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La rivoluzione sovranista, il decennio che ha cambiato il mondo

"La rivoluzione sovranista - il decennio che ha cambiato il mondo", di Marco Gervasoni non è un testo freschissimo di stampa. Pubblicato a settembre 2019 risultà però il perfetto manuale per i domiciliari imposti causa coronavirus.
Il Professor Marco Gervasoni, docente presso l’Università degli Studi del Molise -  recentemente vittima di epurazioni pubbliche in altro ateneo - e studioso della vita politica e intellettuale italiana e francese ha mandato in stampa un testo unico nel suo genere e nel panorama libresco odierno.
Ha voluto delineare i tempi, le modalità e i successi che i movimenti sovranisti hanno intrapreso. Un volume perfetto per riempire il tempo dedicato all'aperitivo, fino a poche settimane fa, e magari capire anche come il mondo sta reagendo alla nuova emergenza dal punto di vista politico. O, meglio, come reagirà quando la crisi sarà un ricordo recente.
Per Gervasoni la rivoluzione sovranista inizia nella crisi economica del 2007-2008 che ha portato trasformazioni sociali e culturali: abbiamo assistito, infatti, alla più devastante crisi del sistema economico mondiale dopo quella del 1929. Quella che ha distrutto in mille pezzi la classe media, ha prodotto un impoverimento vero e generalizzato, ha lanciato nell’insicurezza la stragrande maggioranza dei cittadini dei Paesi occidentali. Eppure quel momento non ha interessato soltanto l'economia, ma ha minato profondamente l'identità occidentale. Ha minato radicalmente la politica dell'identità, le guerre culturali, il senso di nazione. Ogni cosa, però, archiviata facilmente dietro il paravento della crisi economica e dell'immigrazione.
Eppure, da storico, Gervasoni dimostra che la discussione, neanche in questi giorni, può essere sterilizzata. E non è questo che la gente chiede più.
Oggi "sovranismo" è una parola abusata e il cui significato ultimo è ignorato. Per questo Gervasoni nel chiarire indica anche il senso del volume: il sovranismo è una tendenza che coinvolge anche i partiti che si definiscono lontani da quest'ultimo.
La differenza con il nazionalismo è che il sovranismo viene rivendicato da alcuni partiti che fanno parte dell'Unione europea che, dal Trattato di Maastricht in poi, ha privato i governi non solo della sovranità monetaria e che adesso più  che mai rivendicano il ritorno a una sovranità nazionale. Richiesta da non tradurre con l'antieuropeismo, ma con l'Europa della nazioni. I sovranisti di cui si legge sono quelli che in realtà vorrebbero più democrazia e lasciar parlare il famigerato "popolo" che per i vecchi nazionalisti può farlo solo se dà loro ragione.
Inoltre per Gervasoni i nazionalisti vorrebbero un'espansione a detrimento delle altre nazioni, i sovranisti, invece, solo il controllo del proprio Paese nella sfera nazionale.
Arriva poi il passaggio fondamentale che delinea l'origine della rivoluzione sovranista. È il tema dell'dentità la scintilla nella formazione delle nuove tendenze. Insieme al tema dell'immigrazione: più o meno tutti hanno capito che il fenomeno dell'immigrazione, se non controllato, può distruggere una società, cosa che sta già accadendo da qualche parte, ma non tutti hanno il coraggio di ammetterlo.
Gervasoni in un libro che tiene compagnia, illumina, chiarisce e conferma la realtà, si dimostra immune dal contagio del pensiero dominante che infesta il mondo accademico.
Il suo saggio è una bussola per chi desidera meglio orientarsi nella storia contemporanea. Per chi sogna una risposta politica all'altezza.
E chi legge resta con un profondo interrogativo: chi cavalca o intende cavalcare l'onda lunga sovranista, saprà interpretarla in modo adeguato? Cercherà i giusti strumenti - come i manuali - per farlo?
La cultura politica è quel che manca alla classe dirigente, rimasta senza attrezzi e con pochi consiglieri. 
È per questo che poi con l'acqua sporca si butta sempre anche il bambino.
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