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Giovedì, 09 Dicembre 2021

Frattini conferma l'impegno italiano alla Clinton

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''Poche settimane'' per giungere ad un cessate il fuoco e' un ''tempo realistico''. Lo ha detto il Ministro degli Esteri Franco Frattini,
rispondendo, nel corso della trasmissione ''Baobab'' su RadioUno, ad una domanda sulla proposta della Turchia di giungere ad una tregua entro 7 giorni. Proposta giudicata ''ambiziosa'' dal ministro.

La conferma dell'impegno italiano nelle missioni internazionali e in particolare in quella in Libia in vista di una soluzione che non può che essere
politica. Al termine di un colloquio con il segretario di Stato Usa Hillary Clinton alla Farnesina, subito prima dell'inizio della riunione del Gruppo di
Contatto sulla Libia, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ribadito che l'Italia non si tira indietro sul terreno ma che punta a una transizione
democratica della Libia post Gheddafi. "Confermiamo l'impegno italiano su tutte le missioni" internazionali e "certamente anche quella in Libia", ha affermato il titolare della Farnesina nella conferenza stampa congiunta al termine dei colloqui, sottolineando "l'importanza di una soluzione politica" alla crisi libica.

"La pressione militare - è la convinzione di entrambi - deve essere "uno strumento per convincere il regime di Gheddafi a cessare gli attacchi contro i civili". Il segretario di stato americano, in particolare, ha sottolineato come in questo momento serva "aumentare la pressione militare, politica ed economica su Gheddafi per porre fine alle violenze contro i civili ed avviare una transizione democratica verso un futuro migliore". In questo, ha aggiunto Clinton, "Italia e Stati Uniti lavorano fianco a fianco". Non è mancata la gratitudine americana per "per l'impegno dell'Italia" nei teatri di crisi internazionali. Chiamando Frattini per nome, il capo della diplomazia Usa ha sottolineato: "Ti ringraziamo Franco per aver ospitato questa riunione", ricordando la "forte amicizia e partnership con l'Italia".
Un "fondo speciale" per aiutare finanziariamente gli insorti libici e il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) è stato annunciato oggi dal ministro
degli Esteri Franco Frattini nel suo discorso di apertura del Gruppo di contatto. Il "meccanismo finanziario temporaneo", ha spiegato Frattini,
"permetterà di far arrivare fondi in maniera effettiva e trasparente al Cnt". "La possibilità per il Cnt di richiedere lo scongelamento degli asset libici
per scopi umanitari" è "un problema molto serio che occorre affrontare come una questione prioritaria", ha spiegato Frattini nel suo discorso di apertura del Gruppo di contatto. "Questo denaro - ha aggiunto Frattini - appartiene al popolo libico. Italia è Francia hanno già esortato gli organismi pertinenti dell'Ue a cercare una soluzione". "Noi chiediamo ai nostri partner, riuniti (come membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu) nel Comitato per le Sanzioni stabilito dalla Risoluzione 1970, di affrontare questo tema cruciale immediatamente", ha infine sottolineato il titolare della Farnesina.

"Il nostro messaggio deve essere che manterremo alta la pressione, usando tutti i mezzi legittimi anche con l'obiettivo di convincere l'entourage di
Gheddafi ad unirsi ai molti che hanno già defezionato". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini nell'intervento di apertura della riunione del Gruppo di contatto.

"Questa non è una guerra civile: piuttosto potrebbe essere definita come la resistenza del popolo libico all'aggressione dell'esercito personale di
Gheddafi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel suo discorso di apertura della riunione del Gruppo di contatto sulla Libia. "Il
Gruppo non vuole prendere il posto del popolo libico nel definire il futuro del loro Paese. Il Gruppo riunisce i Paesi con uno speciale senso di responsabilità internazionale nel proteggere e con un desiderio genuino di ascoltare il popolo libico e di accompagnarlo nel tragitto verso una Libia nuova e libera basata su valori condivisi", ha aggiunto Frattini.

L'obiettivo della comunità internazionale in Libia in questo momento deve essere il raggiungimento di un "cessate il fuoco" seguito da un ritiro delle
forze di Gheddafi nelle caserme e dall'inizio di un "processo politico" che sfoci in una "Libia democratica". E' l'auspicio espresso dal ministro degli
Esteri Franco Frattini nel suo intervento di apertura oggi alla Farnesina del Gruppo di contatto sulla Libia. Il capo della diplomazia italiana ha quindi
affermato di accogliere con favore la "road map" preparata in questo senso dal Consiglio nazionale transitorio di Bengasi. La conferenza di oggi, ha aggiunto Frattini, "é solo un passaggio di un lungo processo che deve portare dal cessate il fuoco alla ricostruzione e che include sfide molto serie. Sono fiducioso tuttavia - ha concluso il ministro - che se la nostra determinazione sarà altrettanto seria, la nuova Libia prevarrà".

"Mi auguro che sempre più partner considerino di stabilire relazioni bilaterali con il Consiglio Nazionale di transizione libico. Questo aiuterà a
rafforzare i nostri partner di Bengasi e ad aumentare il senso di isolamento del regime di Gheddafi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, durante l'incontro del Gruppo di contatto sulla Libia in corso alla Farnesina.

La Spagna al momento non ha riconosciuto formalmente il 'governo' dei ribelli libici, il Cnt, hanno indicato fonti del ministero degli esteri di Madrid,
commentando informazioni al riguardo diffuse dal portavoce del Consiglio di transizione da Roma. "La Spagna ha mandato a Bengasi un inviato speciale incaricato di tenere i contatti con il Cnt", hanno indicato all'Ansa le fonti, "ma questo non implica un riconoscimento nel senso giuridico". In precedenza anche l'Olanda aveva smentito di aver riconosciuto ufficialmente il Cnt.

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