” di imprese, la Puglia gode di un ottimo piazzamento. I settori di riferimento delle nuove attività dell’imprenditoria pugliese sono: soprattutto il turismo ed il commercio; in poche parole i servizi di accoglienza e ristorazione, con la forma del B&B che, negli ultimi anni, ha avuto una importante impennata. Ma c’è di più. La Puglia è la prima regione, in Italia, nell’export del vino sfuso: sia verso il Nord che l’estero. Ma anche con l’olio d’oliva si difende bene: vino e olio sono usati per “tagliare” i prodotti di altre zone del Paese(Cfr. www.iltaccoditalia.info dell’11/III/2011). E dulcis in fundo riportiamo un’immagine della Puglia, a nostro avviso molto invitante, del poeta Salvatore Quasimodo, espressa nel 1961:”La terra di Puglia e del Salento è spaccata dal sole!”

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