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Martedì, 06 Dicembre 2022

Doccia fredda sulla Grecia alla vigilia dell'Eurogruppo

Il premier greco Alexis Tsipras esclude ancora una volta l'opzione di un'uscita di Atene dall'euro, "perchè io amo l'Europa", dice in un'intervista allo Spiegel, secondo un'anticipazione. Il primo ministro paragona l'eurozona a un pullover di lana, "quando si inizia a sfilare non ci si ferma più". Nell'intervista, il premier ha rimarcato come il governo intenda "innanzitutto combattere la crisi umanitaria".

Una uscita della Grecia dall'euro è possibile e provocherebbe un forte shock nell' Eurozona, ma non innescherebbe una crisi sistemica come avvenuto nel 2012. Lo scrive l'agenzia Fitch precisando che una "Grexit non è nel nostro scenario di base, ma rimane un rischio fino a che vanno avanti negoziati più dettagliati e il governo greco cerca di mantenere l'appoggio interno per l'accordo che raggiungerà"

I problemi finanziari sono più acuti di quanto noto: il più piccolo errore potrebbe provocare ritardi nei pagamenti o un default, ha scritto la principale agenzia di stampa tedesca, la Dpa, citando fonti del governo ellenico. L'esecutivo avrebbe chiesto ai fondi pensionistici e altre istituzioni pubbliche di mettere a disposizioni i propri capitali. Le banche greche sono adeguatamente capitalizzate, la liquidità è assicurata e non c'e' alcun rischio per i depositi, ha assicurato il governatore della Banca centrale ellenica, Yannis Stournaras, secondo quanto riferito da Bloomberg, dopo un incontro con il premier Alexis Tsipras e il ministro delle finanze Yanis Varoufakis. Stournaras ha poi sottolineato l'importanza della riunione dell'Eurogruppo di lunedì prossimo precisando che Tsipras gli ha assicurato che sta lavorando senza sosta per arrivare a una conclusione positiva.

L'istituzione di un "consiglio di bilancio" per monitorare la spesa pubblica e il reclutamento "di studenti, domestici e perfino turisti" per sguinzagliarli come agenti delle tasse sotto copertura. Sono alcuni degli elementi contenuti nella lettera inviata dal ministro delle finanze ellenico, Yanis Varoufakis, all'Eurogruppo in cui si illustrano le sette riforme elaborate dalla Grecia per ottenere il prolungamento del finanziamento sul debito.

La lista di riforme che Atene ha inviato all'Euro gruppo e che dovrebbe essere esaminata oggi, comprende l'istituzione di "un consiglio di bilancio" indipendente per monitorare la spesa del governo, la sua politica di bilancio e quindi valutare se gli obiettivi vengono raggiunti; migliorie sul fronte della predisposizione del bilancio; la messa a punto di uno schema per la lotta all'evasione dell'Iva; un nuovo piano e leggi più dure per riscuotere le tasse non pagate da contribuenti e imprese; un nuovo piano per emettere licenze alle aziende di gioco d'azzardo online; la riduzione della burocrazia e iniziative per affrontare la crisi umanitaria con l'introduzione di buoni pasto, misure per garantire energia elettrica e assistenza abitativa. Costo complessivo: 200,29 milioni di euro.

"La nostra politica è che la Grecia resti nell'Euro zona. Per molti anni abbiamo lavorato per questo ma naturalmente ci sono due facce della stessa medaglia: una è la solidarietà e l'altra è la determinazione a spingere sulle riforme; se la via è questa c'e' ancora molta strada da fare". E' quanto ha detto Angela Merkel a Tokyo durante la conferenza stampa congiunta con Shinzo Abe....

oggi a Bruxelles valuterà il pacchetto di riforme che Atene ha inviato nei giorni scorsi all'Unione. Il presidente dello stesso Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha infatti anticipato che la 'lista' dei provvedimenti è "lontana dall'essere completa", che la sua attuazione richiederà "tempi lunghi" e che a marzo non è prevista nessuna tranche di aiuti.

