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Giovedì, 04 Marzo 2021

Grecia: Schaeuble, referendum? Può essere giusto

Il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, approccia con ottimismo l'Eurogruppo che ha sul tavolo proprio la questione di Atene, dell'accordo con i partner internazionali per sbloccare 7,2 miliardi di aiuti in cambio di riforme. Il ministro si è dichiarato "molto fiducioso" sulla riunione dei ministri finanziari perchè al termine ci sarà una dichiarazione o un comunicato sui progressi del negoziato con i creditori. Un elemento al quale viene attribuita una grande importanza, perché sarebbe un segnale politico anche verso la Bce, che deve decidere in che misura confermare il sostegno di liquidità alle banche elleniche. Prima della riunione, Varoufakis ha in agenda anche un colloquio a due con l'omologo tedesco, Wolfgang Schaeubl

Dalla riunione di oggi, comunque, "non ci si attende nessuna conclusione" del negoziato per sbloccare la nuova tranche di aiuti internazionali per la Grecia, ma si constateranno "passi in avanti nel dialogo che continua sia a livello tecnico che politico". A confermarlo è stato anche il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan. Il titolare di via XX Settembre è stato più cauto su un documento comune: "Ci sarà una conferenza stampa del presidente Dijsselbloem, non prevedo dichiarazioni ma potrei sbagliarmi", ha detto. Il premier greco, Alexis Tsipras, ha già anticipato che - se le misure richieste ad Atene saranno troppo onerose - potrebbe passare attraverso la carta del referendum. Una via che "potrebbe essere una decisione giusta", ha detto ai giornalisti Schaeuble. Sarebbe un modo, ha aggiunto, "per far decidere al popolo greco".


L'Eurogruppo di oggi "è importante per verificare le intenzioni dei greci", che devono "rassicurare l'Eurogruppo sulla volontà di rispettare gli impegni per raggiungere un accordo": lo ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici, spiegando che "vi sono stati dei progressi di metodo, che non è ideale ma funziona, ma restano ancora punti importanti" da chiarire

E' la prima volta dal 20 febbraio che torneranno a scrivere le loro intenzioni assieme ad un invito, diplomatico solo nella forma, ad "aumentare l'impegno" per raggiungere la meta. I negoziati hanno avuto un'accelerazione nelle ultime settimane, da quando gli interlocutori del Brussels Group sono cambiati in seguito al 'rimpasto' di Tsipras. Ma gli ostacoli restano numerosi. Alcuni sono pratici: le trattative si svolgono a Bruxelles e non ad Atene come prima, rallentando il lavoro di verifica dei dati dei ministeri. Altri sono di principio: il Governo non vuole toccare le pensioni e nemmeno aumentare l'Iva. "Su nessuno dei dossier in discussione si è arrivati a una conclusione", ammette una fonte. Sui negoziati pesa quindi una profonda incertezza, anche a causa della crisi di liquidità che sta vivendo il Governo greco, costretto a fare fronte a tutte le scadenze contando solo sul suo magro bilancio. Finora Tsipras è riuscito a rispettare tutti gli impegni ma mercoledì è in arrivo il pagamento di 800 milioni di euro al Fmi e non è ancora chiaro come riuscirà a farvi fronte. A causa di tutti questi dubbi l'Ue - riporta Katimerini - starebbe preparando un 'ultimatum' da consegnare alla Grecia a fine maggio. Una lista di riforme necessarie per sbloccare i 7 miliardi di aiuti, non negoziabile, che se venisse rigettata farebbe chiudere per sempre all'Ue i cordoni della borsa. E' un modo per mettere alle strette Tsipras che avrebbe poco tempo per decidere e quindi non potrebbe convocare un referendum sulle misure richieste. E se rigettasse l'oferta, si troverebbe ad affrontare da solo le scadenze con la Bce, che ammontano a circa 6 miliardi tra giugno e luglio. Una cifra che non potrebbe mettere insieme nemmeno dando fondo a tutte le riserve.

