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Giovedì, 13 Agosto 2020

Vertice Italo-Francese: Nessuno vuole abolire Schengen

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"Nessuno di noi vuole negare" e abolire l’accordo di Schengen "ma in circostanze eccezionali crediamo debbano esserci variazioni a cui abbiamo
deciso di lavorare insieme". Apre così la conferenza stampa di chiusura il premier Silvio Berlusconi dopo il vertice italo-francese a Villa Madama con Nicolas Sarkozy. E il presidente francese conferma, quando è il suo turno." Vogliamo che il trattato di Schengen viva, ma perché viva deve essere riformato". Il peso sulla Francia "La Francia ogni anno accoglie 50mila migranti. L’Italia una media di 10mila. Lo sforzo della Francia è quindi cinque volte superiore. Di questo siamo consapevoli e da parte nostra non c’è nessuna volontà di accusare la Francia" di inadempienze chiarisce Berlusconi. La lettera "Esaminare la possibilità di ristabilire temporaneamente controlli alle frontiere interne in caso di difficoltà eccezionali nella gestione delle frontiere esterne comuni" lo chiedono il premier Berlusconi ed il presidente francese Sarkozy nella lettera congiunta inviata all’Ue. Per quanto riguarda Schengen, Berlusconi e Sarkozy parlano nella missiva, inviata ai presidenti del consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e della commissione Ue, Jose Manuel Barroso, della necessità di "rafforzare la governance", fondandola su "requisiti più
vigorosi e strumenti più efficaci" per una "maggiore disciplina collettiva ed un maggior livello di coesione sugli standard di protezione delle frontiere esterne comuni, anche in vista dell’allargamento". Definendo le "linee contenute nella proposta legislativa attuale non sufficienti", si auspica così un "pacchetto più ambizioso". Basato su una "procedura di valutazione" che coinvolga "rigorosamente gli stati membri"; su Frontex, che dovrà essere il "fulcro di coordinamento di questo dispositivo di valutazione e di sorveglianza attraverso la creazione di un insieme di esperti e di gruppi di valutazione"; e sulla possibilità di "ristabilire temporaneamente controlli". Una governance rafforzata per Schengen - così come accaduto per quella economica - è "vitale per la fiducia dei cittadini nella costruzione europea" concludono i due leader nella missiva auspicando che il prossimo Consiglio Europeo consenta "l’adozione delle decisioni necessarie per raggiungere questo scopo".
Riformare l'accordo di Schengen sulla libera circolazione trans-frontaliera e non abolirlo. Dal vertice bilaterale Italia-Francia arriva questo messaggio all'Europa di fronte all'emergenza migranti: in circostanze eccezionali, dice Berlusconi devono esserci variazioni. E aggiunge che sulla Francia grava un peso di accoglienza dei migranti cinque volte maggiore che sull'Italia. Gli fa eco il presidente francese Sarkozy: perche' il trattato viva, deve essere riformato. Si propone anche una maggiore cooperazione fra Bruxelles e i singoli stati esposti a ondate eccezionali di immigrazione. Un invito ai paesi Ue a non assumere un atteggiamento miope e meschino di ripiegamento arriva dal presidente Napolitano. L'Ue replica: sospendere Schengen non si può, chiarimenti per evitare malintesi.
ma Berlusconi e Sarkozy hanno discusso anche : un "appello forte" alle autorità di Damasco affinché "fermino la repressione violenta di dimostrazioni pacifiche" è stato lanciato oggi dal premier Silvio Berlusconi e dal presidente francese Nicolas Sarkozy.
"Abbiamo sentito di non poterci sottrarre" ad un intervento maggiore dell'Italia in Libia con raid mirati anche perché "c'era bisogno" di questo
nostro intervento. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese.
"Abbiamo avuto modo di sentire al telefono il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, che ci ha ringraziato por la nostra decisione di aumentare
l'impegno" in Libia, ha aggiunto Berlusconi.
L'impegno rafforzato dell'Italia in Libia non significa "bombardamenti" ma "interventi mirati su singoli obiettivi, non su centri di civili". Lo ha
sottolineato il presidente del Consiglio parlando della decisione italiana di incrementare l'impegno in Libia.
"Abbiamo accettato di intervenire su obiettivi militari mirati escludendo vittime civili: una soluzione che abbiamo dovuto assumere, rispettando
moltissimo la posizione degli alleati della Lega: ho sentito ieri Bossi, Maroni e Calderoli e siamo d'accordo che ci sentiremo anche oggi". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi.
"Siamo a diposizione" del Parlamento, "La Russa e Frattini sono a disposizione del Parlamento per dare tutte le informazioni che saranno richieste" sulla decisione italiana di effettuare raid mirati in Libia. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese puntualizzando che comunque l'annuncio di ieri rientra "nell'ambito del mandato Onu e del voto che le commissioni Esteri e Difesa del Parlamento avevano dato" al momento di prendere le decisioni.
"Nessuno di noi vuole negare" e abolire l'accordo di Schengen "ma in circostanze eccezionali crediamo debbano esserci variazioni a cui abbiamo
deciso di lavorare insieme". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama con Nicolas Sarkozy.
"La Francia ogni anno accoglie 50 mila migranti. L'Italia una media di 10 mila. Lo sforzo della Francia è quindi 5 volte superiore. Di questo siamo
