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Grillo accusa il capo dello Stato di "portare le istituzioni nel fango"

Il capo dello Stato, sentito per tre ore dai pm di Palermo non ha mai alzato il cartellino giallo durante le oltre tre ore di interrogatorio nella sala del Bronzino attrezzata per un giorno ad aula di tribunale. Secondo informazioni che trapelano dalle agenzie tante domande e tante risposte, ricostruiscono i partecipanti, con le quali Giorgio Napolitano è andato ben oltre i limiti previsti dalla Corte stessa.

"Sereno e preciso", lo hanno descritto diversi legali secondo fondi giornalistiche all'uscita dal Quirinale definendolo attento e a tratti scherzoso, puntuale nelle risposte date con calma, seduto dietro una scrivania. Nella sua deposizione il presidente della Repubblica avrebbe sottolineato di non aver mai saputo di indicibili accordi. E la parola "trattativa" non è stata mai pronunciata. Né dai pm, saliti al Colle per sentire Napolitano, né dai legali.

Chi ha assistito alla deposizione del presidente al processo sul patto tra pezzi dello Stato e boss parla di un Napolitano disteso, collaborativo, pronto a rispondere a tutte le domande senza avvalersi delle prerogative costituzionali di cui gode e spesso ricordategli dalla corte. Una disponibilità piena andata oltre i paletti messi dal collegio: più volte Napolitano ha voluto rispondere nonostante i giudici avessero ritenuto inammissibili i quesiti posti.

Tre ore di domande e risposte nella sala del Bronzino al Colle, e le indiscrezioni che trapelano attraverso le parole degli avvocati al termine della deposizione, danno la stura alla "indignazione" cinquestelle che dai social media straborda presto nei siti web dei quotidiani. Il primo commento, che è anche quello più duro, arriva dal deputato Riccardo Fraccaro. "Il presidente non dice ai cittadini perché continua a trascinare nel fango le istituzioni invece di dimettersi", tuona su facebook in un post dal titolo "Romanzo Quirinale, la vera storia mai raccontata della nostra repubblica". E' solo il primo di una lunga serie di attacchi grillini. Angelo Tofalo, deputato e membro del Copasir, definisce una "vergogna vederlo prima godere dell'immunità presidenziale e poi avvalersi della facoltà di non rispondere". Alessandro Di Battista va oltre, definendo il presidente un "soggetto politicamente indecoroso" ed elencando "i 61 anni di politica" di Napolitano "costati al contribuente oltre 16 milioni di euro tra stipendi e rimborsi"

"E' normale che l'avvocato di Riina possa intervenire alla deposizione di Napolitano?", commenta il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini ringrazia il presidente per la "fedeltà ai valori della Costituzione". Per Roberto Speranza, "Napolitano ha sempre mostrato un altissimo senso dello Stato". Il ministro dell'Interno Angelino Alfano, leader di Ncd, pone in rilievo i "meriti" del presidente: "Ha offerto - dice - un esempio della sua straordinaria capacità di interpretare il suo ruolo nel rispetto dei principi democratici, dando il suo alto tributo ai valori della democrazia".

Movimento cinque stelle all'attacco dopo la deposizione del presidente della Repubblica sulla presunta trattativa Stato-mafia. Dopo le tre ore di interrogatorio del capo dello Stato al Quirinale si accende la battaglia politica. E se la maggioranza blinda Giorgio Napolitano i grillini non risparmiano le critiche.

Il movimento di Beppe Grillo accusa il capo dello Stato di "portare le istituzioni nel fango"; il Pd ed Ndc, al contrario, si stringono a difesa della massima carica dello Stato definendo quello di ieri "un giorno triste per le istituzioni"; mentre Forza Italia e Lega si mostrano tiepidi. Per il governo interviene il sottosegretario Graziano Delrio che sottolinea come "il presidente abbia dato un esempio di rispetto istituzionale, svolgendo con limpidezza e grande dignità il suo dovere di cittadino".

 


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