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Angela Merkel raffredda le speranze del premier greco Alexis Tsipras

Il caso Grecia, la crisi in Libia e le tensioni in Ucraina. Questi i dtre temi affrontati questa mattina da Matteo Renzi e Angela Merkel. I due leader si sono sentiti al telefono intorno alle nove e hanno fatto il punto della situazione in vista della riunione dell’Eurogruppo prevista a Bruxelles.

Nel giorno decisivo dell'Eurogruppo, Angela Merkel raffredda le speranze del premier greco Alexis Tsipras di chiudere un accordo sulla base della proposta presentata ieri da Atene a Bruxelles. “Quello che nella sostanza è stato formulato nella lettera di Atene non è sufficiente, e su questo il governo tedesco è unito”, ha spiegato la portavoce di Angela Merkel, Christiane Wirtz, in conferenza stampa da Berlino. Parole tese a chiarire la posizione di Berlino dopo il botta e risposta di ieri fra il 'falco' Wolfgang Schaueble e il vice cancelliere Sigmar Gabriel.

Il premier, intervistato ieri sera a Virus” su Rai Due, ha osservato: «L'Italia sta facendo lavoro di cerniera tra i Paesi più rigidi, austeri, e la Grecia. Cerchiamo di dare una mano al governo greco, d'accordo con la commissione Ue, per trovare una soluzione».

Renzi ha poi aggiunto: «Il governo greco non può fare il furbo e lasciare da pagare agli altri. Ma un minimo di flessibilità va dato a fronte di riforme».

E questa e la vicenda :  La Grecia chiede l'estensione degli aiuti, come voleva l'Eurogruppo, ma rifiuta l'annesso 'Memorandum', che per i tedeschi è invece imprescindibile, unica garanzia di rispetto degli impegni. Se quindi per Berlino non è ancora abbastanza, la Commissione Ue vede un compromesso possibile e il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem convoca in fretta i ministri per giocare oggi l'ultimo tempo della partita che tiene l'Eurozona con il fiato sospeso. Il clima da resa dei conti è ben descritto anche dalle telefonate che si susseguono in queste ore: Tsipras chiama la cancelliera Merkel e parlano attraverso i traduttori per essere più chiari possibile. Il premier Matteo Renzi sente il collega greco e il presidente della Commissione Jean Claude Juncker, e dopo la telefonata cambia il programma del Cdm di oggi: il ministro Padoan sarebbe dovuto restare a Roma per discutere la delega fiscale, e invece volerà a Bruxelles per partecipare al delicato negoziato. Anche perché in gioco ci sono sempre i 40 miliardi circa di esposizione italiana in Grecia. La lettera con cui il ministro delle finanze Yanis Varoufakis prova ad accontentare l'Eurogruppo è difficile da interpretare, ammettono fonti europee, consapevoli che i greci stiano giocando con le parole per rottamare il Memorandum, senza irritare i partner dell'Eurozona. Di certo non è il testo chiaro e semplice con cui l'Eurogruppo voleva vedere la richiesta di estensione dell'attuale piano, alle stesse condizioni. E' piuttosto "un cavallo di Troia" come lo definiscono fonti tedesche dell'Euro Working Group (la riunione che prepara l'Eurogruppo) perché sembra una richiesta di estensione degli accordi ma in realtà nasconde la possibilità di smarcarsi dagli impegni connessi. Ovvero dall'odiato Memorandum. Per la Commissione è comunque un passo avanti che "spiana la strada ad un compromesso ragionevole", anche se c'è ancora molta strada da fare. Del resto, lo stesso Juncker ha contribuito fino a questa mattina a guidare il Governo greco, sentendo Tsipras anche a tarda notte, nella speranza di limare insieme un testo accettabile. Nonostante questo, per il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble "la lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale, mira a un finanziamento ponte, senza adempiere alle richieste del programma, e non corrisponde ai criteri stabiliti nell'eurogruppo di lunedì". Il timore tedesco è che Atene prenda i soldi e scappi: un accordo che la svincoli dal Memorandum le consentirebbe di varare misure 'costose', a beneficio dei greci, ma sulle spalle dei contribuenti dell'Eurozona. Ma anche Berlino ha le sue contraddizioni, e nel Governo c'è chi la pensa diversamente dal falco Schaeuble: "La proposta scritta del governo greco è un primo passo nella direzione giusta", ha detto il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che invita ad andare al negoziato senza pregiudizi. Anche la Merkel, riporta la tv greca, sarebbe stata più morbida del suo ministro delle Finanze nella telefonata con Tsipras.

Il ministro delle Finanze aveva subito bocciato senza appello la proposta formulata da Atene di prolungare il prestito ma senza confermare gli impegni inclusi nell’attuale programma. Mentre Gabriel aveva parlato di “primo passo”. La portavoce, nell'evidente tentativo di smussare le differenze, ha poi precisato: "La lettera greca dimostra che la Grecia è ancora interessata agli aiuti europei" ed è "un punto di partenza" e "un buon segnale" per andare avanti nelle trattative.

Poco dopo è intervenuto anche il portavoce di Schaeuble per chiarire che il ministro delle Finanze "vuole una soluzione ed è molto impegnato per arrivare ad averne una", ma ha anche ricordato che "non si tratta di arrivare a un finanziamento ponte, ma a delle misure concordate fra la Grecia e l'Ue e su questo serve un accordo"

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