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Giovedì, 21 Gennaio 2021

La Consulta ammette il referendum sul nucleare

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'Bossi non andra' a votare, ma sulle consultazioni la linea della Lega e' la liberta' di coscienza. Ciascuno decide come meglio crede' ha detto il
capogruppo della Lega alla Camera Reguzzoni. 'I referendum hanno assunto un profilo altamente politico; devono invece servire a porre l' accento su problemi veri come acqua e nucleare e forse l'errore è stato non capirlo prima' ha detto il governatore del Veneto Zaia. 'Domenica andro' a votare - ha detto il presidente della Camera Fini - condivido la posizione del capo dello Stato, ci vuole una partecipazione attiva da parte di cittadini'. "Non voto mai a nessun referendum per principio". Lo ha detto l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in vista della prossima consultazione referendaria su acqua, nucleare e legittimo impedimento. "Votare un referendum abrogativo - ha spiegato - lo trovo una follia".
Ha tutti i requisiti necessari di "chiarezza, omogeneità e univocita" il quesito referendario sul nucleare riformulato dalla Cassazione dopo l'entrata
in vigore delle norme della legge 'omnibus'. La Corte Costituzionale, con una decisione presa all'unanimità e in una camera di consiglio lampo che ha portato al deposito delle motivazioni appena due ore dopo la decisione, ha dichiarato l'ammissibilità del referendum sull'atomo. Verdetto, questo, che non lascia più dubbi al fatto che il 12 e 13 giugno si andrà a votare su tutti e quattro i quesiti (oltre che sul nucleare, due sulla privatizzazione dell'acqua e uno sul legittimo impedimento). I 13 giudici della Consulta che in mattinata hanno ascoltato i legali delle parti costituite nel giudizio di ammissibilità hanno dunque condiviso, tutti quanti, l' opinione espressa 24 ore prima a "titolo personale" dal neo eletto presidente della Corte, Alfonso Quaranta, secondo il quale bloccare il referendum sarebbe stato impossibile. Cade nel vuoto, pertanto, anche l'ultima mossa del governo che chiedeva alla Corte di dichiarare inammissibile il nuovo quesito: i commi 1 e 8 dell'articolo 5 della legge omnibus su cui la Cassazione ha trasferito la richiesta di abrogazione referendaria - ha ribadito stamane il vice avvocato generale dello Stato Maurizio Fiorilli - "non parlano di nucleare", e il quesito così riformulato "non avrebbe più carattere abrogativo ma piuttosto consultivo se non propositivo". Di tutt'altro avviso la Consulta che, con la sentenza n.174 scritta dal giudice costituzionale Giuseppe Tesauro, ha stabilito che le norme della legge omnibus di cui si propone l'abrogazione sono "unite da una medesima finalita", vale a dire quella di "essere strumentali a consentire, sia pure all'esito di 'ulteriori evidenze scientifiche' sui profili relativi alla sicurezza nucleare e tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore, di adottare una strategia energetica nazionale che non escluda espressamente l'utilizzazione dell'energia nucleare".

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