Si annuncia così un nuovo flop per la riunione dei ministri delle Finanze, alla quale il greco Yanis Varoufakis dovrebbe portare la richiesta esplicita di allontanare definitivamente la Troika da Atene, dando a dei "team tecnici" basati a Bruxelles il compito di valutare le riforme greche prima di ciascuna riunione europea. La tensione rimane comunque alta, alimentata, come più volte è successo in questi giorni, da incomprensioni e correzioni di tiro. L'ultima, dello stesso Varoufakis, sull'ipotesi di un referendum che un po' tutti pensavano sulla permanenza nell'euro e che invece il ministro intendeva sulle misure che l'esecutivo di Atene intende mettere in campo Intanto

La nuova minaccia immigrazione non arriva dalla Libia, ma dalla Grecia. Il ministro della Difesa Panos Kamenos sta, infatti, mettendo a punto un piano per invadere l'Unione europea e, in particolar modo, la Germania con un’ondata senza precedenti di clandestini.

La minaccia di Kamenos è una replica al presidente dello stesso Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che, ieri, ha anticipato alcune critiche alla "lista" dei provvedimenti: "È lontana dall’essere completa". Un'anticipazione che non fa pensare a nulla di buono. Anzi. La Grecia rischia grosso. E per questo è disposta a tutto. "Non sarà poi affar nostro se l’Europa, una volta che abbia adottato una posizione intransigente contro la Grecia sulla questione del debito - avverte Kamenos - si troverà ad affrontare una eventuale realtà spiacevole, cioè il fatto che alla marea umana di milioni di migranti extracomunitari che si rovescerà su Berlino si possano mescolare terroristi dell’Isis". All'interno del governo Tsipras, Kammenos ricopre l'incarico di ministro della Difesa. E questo fa sì che la minaccia sia tutt'altro che campata in aria

"Se abbandoneranno la Grecia devono sapere che i migranti riceveranno i documenti e andranno a Berlino", ha detto Kammenos durante un incontro di partito riportato dallo Spiege"E se fra gli immigrati ci saranno anche terroristi jihadisti - ha continuato - l’Europa, per il suo atteggiamento con la Grecia, dovrà ritenersi essa stessa responsabile".

A poche ore dall’attesa, forse decisiva riunione dell’Eurogruppo sulla crisi del debito sovrano greco e il futuro dei rapporti tra Atene e l’eurozona, Kamenos lancia una minaccia senza precedenti che ha lasciato la cancelliera Angela Merkel letteralmente a bocca aperta."Se l’Europa ci abbandona nella crisi, la sommergeremo di migranti - ha detto durante un incontro pubblico - e tanto peggio per Berlino se in mezzo a quella marea umana di milioni di profughi economici si mescoleranno anche jihadisti dello Stato islamico". Il leader del partito "Greci indipendenti", la neo destra populista alleata di Syriza, minaccia la legge del taglio. Se Berlino dovesse dare un colpo ai greci, Atene risponderà dando un colpo ai tedeschi. "Se ci lasciano cadere - ha spiegato Kamenos - allora distribuiremo ai migranti venuti da ovunque documenti validi per circolare nell’Europa delle frontiere aperte di Schengen e così quella marea umana potrà andare senza problemi a Berlino".

L'alternativa - avrebbe lasciato intendere - sarebbero nuove elezioni. E che le trattative e i contatti siano frenetici e che vadano dai livelli tecnici a quelli politici più alti, lo dimostrano le telefonate che il primo ministro greco Alexis Tsipras ha fatto oggi: la prima al presidente della Bce Mario Draghi e la seconda a quello francese Francois Hollande. A Draghi Tsipras (che aveva parlato di cappio al collo greco messo dalla Bce) avrebbe confermato il rispetto per l'indipendenza dell'Eurotower, raccomandandosi però che questa non soccomba alle pressioni politiche. Con Hollande avrebbe invece manifestato la volontà di sempre maggiore collaborazione e l'intenzione di incontrasi a Parigi in tempi stretti.

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