consapevoli e da parte nostra non c'é nessuna volontà di accusare la Francia" di inadempienze. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama con Nicolas Sarkozy.''Nulla sarebbe piu' miope, meschino e perdente del ripiegamento su se stesso di ciascuno dei paesi membri dell'Unione Europea'' di fronte ai problemi nati dalle rivolte in nord Africa e al ''rischio di flussi migratori disperati e convulsi verso le nostre sponde'', ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.La risposta di fondo a questo rischio, ha aggiunto, consiste ''in un concreto, forte impegno di cooperazione allo sviluppo dei paesi delle sponde sud ed est del Mediterraneo. Dobbiamo portarci all'altezza delle nostre responsabilita' - ha sottolineato - come mondo piu' sviluppato e ricco,
mostrare lungimirante generosita', essere non solo coerenti con principi e valori di solidarieta', ma capaci di comprendere quale sia il nostro stesso interesse, guardando a un futuro che e' gia' cominciato''.
I raid mirati italiani potranno "accelerare la soluzione del problema" in Libia e si svolgeranno assolutamente "per difendere la popolazione civile
libica". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama.
"Auspico la creazione di grandi gruppi franco-italiani e italo-francesi che possano stare insieme nella competizione globale". Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi, senza citare direttamente il caso Parmalat, nel corso della conferenza stampa al termine del vertice Italia-Francia."Voglio dire agli amici italiani quanto l'Italia sia nel cuore dei francesi, ogni francese si sente vicino all'Italia". Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa congiunta al termine del vertice di "Vogliamo che il trattato di Schengen viva, ma perché viva deve essere riformato". Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa congiunta al termine del vertice con il premier Silvio Berlusconi."Riconoscere il Cnt e mettere a disposizione gli aerei" dell'Italia nell'operazione in Libia è una decisione di cui la Francia "si rallegra": lo ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, nella conferenza stampa con Silvio Berlusconi al termine del vertice bilaterale Italia-Francia a Villa Madama.
"Non invieremo truppe di terra" in Libia perche "abbiamo una regola che è quella della risoluzione dell'Onu" che non prevede questa opzione. Lo ha assicurato il presidente francese Nicolas Sarkozy in una conferenza stampa a Roma con il premier Silvio Berlusconi.
Come per la Libia e la Costa d'Avorio la Francia non interverrà in Siria "finché non ci sarà una risoluzione Onu" che "non è facile da ottenere". Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Villa Madama.Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato intorno alle undici meno un quarto a Villa Madama per il vertice con Nicolas Sarkozy. Presenti anche i ministri Franco Frattini (Esteri), Roberto Maroni (Interno) e Giulio Tremonti (Economia).
in questi minuti i ministri italiani incontrano in riunioni bilaterali di settore i loro colleghi francesi Alain Juppé, Claude Gueant e Christine
Lagarde. Subito dopo, alle 11.30 circa, Berlusconi accoglierà Sarkozy per il colloquio bilaterale che sarà seguito dalla tradizionale 'foto di famiglia'. Al termine degli incontri i due leader terranno una conferenza stampa. Sul tavolo dei colloqui, la crisi libica (anche alla luce della decisione dell'Italia di compiere raid mirati), l'immigrazione e le proposte di modifica del trattato di Schengen, ma anche un nutrito dossier economico anche alla luce dell'opa lanciata da Lactalis su Parmalat.
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, è arrivato a Villa Madama dove è stato accolto dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con una stretta di mano in apertura del vertice bilaterale Italia-Francia. I due leader hanno poi ascoltato gli inni nazionali e passato in rassegna un picchetto d'onore. Prima di entrare a Villa Madama e dare inizio ai lavori sono stati raggiunti dal premier francese, Francois Fillon.
Nonostante il rigidissimo cerimoniale del vertice italo-francese, Silvio Berlusconi riesce a fare una delle sue battute, scherzando con i fotografi sul
fatto che lo stare a sinistra rende tutto più difficile. Il piccolo siparietto avviene poco dopo l'arrivo del presidente francese Nicolas Sarkozy a Villa
Madama: i due leader ascoltano gli inni nazionali, poi passano in rassegna i Lancieri di Montebello schierati come guardia d'onore. E infine si concedono ai fotografi. Berlusconi, prima sussurra qualcosa all'orecchio di Nicolas Sarkozy, indicandogli che si debbono voltare verso gli obiettivi posti sulla loro destra. Dal sorriso con cui pronuncia la frase il presidente del Consiglio si capisce che è una battuta. Che qualche secondo dopo pronuncia diretto ai fotografi sistemati alla loro sinistra: "Per voi è più difficile perché siete a sinistra...".
Sembra rafforzarsi ulteriormente la candidatura di Mario Draghi alla successione di Jean-Claude Trichet al timone della Banca Centrale Europea.
Secondo fonti citate dall'agenzia Bloomberg, infatti, anche il Presidente francese Nicolas Sarkozy si sarebbe schierato al fianco del governatore di
Bankitalia, dopo segnali favorevoli da Berlino, e già domani, nel corso del vertice a Roma con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'inquilino dell'Eliseo potrebbe rendere pubblico il suo parere sulla vicenda.

