Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 11 Luglio 2020

Caos alla Camera sul Processo Breve invertito

berlusconi_ride_presidenza_consiglio--400x300

 

A Montecitorio la maggioranza accelera sul provvedimento volto a ridurre la durata dei processi, proponendo e incassando l’inversione dell’ordine del giorno, che prevedeva al primo punto l’esame della legge comunitaria. Una mossa che innesca la furibonda reazione delle opposizioni (i cui rappresentanti nel Comitato dei Nove della commissione Giustizia hanno abbandonato per protesta i lavori, parlando di "blitz inaccettabile"). Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, non ci sta e rispedisce al mittente le accuse ("Oggi all’ordine del giorno c’era un'indignazione programmata"), mentre il premier Berlusconi ricorda che "l'accorciamento dei processi è voluto dalla Ue". Il Pd perde la testa con la Bindi che propone l'Aventino, D'alema che la zittisce fracendole venire una crisi di nervi e Bersani che opta per un sit in di protesta davanti a Montecitorio.
Acceso diverbio nell’emiciclo di Montecitorio tra il presidente del Pd Rosy Bindi e Massimo D’Alema. Motivo del contendere: l’abbandono o meno dell’Aula come gesto di protesta contro la maggioranza. La Bindi sosteneva la tesi dell’Aventino, mentre D’Alema era contrario. Alla fine, quest’ultimo ironizzando, forse per smorzare un po' i toni del dibattito, avrebbe detto: "Che vuoi? Che gli vado a menare? Mi levo gli occhiali e vado...". L’ironia, però, sarebbe piaciuta poco al vicepresidente della Camera che a quel punto, racconta sempre chi ha assistito alla scena, sarebbe andata davvero su tutte le furie

Il Pdl affretta i lavori Il deputato del Pdl Simone Baldelli ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno della Camera per mettere al primo punto il provvedimento sul processo breve. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, davanti alla richiesta di inversione dell’ordine del giorno, ha deciso di "chiamare l’aula a pronunciarsi, dando la parola a un esponente per gruppo". Spiegando la decisione di consentire un voto dell’aula sull’inversione dell’ordine del giorno, Fini ha motivato la sua scelta richiamando le decisioni assunte dalla giunta per i regolamenti fin dal 1998. Subito dopo l'aula ha approvato l’inversione dell’ordine del giorno proposta che è passata per quindici voti di scarto. Contro la richiesta si sono espressi i deputati di Pd, Idv, Fli e Udc. Dopo la proclamazione del risultato, dai banchi dell’opposizione si è urlato: "Vergogna, vergogna!".
A infiammare il confronto con le minoranza è soprattutto l’ok all’inversione dell’odg. La proposta di procedere subito all’esame del provvedimento sul processo breve è passata con una maggioranza di 15 voti. Hanno votato a favore Pdl e Lega, hanno votato contro Pd, Idv e Nuovo Polo. Appena il vicecapogruppo del Pdl Simone Baldelli ha chiesto di accantonare l’esame della Comunitaria e passare direttamente al testo che prevede tra l’altro la prescrizione breve per gli incensurati, è stato l’azzurro Simone Baldelli, il Pd, col presidente dei deputati Dario Franceschini, è insorto, denunciando la violazione dell’articolo del regolamento della Camera che riserva all’opposizione uno spazio dei lavori dell’Aula per le proprie proposte di legge. "Vergognatevi", ha detto il capogruppo Pd. Fini ha osservato che "la presidenza non può che consentire che l’assemblea sia chiamata a pronunciarsi", citando a sostegno della sua scelta le precedenti decisioni assunte dalla Giunta per il regolamento nelle sedute del 24 settembre e del 29 settembre del 1998.

