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il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia, saluta il Presidente Napolitano

“Gli italiani che lasciano l'Italia per andare all'estero dovrebbero farlo per scelta e non per un obbligo”. Prendo spunto da queste recenti parole pronunciate dal Capo dello Stato uscente, per salutare il suo settennato “maggiorato” pensando a quanti, nei cinque continenti, lavorano per tenere alto il nome dell'Italia nel mondo.
Quello spunto che Giorgio Napolitano ha inteso veicolare alla pubblica opinione rappresenta un punto di partenza per chi popola con orgoglio l'affollata comunità degli italiani all'estero.

Così il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia, parlando con il Corriere del Sud saluta il Presidente della Repubblica nel giorno delle sue dimissioni.
E osserva: "La scelta di riformare il nostro Paese dall'interno, per renderlo appetibile ai cervelli che oggi, invece, scelgono un'altra strada a causa di una dolorosa contingenza, mi auguro sia la strada maestra della politica italiana del nuovo anno. Un 2015 che si apre con il saluto che, a nome del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, intendo rivolgere a Napolitano".

"L'equilibrio e la dedizione ad una causa comune sono stati preziosi punti di riferimento in questi nove anni, anche e soprattutto nei frangenti maggiormente critici, con l'ombra di una crisi economica che minaccia ancora lo stivale e l'intero versante euromediterraneo. Ieri Camillo Benso conte di Cavour inviava i bersaglieri in Crimea, quasi per segnare il territorio. Oggi l’Italia guarda allo scacchiere geopolitico mondiale con molti (forse troppi) punti di domanda irrisolti, ma consapevole di aver avuto un Presidente di garanzia che l'ha egregiamente rappresentata dinanzi alle cancellerie internazionali".

"Il vero Paese, ebbe a scrivere Giorgio Ambrosoli, “è quello che ci costruiamo con il nostro lavoro”. L'auspicio è che il mandato appena concluso da Napolitano sia di effettivo stimolo per chi, dal Quirinale, avrà il gravoso compito di ripartire proprio dalla parola lavoro: l'alfa e l'omega di una comunità" conclude.

Giorgio Napolitano nel suo primo giorno da ex presidente della Repubblica ha lasciato il suo studio a quarto piano di Palazzo Giustiniani alle 15. Il senatore a vita era arrivato in mattinata ed è rimasto poche ore nello studio a sistemare le sue carte

Credo che tutti, quelli che lo apprezzano e quelli che lo apprezzano meno, riconoscano a questo presidente il fatto che ha segnato un'epoca in modo straordinario": così in serata ilpremier Matteo Renzi a 'Le invasioni barbariche' su La7 definendo Napolitano "un grande europeo, europeista, un grande uomo politico".

Per il Financial Times l'Italia rischia l'incertezza politica dopo le dimissioni del presidente. Secondo il quotidiano finanziario i negoziati per eleggere il nuovo 'inquilino' del Quirinale ''saranno un test chiave per il presidente del Consiglio Matteo Renzi''. ''Il vincitore emergerà probabilmente da un compromesso fra il partito democratico di Renzi e i parlamentari di centro destra guidati dall'ex premier Silvio Berlusconi''. Il giornale ripete fra i possibili candidati alla carica istituzionale i nomi già circolati in Italia: il ministro della Cultura, Dario Franceschini, Sergio Mattarella, Anna Finocchiaro, Romano Prodi, Giuliano Amato, Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia e Roberta Pinotti, ministro della Difesa. Secondo il Financial Times, Renzi deve trovare un possibile alleato per proseguire sul suo percorso di riforme, come lo era stato Napolitano. ''Vuole anche assicurare che il nuovo inquilino del Quirinale abbia una visione simile alla sua su quando andare a nuove elezioni''.

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