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Lunedì, 23 Maggio 2022

Gentiloni: l’intesa di Dublino è superata

Dopo aver puntualizzato che si deve smettere di chiedere all’Italia e alla Grecia di fare "i compiti a casa", Gentiloni individua il cuore del problema della crisi migratoria nell’attuale sistema che regola la gestione dei profughi.


"La logica non può essere quella di applicare regole concepite 25 anni fa, parlo della Convenzione di Dublino, mentre il fenomeno migratorio è cambiato radicalmente nei numeri, nelle origini, nelle dimensioni per i singoli Paesi - incalza il ministro degli Esteri - se si continua a dire che ognuno deve sbrigarsela da solo, il rischio è che questo moltiplicarsi e sovrapporsi di immagini terribili, alla fine diventi un macigno sul futuro dell’Europa".
Per Gentiloni il punto principale in questa emergenza è "condividere e modificare le regole dell’accoglienza, senza dimenticare il lavoro di medio periodo sulle cause profonde: guerre, povertà, dittature". Da qui la proposta di andare verso "l’europeizzazione della gestione dei flussi, cioè un diritto d’asilo europeo, con definizione comune della titolarità e politiche di rimpatrio comuni""Può sembrare ambizioso - aggiunge - ma se guardiamo ai conflitti tra Paesi confinanti o ancora peggio allo scaricabarile su quelli alla frontiera esterna, è l’unica strada da seguire. I migranti arrivano in Europa, non in Italia, Grecia, Germania o Ungheria".

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni non ha gradito troppo le "bacchettate" di Germania e Francia sulla gestione degli sbarchi e degli immigrati. Ad Angela Merkel e a Francois Hollande, che ieri hanno sollecitato il nostro governo ad aprire i centri di registrazione per gli extracomunatari "in tempi brevi, entro l’anno", il titolare della Farnesina ricorda che "l'Italia fa quel che deve", e anche "molto di più, salvando decine di migliaia di vite umane e accogliendo i profughi". Non solo. In una intervista al Corriere della sera, si vanta che "a livello internazionale siamo citati come modello positivo".

Per Gentiloni il secondo passo che l'Unione europea deve battere è "la creazione di canali di immigrazione legale verso l’Europa nel suo complesso: abbiamo bisogno di immigrati legali, che hanno capacità e talenti. Infine, occorre un equilibrio negli oneri tra vari Paesi. Se il diritto d’asilo vale per tutta Europa, l’equa distribuzione impedirà che i flussi si indirizzino tutti verso i Paesi più ricchi e generosi". Ma al giornalista del Corriere che insiste su tema dei centri di registrazione, il titolare della Farnesina risponde picche invitando a ragionare su come andare oltre Dublino: "L'ha proposto la stessa Commissione nella sua agenda e la Germania proprio ieri ha dato il buon esempio sospendendone l’applicazione e decidendo di esaminare le domande di asilo di tutti i migranti siriani, indipendentemente dal Paese europeo di primo ingresso".

Intanto i probemi in Italia sui profughi ha del grottesco : "Fateci tornare a Trapani a fare l'acquagym".. un gruppo di profughi ospitati in una struttura dell'Appennino pistoiese si sarebbe presentato in Questura per protestare per le condizioni di accoglienza riservate loro.

La vicenda avrebbe avuto inizio oltre un anno e mezzo fa, quando i profughi sarebbero stati ospitati, per venti mesi, in una struttura siciliana che avrebbe messo a loro disposizione addirittura la piscina. Quindi, poche settimane fa, il trasferimento in una struttura di montagna sui rilievi toscani, a Maresca: trasferimento che però non sarebbe stato gradito, al punto da spingere gli immigrati a una protesta che ha del clamoroso.

Lo svela un'inchiesta de La Nazione, che racconta come la cooperativa "Gli altri" di Pistoia abbia deciso di porre un freno alle richieste dei richiedenti asilo: "E’ gravissimo che quei ragazzi siano stati abituati a pensare che l’Italia sia il paese del Bengodi e possano vivere in una eterna vacanza", spiega il reponsabile dell'area intercultura Roberto Niccolai.

Dalla coop toscana rivelano inoltre un altro come riferisce il Giornale la situazione e particolare assai grave: già in Sicilia i profughi avrebbero preso a lavorare in nero, in palese violazione di ogni regola sull'asilo. "Mancano norme serie e una gestione univoca dell’accoglienza - denuncia ancora Niccolai - Nel caso dei profughi di Trapani ora a Maresca, ci troviamo di fronte a una prima accoglienza improvvisata. Quei ragazzi, ospiti di un albergatore che avrebbe dovuto provvedere alla loro sussistenza, lavoravano a nero cinque volte a settimana, un giorno per il loro ospite e un altro pascolando le pecore. Il resto della settimana lo trascorrevano senza fare nulla e senza neppure imparare l’italiano."

Eppure già ci sono i primi problemi: un nigeriano è stato "pizzicato" a lavorare come parcheggiatore abusivo. Pur beneficiando di un programma di accoglienza destinato ai senza reddito, sarebbe riuscito ad inviare in Africa circa 300 euro al mese. Subito è stato allontanato

Ai 106 ospiti è stato fatto firmare un contratto di accoglienza: "Quando quei ragazzi sono arrivati a Maresca abbiamo spiegato loro che avrebbero dovuto seguire dei corsi d’italiano e professionalizzanti. Diritti, ma anche doveri. Questa è la regola. È chiaro che per loro è stato un trauma", chiosano dalla coop.

 

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