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Venerdì, 03 Luglio 2020

Il Ministro Mouzalas incontra Minniti: "L’Europa non ha mantenuto la sua promessa politica”

Incrementare ulteriormente lo scambio di informazioni in tempo reale, intensificare la collaborazione operativa in tema di prevenzione e gestione dei flussi migratori, cooperare per la messa a punto di un meccanismo europeo di rimpatri. Lo hanno concordato ieri durante il loro incontro a Roma, al Viminale, il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, e il ministro per le Politiche migratorie della Grecia, Ioannis Mouzalas

Italia e Grecia concordano su molti punti di una strategia condivisa per gestire i flussi migratori e stanno valutando l’idea di organizzare una Conferenza di tutti i paesi esposti in prima linea nell’emergenza. E’ quanto affermato ieri dal ministro per le Politiche migratorie di Atene, Yoannis Mouzalas, che ha parlato ai giornalisti in Italiano, parla molto bene avendo studiato in Italia, e al Corriere del Sud all’Ambasciata Greca a Roma dopo l’incontro con il ministro dell’Interno italiano Marco Minniti. Questa conferenza - ha precisato Mouzalas - potrebbe essere proposta nel corso del prossimo Consiglio Ue della presidenza maltese in programma a La Valletta e potrebbe coinvolgere oltre a Grecia e Italia anche Malta, Spagna, Cipro e Bulgaria. Il ministro Mouzalas ha parlato di un colloquio cordiale avuto oggi con Minniti, che si inserisce sulla scia dell’ottima collaborazione avviata già con l’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano in relazione ai problemi condivisi tra Grecia e Italia per quanto l’emergenza migratoria nel Mediterraneo e nell’Egeo.

"occorre creare alleanze, anche perché ci sono alleanze contro di noi in Europa" ci ha dichiarato il Ministro Greco, Il riferimento è ai paesi come l'Austria e i paesi del gruppo di Visegrad, che in passato "avevano proposto che la Grecia e l'Italia diventassero 'depositi' per i migranti ed i rifugiati. Ma l'Europa non può essere questo. Questo porta al populismo e non facilita soluzioni né a livello europeo, né nazionale". Per Mouzalas, Italia e Grecia sono d'accordo che la riforma del regolamento di Dublino ipotizzata dalla Commissione Ue, "via ai ricollocamenti solo quando un paese raggiunge il 150% delle sue possibilità di accoglienza, non è accettabile, non si può chiedere ai nostri paesi, né è giusto per l'Europa". Per il Ministro, la soluzione, sulla quale c'è sintonia con l'Italia "è un meccanismo europeo obbligatorio dei rimpatri. Oggi non c'è: la Spagna può rinviare un migrante in Marocco, ma la Bulgaria non può; il Regno Unito può rimandare una persona in Pakistan, ma non la Grecia. Minniti su questo è stato molto positivo, ma mi ha detto che serve comunque un accordo bilaterale tra Italia e Libia, perché i tempi dell'Europa non sono certi".

Comunque al centro dell’incontro – che si inserisce nel contesto delle già intense relazioni tra i due Paesi - i temi della cooperazione in materia migratoria, con particolare riferimento alla rotta balcanica e alla rotta centro mediterranea. Sono state esaminate, a questo proposito, le prospettive di un rafforzamento della cooperazione tra i due governi per affrontare la questione della prevenzione del fenomeno migratorio e della sua gestione.

A tal fine, è stato concordato di incrementare ulteriormente lo scambio di informazioni in tempo reale, di intensificare la collaborazione operativa in tema di prevenzione e gestione dei flussi migratori e di cooperare per la messa a punto di un meccanismo europeo di rimpatri.

A parere del ministro greco, nonostante le difficoltà nella sua concreta attuazione, la dichiarazione Ue-Turchia sull’immigrazione "deve continuare". Dall'altra parte Mouzalas ha riferito di aver parlato con Minniti anche della situazione in Libia, sottolineando come sia un paese su cui "siamo d’accordo che si troverà un' intesa per far diminuire il flusso in arrivo in Italia"; in particolare Mouzalas ha evidenziato che il ministro Minniti preme per trovare presto un accordo bilaterale tra Italia e Libia. Dopo l’accordo tra Ue e Turchia – ha proseguito il ministro greco – è vero che il peso maggiore dell’emergenza si è riversato sull’Italia, ma la Grecia sta pagando ancora un peso molto grande anche in considerazione della recente crisi economica.

La Grecia sostiene la posizione dell’Italia sul Migration Compact a livello Ue – ha dichiarato Mouzalas -, precisando tuttavia come per ora questo accordo sia stato siglato solamente con i paesi dell’Africa e questo è un aiuto per l’Italia, mentre la Grecia ha problemi con i migranti provenienti da Afghanistan e Pakistan e quindi sostiene che tali "Compact" siano estesi dall’Ue anche ai paesi dell’Asia. Secondo il rappresentante del governo di Atene, Italia e Grecia condividono anche la responsabilità per la sicurezza dell’Europa ma non per questo devono essere accusate per presunte falle dato che anche i recenti episodi dimostrano che i controlli in questi due paesi non hanno da invidiare e “siamo molto rigidi sulle questioni della sicurezza”. "Serve un responsabilità condivisa a livello Ue" e non è ammissibile che Italia e Grecia servano come "un deposito" per i migranti in Europa, ha concluso Mouzalas.

“Sarebbe paradossale”, ha detto Mouzalas che venisse ripristinato l’accordo di Dublino senza prevedere al contempo un reale piano di ricollocamenti Ue in quanto non è possibile che tutto il peso sia addossato al paese di primo ingresso dei migranti e non è possibile che i ricollocamenti possano avvenire solamente sul piano bilaterale. Secondo l’attuale proposta della Commissione Ue – ha spiegato Mouzalas- l’accordo di Dublino potrebbe essere derogato solamente nel caso in cui un paese raggiunga il 150 per cento delle proprie capacità di accoglienza. “Ma questo è impossibile e inaccettabile”, ha dichiarato il ministro ellenico secondo cui anche su questo c’è stata piena sintonia con Minniti. “C’è bisogno di un alleanza” dei paesi maggiormente esposti ai flussi per contrastare quella che è un’alleanza tra i paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, V4) e l’Austria, ha affermato Mouzalas.

In ogni caso, la situazione nella Grecia continentale è sotto controllo ma “abbiamo un grande problema con le isole”, ha detto il ministro spiegando anche che - a causa della grande ondata di freddo - Atene ha dovuto inviare una nave per accogliere i migranti dell'isola di Lesbo che tuttavia temono questo sia un modo per rimandarli in Turchia. "L’Europa non ha mantenuto la sua promessa politica”, ha sottolineato poi Mouzalas in riferimento al piano dei ricollocamenti Ue: Italia e Grecia per quest’anno avevano 180 mila ricollocamenti previsti ma fino ad ora da tutti e due i paesi sono stati meno di 15 mila, dalla Greca circa 5.500; anche per questo Atene ha siglato un piano d’azione con l’Ue in base al quale dovrebbero essere resi possibili da gennaio 2000 ricollocamenti al mese.

Minniti e Mouzalas hanno, altresì, convenuto sulla necessità di affrontare l’attuale crisi migratoria con un approccio europeo all’insegna di solidarietà e responsabilità condivise, confermando la necessità di giungere al più presto alla conclusione dell’attuazione del sistema comune europeo di asilo e della riforma del regolamento di Dublino, attraverso il meccanismo della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo.

Nel corso dei colloqui, Minniti e Mouzalas hanno sottolineato che le sfide poste dal fenomeno migratorio richiedono un impegno e una responsabilità comune dei Paesi d’origine, transito e destinazione, al fine di affrontare e gestire con efficacia tutti gli aspetti umanitari e di sicurezza relativi a questo complesso fenomeno.

In quest'ottica hanno confermato la necessità di portare a compimento al più presto l’attuazione del sistema comune europeo di asilo e la riforma del regolamento di Dublino, attraverso il meccanismo della redistribuzione obbligatoria dei richiedenti asilo.

Le sfide poste dal fenomeno migratorio richiedono un impegno e una responsabilità comuni dei Paesi d’origine, transito e destinazione, hanno sottolineato inoltre i ministri. Questo per poter gestire con efficacia tutti gli aspetti umanitari e di sicurezza legati al complesso fenomeno.

Mouzalas e Minniti hanno anche parlato di sicurezza e terrorismo. "Abbiamo la responsabilità per tutta l'Europa di garantire la sicurezza. Molte volte gli altri europei hanno accusato noi perché i terroristi erano arrivati via Italia o Grecia, a causa di scarsi controlli. Ma non è vero, basta pensare all'autore della strage di Berlino. E' vero che era arrivato dall'Italia, ma poi dalla Germania ha attraversato vari paesi, e solo in Italia l'avete preso. E poi, noi siamo i paesi di ingresso, da dove altro potrebbero passare? In Grecia avevamo preso le impronte di alcuni dei terroristi di Parigi, ma poi nessun altro li ha mai controllati".

Infine, la situazione dei migranti in Grecia. "Quello che è successo a Lesvos (con le tende sommerse dalla neve e le condizioni dei migranti nei campi) non ci rende orgogliosi. Ma dopo lo sgombero di idomeni (il campo illegale nel nord della Grecia) noi garantiamo riscaldamento, cibo e assistenza medica al 99,3% dei 60.000 presenti in Grecia. Il problema è che sulle isole la gente ha paura di diventare come Ellis Island ed è difficile creare altri posti per l'accoglienza. Abbiamo mandato una nave ma i migranti hanno paura che li vogliamo portare in Turchia

 

 

 

 

 

 

 

 

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