Sit in del Pd davanti a Montecitorio Immediata reazione del Pd alla "forzatura" della maggioranza in aula sul processo breve. Il segretario Pier Luigi Bersani ha infatti lanciato per oggi pomeriggio alle 18 un sit in davanti a Montecitorio. Al presidio saranno presenti, oltre a Bersani, il vicesegretario Enrico Letta, la presidente Rosy Bindi, e i capigruppo di Camera e Senato, Dario Frnaceschini e Anna Finocchiaro. Il Pd fa sapere che vuole dire "basta con le amnistie personali, con le prescrizioni brevi, con le bugie, con le intimidazioni alla magistratura". "Il presidente del Consiglio, imputato di reati gravissimi in diversi processi, deve accettare - afferma ancora il Pd - di comportarsi come tutti gli altri cittadini. Invece di adoperarsi per distruggere il sistema della giustizia in Italia, deve presentarsi di fronte ai giudici e spiegare lì le proprie ragioni. Nessuno può essere al di sopra della legge..
Si allungano i tempi dell’approvazione alla Camera del processo breve. Il presidente Gianfranco Fini ha raddoppiato i tempi di intervento in aula dell’opposizione, che ne ha fatto richiesta durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. "Speriamo di chiudere entro venerdì", ha poi riferito Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Non è escluso che si tengano anche sedute in notturna. "Stiamo decidendo", ha spiegato sempre Cicchitto.
La Lega "si associa" la richiesta del Pdl di invertire l'ordine del giorno dell'Aula della Camera per passare subito all'esame del ddl sul processo breve, che contiene il taglio della prescrizione per gli incensurati. Lo annuncia Luciano Dussin che si lancia in una filippica contro i magistrati e la Corte costituzionale, fermato solo dal ministro Roberto Calderoli, che lo ha raggiunto al banco e, tra le urla delle opposizioni che gli gridavano "servo, servo!", gli ha detto di smettere toccandolo sul braccio. "In Puglia dove controllate i giudici, questi hanno rottamato 11mila intercettazioni salvando Vendola e i vostri. E attacca, chiedendo l'intervento del presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale: "ha stabilito, contro la nostra legge, che non si possono rimpatriare gli immigrati indigenti... ma allora chi comanda in Italia?".

In precedenza i deputati dell'opposizione avevano abbandonato la riunione del Comitato dei Nove della Commissione Giustizia per protesta contro la decisione della maggioranza di "strozzare i tempi del dibattito sul testo per la "prescrizione breve". "Loro vogliono strozzare al massimo i tempi del dibattito su questo provvedimento - spiega il capogruppo del Pd in Commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti - perché vogliono votare al massimo entro domani il testo. Ma questo è un blitz inaccettabile e noi in Aula daremo battaglia.

Il Comitato dei Nove della Commissione Giustizia della Camera ha dato parere negativo all'emendamento presentato dall'opposizione al testo sulla prescrizione breve che prevedeva di dare la possibilità al magistrato di pronunciare sentenza di proscioglimento in caso di tenuità del reato e di lievi conseguenze penali. Per la complessità della materia e per le polemiche che ne sono nate, la maggioranza ha deciso di non inserire questa misura nel provvedimento che dovrebbe essere già da oggi all'esame dell'Aula di Montecitorio. Molto probabilmente questa norma, proposta dal Pd, diventerà oggetto di un provvedimento 'ad hoc'.
Dal Comitato dei Nove hanno ricevuto parere positivo solo alcuni emendamenti per lo più proposti dal relatore Maurizio Paniz. Si tratta di proposte di modifica che puntano a cambiare il nome del provvedimento: non ci sarà più il riferimento alla "ragionevole durata dei processi" come elemento essenziale del titolo. Il capo dell'ufficio giudiziario che dovrà fare la segnalazione contro il magistrato 'lumaca' dovrà trasmetterla direttamente al Guardasigilli e al Consiglio superiore della magistratura. Non ci sarà più l'obbligo di inoltrarla al Procuratore generale della Corte di Cassazione. Per quanto riguarda la durata del primo grado del processo, fissata nel provvedimento a 3 anni, si sta studiando la possibilità di dare più tempo, prima di fare la segnalazione per il ritardo, per procedimenti penali particolarmente complessi.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI