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Giovedì, 06 Agosto 2020

Berlusconi: "Questo processo ha dell'incredibile"

berlusconi

 

Silvio Berlusconi ha lasciato dopo quasi quattro ore l'aula del Tribunale di Milano, dove si è conclusa l'udienza del processo Mills, che è stato rinviato al prossimo 16 maggio, quando saranno sentiti due testimoni, tra cui Flavio Briatore.

Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari. Dalla fine di marzo è la quarta volta che il premier si presenta in aula per i processi che ha in corso e la prima volta nel processo Mills. I giudici hanno subito revocato la contumacia. Un uomo ha urlato 'Vergognatevi buffoni' all'indirizzo dei
sostenitori di Berlusconi che si trovano fuori del tribunale. E' stato portato via di peso dagli agenti delle forze dell'ordine.

'Questo processo ha dell'incredibile",  ha detto il premier uscendo dall'aula del processo Mills. Il processo Mills "é il peggiore di tutti, perché non c'é
prova, né movente". Berlusconi ha spiegato che il dibattimento sulla presunta corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese è un processo "paradossale, ridicolo e surreale".
"C'é una richiesta all'interno del mio partito di una commissione di inchiesta per evidenziare se all'interno della magistratura c'é un'associazione con fini a delinquere". Ha affermato Berlusconi parlando dei magistrati fuori dall'aula.
"Per 24 volte i pm di Milano mi hanno rivolto accuse infondate secondo me cercando di usare il diritto come arma contro quello che loro ritengono un loro avversario politico", ha detto il premier.
I magistrati uccisi dal terrorismo sono delle figure "eroiche", davanti alle quali "ci inchiniamo tutti".
"Sono assolutamente una cosa indebita". Così Berlusconi ha parlato dei manifesti anti-pm. Il premier inoltre ha spiegato di aver chiamato Roberto
Lassini, indagato per la vicenda dei manifesti, per "fare una telefonata di ringraziamento vista la sua rinuncia alla candidatura" per le elezioni
milanesi.

Il presidente del Consiglio durante una pausa dell'udienza ha fatto consegnare ai giornalisti copia di alcuni passaggi della sua intervista sul
caso Mills, tratta dal libro di Bruno Vespa del 2008 intitolato 'Viaggio in un'Italia diversa'. Nell'intervista il premier sostiene che Mills "era uno dei
tantissimi avvocati di cui all'estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest. Io non ricordo di averlo mai conosciuto".

"Vergognatevi buffoni". Ha urlato all'indirizzo dei sostenitori di Silvio Berlusconi frasi di contestazione al premier. Un signore di mezza età, uscendo
dal tribunale, è stato letteralmente sollevato di peso dagli agenti delle forze dell'ordine, all'entrata di via Freguglia del palazzo di giustizia, e
allontanato dalla polizia. Mentre veniva portato via, seguito da decine di giornalisti e cameramen, ha continuato a urlare frasi di contestazione
all'indirizzo dei sostenitori di Berlusconi, dicendo alla fine: "In questo Paese non si può neanche più parlare".

Si sono sistemati davanti all'ingresso principale del tribunale di Milano dove si svolge l'udienza del processo Mills, con la presenza del premier Silvio Berlusconi. Sono una decina di giovani manifestanti che con i cartelli che richiamano nella grafica l'ormai 'famigerato' 'via le Br dalle procure', manifestano a sostegno dei magistrati vittime del terrorismo oggi nella giornata della memoria dei servitori dello Stato uccisi. Le tre gigantografie con i volti del pm Emilio Alessandrini, del giudice istruttore Guido Galli (uccisi dai terroristi di Prima Linea rispetti9vamente nel 1979 e nel 1980) e dell'avvocato Giorgio Ambrosoli (liquidatore della banca privata assassinato da un killer su ordine di Michele Sindona) faranno da 'sfondo' alla udienza del processo Mills. I manifestanti, sistematisi proprio sotto le tre gigantografie, hanno innalzato cartelli con la scritta 'grazie ai magistrati e alla polizia giudiziaria che ci hanno protetti dalle Br e da tanti altri pericoli anche a prezzo della vita'.

''Oggi e' la giornata della memoria, bisogna ricordare tanti magistrati caduti per difendere lo Stato dal terrorismo, invece qualche pm non serve lo Stato''. Cosi' Daniela Santanche' all'uscita del Tribunale di Milano che si e' detta d'accordo con la definizione data da Silvio Berlusconi sui magistrati. ''Ha ragione Berlusconi quando afferma che certi magistrati sono un cancro della democrazia. Io aggiungerei che sono una metastasi''. Incalzata dai cronisti che le fanno alcuni nomi di magistrati di Milano, Santanche' ha poi affermato: ''Volete un nome? La Boccassini e' un cancro della democrazia''.

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