Gli altri nomi più gettonati nella corsa all'Eurotower sono quelli del lussemburghese Yves Mersch, del finlandese Erkki Liikanen e dell'olandese Nout
Wellink. Ma dopo la sorprendente uscita di scena del presidente della Bundesbank Axel Weber, il governatore di Bankitalia è emerso come il candidato più forte per prendere il posto di Trichet. "Essendo l'unico candidato fra i quattro principali Paesi della zona euro - Francia, Germania, Italia e Spagna - Draghi diventa la scelta più ovvia per Sarkozy", ha detto una fonte all'agenzia Bloomberg. Nei giorni scorsi la stampa tedesca ha riferito che per il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, Draghi ha tutte le carte in regola per sostituire Trichet, mentre il vice-ministro degli esteri tedesco, Werner Hoyer, ha affermato che il governatore sarebbe un "ottimo" presidente per la Bce. Per i bookmakers d'Oltremanica i giochi sembrano già fatti: ad esempio la settimana scorsa l'agenzia Stanjames ha ridotto la quota relativa al governatore di Via Nazionale a 1,35 rispetto all'1,60 di prima, aprendo un netto divario con Mersch (4,50), Liikanen (6,00) e Wellink, dato addirittura a
11,00.

A questo punto solo la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, non ha ancora scoperto le proprie carte visto che deve fare considerazioni politiche a più ampio raggio. Dovrà essere lei a valutare in ultima istanza se l'elettorato tedesco può accettare che un rappresentante dell'Europa mediterranea, e per di più di un paese dai tedeschi considerato "indisciplinato" sul fronte conti come l'Italia, diventi il responsabile della politica monetaria in Eurolandia. Soprattutto ora che i suoi alleati di governo, i Cristiano democratici e i Liberal-democratici, sono in agitazione di fronte all'approvazione di un meccanismo di salvataggio europeo permanente che, secondo loro, potrebbe incoraggiare i cosiddetti Paesi periferici dell'Eurozona ad accumulare ulteriori debiti.

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