"Se il Governo greco vuole fare un referendum, faccia un referendum, magari potrebbe essere la misura giusta lasciar decidere i greci se sono pronti ad accettare ciò che è necessario o se vogliono altro": così il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble entrando all'Eurogruppo. "La decisione sta alla Grecia", ha aggiunto.

Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis entrando all'Eurogruppo si è detto "molto fiducioso", spiegando che oggi ci sarà un "comunicato sui progressi" dei negoziati, e che sviluppi verso un accordo vi saranno "nei prossimi giorni".

 Come era previsto nessun accordo tra la Grecia e l Eurogruppo ma una dichiarazione con cui l'Eurozona chiederà ad Atene "un lavoro più duro" per arrivare ad un'intesa entro qualche settimana perché "il tempo sta finendo". Ma, non fidandosi delle intenzioni del Governo e per paura che possa verificarsi un incidente di liquidità da un momento all'altro, i creditori internazionali starebbero preparando un 'ultimatum' da presentare a Tsipras a fine maggio. Un'offerta 'prendere o lasciare', negli ultimi giorni utili per sbloccare gli aiuti: a fine giugno scade il programma e, con esso, svaniranno anche i sette miliardi ancora disponibili per Atene. I ministri delle finanze della zona euro metteranno nero su bianco l'auspicio di raggiungere "un'intesa nelle prossime settimane".....

La Grecia (domani è in forse il pagamento della trance al FMI) potrebbe far richiesta di adesione alla Banca per lo sviluppo dei BRICS (Cina, Russia, Brasile, India, Sud Africa), come ipotizzato anche da Vice Ministro delle Finanze della Russia e rappresentante della nuova Banca di Sviluppo Sergei Stortsak in un'intervista esclusiva all'agenzia greca ANA - MPA.
Nel momento in cui il problema finanziario del paese resta acutissimo, la partecipazione greca alla nuova Banca di Sviluppo del BRICS, almeno per quello che risulta dalle dichiarazioni del funzionario russo, consentirebbe di finanziare una serie di progetti di sviluppo. Riferendosi alle relazioni greco-russo Stortsak ha sottolineato che queste possono essere sviluppate in diversi settori con il rublo russo come moneta per i pagamenti di beni e servizi.

"Il rapporto greco con la Russia - ha osservato il direttore di Mondo Greco  Francesco De Palo intervistato oggi da GR Parlamento - è fino ad oggi stato un tabù, ma all'indomani del via libera sul gasdotto Turkish Stream è di grande attualità per Atene. A ciò si aggiunga il commercio di prodotti ortofrutticoli greci interrotto da Mosca dopo le sanzioni occidentali e il dossier privatizzazioni per il gas presente copioso a Creta e per le ferrovie elleniche Treinose: due fronti su cui la Russia ha intenzione di dire la sua e su cui il ministro greco per l'Energia Lafazanis è particolarmente sensibile".Intanto :

Un cortometraggio della durata di 50 secondi con immagini dell'occupazione nazista della Grecia (1941-1944) che costò al Paese più di 20mila morti, per lo più civili, oltre a distruzioni e saccheggi con relativi danni, stimati dal governo greco in quasi 300 miliardi di euro attuali, è da visibile da sabato, proiettato in continuazione, su grandi schermi installati in 35 stazioni della metropolitana di Atene. Il video rientra nell'ambito di una campagna internazionale lanciata dal governo greco per ottenere dalla Germania risarcimenti per i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale.

Tra le immagini che si susseguono rapide, si vedono chiaramente aerei tedeschi che sorvolano il Partenone e la scritta "la Seconda guerra mondiale, la resistenza, non dimentichiamo", che scorre sul video. Una serie di fotografie in bianco e nero mostra episodi di violenza in varie località del Paese a ricordare il costo in vite umane pagato dai greci. Per Berlino, però, la vicenda è stata chiusa dopo l'accordo del 1960, quando la Germania compensò Atene con 115 milioni di marchi. Inoltre, sempre per il governo tedesco, la questione delle riparazioni di guerra fu risolta nel 1990, all'indomani della riunificazione della Germania e Berlino firmò un trattato in cui tutti i Paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale - Grecia compresa - rinunciarono ad ulteriori rivendicazioni in quanto vincitori.



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